
Il te’ verde, noto per proprieta’ antiossidanti, anti-invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anche una sola tazza a settimana. E’ la conclusione di uno studio australiano che ha esaminato il consumo di te’ verde di 800 persone in Cina meridionale, eta’ media 69 anni, di cui circa meta’ vittime di ictus. Coloro che consumavano regolarmente due o piu’ tazze al giorno riducevano il rischio di ictus di circa il 60%.
Archivio per la categoria ‘PREVENZIONE’
tè verde: previene ictus, è un antiossidante, anti- invecchiamento e anti- cancro
Pubblicato da milionidieuro su 11 giugno 2009
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Aids: test hiv veloce da saliva e principio te’ protegge donne
Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009

Nel te’ verde c’e’ un principio attivo che puo’ aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e’ inseribile nelle creme vaginali e puo’ costituire una barriera all’Hiv. A farlo sapere e’ l’Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell’Universita’ di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).
A Londra fare il test per l’Hiv e’ ora piu’ facile. Analizzando la saliva e’ possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l’Aids. Il test, gia’ in uso negli Stati Uniti, e’ stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e’ la prima citta’ ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell’organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l’Hiv.
Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu’ importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell’Unita’ di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra’ continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l’Aids. Obiettivo: bloccare la via d’ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta – spiega una nota dell’ospedale lombardo – si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita’ del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l’equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e’ ridondante e identica in tutti gli individui. Cio’ esclude il problema della variabilita’ e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra’ i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera’ un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l’anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l’efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e’ l’unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest’anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del ‘Grand Challenge Explorations’, iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.
LEGGI ANCHE:
AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie
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Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne
Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009

Nel te’ verde c’e’ un principio attivo che puo’ aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e’ inseribile nelle creme vaginali e puo’ costituire una barriera all’Hiv. A farlo sapere e’ l’Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell’Universita’ di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).
A Londra fare il test per l’Hiv e’ ora piu’ facile. Analizzando la saliva e’ possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l’Aids. Il test, gia’ in uso negli Stati Uniti, e’ stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e’ la prima citta’ ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell’organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l’Hiv.
Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu’ importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell’Unita’ di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra’ continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l’Aids. Obiettivo: bloccare la via d’ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta – spiega una nota dell’ospedale lombardo – si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita’ del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l’equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e’ ridondante e identica in tutti gli individui. Cio’ esclude il problema della variabilita’ e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra’ i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera’ un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l’anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l’efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e’ l’unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest’anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del ‘Grand Challenge Explorations’, iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.
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CANCRO ALLA PROSTATA: DAGLI USA IL TEST IN TRE MINUTI
Pubblicato da milionidieuro su 19 maggio 2009

Un nuovo test superveloce per la diagnosi anticipata del cancro alla prostata e’ stato realizzato da un gruppo di studiosi statunitensi della Durham University del North Carolina (Usa) e dell’University of Maryland (Usa). I ricercatori, guidati da David Parker del Dipartimento di chimica della Durham University, hanno sviluppato una tecnica in grado di misurare in soli tre minuti, utilizzando energia luminosa, i livelli di citrato nella prostata. Il test, spiegano i ricercatori, potrebbe rivelarsi in futuro utile per la diagnosi, oltre che del cancro alla prostata, anche di altri disturbi legati all’apparato urinario, come la scarsa funzionalita’ renale.
Il citrato e’ una sostanza presente nella prostata anche in condizioni fisiologiche, per cui il cambiamento di livello di presenza della sostanza nella ghiandola puo’ essere indice di disfunzioni: ”Dal momento che le concentrazioni di citrato nel fluido prostatico diminuiscono sensibilmente nei primi mesi di insorgenza del carcinoma alla prostata – conclude Leslie Costello dell’University of Maryland – questa nuova tecnica permette di analizzare cio’ che sta accadendo rapidamente e in fase precoce”.
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SALUTE: Fumo,uccide ogni 6 secondi,
Pubblicato da milionidieuro su 18 maggio 2009

Il fumo uccide una persona ogni 6 secondi nel mondo. Solo in Italia fa 80 mila vittime all’anno, pari al 14,2% del totale decessi. In vista della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) torna nelle piazze della Penisola per sensibilizzare i cittadini sui danni letali delle sigarette. Dal 25 al 31 maggio l’onlus anticancro distribuirà una guida per insegnare ai ‘pentiti’ il modo migliore di dire addio al pacchetto, e proporrà i tradizionali foulard griffati della prevenzione: firmati dai più noti stilisti, e realizzati grazie al patrocinio della Camera nazionale della moda, si potranno trovare anche nelle sedi provinciali e negli ambulatori Lilt, insieme a consigli sugli stili di vita più sani.
Tema del No-smoking Day 2009 saranno le avvertenze sanitarie sul tabacco. Visibili sui pacchetti delle ‘bionde’, sono considerate tra le misure più incisive contro l’epidemia globale che determina un aumento delle morti per malattie cardiache, polmonari e tumorali. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il fumo è responsabile di un decesso su 10 fra gli adulti (1,2 milioni di vittime l’anno soltanto in Europa). Sempre l’Oms stima che, procedendo di questo passo, entro il 2030 le morti da sigaretta supereranno gli 8 milioni ogni anno, di cui l’80% concentrato nei Paesi a basso e medio reddito.
Per cercare di invertire il trend, afferma la Lilt in una nota, “è importante continuare con programmi capillari di informazione e sensibilizzazione, congiuntamente a misure legislative di intervento nell’ambito della diffusione del tabacco”, sottolinea l’associazione non profit. Per ulteriori informazioni su dove trovare gli ambulatori Lilt distribuiti lungo tutto lo Stivale, e su come smettere di fumare – conclude l’onlus – è attivo il numero verde nazionale 800998877
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SALUTE: ACIIDI GRASSI , OMEGA3 E OMEGA 6, Secondo l'American Heart Association, per mantenere cuore e cervello in salute
Pubblicato da milionidieuro su 12 maggio 2009

Omega 3 e, soprattutto, Omega 6. Questo bisogna aggiungere alla dieta di tutti i giorni per mantenere cuore, vasi e cervello in salute. Lo dice l’American Heart Association, che in un articolo pubblicato su ‘Circulation’ sollecita l’introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6: una grande metanalisi ha mostrato che chi consuma abitualmente Omega 6 ha una diminuzione del rischio cardiovascolare del 24 per cento.
E le prove si accumulano: studi osservazionali indicano infatti che chi assume abitualmente Omega 6 ha in genere un rischio cardiovascolare più basso; altre indagini dimostrano che chi è colpito da infarto ha in media una concentrazione sanguigna di Omega 6 molto più bassa di quella di persone simili per età e condizioni ma che non hanno avuto un attacco cardiaco; studi controllati, nei quali viene assegnata una dieta ricca o povera di Omega 6, confermano l’efficacia protettiva.
Secondo i cardiologi, quindi, essi dovrebbero rappresentare tra il 5 e il 10 per cento delle calorie assunte ogni giorno, a seconda dell’età (sono fondamentali nella crescita), del sesso e anche del livello di attività fisica svolta. In natura gli Omega 6 si trovano in alcune piante erbose come la boragine, nel germe di grano, in molti semi quali quello di lino, negli oli vegetali come quello di cartamo, di girasole, di soia, di colza (il migliore per un buon equilibrio di 3 e 6) e di mais.
Inoltre vengono assunti dagli animali, e si ritrovano nel latte e nella carne di bovino adulto, di vitello, di tacchino, di pollo, di maiale e di agnello. Attenzione però: chi ha il colesterolo alto deve rinunciare all’origine bovina.
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SALUTE: ACIIDI GRASSI , OMEGA3 E OMEGA 6, Secondo l’American Heart Association, per mantenere cuore e cervello in salute
Pubblicato da milionidieuro su 12 maggio 2009

Omega 3 e, soprattutto, Omega 6. Questo bisogna aggiungere alla dieta di tutti i giorni per mantenere cuore, vasi e cervello in salute. Lo dice l’American Heart Association, che in un articolo pubblicato su ‘Circulation’ sollecita l’introduzione nella nostra dieta anche di acidi grassi Omega 6: una grande metanalisi ha mostrato che chi consuma abitualmente Omega 6 ha una diminuzione del rischio cardiovascolare del 24 per cento.
E le prove si accumulano: studi osservazionali indicano infatti che chi assume abitualmente Omega 6 ha in genere un rischio cardiovascolare più basso; altre indagini dimostrano che chi è colpito da infarto ha in media una concentrazione sanguigna di Omega 6 molto più bassa di quella di persone simili per età e condizioni ma che non hanno avuto un attacco cardiaco; studi controllati, nei quali viene assegnata una dieta ricca o povera di Omega 6, confermano l’efficacia protettiva.
Secondo i cardiologi, quindi, essi dovrebbero rappresentare tra il 5 e il 10 per cento delle calorie assunte ogni giorno, a seconda dell’età (sono fondamentali nella crescita), del sesso e anche del livello di attività fisica svolta. In natura gli Omega 6 si trovano in alcune piante erbose come la boragine, nel germe di grano, in molti semi quali quello di lino, negli oli vegetali come quello di cartamo, di girasole, di soia, di colza (il migliore per un buon equilibrio di 3 e 6) e di mais.
Inoltre vengono assunti dagli animali, e si ritrovano nel latte e nella carne di bovino adulto, di vitello, di tacchino, di pollo, di maiale e di agnello. Attenzione però: chi ha il colesterolo alto deve rinunciare all’origine bovina.
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Fumatori, un test delle urine per predire il rischio di cancro
Pubblicato da milionidieuro su 8 maggio 2009

La presenza di una sostanza potrebbe svelare quali tabagisti corrono maggiori rischi di ammalarsi
I ricercatori potrebbero aver scoperto perché alcuni fumatori si ammalano di tumore ai polmoni e altri no. L’ipotesi è stata esposta durante il convegno dell’American Association for Cancer Research a Denver. Che il tabacco aumenti notevolmente il rischio di cancro è un fatto ormai noto: più di un quarto di tutte neoplasie, nel mondo occidentale, è causata dall’abitudine alla sigaretta. Tumori non soltanto polmonari, ma che colpiscono anche l’esofago, la laringe, le corde vocali, la bocca, la vescica, il pancreas, il rene, lo stomaco e il sangue. «Ma quel che finora ci sfugge – ha spiegato Jian-Min Yuan, docente di Salute pubblica all’università del Minnesota – è il motivo per cui il danno delle sigarette si concretizzi in alcune in alcune persone e in altre no». In uno studio, Yuan e colleghi hanno ipotizzato che la presenza del metabolita NNAL nelle urine di un paziente possa aiutare a predire il rischio di un carcinoma polmonare. Il metabolita è un prodotto intermedio o finale delle reazioni chimiche del metabolismo e il NNAL, nello specifico, ha dimostrato – su cavie da laboratorio – di favorire la formazione di questa forma di cancro, ma ancora non sono state seguite verifiche su esseri umani.
LO STUDIO – I ricercatori hanno raccolto i dati di 18.244 uomini precedentemente arruolati in un altro studio (Shanghai Cohort Study) e quelli di 63.257 uomini e donne partecipanti al Singapore Chinese Health Study. Hanno poi condotto interviste riguardanti il livello di sigarette fumate, il tipo di dieta e altri fattori inerenti lo stile di vita. Infine, hanno raccolto campioni di sangue e urine di oltre 50mila pazienti. Per valutare il reale impatto di NNAL, gli studiosi hanno selezionato 246 fumatori che hanno poi sviluppato un carcinoma polmonare e 245 «colleghi tabagisti» che invece – nei 10 anni successivi alle interviste e ai test di sangue e urine – non si sono ammalati. I livelli di NNAL sono stati divisi in tre gruppi: confrontati con i pazienti con i livelli più bassi, i soggetti con un tasso medio del metabolita hanno dimostrato il 43 per cento di rischio superiore di sviluppare un tumore. Infine, nelle persone con i livelli di NNAL più elevati il pericolo è risultato più che doppio, anche in considerazione l’effettivo numero di sigarette fumate al giorno, il numero di anni in cui si è fumato e i livelli di cotonina (un metabolita della nicotina) presenti nelle urine. Anche il tasso di nicotina nella urine è stato preso in analisi: in presenza di NNAL, le persone con i livelli più alti hanno mostrato un rischio 8,5 volte superiore ai fumatori con un grado minore di nicotina. «L’abitudine al fumo è causa di un cancro polmonare – ha concluso Yuan -, ma ci sono circa 60 possibili carcinogeni nel tabacco e quanto più precisamente riusciamo a identificare i “colpevoli”, tanto meglio riusciamo a predire il rischio».
SMETTERE «FUNZIONA» – In Italia si stimano oltre 32mila nuovi casi di tumore ogni anno (circa 26mila uomini e 6mila donne) e sono quasi 30mila all’anno i decessi dovuti a questa malattia, che rappreresenta la prima ragione di morte oncologica negli uomini e la seconda nelle donne. Secondo l’ultimo rapporto Istat, la mortalità per cancro diminuisce del 2 per cento circa l’anno, ma nel caso di quello polmonare la riduzione riguarda solo gli uomini, mentre nelle donne i decessi sono aumentati dell’1,5 per cento. Bastano però cinque anni di stop al fumo per diminuire del 20 per cento il rischio di morire per un carcinoma polmonare e dimezzare quello per malattie coronariche. Dopo 30 anni dall’ultima bionda, il pericolo d’ammalarsi diventa uguale a quello di chi non ha mai fumato.
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