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Archivio per la categoria ‘Sardegna’

GUIDA BLU: Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Pubblicato da milionidieuro su 30 maggio 2009


Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Sono queste le localita’ che guidano l’annuale classifica della Guida Blu di Legambiente edita dal Touring presentata oggi a Roma. Mare cristallino, paesaggi da cartolina, spiagge incantevoli e ben curate, ma anche arte, buona cucina e soprattutto rispetto della sostenibilita’ ambientale sono la ricetta per ottenere le ambite 5 vele che quest’anno ben 13 localita’ marittime italiane hanno ottenuto. Dopo le prime due posizioni, il terzo posto viene conquistato da Domus de Maria (Ca), al quarto la perla del Cilento, Pollica (Sa), al quinto Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007. Nel gruppo di testa compaiono ancora Castiglion della Pescaia (Gr), Nardo’ (Le), Baunei (Og), Ostuni (Br), l’isola di Salina (Eolie), Noto (Sr), San Vito lo Capo (Tp) e, infine, Posada (Nu).

A livello regionale e’ invece trionfo per la Sardegna, con una media di 3,4 vele per le sue localita’ costiere, seguita da Toscana (3,03), Puglia (3), Sicilia (2,63), Abruzzo (2,6), Campania (2,56), Basilicata e Marche a pari merito con una media 2,5 vele per localita’.

Undicesimo posto ma con meriti speciali per Noto (Sr) che e’ riuscita (unica in Sicilia) a darsi, prima che la regione legiferasse in materia, delle regole sull’istallazione di megaimpianti fotovoltaici ed eolici ”diventando un modello per l’assessorato regionale all’ambiente, e con il nuovo regolamento edilizio che incentiva efficienza energetica per case e strutture ricettive sostenibili promosso con la creazione del piu’ alto albero di natale d’Italia,”vivo” ed illuminato interamente con energia fotovoltaica”. inoltre, recita la Guida, ”l’offerta culturale, gia’ cospicua, e’ incrementata dalla finalmente fruibile Villa del Tellaro con mosaici tardo imperiali, dall’ apertura alle visite di palazzo Nicolaci con gli arredi ed atmosfere del ‘ 700 e di parte del collegio dei gesuiti destinato a palazzo della cultura. Nuovi sentieri e servizi sia pubblici che privati garantiscono una migliore fruizione delle aree naturali come a Noto Antica e i canyon vicini e le principali riserve naturali. Finalmente la lotta agli abusi edilizi e commerciali vede i primi frutti con l’avvio delle prime demolizioni”.

”Quelli che ogni estate suggeriamo come meta di vacanze nella Guida Blu -ha commentato Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente- sono luoghi che hanno scommesso sulla qualita’. Qualita’ nella gestione del territorio, nell’erogazione dei servizi, nella manutenzione dei centri storici, nell’offerta enogastronomica. Comuni a cinque vele che garantiscono una vacanza indimenticabile e che proprio grazie a queste caratteristiche sopravvivono alla crisi, perche’ la qualita’ italiana e’ un prodotto che non conosce flessioni”.

I nostri riconoscimenti sono frutto del lavoro svolto da Goletta Verde durante i suoi viaggi ma anche del patrimonio di conoscenze delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. La Sardegna e la Toscana – ha continuato Venneri – realizzano gia’ da tempo un lavoro esemplare in termini di sostenibilita’ e tutela ambientale che emerge anche in questa edizione dove troviamo inoltre un netto miglioramento della Sicilia e della Puglia. Le localita’ a 5 vele, oltre che per l’eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, continuano a distinguersi per l’impegno nella salvaguardia del paesaggio e del litorale e soprattutto per tante iniziative di sviluppo dei servizi e di valorizzazione e tutela del territorio”.

Anche quest’anno Guida Blu non dimentica gli amanti dell’acqua dolce e dedica una sezione ancora piu’ dettagliata alle localita’ sui laghi. Sono tre quelle che conquistano le 5 vele: Appiano sulla strada del vino (BZ) in Trentino Alto Adige sul Lago di Monticolo, Fie’ allo Sciliar (BZ) sempre in Trentino Alto Adige sul Lago di Fie’ e Massa Marittima (GR) in Toscana sul Lago dell’Accesa.

Tornando al mare, nell’estate 2009, per il secondo anno in vetta troviamo l’Isola del Giglio (Gr) che conquista il gradino piu’ alto del podio per l’ottima sostenibilita’ e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilita’ sostenibile. Tra i motivi del riconoscimento l’aver intensificato le corse dei mezzi pubblici che ora viaggiano anche di notte e con frequenze estive a partire da aprile. Esteso anche al mese di luglio (prima era solo per agosto) il divieto di accesso ai veicoli di proprietari che non pernottano almeno 4 gg. Sono aumentate anche ”strisce” blu e parcheggi e sono stati ripristinati ben 28 sentieri per trekking sull’isola. Sempre significativo l’impegno per la salvaguardia e la sostenibilita’ dell’isola di Giannutri che rappresenta una delle aree piu’ particolari ed interessanti dal punto di vista naturalistico dell’Arcipelago Toscano.

La seconda posizione e’ detenuta dai tre comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria, ovvero Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Il Parco ha consolidato un equilibrio virtuoso tra sviluppo economico legato alle tipicita’ locali e prodotti della terra ”strappata al mare” e alla protezione, tutela e mantenimento di un paesaggio creato dall’uomo e per questo bisognoso di continua cura.

Domus de Maria (Ca) che si posiziona al terzo posto, oltre che per la bellezza delle sue spiagge spicca per l’efficacia del progetto di salvaguardia delle dune con passerelle di accesso all’arenile, parcheggi, raccolta rifiuti, segnaletica e protezione con staccionate.

La perla del Cilento, Pollica (Sa), con le localita’ costiere Acciaroli e Pioppi, unica realta’ campana al vertice della classifica, si posiziona a ridosso del podio. Oltre al lavoro svolto per la conservazione del paesaggio che ha caratterizzato l’azione del Comune di Pollica, nell’ultimo anno, l’amministrazione ha dato vita a tre iniziative che vanno nella direzione di una migliore sostenibilita’ ambientale e di un’offerta di qualita’ soprattutto verso le fasce deboli.

Sempre in Maremma il quinto posto conquistato da Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007, per l’ottimo livello di sostenibilita’ e per la tutela dell’area costiera e del territorio aperto (ambiente, paesaggio, economia rurale e agricoltura). Molte le iniziative rivolte alla promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Segue Castiglion della Pescaia (Gr) che ha un litorale costiero che si mantiene in buone condizioni grazie a progetti di conservazione in particolare rivolti all’ecosistema dunale. E poi per la promozione della mobilita’ sostenibile e realizzazione di parcheggi scambiatori ‘lasci l’auto – prendi la bici’ e per l’impegno sul fronte energie rinnovabili e raccolta differenziata nei confronti dei cittadini. Attenzione anche sul fronte della mobilita’ sostenibile con progetti di ampliamento dell’offerta di piste ciclabili sia nel capoluogo comunale che nella frazione di Punta Ala.

Nardo’ (Le), settima, si e’ distinta per l’istituzione del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento, che rappresenta una delle piu’ importanti opere di tutela e fruizione tra i parchi della provincia e dove il Centro visite diverra’ un percorso multisensoriale, con la stanza della vista, dell’udito, dell’olfatto, del tatto e del gusto. Baunei (Og), si posiziona ottava, per l’impegno profuso nella conservazione del suo litorale di grande valenza naturalistica esteso per oltre trenta chilometri caratterizzato da scogliere interrotte da alcune spiagge di grande suggestione (Cala Luna, Goloritze’, Sisine).

Al nono un’altra pugliese, Ostuni (Br) che negli ultimi anni ha attuato una serie di interventi che rientrano in una logica di sostenibilita’.

Decima la siciliana Isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, che pur in presenza di un notevole flusso turistico, conserva il fascino tipico di un luogo nel quale si sente forte il legame con la storia e con la cultura dei suoi abitanti, raccontata dalle sobrie architetture dei paesi, dalle collezioni di oggetti legati alle attivita’ marinare o dalle pratiche agricole ancor oggi capaci di fornire prodotti di assoluta eccellenza come i capperi ed il vino. In questi ultimi anni, e’ stata sede di interessanti iniziative di sensibilizzazione ambientale portate avanti dalle amministrazioni locali, come a la pulizia dei fondali promossa dal comune di Santa Marina Salina.

Pubblicato in: ambiente, ambienti marini, ECO SOSTENIBILE, Goletta Verde, Isola del Giglio, MARE, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Sardegna | Lascia un commento »

GUIDA BLU: Al primo posto l'Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Pubblicato da milionidieuro su 30 maggio 2009


Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Sono queste le localita’ che guidano l’annuale classifica della Guida Blu di Legambiente edita dal Touring presentata oggi a Roma. Mare cristallino, paesaggi da cartolina, spiagge incantevoli e ben curate, ma anche arte, buona cucina e soprattutto rispetto della sostenibilita’ ambientale sono la ricetta per ottenere le ambite 5 vele che quest’anno ben 13 localita’ marittime italiane hanno ottenuto. Dopo le prime due posizioni, il terzo posto viene conquistato da Domus de Maria (Ca), al quarto la perla del Cilento, Pollica (Sa), al quinto Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007. Nel gruppo di testa compaiono ancora Castiglion della Pescaia (Gr), Nardo’ (Le), Baunei (Og), Ostuni (Br), l’isola di Salina (Eolie), Noto (Sr), San Vito lo Capo (Tp) e, infine, Posada (Nu).

A livello regionale e’ invece trionfo per la Sardegna, con una media di 3,4 vele per le sue localita’ costiere, seguita da Toscana (3,03), Puglia (3), Sicilia (2,63), Abruzzo (2,6), Campania (2,56), Basilicata e Marche a pari merito con una media 2,5 vele per localita’.

Undicesimo posto ma con meriti speciali per Noto (Sr) che e’ riuscita (unica in Sicilia) a darsi, prima che la regione legiferasse in materia, delle regole sull’istallazione di megaimpianti fotovoltaici ed eolici ”diventando un modello per l’assessorato regionale all’ambiente, e con il nuovo regolamento edilizio che incentiva efficienza energetica per case e strutture ricettive sostenibili promosso con la creazione del piu’ alto albero di natale d’Italia,”vivo” ed illuminato interamente con energia fotovoltaica”. inoltre, recita la Guida, ”l’offerta culturale, gia’ cospicua, e’ incrementata dalla finalmente fruibile Villa del Tellaro con mosaici tardo imperiali, dall’ apertura alle visite di palazzo Nicolaci con gli arredi ed atmosfere del ‘ 700 e di parte del collegio dei gesuiti destinato a palazzo della cultura. Nuovi sentieri e servizi sia pubblici che privati garantiscono una migliore fruizione delle aree naturali come a Noto Antica e i canyon vicini e le principali riserve naturali. Finalmente la lotta agli abusi edilizi e commerciali vede i primi frutti con l’avvio delle prime demolizioni”.

”Quelli che ogni estate suggeriamo come meta di vacanze nella Guida Blu -ha commentato Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente- sono luoghi che hanno scommesso sulla qualita’. Qualita’ nella gestione del territorio, nell’erogazione dei servizi, nella manutenzione dei centri storici, nell’offerta enogastronomica. Comuni a cinque vele che garantiscono una vacanza indimenticabile e che proprio grazie a queste caratteristiche sopravvivono alla crisi, perche’ la qualita’ italiana e’ un prodotto che non conosce flessioni”.

I nostri riconoscimenti sono frutto del lavoro svolto da Goletta Verde durante i suoi viaggi ma anche del patrimonio di conoscenze delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. La Sardegna e la Toscana – ha continuato Venneri – realizzano gia’ da tempo un lavoro esemplare in termini di sostenibilita’ e tutela ambientale che emerge anche in questa edizione dove troviamo inoltre un netto miglioramento della Sicilia e della Puglia. Le localita’ a 5 vele, oltre che per l’eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, continuano a distinguersi per l’impegno nella salvaguardia del paesaggio e del litorale e soprattutto per tante iniziative di sviluppo dei servizi e di valorizzazione e tutela del territorio”.

Anche quest’anno Guida Blu non dimentica gli amanti dell’acqua dolce e dedica una sezione ancora piu’ dettagliata alle localita’ sui laghi. Sono tre quelle che conquistano le 5 vele: Appiano sulla strada del vino (BZ) in Trentino Alto Adige sul Lago di Monticolo, Fie’ allo Sciliar (BZ) sempre in Trentino Alto Adige sul Lago di Fie’ e Massa Marittima (GR) in Toscana sul Lago dell’Accesa.

Tornando al mare, nell’estate 2009, per il secondo anno in vetta troviamo l’Isola del Giglio (Gr) che conquista il gradino piu’ alto del podio per l’ottima sostenibilita’ e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilita’ sostenibile. Tra i motivi del riconoscimento l’aver intensificato le corse dei mezzi pubblici che ora viaggiano anche di notte e con frequenze estive a partire da aprile. Esteso anche al mese di luglio (prima era solo per agosto) il divieto di accesso ai veicoli di proprietari che non pernottano almeno 4 gg. Sono aumentate anche ”strisce” blu e parcheggi e sono stati ripristinati ben 28 sentieri per trekking sull’isola. Sempre significativo l’impegno per la salvaguardia e la sostenibilita’ dell’isola di Giannutri che rappresenta una delle aree piu’ particolari ed interessanti dal punto di vista naturalistico dell’Arcipelago Toscano.

La seconda posizione e’ detenuta dai tre comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria, ovvero Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Il Parco ha consolidato un equilibrio virtuoso tra sviluppo economico legato alle tipicita’ locali e prodotti della terra ”strappata al mare” e alla protezione, tutela e mantenimento di un paesaggio creato dall’uomo e per questo bisognoso di continua cura.

Domus de Maria (Ca) che si posiziona al terzo posto, oltre che per la bellezza delle sue spiagge spicca per l’efficacia del progetto di salvaguardia delle dune con passerelle di accesso all’arenile, parcheggi, raccolta rifiuti, segnaletica e protezione con staccionate.

La perla del Cilento, Pollica (Sa), con le localita’ costiere Acciaroli e Pioppi, unica realta’ campana al vertice della classifica, si posiziona a ridosso del podio. Oltre al lavoro svolto per la conservazione del paesaggio che ha caratterizzato l’azione del Comune di Pollica, nell’ultimo anno, l’amministrazione ha dato vita a tre iniziative che vanno nella direzione di una migliore sostenibilita’ ambientale e di un’offerta di qualita’ soprattutto verso le fasce deboli.

Sempre in Maremma il quinto posto conquistato da Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007, per l’ottimo livello di sostenibilita’ e per la tutela dell’area costiera e del territorio aperto (ambiente, paesaggio, economia rurale e agricoltura). Molte le iniziative rivolte alla promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Segue Castiglion della Pescaia (Gr) che ha un litorale costiero che si mantiene in buone condizioni grazie a progetti di conservazione in particolare rivolti all’ecosistema dunale. E poi per la promozione della mobilita’ sostenibile e realizzazione di parcheggi scambiatori ‘lasci l’auto – prendi la bici’ e per l’impegno sul fronte energie rinnovabili e raccolta differenziata nei confronti dei cittadini. Attenzione anche sul fronte della mobilita’ sostenibile con progetti di ampliamento dell’offerta di piste ciclabili sia nel capoluogo comunale che nella frazione di Punta Ala.

Nardo’ (Le), settima, si e’ distinta per l’istituzione del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento, che rappresenta una delle piu’ importanti opere di tutela e fruizione tra i parchi della pr
ovincia e dove il Centro visite diverra’ un percorso multisensoriale, con la stanza della vista, dell’udito, dell’olfatto, del tatto e del gusto. Baunei (Og), si posiziona ottava, per l’impegno profuso nella conservazione del suo litorale di grande valenza naturalistica esteso per oltre trenta chilometri caratterizzato da scogliere interrotte da alcune spiagge di grande suggestione (Cala Luna, Goloritze’, Sisine).

Al nono un’altra pugliese, Ostuni (Br) che negli ultimi anni ha attuato una serie di interventi che rientrano in una logica di sostenibilita’.

Decima la siciliana Isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, che pur in presenza di un notevole flusso turistico, conserva il fascino tipico di un luogo nel quale si sente forte il legame con la storia e con la cultura dei suoi abitanti, raccontata dalle sobrie architetture dei paesi, dalle collezioni di oggetti legati alle attivita’ marinare o dalle pratiche agricole ancor oggi capaci di fornire prodotti di assoluta eccellenza come i capperi ed il vino. In questi ultimi anni, e’ stata sede di interessanti iniziative di sensibilizzazione ambientale portate avanti dalle amministrazioni locali, come a la pulizia dei fondali promossa dal comune di Santa Marina Salina.

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NUCLEARE IN ITALIA ?

Pubblicato da milionidieuro su 19 marzo 2009

Parliamo di uno studio del CNR datato 20 marzo 2008, eseguito da Francesco Meneguzzo, ricercatore del CNR, al quale hanno collaborato un team di esperti, gli stessi che decidono le politiche energetiche ed ambientali nazionali. Lo studio traccia una mappa del territorio in base a fattori quali la densità di popolazione, il rischio franoso e alluvionale e quello sismico. In base a questa mappa sono state identificate le location adatte ad ospitare una centrale nucleare.
A parte la Sardegna, che risulta essere il territorio ideale, tra le localizzazioni utili c’è San Benedetto del Tronto, nelle Marche. Ma siccome San Benedetto sorge in un’area densamente popolata, dove la cementificazione è selvaggia, l’unica possibilità è quella di costruire una centra
le nella riserva naturale regionale della Sentina. Parliamo di un’area a sud di San Benedetto del Tronto, che inizia a soli tre metri dalla fine delle case, larga trenta ettari che ospita molte specie vegetali che stanno sparendo dal litorale adriatico. Nella Sentina si può trovare perfino una varietà di liquirizia autoctona che qualcuno suggerisce di esportare.

In tutto il mondo ci si rivolge alle energie rinnovabili come unica fonte alternativa per la produzione di energia elettrica. Pensate alle dichiarazioni programmatiche di Mr. Obama, o alle fattorie solari spagnole, che entro un paio d’anni – 2010 – raggiungeranno i 20 GigaWatt di installazione coprendo oltre il 15% del fabbisogno energetico. Il costo di generazione elettronucleare è comparabile con quello degli impianti alimentati a gas naturale, ad alcuni tipi di biomasse e alle fattorie eoliche. Ma soprattutto, è superiore a quello vantato dalle centrali idroelettriche. Un chilowatt prodotto dall’uranio costa di più rispetto a un chilowatt generato da una cascata. C’è di più: se un terrorista fa scoppiare una diga, i danni sono contenuti entro la vallata sottostante. Se un’aereo tira giù una centrale nucleare, dite addio a tutto, ovunque voi siate. Questo implica l’esigenza di proteggere adeguatamente gli impianti nucleari da qualsiasi tipo di attacco, via mare, via terra o via aria. I maggiori costi derivanti da questa necessità rendono già oggi la tecnologia nucleare di terza generazione antieconomica rispetto alla sua capacità di generare corrente elettrica se paragonata alle tecnologie concorrenti.

Non è finita. Le 438 centrali nucleari attualmente a regime consumano 65.000 tonnellate di uranio all’anno. La produzione mondiale è di 40.000 tonnellate. Da dove arrivano le 25.000 tonnellate mancanti? In parte dallo stoccaggio avvenuto in precedenza, in parte dallo smantellamento delle testate nucleari dell’ex unione sovietica. Ma quanto pensate che possa durare? Tra quindici o vent’anni, quando le nostre ipotetiche quattro centrali dovessero entrare in funzione, il prezzo dell’uranio potrebbe essere lievitato a tal punto da rendere la produzione elettro-nucleare troppo costosa e di conseguenza inutilizzabile. Il tutto senza risolvere il problema della dipendenza dai combustibili fossili: Nè avremmo eliminato la spada di Damocle che oggi ci lega mani e piedi ai fornitori da cui dipendiamo energeticamente, come la Russia. la Francia, la nostra vicina di casa simbolo del nucleare, consuma più petrolio dell’Italia, e consuma anche ingenti quantità di gas naturale.L’uranio non è una risorsa di cui l’Italia dispone: la deve importare. Da chi? Dal Canada, dall’Australia e… dalla Russia.

Altro giro, altro regalo.

Fin’ora abbiamo scherzato. Ora parliamo di cose serie. Attualmente nessuno nel mondo, e dico nessuno, sa ancora dove collocare le scorie radioattive. Stiamo ancora sbattendo come mosche impazzite dentro un bicchiere perchè non sappiamo a chi rifilare 20.000 tonnellate di caramelle radioattive frutto delle nostre centrali dismesse. Lo stato dello Utah, cui abbiamo chiesto di fare indigestione al posto nostro, ci ha appena chiuso la porta in faccia. Obama stesso non sa che farsene dello scorie accumulate da 35 stati americani. In una pozza d’acqua che dista neppure un campo da calcio dal lago Michigan, ci sono oltre mille tonnellate di bidoni della morte che aspettano un biglietto qualsiasi per una vacanza di qualche migliaio di anni. Ma c’è crisi, si sa. Partire costa. Del resto, non è facile trovare un posto garantito per diecimila anni, soddisfatti o rimborsati. Voi vi ricordate cosa facevate diecimila anni fa?

Tutto questo è chiaro a tutti. La famosa boutade propagandistica dell’accordo italo francese sul nucleare è un semplice memorandum of understanding, qualcosa di simile a una stretta di mani dove le parti esprimono interessi comuni e un’intenzione di collaborare senza alcun vincolo contrattuale. Tanto più che in Italia sembra davvero impossibile superare il fenomeno del cosiddetto Not in My Backyard – non nel mio giardino. In Sardegna il Presidente Ugo Cappellacci, che non è esattamente un avversario politico dell’esperto di campagne elettorali fraudolente, ha dichiarato che sarà necessario passare sul suo cadavere prima di costruire una centrale nucleare sulla sua isola. Essendo già un fantasma politico di suo, non mi sento più tranquillo. Inoltre si fanno i conti senza l’oste. L’oste è il referendum dove gli italiani hanno sancito la volontà di non ospitare centrali nucleari nel loro paese. Fare un accordo in tal senso senza prima superare il referendum con una legge, o indirne un secondo, è come progettare un omicidio senza prima rendere legale assassinare qualcuno. Con queste premesse, sembra più probabile che l’accordo sia funzionale all’ENI e ai suoi contratti all’estero, che implicano conoscenze nucleare di cui non dispone.
FONTE: byoblu.com

Pubblicato in: centrali nucleari, energia nucleare, RIFIUTI NUCLEARI, San Benedetto del Tronto, Sardegna, SMALTIMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI, SMALTIMENTO SCORIE, uranio, VERGOGNA | Lascia un commento »

 
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