ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘notizie estere’

CACCIA ALLE BALENE : DANIMARCA VUOLE QUOTA CACCIA ALLE BALENE MEGATTERE

Pubblicato da milionidieuro su 17 giugno 2009


Danimarca, infatti, vuole ottenere una quota per la Groenlandia, per uccidere 50 megattere al largo della Groenlandia occidentale, sotto la categoria della ‘caccia di sussistenza per le popolazioni indigene’. Essa sostiene che sono necessarie maggiori quantita’ di carne di balena per soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione della Groenlandia, un territorio dal governo autonomo che fa parte del regno danese”. Lo rivela la WDCS, Whale and Dolphin Conservation Society, sottolineando ”la la pericolosita’ di queste rivendicazioni, del resto non comprovate”.

”L’argomentazione della Groenlandia secondo la quale le sue comunita’ indigene avrebbero bisogno di maggiori quantita’ di carne rispetto a quelle fornite dalle loro attuali quote non e’ convincente – denuncia WDCS – . Negli ultimi 10 anni, non hanno mai catturato tutte le balene rese disponibili dalla loro quota di ‘‘caccia di sussistenza” e grosse quantita’ di carne vengono sprecate o stoccate o vendute nei supermercati – disponibili anche per i turisti.

Cio’ contrasta con la natura non commerciale della caccia di ‘sussistenza’. Inoltre, ogni anno, in Groenlandia vengono uccise circa 4000 tra piccole balene e focene.

La richiesta della Danimarca per espandere la caccia alle balene in Groenlandia non ha nulla a che vedere con ‘i bisogni di sussistenza’ ma rappresenta piuttosto un tentativo di ‘condonare’ la caccia per fini commerciali nelle regioni artiche”.

‘Semplicemente, la Danimarca non dice tutta la verita”’ dichiara Nicolas Entrup, portavoce della WDCS a Madeira.

secondo il quale la Groenlandia puo’ sfruttare ambiguita’ e lacune presenti nei regolamenti dell’IWC perche’ non esistono norme internazionali vincolanti che regolino la caccia per fini di sussistenza.

”Fino a quando tale riforma non verra’ completata, la Groenlandia potra’ continuare la sua politica di interessi personali all’IWC – continua Entrup – . La WDCS non e’ contraria alla caccia per fini di sussistenza da parte delle comunita’ indigene, incluse quelle della Groenlandia, che sono state riconosciute dall’IWC come comunita’ la cui legittima sussistenza dipende dalle balene.

Tuttavia, la quota di 10 megattere l’anno richiesta dalla Groenlandia fornirebbe quantita’ di carne di balena ben superiori a quelle necessarie per soddisfare i suoi bisogni”.


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Lujo: Un nuovo virus letale in Africa

Pubblicato da milionidieuro su 29 maggio 2009


E’ stato identificato un nuovo virus letale in Africa che ha gia’ fatto registrare 5 casi di infezione di cui 4 deceduti. Battezzato Lujo, e’ simile, per i sintomi, all’Ebola, ma e’ un patogeno dei roditori e non e’ chiaro come si sia trasmesso all’uomo. Lo rivela un’equipe della Columbia University sulla rivista PLoS Pathogens. Il virus, suppongono gli scienziati, si trasmette per contatto con liquidi corporei ed ha cominciato a circolare in autunno tra Zambia e Sud Africa.

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Lujo: Un nuovo virus letale in Africa

Pubblicato da milionidieuro su 29 maggio 2009


E’ stato identificato un nuovo virus letale in Africa che ha gia’ fatto registrare 5 casi di infezione di cui 4 deceduti. Battezzato Lujo, e’ simile, per i sintomi, all’Ebola, ma e’ un patogeno dei roditori e non e’ chiaro come si sia trasmesso all’uomo. Lo rivela un’equipe della Columbia University sulla rivista PLoS Pathogens. Il virus, suppongono gli scienziati, si trasmette per contatto con liquidi corporei ed ha cominciato a circolare in autunno tra Zambia e Sud Africa.

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TEST NUCLEARI : Cina, i sopravvissuti ai test nucleari presentano il conto al governo

Pubblicato da milionidieuro su 20 aprile 2009

Quasi un milione e mezzo di persone è stato esposto alle radiazioni dei test nucleari cinesi nel deserto del Gobi ( Xinjiang ) dal 1964 al 1996 (190mila morti). Ora i sopravvissuti chiedono i risarcimenti.

Quasi un milione e mezzo di persone è stato esposto alle radiazioni dei test nucleari effettuati dal governo cinese nel deserto del Gobi dal 1964 al 1996. Di questi, oltre 190 mila sono morti per malattie legate alle radiazioni, ma i sopravvissuti, scrive The Times, dopo anni di silenzio e di malattie che si trascinano ormai di generazione in generazione hanno chiesto risarcimenti a Pechino. Sono soprattutto gli uomini e le donne dell’Unità 8023, che si occupavano dei sopralluoghi nelle zone in cui avvenivano le esplosioni – subito dopo i test – protetti solo da una mascherina, che galoppavano a dorso di cavallo nei ’funghì di fumo atomici o erano addetti alla pulizia degli aerei usati per gli esperimenti a chiedere ora di essere risarciti. In parte, il governo cinese ha già risposto alle richieste di questo gruppo di veterani: l’anno scorso Li Xueju, ministro degli affari civili, aveva annunciato che lo Stato aveva iniziato a pagare dei sussidi alle persone coinvolte nei test nucleari ma non aveva dato dettagli sulle cifre. Nel sito di Lop Nur, oltre duemila chilometri a ovest di Pechino, sono stati condotti fino a 46 test. Di questi, 23 sono stati effettuati nell’atmosfera, 22 sottoterra e uno è fallito. Una bomba, sganciata da un aereo il 17 novembre del 1976 ha prodotto un’esplosione che è stata 320 volet più potente di quella della bomba che ha distrutto Hiroshima. L’ultima esplosione nell’atmosfera risale al 1980, mentre l’ultimo test sotterraneo è del 1996. Alla fine dello stesso anno la Cina firmò il Trattato di Non-Proliferazione. www.timesonline.co.uk/

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CACCIA BALENE: GIAPPONE ABOLIRE DIVIETO

Pubblicato da milionidieuro su 4 marzo 2009

Il Giappone ha usato informazioni false e inesatte per tentare di abolire il divieto della caccia alle balene per fini commerciali. E’ la denuncia contenuta nel nuovo Rapporto intitolato ”Small Type Whaling, una falsa scelta per l’Iwc”, realizzato dalla Wdcs, la Whale and Dolphin Conservation Society, e dall’organizzazione giapponese IKAN.


Tra il 9 e l’11 marzo, infatti, gli Stati Membri della Commissione Baleniera Internazionale (Iwc – International Whaling Commission) si riuniranno a Roma in un meeting inter-sessionale, per discutere del futuro della Commissione in uno ”spirito di compromesso”. Al centro delle discussioni, la proposta del Giappone di ridurre la sua controversa caccia ”per fini scientifici” condotta in Antartide in cambio di una nuova categoria di caccia alle balene chiamata ”small type coastal whaling” (caccia alle balene in acque costiere, con imbarcazioni di piccole dimensioni).


‘La verita’ e’ che il Giappone non ha bisogno della caccia in acque costiere – rivela Sue Fisher della WDCS – e sta cercando di ricattare l’Iwc affinche’ accetti la sua proposta. Il vero pericolo dell’accordo che verra’ discusso e’ che esso individua nella caccia costiera il male minore ma, se adottato, implicherebbe l’abolizione del divieto di caccia commerciale e spalancherebbe le porte alla riapertura o all’aumento della caccia da parte di altri paesi. La scelta di fronte la quale l’IWC e’ stata messa e’ quindi una falsa scelta”. Per questo l’associazione lancia un appello ”ai governi membri dell’IWC, in particolare ai governi dei paesi europei, affinche’ non cadano in questa trappola fatta di inganni concepiti da una lobby per la caccia baleniera il cui unico interesse e’ quello di sfruttare commercialmente questi mammiferi marini estremamente vulnerabili”.

Per vent’anni, il Giappone – ricorda la Wdcs – ha continuato a sostenere la tesi secondo la quale la moratoria sulla caccia commerciale alle balene sarebbe la causa di grandi difficolta’ economiche nonche’ di un processo di disgregazione culturale in quattro citta’ costiere che, sempre secondo il Giappone, avrebbero una lunga tradizione di caccia alle balenottere minori. Tuttavia, due di queste citta’, Taiji e Wada, non hanno affatto una tradizione di caccia alle balenottere minori nelle loro acque costiere. Le altre due citta’, Abashiri e Ayukawa, hanno iniziato soltanto 60-70 anni fa.

Il Giappone ha provato a nascondere il fatto che, inizialmente, queste citta’ hanno tratto beneficio dalla moratoria. La societa’ commerciale che controlla tutte le attivita’ di caccia in queste quattro citta’ ha cercato di conservare il suo vantaggio economico resistendo a ogni tipo di regolamentazione delle sue attivita’ di caccia di piccoli cetacei, da parte dell’IWC. Ogni anno, nel corso di queste infami attivita’ di caccia, centinaia di piccolo balene e di delfini vengono uccisi”.
”Il divieto della caccia commerciale alle balene ha rappresentato e fu accolto come una delle piu’ grandi vittorie al mondo in termini di conservazione in quanto proteggeva le specie e le popolazioni di balene in via d’estinzione a causa della caccia eccessiva”.


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