ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘Politica e Societá’

ENERGIA NUCLEARI: LE RAGIONI DEL SI….

Pubblicato da milionidieuro su 6 marzo 2009


Circa il 15 per cento degli elettori che nel 1987 votarono contro il nucleare sono ormai deceduti, dunque la consultazione va considerata nulla. Con questa motivazione il governo ha sgomberato il campo da un’inutile disputa, dando il via al piano per le nuove centrali nucleari.

Centrali francesi
Berlusconi ha acquistato dalla Francia quattro centrali nucleari di terza generazione, con la formula ‘usato sicuro’. A ogni centrale verrà allegato il libretto di istruzioni in francese. In omaggio un impianto hi-fi, con sirene d’allarme d’autore (Gilbert Becaud e Charles Trenet, prediletto da Berlusconi). Le quattro centrali verranno smontate dagli attuali siti d’Oltralpe: i bulloni arrugginiti verranno trattati con lo Svitol. Tutti i pezzi saranno numerati, trasportati attraverso il Monginevro da un corteo di elefanti nel corso dell’operazione ‘Memorial Annibale’, infine rimontati insieme agli altri pezzi in quattro siti italiani. A Caorso, dato il costo eccessivo dello smantellamento dell’attuale centrale, la nuova centrale verrà sovrapposta alla precedente, ottenendo un suggestivo edificio alto 350 metri. Per gli altri tre siti, forti candidature di Sicilia, Calabria e Campania, dove gli appalti sono prenotati da tre misteriosi consorzi (Lupara spa, Aspromonte Limited e New Gomorra). Particolarmente ambiti gli enormi piloni di calcestruzzo, dentro i quali, secondo gli studi di fattibilità, possono trovare spazio fino a 300 cadaveri per pilone.

Centrali mobili
Per evitare inutili discussioni tra le diverse regioni, verranno costruite anche dieci centrali mobili, trasportabili su ruote. A rotazione, ogni località italiana potrà così avere il suo sito nucleare, il cui festoso arrivo sarà preannunciato dalla banda dei carabinieri e accolto dalla benedizione del parroco.

Centrali domestiche
Sul modello dell’eolico e del fotovoltaico, il governo punta all’installazione di migliaia di centrali nucleari domestiche, con manutenzione a cura delle famiglie. Indossando il pratico scafandro protettivo, il capofamiglia ogni mattina provvederà a lubrificare il reattore e a mettere una pastiglia di uranio arricchito nell’apposito buco. La moglie provvederà ad aggiungere l’ammorbidente. Molto richiesti il modello Harry Potter, che trasforma i vicini di casa in pitoni e piace molto ai bambini, e il modello Suv, molto gradito dai maschi sulla quarantina perché rumoroso e ingombrante: durante la fusione si sposta per casa travolgendo ogni ostacolo. Più ardua del previsto la vendita del modello Chernobyl, voluto dal premier in persona per cementare l’amicizia italo-russa.

Scorie
Basta non ingerirle, spiega il ministro Scajola, per evitare le conseguenze più gravi. L’importante è smaltirle a regola d’arte: accanto ai tradizionali contenitori per vetro, plastica, carta e umido, verrà aggiunto uno speciale cassonetto per le scorie. Si tratta di un tunnel profondo dieci chilometri, che si addentra nelle viscere della terra e sbocca negli speciali caveau ‘Jules Verne’, anche quelli di ideazione francese. La massaia, dopo avere depositato gli altri rifiuti nei relativi cassonetti, si lascerà scivolare lungo il tunnel fino alla profondità richiesta, abbandonerà il suo sacchetto di scorie e risalirà in superficie il giorno successivo, scortata da agenti speciali. In caso di embolia potrà rivolgersi alle autorità sanitarie.

Fonti alternative
Il ritorno del nucleare non impedirà al governo di investire sulle fonti alternative. Da Sarkozy arriva un prezioso suggerimento: il camembert, specie se lasciato al sole, sprigiona vapori oleosi che, raccolti in bottiglioni, sono un eccellente carburante per motorini a due tempi. In progetto anche il mini-eolico, piccole girandole distribuite in ogni casa: soffiandoci sopra almeno 20 ore al giorno producono l’energia necessaria per l’abat-jour.

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CACCIA BALENE: GIAPPONE ABOLIRE DIVIETO

Pubblicato da milionidieuro su 4 marzo 2009

Il Giappone ha usato informazioni false e inesatte per tentare di abolire il divieto della caccia alle balene per fini commerciali. E’ la denuncia contenuta nel nuovo Rapporto intitolato ”Small Type Whaling, una falsa scelta per l’Iwc”, realizzato dalla Wdcs, la Whale and Dolphin Conservation Society, e dall’organizzazione giapponese IKAN.


Tra il 9 e l’11 marzo, infatti, gli Stati Membri della Commissione Baleniera Internazionale (Iwc – International Whaling Commission) si riuniranno a Roma in un meeting inter-sessionale, per discutere del futuro della Commissione in uno ”spirito di compromesso”. Al centro delle discussioni, la proposta del Giappone di ridurre la sua controversa caccia ”per fini scientifici” condotta in Antartide in cambio di una nuova categoria di caccia alle balene chiamata ”small type coastal whaling” (caccia alle balene in acque costiere, con imbarcazioni di piccole dimensioni).


‘La verita’ e’ che il Giappone non ha bisogno della caccia in acque costiere – rivela Sue Fisher della WDCS – e sta cercando di ricattare l’Iwc affinche’ accetti la sua proposta. Il vero pericolo dell’accordo che verra’ discusso e’ che esso individua nella caccia costiera il male minore ma, se adottato, implicherebbe l’abolizione del divieto di caccia commerciale e spalancherebbe le porte alla riapertura o all’aumento della caccia da parte di altri paesi. La scelta di fronte la quale l’IWC e’ stata messa e’ quindi una falsa scelta”. Per questo l’associazione lancia un appello ”ai governi membri dell’IWC, in particolare ai governi dei paesi europei, affinche’ non cadano in questa trappola fatta di inganni concepiti da una lobby per la caccia baleniera il cui unico interesse e’ quello di sfruttare commercialmente questi mammiferi marini estremamente vulnerabili”.

Per vent’anni, il Giappone – ricorda la Wdcs – ha continuato a sostenere la tesi secondo la quale la moratoria sulla caccia commerciale alle balene sarebbe la causa di grandi difficolta’ economiche nonche’ di un processo di disgregazione culturale in quattro citta’ costiere che, sempre secondo il Giappone, avrebbero una lunga tradizione di caccia alle balenottere minori. Tuttavia, due di queste citta’, Taiji e Wada, non hanno affatto una tradizione di caccia alle balenottere minori nelle loro acque costiere. Le altre due citta’, Abashiri e Ayukawa, hanno iniziato soltanto 60-70 anni fa.

Il Giappone ha provato a nascondere il fatto che, inizialmente, queste citta’ hanno tratto beneficio dalla moratoria. La societa’ commerciale che controlla tutte le attivita’ di caccia in queste quattro citta’ ha cercato di conservare il suo vantaggio economico resistendo a ogni tipo di regolamentazione delle sue attivita’ di caccia di piccoli cetacei, da parte dell’IWC. Ogni anno, nel corso di queste infami attivita’ di caccia, centinaia di piccolo balene e di delfini vengono uccisi”.
”Il divieto della caccia commerciale alle balene ha rappresentato e fu accolto come una delle piu’ grandi vittorie al mondo in termini di conservazione in quanto proteggeva le specie e le popolazioni di balene in via d’estinzione a causa della caccia eccessiva”.


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