ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘tecnologia’

Nano Share: MONITORAGGIO ATMOSFERA

Pubblicato da milionidieuro su 29 maggio 2009


Ozono, anidride carbonica, particelle inquinanti e perfino raggi cosmici. E’ Nano Share a misurare per la prima volta questi preziosi dati atmosferici nella valle del Khumbu. Si tratta di un sofisticato prototipo scientifico testato dalla squadra EvK2Cnr nella valle del Khumbu, e le cui caratteristiche sono state presentate al convegno internazionale ”Mountains, energy, water and food.

The Share project:understanding the impacts of climate change”, che si e’ chiuso ieri a Milano.

Il prototipo, destinato a monitorare clima e inquinanti negli ambienti piu’ estremi, ha dato ottimi risultati sia nel test a a Syangboche, un promontorio a 3.800 metri di quota incorniciato dalle vette di Everest, Lhotse e Amadablam, sia nel test condotto presso il Laboratorio Piramide, ad oltre 5000 metri di quota. ”Questo box nasce dall’idea – spiega Paolo Bonasoni, ricercatore Isac Cnr ed EvK2Cnr, responsabile del progetto Share – di avere una valigia portatile da trasportare in alta montagna per misurare parametri interessanti e particolari dal punto di vista dell’inquinamento e del clima. Misura infatti gas inquinanti come l’ozono, e ha un contatore ottico per misurare particelle ultrafini, da 0,3 a 15 micron. E’ quindi in grado di individuare polveri trasportate qui da molto lontano, per esempio dai deserti dell’Asia o dell’Africa. C’e’ poi anche un sensore di CO2 e un dosimetro di radiazione cosmica”.

L’apparecchio, che ha iniziato nei giorni scorsi con successo la prima fase di test in alta montagna, e’ gia’ stato testato nella camera baroclimatica di Pratica di Mare dell’Aeronautica Militare. Nasce da un’idea Evk2cnr, ed e’ stato realizzato a Bologna in ambito Cnr e in collaborazione con il Cnrs.

Il box, in fase di test, ha rilevato per una decina giorni l’atmosfera del Khumbu a 3.800 metri di quota e poi e’ stato trasferito al Laboratorio Piramide, dove e’ stato reinstallato ad oltre cinquemila metri.

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Airpod: Auto ad aria

Pubblicato da milionidieuro su 25 maggio 2009


Questa volta ci siamo, o almeno così sembra: l’auto ad aria sta per arrivare sulle nostre strade. Le consegne delle prima pre-serie sono previste per il prossimo mese. Ecco tecnologia, costi, prestazioni e punti oscuri di un’auto che potrebbe essere davvero rivoluzionaria.

Dopo quasi 20 anni di progetti, rinvii e sospetti di bufala, l’auto ad aria compressa sembra essere finalmente pronta. MDI, l’azienda francese che le produce, ci ha confermato che le prime vetture saranno consegnate entro qualche settimana alla compagnia aerea KML e sostituiranno una vecchia flotta di cart elettrici attualmente in servizio all’aeroporto di Amsterdam. La prima prova ufficiale di questo veicolo apparentemente super ecologico è stata effettuata qualche giorno fa da un giornalista del quotidiano britannico The Guardian che nel suo resoconto dà un giudizio complessivamente positivo sul rivoluzionario mezzo.
Sulle ali del vento. Il motore della Airpod è un bicilindrico da 5,5 cavalli di potenza alimentato da un flusso di aria ad altissa pressione stivata in una bombola-serbatoio: l’uscita dell’aria compressa aziona due pistoni che fanno girare l’albero motore. Esternamente la vettura assomiglia a una specie di uovo con tre ruote, si guida con un joystick ed è realizzata interamente in fibra di vetro per contenere al massimo il peso. Sviluppata per usi esclusivamente urbani, può ospitare fino tre persone, ha un’autonomia di 200 km e una velocità massima di 70 km/h. Il pieno d’aria si fa durante la notte grazie a uno speciale compressore elettrico ma è già pronto un dispositivo ad alta pressione che permetterà di riempire le bombole in meno di un minuto.
In questo video una breve presentazione di Airpod

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Airpod: Auto ad aria

Pubblicato da milionidieuro su 25 maggio 2009


Questa volta ci siamo, o almeno così sembra: l’auto ad aria sta per arrivare sulle nostre strade. Le consegne delle prima pre-serie sono previste per il prossimo mese. Ecco tecnologia, costi, prestazioni e punti oscuri di un’auto che potrebbe essere davvero rivoluzionaria.

Dopo quasi 20 anni di progetti, rinvii e sospetti di bufala, l’auto ad aria compressa sembra essere finalmente pronta. MDI, l’azienda francese che le produce, ci ha confermato che le prime vetture saranno consegnate entro qualche settimana alla compagnia aerea KML e sostituiranno una vecchia flotta di cart elettrici attualmente in servizio all’aeroporto di Amsterdam. La prima prova ufficiale di questo veicolo apparentemente super ecologico è stata effettuata qualche giorno fa da un giornalista del quotidiano britannico The Guardian che nel suo resoconto dà un giudizio complessivamente positivo sul rivoluzionario mezzo.
Sulle ali del vento. Il motore della Airpod è un bicilindrico da 5,5 cavalli di potenza alimentato da un flusso di aria ad altissa pressione stivata in una bombola-serbatoio: l’uscita dell’aria compressa aziona due pistoni che fanno girare l’albero motore. Esternamente la vettura assomiglia a una specie di uovo con tre ruote, si guida con un joystick ed è realizzata interamente in fibra di vetro per contenere al massimo il peso. Sviluppata per usi esclusivamente urbani, può ospitare fino tre persone, ha un’autonomia di 200 km e una velocità massima di 70 km/h. Il pieno d’aria si fa durante la notte grazie a uno speciale compressore elettrico ma è già pronto un dispositivo ad alta pressione che permetterà di riempire le bombole in meno di un minuto.
In questo video una breve presentazione di Airpod

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TERREMOTO: Allarmi ignorati

Pubblicato da milionidieuro su 9 aprile 2009

Negli ultimi mesi decine di scosse Qualcuno aveva provato a mettere in guardia sull’imminenza di una tragedia come quella di questa notte ma era stato accusato di procurato allarme e di conseguenza denunciato

Quella di oggi è stata solo la scossa più forte di uno sciame sismico che si perpetua da mesi. La magnitudo registrata alle 3.32 di questa notte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è di 5,8 gradi della scala Richter, a cui sono seguite diverse repliche, la prima di 4,7 gradi alle 4.37. Numerose le avvisaglie nelle ultime settimane. Una scossa violenta il 16 gennaio, poi quella di magnitudo 4.0 che aveva fatto tremare l’Abruzzo già il 30 marzo: molte persone si erano già riversate in strada allora. Dall’inizio dello sciame sismico, qualche mese fa, sono decine gli eventi di magnitudo superiore a 2.0 registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto aquilano e nel bacino di Sulmona.

A parte qualche malore dovuto allo spavento, non c’erano però mai stati feriti gravi. Nè erano stati rilevati danni importanti. Su richiesta del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si era tenuta nella sede della Regione Abruzzo all’Aquila, una riunione degli esperti della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi. Obiettivo, dicono al Dipartimento della Protezione civile, era quello di «fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane». «È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio», si leggeva appena quindici giorni fa in una nota dello stesso Dipartimento. Secondo l’Ingv, che è l’ente preposto alla sorveglianza della sismicità sul territorio nazionale, «le scosse avvertite nei mesi scorsi dalla popolazione facevano parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione».

Qualcuno nei giorni scorsi aveva però messo in allarme sulla possibilità del sopraggiungere di scosse più forti e pericolose per la popolazione abruzzese, ma era stato accusato di “procurato allarme” e di conseguenza denunciato. «Le scosse di terremoto che continuano a scuotere l’Abruzzo non sono tali da preoccupare – aveva spiegato Bertolaso – ma Purtroppo a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false siamo costretti a mobilitare la comunità scientifica per rassicurare i cittadini». L’attacco era rivolto a Giampaolo Giuliani , ricercatore dei laboratori del Gran Sasso, che aveva previsto un terremoto di proporzioni disastrose: «È stato tutto proditoriamente architettato perché io potessi essere messo a tacere, addirittura con un avviso di garanzia. E ho le prove che è falso». Così il ricercatore intervistato da Affaritaliani.it. E ancora: «Dal presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Boschi e da Bertolaso vorrò le scuse per tutti i morti che ci sono stati oggi a l’Aquila: hanno dichiarato il falso domenica scorsa e ho i testimoni. La mia previsione purtroppo era giusta». «Figuriamoci se questi (Boschi e Bertolaso, ndr) ascoltano qualcuno. Figuriamoci. Non mi faccia dire di più, già ho un avviso di garanzia in corso». «Stanotte mi sono andate distrutti almeno tre rivelatori che avevo in funzione e non riesco ancora a collegarmi con la macchina principale perché l’Aquila non può essere attraversata spiega ancora Giuliani – Credo che una sia in funzione. Quello che posso dire è che abbiamo previsto tantissime scosse anche per la giornata di domani, scosse di assestamento che vanno tra il terzo e il quarto grado della scala Richter».

Oggi però ancora una scossa, appena un po’ più violenta di quelle degli ultimi giorni, ma quanto basta per mettere in allarme la Regione Abruzzo. Questa volta non basta rassicurare i cittadini: a centinaia si riversano nelle strutture sanitarie per chiedere soccorso. La Protezione civile e i carabinieri parlano di decine di morti, centinaia di feriti e migliaia di sfollati. Bertolaso la definisce la «peggiore tragedia di questo millenio» e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi annuncia che firmerà lo stato d’emergenza. A questo punto in Abruzzo e nel resto d’Italia sono in molti a chiedersi se veramente non si potesse fare nulla per scongiurare questo dramma. E’ vero, forse non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto, ma qualcuno questa volta aveva provato a farlo.
Fonte:la stampa

E’ salito a 27, secondo fonti non ufficiali, il numero dei morti in seguito alla forte scossa di terremoto che questa notte alle 3,30 ha colpito l’Abruzzo.
Migliaia gli sfollati e i crolli segnalati, soprattutto in alcune frazioni. Il sisma, di magnitudo 6,3 Richter (8-9 Mercalli), ha causato il crollo di molti edifici, fra cui l’albergo Duca degli Abruzzi de l’Aquila, lesionato anche l’ospedale e gravemente danneggiata la Casa dello Studente.
Sempre all’Aquila e’ crollato un condominio di cinque piani sotto il quale e’ molto probabile che siano intrappolate intere famiglie. Si continua a scavare sotto le macerie ma la situazione e’ grave. Manca l’acqua potabile mentre si lavora febbrilmente per riattivare le linee di energia elettrica. Si cerca di allestire ospedali da campo perche’ molti feriti vengono medicati direttamente in strada, ma lo sciame sismico continua e alle 9,40 e’ stata avvertita un’altra forte scossa.
La macchina della Protezione Civile si e’ messa in moto istantaneamente e la prima colonna di aiuti e’ partita da Roma gia’ questa notte alle 4,02. Aiuti stanno giungendo da tutta Italia: Croce Rossa, Misericordie, Protezione Civile, Forestale, l’esercito. Impossibile sapere quanta gente c’e’ ancora sotto le macerie. Restano chiuse le auTostrade A24 Roma-L’Aquila, nel tratto compreso tra Tornimparte e Assergi, in entrambe le direzioni, e l’A25 Roma-Pescara.
Mentre proseguono le verifiche sulle linee ferroviarie regionali.
Berlusconi, in arrivo sul luogo della tragedia, ha firmato stamane il decereto sullo stato di emergemnza nazionale.
ORE 19:30 E’ di 150 morti e oltre 1500 feriti accertati il nuovo bilancio del terremoto in Abruzzo
, 100 mila gli sfollati

Pubblicato in: 21159955, 21160040, 21161675, 21162829, 21163195, 746, Abruzzo, attualità, Civiltà, Cronaca, INCIDENTI, news, notizie, SICUREZZA, SISMA, tecnologia | Lascia un commento »

Energie alternative e pareti multimediali: ecco il nuovo simbolo della finanza cinese

Pubblicato da milionidieuro su 3 marzo 2009


Il progetto del palazzo che, a Shenzhen, ospiterà gli uffici del China Insurance Group

Duecento metri per 49 piani, 1.600 metri quadrati di area calpestabile, alimentazione ad energia solare e una parete in grado di proiettare immagini multimediali: sono queste le peculiarità del nuovo palazzo che, a Shenzhen, ospiterà il China Insurance Group. Presentato dagli austriaci di Coop Himmelb(l)au (letteralmente, cielo blu: anche questo un buon auspicio per una delle megalopoli più inquinate della Repubblica popolare cinese), il progetto è stato votato all’unanimità dalla giuria del concorso “4 torri in 1″. Bandito dall’autorità urbanistica di Shenzhen, il piano “4 torri in 1″ ha selezionato quattro progetti per il nuovo distretto finanziario cittadino cui sono stati destinati gli uffici di Shenzhen Media Group, China Construction Bank, China Insurance Group, e Southern & Bosera Funds.

Il palazzo degli austriaci è stato studiato in maniera tale da ridurre gli effetti della pressione del vento, garantire una ventilazione naturale nei corridoi all’interno oltre che ripari d’ombra nelle stanze particolarmente esposte alla luce del sole. L’energia solare è invece garantita dal posizionamento di cellule fotovoltaiche sulle pareti esterne dell’edificio, e, nonostante al momento sia difficile stimare quanta energia sarà possibile produrre grazie a questo sistema, è evidente che il consumo complessivo della struttura sarà nettamente più basso rispetto ai palazzi meno ecologici circostanti. Ancora, sulle pareti esterne potranno essere riprodotte insegne multimediali controllando con dei computer dei grandi led luminosi distribuiti in maniera irregolare su muri e vetrate.

All’interno, l’edificio è suddiviso in strati. Ai piani alti gli uffici, a quelli bassi le aree accessibili al pubblico. Quelli centrali verranno invece sfruttati per coltivare giardini o per allestire sale riunioni e conferenze.

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