
Piu’ intelligenti e quindi piu’ a rischio cancro? I bassi tassi di incidenza di tumore negli scimpanze’ hanno portato i ricercatori del Georgia Tech’s School of Biology e dell’Ovarian Cancer Institute coordinati da John McDonald a sospettare che la maggiore capacita’ cerebrale degli uomini sia responsabile della maggiore diffusione della malattia. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Medical Hypothesis: ”I test suggeriscono che una delle ragioni di questa differenza tra esseri umani e scimpanze’ – spiega McDonald – potrebbe risiedere nell’apoptosi, uno dei piu’ importanti meccanismi tramite cui il nostro corpo elimina le cellule tumorali. Gli uomini sono piu’ intelligenti degli scimpanze’ e quindi geneticamente piu’ restii ad auto-distruggere le proprie cellule”.
Archivio per la categoria ‘uomo’
cancro :Più ‘ intelligenti e quindi più a rischio cancro?
Pubblicato da milionidieuro su 12 giugno 2009
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Adapide: Uomo e scimmia, ecco l’antenato comune
Pubblicato da milionidieuro su 19 maggio 2009
Presentato all’American Museum of Natural History: ha 50 milioni di anni e somiglia al lemure del Madagascar
Il fossile, soprannominato ”Ida”.
L’animale, una femmina, e’ vissuto nell’Eocene, un’epoca del periodo Paleogene che va dai 55 ai 34 milioni di anni fa circa e gli scienziati lo hanno battezzato ”Darwinius masillae”, in omaggio a Charles Darwin. Fra le caratteristiche che lo rendevano simile ai primati piu’ evoluti, il pollice opponibile, la mano prensile e le unghie al posto degli artigli.
Atmosfera da grandi eventi all’American Museum of Natural History di New York. Philip Gingerich, presidente della Paleontological Society presenta il fossile di un animale che potrebbe essere il progenitore comune delle scimmie e dell’uomo. Accanto a Gingerich, il sindaco Michael Bloomberg e tutti componenti del team di scienziati che hanno lavorato per la scoperta. Tanta solennità è stata organizzata per mostrare un reperto giudicato molto importante nella ricerca delle nostre origini.
Il «completo e spettacolare fossile del possibile antenato», come l’ha definito Gingerich, mostra una giovane femmina di Adapide vissuta 47 milioni di anni fa ed è stato scoperto un paio d’anni fa a Messel Shale Pit, una cava abbandonata vicino a Francoforte. Il luogo tedesco è noto per i suoi ritrovamenti di fossili ben conservati appartenenti all’Eocene (circa 50 milioni di anni fa). Ma questo ha destato subito sorpresa e interesse tanto da essere conservato e studiato segretamente per un così lungo periodo senza far trapelare notizia.
Gli antropologi si chiedono da tempo da quale dei due gruppi di proscimmie esistenti circa 50 milioni di anni fa, i tarsidi che vivevano in Asia e gli adapidi presenti nell’America settentrionale e in Europa allora unite, l’evoluzione abbia poi portato verso l’uomo. Ora le caratteristiche del reperto tedesco farebbero pensare che proprio gli Adapidi, ritenuti anche i precursori degli attuali lemuri del Madagascar, siano gli «antenati giusti » o almeno più probabili. Negli ultimi due anni il prezioso fossile è stato analizzato da numerosi scienziati, incluso Jorn Hurun del National History Museum norvegese, facendo ricorso alla tomografia computerizzata la quale ha consentito di sezionare lo scheletro pietrificato cogliendone i dettagli più minuti.
Uno degli aspetti a favore delle conclusioni pubblicate su Public Library of Science, una rivista online, è la mancanza dei denti a pettine. «L’epoca di appartenenza, la regione del ritrovamento e la presenza di qualche carattere evolutivo diverso dalle proscimmie mi sembrano gli elementi di maggiore interesse », commenta Fiorenzo Facchini, antropologo dell’Università di Bologna. «E’ infatti possibile — aggiunge — che questi particolari elementi si ritrovino specializzati, molto tempo dopo, in linee evolutive diverse. Bisogna comunque tener conto che passeranno milioni di anni per vedere tra le scimmie i progenitori degli ominidi come il Proconsul o il Kenyapiteco. Infatti la separazione fra le antropomorfe e quella degli ominidi è avvenuta soltanto 6 milioni di anni fa».
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Adapide: SCOPERTO L’ANELLO DI CONGIUNZIONE SCIMMIA-UOMO
Pubblicato in: Adapide, ambiente, Darwinius masillae, evoluzione, Ida, natura, news, notizie, PALEONTOLOGIA, primati, scimmia, uomo | Lascia un commento »
Adapide: Uomo e scimmia, ecco l'antenato comune
Pubblicato da milionidieuro su 19 maggio 2009
Presentato all’American Museum of Natural History: ha 50 milioni di anni e somiglia al lemure del Madagascar
Il fossile, soprannominato ”Ida”.
L’animale, una femmina, e’ vissuto nell’Eocene, un’epoca del periodo Paleogene che va dai 55 ai 34 milioni di anni fa circa e gli scienziati lo hanno battezzato ”Darwinius masillae”, in omaggio a Charles Darwin. Fra le caratteristiche che lo rendevano simile ai primati piu’ evoluti, il pollice opponibile, la mano prensile e le unghie al posto degli artigli.
Atmosfera da grandi eventi all’American Museum of Natural History di New York. Philip Gingerich, presidente della Paleontological Society presenta il fossile di un animale che potrebbe essere il progenitore comune delle scimmie e dell’uomo. Accanto a Gingerich, il sindaco Michael Bloomberg e tutti componenti del team di scienziati che hanno lavorato per la scoperta. Tanta solennità è stata organizzata per mostrare un reperto giudicato molto importante nella ricerca delle nostre origini.
Il «completo e spettacolare fossile del possibile antenato», come l’ha definito Gingerich, mostra una giovane femmina di Adapide vissuta 47 milioni di anni fa ed è stato scoperto un paio d’anni fa a Messel Shale Pit, una cava abbandonata vicino a Francoforte. Il luogo tedesco è noto per i suoi ritrovamenti di fossili ben conservati appartenenti all’Eocene (circa 50 milioni di anni fa). Ma questo ha destato subito sorpresa e interesse tanto da essere conservato e studiato segretamente per un così lungo periodo senza far trapelare notizia.
Gli antropologi si chiedono da tempo da quale dei due gruppi di proscimmie esistenti circa 50 milioni di anni fa, i tarsidi che vivevano in Asia e gli adapidi presenti nell’America settentrionale e in Europa allora unite, l’evoluzione abbia poi portato verso l’uomo. Ora le caratteristiche del reperto tedesco farebbero pensare che proprio gli Adapidi, ritenuti anche i precursori degli attuali lemuri del Madagascar, siano gli «antenati giusti » o almeno più probabili. Negli ultimi due anni il prezioso fossile è stato analizzato da numerosi scienziati, incluso Jorn Hurun del National History Museum norvegese, facendo ricorso alla tomografia computerizzata la quale ha consentito di sezionare lo scheletro pietrificato cogliendone i dettagli più minuti.
Uno degli aspetti a favore delle conclusioni pubblicate su Public Library of Science, una rivista online, è la mancanza dei denti a pettine. «L’epoca di appartenenza, la regione del ritrovamento e la presenza di qualche carattere evolutivo diverso dalle proscimmie mi sembrano gli elementi di maggiore interesse », commenta Fiorenzo Facchini, antropologo dell’Università di Bologna. «E’ infatti possibile — aggiunge — che questi particolari elementi si ritrovino specializzati, molto tempo dopo, in linee evolutive diverse. Bisogna comunque tener conto che passeranno milioni di anni per vedere tra le scimmie i progenitori degli ominidi come il Proconsul o il Kenyapiteco. Infatti la separazione fra le antropomorfe e quella degli ominidi è avvenuta soltanto 6 milioni di anni fa».
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AUTOSTIMA: CORRELAZIONE TRA AUTOSTIMA E DNA
Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009

Sicuri di sé e soddisfatti della vita? Bisogna dire grazie ai geni, mentre se il bicchiere è sempre mezzo pieno conta anche l’ambiente in cui siamo cresciuti. Autostima, soddisfazione di vita e ottimismo hanno, infatti, una base genetica comune. Ma nell’ultimo caso l’ambiente sembra avere un peso maggiore rispetto al Dna. Lo rivela uno studio su centinaia di gemelli pubblicato sulla rivista ‘Behavior Genetics’ e coordinato dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con i Dipartimenti di psicologia delle Università Sapienza di Roma, Bicocca di Milano e con l’ateneo americano di Stanford (California).
La ricerca, che ha coinvolto 428 coppie di gemelli, monozigoti e dizigoti, tra i 23 e i 24 anni, iscritte al Registro nazionale gemelli (www.gemelli.iss.it), ha calcolato le stime di ereditabilità di questi tratti del carattere. Ebbene, le percentuali sono risultate del 73% per l’autostima, del 59% per la ‘soddisfazione di vita’ e del 28% per l’ottimismo. Dunque, i dati mostrano che autostima e soddisfazione di vita sono influenzate, in larga misura, da fattori genetici, mentre per l’ottimismo il ruolo dell’ambiente sembra essere preponderante.
“Ciò può essere dovuto al fatto – spiega Maria Antonietta Stazi, coordinatrice del Registro nazionale gemelli all’Iss e coautrice della ricerca – che l’incertezza del futuro, specialmente in una fascia di età giovane adulta come quella dei gemelli esaminati, rende il grado di ottimismo particolarmente soggetto all’effetto di esperienze contingenti. Quali, ad esempio, il completamento degli studi, l’inizio di un nuovo lavoro oppure il raggiungimento di una migliore posizione economica”. Ma il risultato “davvero innovativo dello studio – aggiunge Corrado Fagnani, ricercatore del Registro nazionale gemelli che ha sviluppato i modelli matematici per questo lavoro – è sicuramente rappresentato da un’elevata correlazione genetica e da una bassa correlazione ambientale riscontrata tra autostima, soddisfazione di vita e ottimismo. I fattori genetici, quindi, sembrano essere largamente condivisi da queste attitudini caratteriali, mentre le esposizioni ambientali potrebbero essere specifiche per ciascuno dei tratti. I risultati indicano che interventi di tipo ambientale per promuovere la salute mentale – sottolinea – potrebbero avere una maggiore influenza su specifici aspetti del benessere psicologico”.
I risultati di questo studio possono costituire la base per future ricerche mirate a individuare varianti geniche che predispongono contemporaneamente all’autostima, alla soddisfazione di vita e all’ottimismo. “Questi tratti – conclude la Stazi – potrebbero rappresentare le dimensioni fondamentali di una ‘sindrome da attitudine positiva’, in grado di proteggere dalla depressione, che vede proprio in un atteggiamento negativo verso se stessi, la vita e il mondo le sue caratteristiche peculiari”.
La Banca biologica del Registro gemelli è nata nel 2006 al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss. Il progetto prevede l’arruolamento di volontari con la raccolta di sangue, saliva e informazioni sullo stato di salute e gli stili di vita di ciascuno. I risultati, insieme all’analisi dei dati clinici e degli stili di vita, contribuiranno a fornire risposte sulle relazioni tra le nostre caratteristiche biologiche e i nostri geni, gli stili di vita e l’ambiente in cui viviamo. Attualmente la Banca biologica conserva materiale raccolto da 1.200 persone (gemelli e non), di varie età, residenti in diverse aree del Paese, per vari progetti di ricerca.
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SALUTE: IL CERVELLO VEDE LE EMOZIONI
Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009

Le emozioni, oltre a ”sentirle”, adesso si possono anche ”vedere”. Ad affermarlo e’ uno studio condotto da un gruppo di studiosi dell’Universita’ di Ginevra (Svizzera) guidati da Thomas Ethofer e pubblicato su Current Biology, secondo il quale dai segnali che il cervello elabora si puo’ ”leggere” se una persona ha appena ascoltato parole che indicano rabbia, gioia, sollievo o tristezza. Lo studio e’ il primo a dimostrare che le diverse informazioni emotive vengono rappresentate nel cervello da differenti segnali, uguali in tutti gli uomini. ”La corretta interpretazione dell’emozione espressa attraverso la voce – spiega Ethofer – e’ molto importante soprattutto in un contesto come quello attuale, in cui i segnali emotivi visivi spesso non sono disponibili, come quando si parla al telefono”.
Precedenti studi avevano gia’ analizzato il rapporto tra gli stimoli vocali-uditivi e le risposte delle diverse aree cerebrali, ”ma mentre i metodi convenzionali analizzano ogni punto nel cervello separatamente, con il nuovo studio abbiamo guardato al modello globale – spiega Ethofer -. Considerate la seguente analogia: se si dispone di un puzzle composto da pezzi in bianco e nero e si guarda ogni pezzo come a se’ stante, e’ difficile dire se i vari tasselli appartengono alla foto di una zebra o di una scacchiera, ma diventa relativamente facile se si mettono insieme i pezzi”.
Lo studio e’ stato eseguito presentando ai volontari sottoposti all’esperimento diverse parole pronunciate con espressioni differenti – rabbia, tristezza, sollievo, gioia – e contemporaneamente scannerizzando la reazione dei loro cervelli attraverso la risonanza magnetica funzionale.
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Adapide: SCOPERTO L’ANELLO DI CONGIUNZIONE SCIMMIA-UOMO
Pubblicato da milionidieuro su 11 maggio 2009

La Bbc rivelera’ in un documentaio la scoperta di uno scheletro che rappresenterebbe l’ ”anello mancante” dell’evoluzione umana. Presto a New York sara’ presentato il primo scheletro intero di un Adapide, il Darwinius masillae: le ossa fossilizzate, che hanno dai 37 ai 47 milioni di anni, sono state trovate nella cava Messel in Germania. L’animale, una femmina, somiglia a un lemure, ma farebbe parte di un gruppo di primati evolutisi poi in scimmie ed esseri umani.
Si chiama ‘Adapide’, viveva sulla terra tra 37 e 47 milioni di anni fa e assomigliava a un lemure. Questo l’identikit dell’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia su cui la Bbc ha preparato un documentario dopo scoperta in Germania vicino Francoforte di uno scheletro fossilizzato che rappresenterebbe l’ ‘anello mancante’ dell’evoluzione umana. Secondo il Mail on Sunday il documentario della durata di 90 minuti sara’ presentato da curato Sir David Attenborough, autore delle piu’ belle trasmissioni naturalistiche della Bbc. Il programma non e’ ancora stato inserito nei palinsesti del servizio pubblico britannico ma il il giornale e’ venuto a sapere che lo studio su cui si basa sara’ reso pubblico il 19 maggio a New York. In quell’occasione verra’ presentato il primo scheletro intero mai trovato dell’Adapide, battezzato ‘Darwinius masillae’ le cui le ossa fossilizzate sono stati trovati nella cava di Messel in Germania. L’esemplare e’ una femmina e Sir David spieghera’ perche’ i ricercatori sono convinti che l’Adapide non e’ semplicemente un antenato dei lemuri ma fa parte di un gruppo collegato di primati che si sarebbero evoluti in scimmie ed esseri umani. Lo studio sara’ pubblicato dalla rivista angloamericana Public Library of Science. Philip Gingerich, presidente della Us Paleontological Society, co-autore dello studio, ha dichiarato al Mail: ”Ho esaminato questo scheletro, e’ incredibilmente completo e datato con precisione. Lo abbiamo tenuto nascosto perche’ non si puo’ parlare di qualcosa finche’ non la capisci a fondo. Ora abbiamo capito, fara’ progredire la nostra conoscenza dell’evoluzione”.
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Adapide: SCOPERTO L'ANELLO DI CONGIUNZIONE SCIMMIA-UOMO
Pubblicato da milionidieuro su 11 maggio 2009

La Bbc rivelera’ in un documentaio la scoperta di uno scheletro che rappresenterebbe l’ ”anello mancante” dell’evoluzione umana. Presto a New York sara’ presentato il primo scheletro intero di un Adapide, il Darwinius masillae: le ossa fossilizzate, che hanno dai 37 ai 47 milioni di anni, sono state trovate nella cava Messel in Germania. L’animale, una femmina, somiglia a un lemure, ma farebbe parte di un gruppo di primati evolutisi poi in scimmie ed esseri umani.
Si chiama ‘Adapide’, viveva sulla terra tra 37 e 47 milioni di anni fa e assomigliava a un lemure. Questo l’identikit dell’anello di congiunzione tra l’uomo e la scimmia su cui la Bbc ha preparato un documentario dopo scoperta in Germania vicino Francoforte di uno scheletro fossilizzato che rappresenterebbe l’ ‘anello mancante’ dell’evoluzione umana. Secondo il Mail on Sunday il documentario della durata di 90 minuti sara’ presentato da curato Sir David Attenborough, autore delle piu’ belle trasmissioni naturalistiche della Bbc. Il programma non e’ ancora stato inserito nei palinsesti del servizio pubblico britannico ma il il giornale e’ venuto a sapere che lo studio su cui si basa sara’ reso pubblico il 19 maggio a New York. In quell’occasione verra’ presentato il primo scheletro intero mai trovato dell’Adapide, battezzato ‘Darwinius masillae’ le cui le ossa fossilizzate sono stati trovati nella cava di Messel in Germania. L’esemplare e’ una femmina e Sir David spieghera’ perche’ i ricercatori sono convinti che l’Adapide non e’ semplicemente un antenato dei lemuri ma fa parte di un gruppo collegato di primati che si sarebbero evoluti in scimmie ed esseri umani. Lo studio sara’ pubblicato dalla rivista angloamericana Public Library of Science. Philip Gingerich, presidente della Us Paleontological Society, co-autore dello studio, ha dichiarato al Mail: ”Ho esaminato questo scheletro, e’ incredibilmente completo e datato con precisione. Lo abbiamo tenuto nascosto perche’ non si puo’ parlare di qualcosa finche’ non la capisci a fondo. Ora abbiamo capito, fara’ progredire la nostra conoscenza dell’evoluzione”.
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