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Archivio per la categoria ‘Tricastin incidente’

incidenti nucleari:Tricastin, nuovo incidente

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


Un nuovo incidente si e’ verificato mercoledi’ scorso nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia. Due grandi pezzi metallici di due tonnellate ciascuno sono caduti da un’altezza di circa 15 metri durante lavori di manutenzione nella centrale. Dell’incidente – che non ha coinvolto persone – e’ stata informata l’Authority sulla sicurezza nucleare.

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incidente in francia a tricastin 06-08-2008

Pubblicato da milionidieuro su 6 agosto 2008

(ANSA) – PARIGI, 6 AGO 2008 - Ancora la centrale nucleare del Tricastin, nel
sud della Francia, fa parlare di sé quest’estate per un incidente, anzi
un’anomalia: a luglio – ma si è saputo solo oggi – ci sarebbero state
troppe emissioni di scorie di carbonio 14 alla fabbrica Socatri (Areva)
sul sito in cui già quattro volte è scattato l’allarme. Lo ha
annunciato l’ASN, Autorità di sicurezza nucleare. Si tratterebbe, in
realtà, della prima anomalia in ordine temporale, essendo stata
appurata il 4 luglio, durante il trattamento delle scorie. In quella
fase, stando all’ASN, ci sarebbe stato “un superamento, per il mese di
giugno, del limite di rifiuti gassosi mensili di carbonio 14″.

L’ASN,
pur classificando l’incidente all’ormai solito livello 1, il più basso
della scala che ne conta 8, ha “vietato alla Socatri qualsiasi attività
che generi scorie di carbonio 14 fino alla fine del 2008″. Infatti, il
limite consentito per l’anno intero è già stato superato del 5%.

L’impatto
sull’ambiente e sulla popolazione sarebbe peraltro “molto debole”.
Nella stessa fabbrica Socatri, la notte fra il 7 e l’8 luglio, c’era
stata una fuga di 74 chili di sostanze contenenti uranio. L’incidente
rivelato oggi è il quinto in un mese, dopo la lieve contaminazione del
23 luglio di cui hanno fatto le spese un centinaio di dipendenti della
centrale del Tricastin, le fughe radioattive del 7 luglio e quelle di
un’altra fabbrica di combustibili a Romans-sur-Isere, poco lontano ma
più a nord, il 18 luglio. Infine, il 21 luglio, 15 dipendenti su un
cantiere di manutenzione della centrale erano rimasti lievemente
contaminati.

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allarme a Tricastin 29-07-2008 la stampa.it

Pubblicato da milionidieuro su 29 luglio 2008

GRENOBLE
Nuovo allarme alla centrale
nucleare di Tricastin a 40 chilometri da Avignone, nel sud della
Francia. Un centinaio di impiegati sono stati sgomberati dall’impianto
a causa dell’allarme lanciato dopo una nuova fuoruscita di polvere
radioattiva dal reattore No4.

Sulle 127 persone sgomberate, 45
sono state condotte nell’infermeria. Due operai presentano «tracce
estremamente deboli» di radioattività definite «non significative».
«Siamo al di sotto della soglia», ha rassicurato Jean Girardi, un
ingegnere della centrale che ha parlato con la televisione privata Lci.
Un portavoce di Edf ha comunque subito rassicurato: «Nessun incidente,
è stato solo un allarme intempestivo».«Il medico – ha aggiunto il
portavoce – ha concluso che non c’è alcuna contaminazione».
Un’inchiesta verrà comunque aperta – ha aggiunto – per verificare la
causa che ha fatto scattare l’allarme.

Sono tuttavia in corso
indagini per individuare le cause dell’incidente che si è prodotto
verso 9.30 di oggi nell’edificio del reattore No4, attualmente fermo
per manutenzione. Negli ultimi giorni la centrale di Tricastin ha
destato allarme. Dall’inizio del mese si sono verificati due incidenti
a Tricastin: il primo il 7 luglio nella filiale di smaltimento di
rifiuti della Socatri con la diffusione, nelle acque dei fiumi Gaffiere
e Lauzon di 74 chili di uranio. Il secondo incidente si è registrato il
23 luglio e ha contaminato «leggermente» e senza conseguenze 100
operai. Anche su questi episodi sono state aperte delle indagini.

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NUCLEARE: FRANCIA, 100 OPERAI LEGGERMENTE CONTAMINATI 23-07-2008

Pubblicato da milionidieuro su 23 luglio 2008

PARIGI – Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove
alcuni giorni fa c’era stata una fuga di materiale radioattivo, sono
stati contaminati ”leggermente” oggi da elementi fuorusciti da una
tubatura nel reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto
la direzione di EDF.

Secondo quanto si apprende, gli operai
irradiati nella centrale di Tricastin, che si trova a oltre 200
chilometri dall’Italia, sono stati contaminati dal cobalto 58.
L’incidente, secondo EDF, e’ avvenuto questa mattina e avrebbe
provocato contaminazioni ”leggere, 40 volte inferiori al limite
regolamentare”. I 97 dipendenti sono stati evacuati d’urgenza dalla
centrale quando l’allarme della contaminazione si e’ messo a suonare
per una fuga nel reattore numero 4. Fra i 97, sarebbero 91 ad aver
presentato segni di contaminazione al cobalto 58, un ”metallo bianco”
che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti
ma che, attivato a livello radio, e’ presente nei reattori e, da solo,
possiede il 39% di tutta l’attivita’ irradiante. Gli impiegati
contaminati sono stati visitati e rimandati a casa, per loro non
esisterebbero pericoli immediati. Si tratta del terzo incidente
nucleare nella regione in meno di 16 giorni.

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FALDA CONTAMINATA NEI PRESSI DELLA CENTRALE DI TRICASTIN

Pubblicato da milionidieuro su 16 luglio 2008

16-07-2008
PARIGI – Ancora polemiche sulla centrale nucleare di Tricastin, nel
sud della Francia, 10 giorni dopo la fuoriuscita da un impianto di
acque usate contenenti 8,2 grammi al litro di uranio naturale. Il
problema stavolta non sono però le acque superficiali dei fiumi
Gaffiere e Lauzon, in cui secondo i dati dell’Istituto di
radioprotezione e sicurezza nucleare (Irsn) c’é una “diminuzione
regolare del livello di uranio”, ma 4 punti di prelievo d’acqua in
profondità, falde freatiche e pozzi privati, in cui la concentrazione
di uranio supera la soglia massima fissata dall’Organizzazione mondiale
della sanità di 15 microgrammi per litro.

Particolari
preoccupazioni suscita il punto ‘AEP4′, oltre 2km a sud della centrale,
dove negli ultimi giorni sono stati rilevati tassi di uranio molto alti
e fluttuanti, con un picco di 64 microgrammi/litro il 9 luglio. Una
contaminazione che, spiega un comunicato dell’Irsn, “non può essere
spiegata dal rigetto accidentale avvenuto l’8 luglio, tenuto conto
della distanza che separa il punto dal fiume e della velocità di
deflusso delle acque nella falda”. Le cause dell’anomalia, dunque,
restano un mistero. Anche perché, precisa il quotidiano Le Parisien,
tassi simili erano già stati rilevati prima dell’incidente, durante
un’inchiesta della Direzione dipartimentale degli affari sanitari e
sociali. Tra le ipotesi avanzate dall’Irsn, per bocca del direttore
aggiunto all’Ambiente Jean-Christophe Gariel, “una presenza di uranio
naturale” o una “marcatura precedente” delle fonti radioattive, oltre
all’”idrogeologia molto complessa dell’area” che spiegherebbe le
disparità.

Secondo la Commissione di ricerca e d’informazione
indipendente sulla radioattività (Criirad), invece, la colpa sarebbe da
attribuire a un deposito interrato di scorie di un impianto militare di
arricchimento dell’uranio attivo a Tricastin dal 1964 al ’96. ”Vicino
all’attuale sito della centrale nucleare – spiega la presidente di
Criirad Corinne Castaigner – c’era una fabbrica per la produzione di
armi atomiche, dove si utilizzava uranio molto arricchito. Per anni i
suoi residui di lavorazione sono stati sepolti sotto terra, senza
precauzioni”. Ciò avrebbe consentito, prosegue, “che l’acqua piovana
scorresse a contatto con le scorie, trascinando l’uranio nel terreno”.
Un’anomalia riscontrata anche da un rapporto del 1998 dell’Alto
commissariato all’energia atomica. La Socatri, società satellite di
Areva responsabile gli impianti di Tricastin, ha però assicurato che le
scorie interrate “non costituiscono un rischio sanitario per la
popolazione” e “non hanno alcun legame” con l’inquinamento delle acque
sotterranee.

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Tricastin incidente nella centrale nucleare 11-07-2008

Pubblicato da milionidieuro su 11 luglio 2008

PARIGI – L’Autorità per la sicurezza nucleare francese ha chiesto in mattinata a Socatri, società satellite del colosso energetico Areva, di sospendere l’attività del suo sito di trattamento nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, e di prendere “misure immediate di messa in sicurezza”. Dagli impianti di Socatri, a Tricastin, si era verificata lunedì scorso una fuoriuscita di acque contenenti uranio, con parziale riversamento nei fiumi circostanti.

TIMORI ECOLOGISTI MA AUTORITA’ RASSICURANO – DOPO INCIDENTE AREVA SOTTO ACCUSA
Mentre l’Autorità per la sicurezza nucleare (Asn) diffondeva messaggi rassicuranti, gia’ nei giorni scorsi le associazioni ambientaliste francesi erano sul piede di guerra dopo la fuoriuscita accidentale di acque di scarico contenenti uranio dalla centrale nucleare di Tricastin in due fiumi vicini. L’ associazione ecologista ‘Uscire dal nucleare’ accusa Areva, azienda proprietaria del sito, “di aver trattenuto deliberatamente informazioni e di fatto, aver messo volontariamente in pericolo la popolazione”, e ha annunciato una manifestazione sabato prossimo a Parigi. Parla invece di “dimostrazione che il nucleare non è un’energia pulita” Greenpeace, che aggiunge: “Nicolas Sarkozy chiaramente omette di precisare questo genere di ‘dettagli’ quando annuncia in pompa magna il lancio di una nuova centrale Epr, per cui Tricastin è uno dei siti possibili”. Reazioni negative anche dalla Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività, che ha annunciato che sporgerà denuncia contro le due società filiali di Areva responsabili del sito di Tricastin, Areva Cn e Socatri, rispettivametne per “la sepoltura di più di 700 tonnellate di scorie” e per “scarichi radioattivi nell’ambiente”. Da parte loro, i responsabili istituzionali mandano invece messaggi rassicuranti. L’Asn ha fatto sapere che i rilievi effettuati nella falda acquifera, in tre pozzi di pompaggio appartenenti a privati e nei corsi d’acqua in cui si sono riversate le acque all’uranio non hanno riscontrato “alcun elemento anormale”. Anche i tassi di radioattività rilevati nella zona, afferma sempre l’Asn, risultano da una serie di verifiche “in costante diminuzione da ieri sera”.

L’INCIDENTE

Sono state mantenute per tutta la notte di martedi’ le misure di sicurezza precauzionali nei comuni intorno alla centrale nucleare di Tricastin dopo che, durante il lavaggio di una cisterna, parte di 30 metri cubi d’acqua usata, contenente 12 grammi di uranio per litro, era accidentalmente finita in due fiumi vicini. Divieto di attività nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l’Auzon, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell’irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita. La Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività (Criirad) aveva denunciato la “mancanza di affidabilità” della centrale di Tricastin, spiegando che “il rischio sanitario è effettivamente lieve, ma questo incidente, non trascurabile, giunge in seguito a un numero crescente di altri incidenti, che mostrano un degrado della gestione delle scorie su un sito destinato invece a svilupparsi”. Criticato anche il modo di dare informazioni sull’accaduto: “l’utilizzo dell’unità di misura della massa (il grammo) – ha aggiunto il Criirad – invece di quella della radioattività (il becquerel) non rende conto dell’ampiezza della fuga”. La perdita, conclude la commissione, avrebbe riversato nei fiumi “uno scarico più di 100 volte superiore al limite annuale”. Si è fatta sentire anche l’organizzazione ‘Uscire dal nucleare’, secondo la quale “é impossibile che una tale fuga, contenente uranio, non abbia conseguenze importanti sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

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