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Maldive: Un muro intorno alle isole delle Maldive per attenuare mareggiate e innalzamento del livello del mare.

Pubblicato da milionidieuro su 8 giugno 2009


Un muro intorno alle isole delle Maldive per attenuare mareggiate e innalzamento del livello del mare. È una delle ipotesi prese in considerazione dal ministro dell’Ambiente maldiviano, Abdulla Shahid, in un’intervista rilasciata domenica 7 giugno a Vienna. L’operazione avrebbe un costo tra i 25 e i 30 miliardi di dollari.

Le Maldive sono una delle nazioni più minacciato dal riscaldamento globale e dall’aumento del livello del mare. «L’erosione della spiaggia è il problema numero 1 per il nostro paese – spiega Shadid – che al massimo si trova tre metri sopra il livello del mare. A causa dell’erosione delle spiagge la popolazione di due delle 200 isole abitate sono state trasferire. Negli ultimi due weekend un isola ha perso 366 metri di lunghezza e la sua spiaggia ha perso sei metri di profondità.

Il governo ha già istituito un fondo sovrano nel caso in cui abbia bisogno di acquistare terreni all’estero per il reinsediamento dei suoi civili, ha detto il presidente maldiviano Mohamed Nasheed lo scorso 7 aprile. Le Nazioni Unite in settimana decideranno le modalità per aiutare le nazioni più povere ad avere accesso via satellite alle immagini che potranno aiutare i loro piani contro i disastri ambientali e il cambiamento climatico. Foto che normalmente costano 4mila dollari ciascuna, potranno essere ottenute gratis attraverso le Nazioni Unite.

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Pubblicato da milionidieuro su 10 novembre 2008


L’allarme c’è, ed è verissimo: il riscaldamento globale, con conseguente innalzamento del livello dei mari, rischia di far sparire un gran numero di arcipelaghi e isole.
Insomma, anche un paradiso come le Maldive, un metro e mezzo in media sopra il livello del mare, rischia grosso.

Da quelle parti del resto ne sono perfettamente consapevoli, al punto che il nuovo presidente Mohamed Nasheed ha rivelato in un’intervista al Guardian che il suo Paese è seriamente intenzionato a creare un fondo per potersi comprare una nuova patria nel caso in cui l’oceano Indiano dovesse per davvero sommergere l’arcipelago.

“Non vogliamo lasciare le Maldive – ha detto il neo-presidente Nasheed – ma non vogliamo nemmeno diventare profughi e vivere per decenni nelle tende”. Quindi, via alla raccolta di fondi per comprarsi una nuova patria. Dove non si sa ancora, ma l’importante è che da qualche parte esistano ancora le Maldive.

GIA’ NEL 2005…
Entro il prossimo secolo, se il livello del mare continuerà a salire a causa del riscaldamento globale, le isole Maldive verranno sommerse dall’acqua

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Global and Planetary Change“, entro il prossimo secolo le Maldive – una catena di oltre mille piccole isole che si estende dalla punta meridionale dell’India fino all’equatore – potrebbero scomparire sott’acqua. La scoperta riaccende il dibattito sugli effetti dei cambiamenti globali del livello del mare. Nel 2001 l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) aveva ipotizzato una crescita dei livelli del mare fra i 9 e gli 85 centimetri entro il 2100. La previsione si basava su modellizzazioni al computer di studi già pubblicati sugli effetti del riscaldamento degli oceani del pianeta. In uno scenario simile, isolette come le Maldive (la maggior parte delle quali si innalza per non più di un metro sul livello del mare) sarebbero destinate a scomparire. Ma non tutti condividono queste previsioni. Il geologo Nils-Axel Mörner dell’Università di Stoccolma, in Svezia, è convinto che i modelli dell’IPCC siano errati. In uno studio pubblicato l’anno scorso, Mörner sosteneva addirittura che l’aumento dell’evaporazione dell’Oceano Indiano causato dal riscaldamento globale avrebbe fatto calare il livello del mare di 30 centimetri negli ultimi decenni. Ora l’oceanografo Philip Woodworth del Proudman Oceanographic Laboratory, in Gran Bretagna, contesta le teorie di Mörner sostenendo che un calo del livello del mare è implausibile dal punto di vista meteorologico e oceanografico. Woodworth ha esaminato una serie di dati storici climatici e oceanografici sulle Maldive e le zone circostanti: ha studiato le temperature dell’aria e della superficie del mare, la velocità dei venti, le precipitazioni e i movimenti tellurici, senza trovare alcuna prova a sostegno delle affermazioni di Mörner e concludendo dunque che la previsione dell’IPCC resta lo scenario più probabile per il futuro delle Maldive.

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