ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘italia’

clima: osservatorio strategico dei cambiamenti climatici in atto ad alta quota sulle Alpi,

Pubblicato da milionidieuro su 17 giugno 2009


Con esperti di sette tra universita’ e istituzioni, la Ripartizione provinciale Protezione civile e l’Ufficio Geologia di Bolzano partecipano a un programma scientifico internazionale incentrato sullo studio preliminare della calotta di ghiaccio dell’Ortles quale sensibile indicatore dei cambiamenti climatici e ambientali in alta quota sulle Alpi. Uno studio condotto non al computer ma direttamente sull’Ortles, la vetta piu’ alta dell’Alto Adige.

Lo studio del clima in cima all’Ortles e’ di un progetto internazionale, coordinato da esperti del Byrd Polar Research Center dell’Universita’ dell’Ohio (USA) e dell’Ufficio idrografico della Provincia. Per la realizzazione dello studio, i due enti si avvalgono della collaborazione scientifica delle Universita’ di Innsbruck, Padova (dipartimento territorio e sistemi agroforestali, brevemente TeSAF), Pavia, Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche-CNR, del gruppo di telerilevamento Remote Sensing dell’EURAC di Bolzano e dell’Ufficio Geologia e prove materiali della Provincia. ”La calotta e’ un ottimo indicatore dei cambiamenti climatici e ambientali nelle Alpi ad elevate altitudini”, spiega il vicedirettore dell’Ufficio idrografico provinciale Roberto Dinale.

Pochi giorni fa un team di ricercatori e tecnici, coadiuvati dalle guide alpine di Solda, si e’ recato sulla Vedretta Alta dell’Ortles per lo studio preliminare delle caratteristiche chimico-fisiche della calotta. In particolare sono stati eseguiti campionamenti e osservazioni degli strati superficiali di neve nonche’ misurato lo spessore del ghiacciaio. ”Dopo una attenta analisi delle informazioni raccolte quest’anno, in collaborazione con i consulenti scientifici verranno delineati i prossimi passi”, spiega il direttore della Ripartizione protezione civile, Hanspeter Staffler.

E’ in programma inoltre un secondo studio a lungo termine della calotta dell’Ortles intesa come osservatorio strategico dei cambiamenti climatici in atto ad alta quota sulle Alpi, monitorando in particolar modo le variazioni di massa del ghiacciaio sommitale e le condizioni del permafrost, il congelamento perenne del terreno tipico delle alte quote. Il progetto, con l’ausilio di rappresentanti dell’istituto Marcelline di Bolzano e del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, intende sviluppare anche la divulgazione a studenti, insegnanti e popolazione regionale delle attivita’ di ricerca e dei risultati conseguiti dagli studi ambientali e climatici sull’Ortles.

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influenza suina: nuova influenza, In Italia sono 67 i casi confermati e Prima vittima in Europa

Pubblicato da milionidieuro su 15 giugno 2009


In Italia sono 67 i casi confermati di nuova influenza umana A/H1N1. Lo sostiene il Ministero del Lavoro, delle Salute e delle Politiche Sociali. A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 35.928 ed i decessi sono 163.

Sempre attivo il numero 1500 per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti in merito alla nuova influenza.

Prima vittima in Europa per l’influenza suina. La persona colpita è uno scozzese, secondo una nota diramata dalle autorità sanitarie del Regno Unito, precisando che l’uomo, che soffriva di una serie di gravi problemi di salute. E’ morto ieri in un ospedale di Glasgow, mentre in sole 24 ore ci sono stati 35 nuovi contagiati. Intanto la lista si allunga nell’America del Nord: ieri a essere fulminata dal virus è stata una cinquantenne, scomparsa nei pressi di Montreal. Colpa, appunto, dell’A/H1N1. In Canada è la sesta vittima. Comunque, per evitare di provocare isterismi di massa, le autorità hanno precisato che era affetta da «una patologia cronica». Intanto da venerdì scorso – ha spiegato in un’affollata conferenza stampa il direttore nazionale della Sanità pubblica, Alain Poirier – «si sono registrati 540 nuovi casi». E dallo scoppio dell’epidemia, a inizio aprile, il totale è già salito a 3515 contagi, per fortuna sotto controllo. Ma i livelli di allarme restano sempre alti: la scorsa settimana l’Oms – l’Organizzazione mondiale della Sanità – ha dichiarato lo stato di «pandemia» per la nuova influenza. E infatti gli allarmi si estendono. In Francia, per esempio. Da Parigi è stata confermata la presenza di sette nuovi ammalati tra gli alunni di una scuola di Tolosa. A preoccupare la prefettura della città è che i sette non hanno avuto contatti con viaggiatori tornati dalle zone colpite dal virus. «La specificità della situazione – ha sottolineato il direttore del gabinetto dell’Alta-Garonna, Anne-Gaelle Baldovino-Clerc – è che questi casi non sono legati a processi di contagio. Il virus, quindi, è presente nel nostro Paese». Venerdì scorso il ministro della Sanità, Roselyne Bachelot, aveva fatto un bilancio dei contagi in Francia, parlando di 80 casi. E nelle stesse ore, ieri, a Genova è stato reso noto il secondo caso di influenza. Si tratta di un ventenne, di ritorno da un lungo viaggio negli Stati Uniti . Al pronto soccorso il giovane presentava tutti i sintomi tipici: febbre alta, male alle ossa, tosse secca. Sottoposto a terapia antivirale, adesso è a casa sotto controllo medico.

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IFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA , IN ITALIA Il totale dei contagi SALE a 67.

Pubblicato da milionidieuro su 13 giugno 2009


Sono stati confermati oggi nel tardo pomeriggio altri 8 casi di positivita’ alla nuova influenza umana A/H1N1 in Italia: e’ quanto si legge in un comunicato del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Il totale dei contagi arriva così a 67.

Quattro casi sono stati confermati nel Lazio: una donna di 29 anni, in isolamento domiciliare e in buone condizioni contatto di un precedente caso italiano, un uomo di 53 anni, rientrato da un recente viaggio in Usa, in isolamento domiciliare e in buone condizioni, un uomo di 34 anni, rientrato da un recente viaggio in Usa, in isolamento domiciliare e in buone condizioni ed una ragazza di 14 anni, cittadina Usa proveniente da Ohio, in crociera sbarcata a Civitavecchia, ricoverata in isolamento e in buone condizioni. Due casi sono stati confermati in Toscana: una donna di 36 anni, rientrata da un recente viaggio in Usa, ricoverata in isolamento e in buone condizioni, un uomo di 41 anni, rientrato da un recente viaggio in Argentina, in isolamento domiciliare e in buone condizioni. Il settimo caso e’ relativo ad una donna di 31 anni, rientrata in Lombardia, da un recente viaggio in Usa, ricoverata in isolamento e in buone condizioni: l’ottavo caso e’ relativo ad un uomo di 40 anni, rientrato in Puglia da un recente viaggio a New York, in isolamento domiciliare e in buone condizioni.

Si accorciano intanto i tempi per un vaccino. Novartis Ag ha prodotto un primo lotto di un siero, che comincerà i test clinici a luglio. L’azienda svizzera è abbastanza ottimista sulla possibilità di aumentare la produzione in tempi rapidi. E si aspetta l’ok alla commercializzazione in autunno, sottolinea in un comunicato. All’azienda sono già arrivate richieste di vaccini da una trentina di governi.

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PANDEMIA: NUOVA INFLUENZA IL PUNTO

Pubblicato da milionidieuro su 12 giugno 2009


Sono 28.774 i casi di contagio da nuova influenza in 74 Paesi del mondo. 144 i decessi. Intanto ieri l’OMS ha alzato il livello di allerta: 6, pandemia. In Messico il maggior numero di vittime, 108, su 6241 contagi, negli USA il maggior numero di contagi, 13.217 con 27 vittime. Decessi anche in Cile, 2 su 1694 contagi, Costa Rica, 1 su 104 contagi, Repubblica Dominicana, 1 su 91 contagi. In Italia i casi accertati sono 56, 1307 in Australia, 528 in Giappone, 357 in Spagna, 256 in Argentina, 221 a Panama.

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INFLUENZA SUINA: Nuova infuenza, SIAMO ALLA PANDEMIA E OCCORRE PRODURRE RAPIDAMENTE VACCINO

Pubblicato da milionidieuro su 11 giugno 2009


L’organizzazione mondiale per la Sanità ha annunciato ufficialmente la pandemia di influenza suina. L’Oms ha precisato che la pandemia, la prima degli ultimi quarant’anni, é tuttavia di gravità moderata. Per il momento dunque non viene raccomandata alcuna restrizione al trasporto di merci e persone. «Il virus non può essere arrestato – ha detto la direttrice dell’Oms Margaret Chan – e abbiamo deciso di alzare il livello di allarme a 6, il livello massimo». Il livello sei segnala un aumento dell’estensione geografica della diffusione del virus, non necessariamente della sua gravità. «Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», ha puntualizzato il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl. È probabile che la decisione sia stata presa a seguito dell’ampia diffusione della nuova influenza A nello stato di Victoria, in Australia (cinque ricoveri e un migliaio di contagi), che segnala che l’emergenza non riguarda più il solo Nordamerica. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato la pandemia per l’influenza suina dopo gli ultimi sviluppi della diffusione del virus A-H1N1, che finora ha contagiato 28.000 persone in 74 Paesi del mondo con 141 morti.

L’Organizzazione mondiale della sanita’ ha chiesto ai laboratori farmaceutici di ”intraprendere rapidamente” la produzione del vaccino contro il virus A/H1N1 della nuova influenza, ”non appena termineranno la produzione del vaccino contro l’influenza stagionale’‘.
I laboratori, ha spiegato il direttore generale dell’Oms Margaret Chan durante una conferenza stampa, ”sono molto vicini a terminare la loro produzione del vaccino contro l’influenza stagionale. Sono pronti ad avviare la produzione a pieno regime del vaccino pandemico”.

Nel prossimo Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Ue,, prosegue Fazio, ”definiremo le strategie vaccinali e le azioni per accelerare la registrazione dei vaccini”. Ora ”la priorita’ e’ infatti iniziare una strategia vaccinale nel mondo, sia per evitare la grande diffusione del virus che bloccando l’attivita’ di fasce di popolazione recherebbe anche seri danni alle economie dei Paesi, sia per fare in modo che la popolazione presenti gia’ una protezione nel caso in cui il virus dovesse ricombinarsi in una forma di virus aviario trasmissibile all’uomo”. Uno dei rischi a lungo termine di questa pandemia e’ infatti, secondo il Viceministro, ”che il virus A/H1N1 nei prossimi mesi si possa ritrasmettere al maiale e riassortarsi nell’animale con quello dell’aviaria (H5N1) portando alla nascita di una nuova forma di influenza aviaria trasmissibile all’uomo e molto aggressiva”. Comunque, nonostante siamo in fase 6 pandemica, considerando che in Italia ci sono stati finora pochi casi confermati di influenza A/H1N1 ”manterremo attive – per Fazio- anche le necessarie misure di contenimento dell’infezione che sono state assunte nella fase 5 prepandemica in quanto piu’ stringenti rispetto a quelle previste dalla fase 6”.
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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 27.743 CASI IN 74 PAESI. 56 CONTAGI IN ITALIA

Pubblicato da milionidieuro su 11 giugno 2009


Sono 27.743 in 74 Paesi i casi di contagio dal virus della nuova influenza A/H1N1. 141 finora i decessi.

In Messico il maggior numero di vittime, 106, a fronte di 5.717 contagi, negli Usa il maggior numero di contagiati, 13.217, con 27 decessi. 2446 contagi in Canada con 4 decessi, 1694 in Cile (2 decessi). Una vittima anche in Costa Rica (93 casi) e una nella Repubblica Domenicana (91 casi). Nei Paesi che non hanno fatto registrare decessi il maggior numero di contagi si registra in Australia (1224), Regno Unito (666), Giappone (485), Spagna (331) e Panama (221).

In Italia sono stati confermati ieri altri due casi che portano a 56 il numero dei contagiati.
Il primo caso riguarda una donna di 29 anni, rientrata a Milano da New York il 1* giugno. La donna il 3 giugno accusando sintomatologia influenzale si e’ recata in ospedale dove e’ stata visitata e inviata in isolamento domiciliare presso la propria abitazione. Attualmente sta bene.
Il secondo caso e’ relativo a una bambina lombarda di 7 anni che avrebbe contratto l’infezione da un familiare ritornato da New York nei giorni scorsi.

Cinque persone contagiate dal virus A/H1N1 sono state ricoverate in terapia intensiva nello stato australiano di Victoria. Lo ha reso noto un portavoce delle autorita’ sanitarie locali precisando che le loro condizioni sono piuttosto serie. ”Alcuni sono a rischio di contrarre una patologia ancora piu’ grave”, ha detto. In Australia sono 1.200 le persone colpite dalla nuova influenza ma nessun caso, finora, si e’ rivelato mortale.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, allo studio lo spray nasale contro il virus H1N1

Pubblicato da milionidieuro su 10 giugno 2009


Da ricercatori francesi una nuova pista a base di proteine per il trattamento dell’influenza A. Rispetto ai vaccini, la strategia “presenta il vantaggio di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta”

Una piccola molecola, disponibile in spray nasale, per attivare a livello delle prime vie respiratorie uno scudo protettivo, a base di proteine, contro i virus dell’influenza, H1N1 compreso. Potrebbe essere questo il risultato finale della strada aperta dai ricercatori francesi dell’istituto di ricerca pubblica Inserm, che hanno dimostrato come una proteina (PAR2), presente in notevoli quantita’ sulla membrana delle cellule della trachea, puo’ giocare un ruolo di protezione importante in caso d’infezione da virus H1N1 nei topi, dopo la sua ‘attivazione’ attraverso un trattamento inalatorio.

Questa proteina, anello importante del sistema immunitario, potenzia nei roditori la produzione di sostanze che neutralizzano il virus bloccandone la proliferazione, secondo lo studio pubblicato sul ‘The Journal of Immunology’, datato 15 giugno. Quando il virus influenzale entra in contatto con il sistema respiratorio, avvia una serie di reazioni rapide che coinvolgono numerose proteine. L’equipe di Be’atrice Riteau si e’ concentrata sul ruolo del recettore PAR2, di cui era nota l’attivita’ nella risposta immunitaria. Un’azione, pero’, che non era mai stata studiata nel corso di un’infezione virale negli animali. La strategia allo studio “presenta il vantaggio – spiegano gli autori – rispetto ai sistemi si lotta all’influenza attuali (vaccini, antivirali) di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta”.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno infettato alcuni topi con un ceppo da laboratorio del virus H1N1, mortale per i topi e inoffensivo per l’uomo. Il trattamento ha attivato una notevole produzione di proteine con proprieta’ antivirali, che bloccano la replicazione del virus. I topi, inoltre, sono sopravvissuti all’infezione che, normalmente, sarebbe risultata letale. Ora, sottolineano i ricercatori, saranno necessari ulteriori studi per verificare l’efficacia e il ruolo protettivo della molecole contro i differenti ceppi di virus influenzali, tra i quali quelli dell’aviaria e diversi tipi di H1N1, compreso quello che ha determinato la nuova influenza.

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NUCLEARE IN ITALIA: Nucleare fermo in commissione

Pubblicato da milionidieuro su 10 giugno 2009


Alt dal ministero dell’Economia alle novità introdotte al Senato al disegno di legge sviluppo, uno dei collegati alla finanziaria e che apre al ritorno del nucleare in Italia: le modifiche pesano sulle spalle dei cittadini e molte coperture non sono legittime. Sotto la lente di ingrandimento del Tesoro finiscono 34 norme, tra cui l’incremento della Robin tax e quello delle bollette energetiche. «Risponderemo con ulteriori controdeduzioni», è la replica del sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia che assicura che i dubbi saranno fugati. “Sono ottimista”, dice infatti. Il provvedimento ha una storia parlamentare difficile: approvato a fine ottobre dalla Camera, incassa l’ok del Senato solo a fine maggio.

Dopo un così lungo cammino, si attendeva un terzo passaggio esclusivamente formale. Ed è infatti “sorpresa” in commissione quando IERI mattina il ministero dell’Economia annuncia di non essere disposto a dare il proprio consenso ad una serie di novità introdotte a Palazzo Madama.

«Il provvedimento non si doveva toccare, siamo meravigliati”, si lascia sfuggire il relatore al ddl Enzo Raisi. L’obiettivo, spiega anche il sottosegretario Saglia, era in effetti»quello di approvare il testo così come costruito in Senato ma – dice – se ci saranno problemi, faremo il nostro dovere di legislatori”. Un intervento “tardivo” e che altro non è che “un dispetto fra ministri”, accusa il Pd Andrea Lulli che chiede il ripristino dei fondi per l’editoria.

Non è certo la prima volta che Giulio Tremonti e Claudio Scajola incrociano le armi. Le perplessità di Via XX Settembre sono motivate nel dettaglio ed elencate in una lunga relazione datata 5 giugno ed inviata alle commissioni parlamentari competenti e per conoscenza anche al ministero dello Sviluppo Economico.

Le parole sono affilate e lasciano pochi spazi di manovra: le novità approvate dal Senato “introducono contrariamente all’azione del governo, misure che in quanto suscettibili di determinare incrementi delle tariffe a carico dei consumatori, direttamente e/o indirettamente riversano i discendenti effetti pregiudizievoli a carico degli utenti finali” e “presentano gravi profili di legittimità sotto l’aspetto contabile”. Ergo, il Tesoro presenta 18 proposte di modifica, di cui 4 soppressive, necessarie per il via libera.

La prima misura a incappare in una secca bocciatura è l’incremento, dal 5,5% al 6,5%, dell’aliquota ordinaria Ires a carico delle grandi aziende petrolifere e dell’energia elettrica (la Robin Tax). Con questi soldi si coprivano i fondi per l’editoria, che dunque saltano: “Le aliquote non possono essere – spiegano i tecnici – eccessivamente aggressive”, altrimenti si producono “effetti contrari” a quelli desiderati.

Sotto la lente di ingrandimento finisce anche l’incremento delle tariffe per le bollette (in particolare la parte che copre i costi per lo smantellamento delle centrali nucleari): “Tale iniziativa – è il rimprovero del ministero guidato da Tremonti – non solo si pone in contrasto con l’orientamento del governo in tema di contenimento delle tariffe in funzione anticrisi, ma determina oneri privi di copertura finanziaria”. No poi anche alle consulenze previste dal ministero dello Sviluppo Economico: la “possibilità di avvalersi di professionisti esterni non è in linea con l’attuale orientamento del governo diretto a un generale contenimento della spesa di personale”. Non sono inoltre, è l’ultima stoccata, offerte “adeguate garanzie in relazione ai necessari requisiti di onorabilità che i soggetti debbono possedere”.

Esultano Verdi e ambientalisti. Per Grazia Francescato, portavoce dei Verdi ed esponente di Sinistra e Libertà, “meglio farebbe il governo a seguire la strada indicata da Obama e dagli altri paesi europei come Francia e Germania e a puntare sulle energie del futuro che sono le rinnovabili e l’efficienza energetica. Tornare al nucleare è una vera e propria follia. Con il nucleare il governo non solo non affronta il problema della sicurezza energetica ma rischia di far crescere le bollette dei cittadini, senza considerare gli enormi problemi ambientali per lo smaltimento delle scorie radioattive”.

La bocciatura, rincara la dose Paolo Cento, “è un atto di serietà perché smaschera il tentativo di introdurre norme dannose sia per i consumatori che per l’ambiente”, ha detto .

“In particolare la scelta di far tornare l’Italia al nucleare, contenuta nelle norme del ddl sviluppo, sono insostenibili dal punto di vista economico, oltre ad essere pericolosissime per l’ambiente. Ora non ci sia nessun pataracchio su una vicenda che il ministero dell’Economia ha reso chiara e trasparente”.

E sul nucleare un chiaro monito giunge anche da Legambiente: “Le disavventure della centrale finlandese di Olkiluoto, cha ha accumulato tre anni di ritardo nei lavori del primo reattore Epr (proprio il modello che si vorrebbe realizzare in Italia) e un extracosto di 1,5 miliardi euro, dimostrano i costi elevati del nucleare”, dice Stefano Ciafani.

Inoltre, ”secondo il Dipartimento per l’Energia statunitense il costo industriale dell’elettricita’ da nucleare da nuovi impianti e’ piu’ alto rispetto alle fonti tradizionali, e secondo la previsione dell’agenzia di rating Moody’s nonostante i generosi incentivi e sussidi negli Usa, solo uno o due centrali verranno costruite sulla trentina attese, per la fonte energetica piu’ vetusta e pericolosa che ci sia”.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, VICINI ALLA PANDEMIA 25.292 CASI IN 73 PAESI, 139 I DECESSI. QUATTRO NUOVI CASI IN ITALIA, BILANCIO SALE A 54

Pubblicato da milionidieuro su 10 giugno 2009


L’influenza provocata dal virus A(H1N1), conosciuta come febbre suina, e’ ormai ”veramente prossima alla pandemia” mondiale. Lo ha detto oggi il numero due dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, Keiji Fukuda, parlando nel corso di una conferenza telefonica. ”Non vogliamo che la gente sia presa da un panico eccessivo”, nel caso l’Oms decida di alzare a 6 il livello di allarme. L’Organizzazione ha comunque assicurato che gli Stati sono tutti in grado di fronteggiare il virus.

A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 25.292 in 73 Paesi. I decessi sono 139.
In Messico il maggior numero di vittime, 106, a fronte di 5.717 persone contagiate. Negli Stati Uniti il maggior numero di contagi, 13.217 con 27 decessi. 3 i decessi in canada con 2.115 contagi, mentre 1 vittima si e’ registrata in Costa Rica (68 i contagi accertati), e 1 nella Repubblica Dominicana (44 contagiati).
Nessuna vittima si segnala negli altri Paesi colpiti dal virus. Molti i contagi in Australia (1051), Regno Unito (557), Cile (411), Giappone (410), Spagna (291), Panama (179), Cina (108). In Italia 4 nuovi casi accertati oggi hanno portato il numero dei contagi a quota 54.
Il primo caso riguarda una donna di 32 anni, ritornata a Roma da New York il 3 giugno. La donna accusando sintomatologia influenzale si e’ recata il 4 giugno in ospedale dove e’ stata ricoverata. Attualmente e’ stata dimessa e sta bene. Il secondo caso riguarda un uomo di 30 anni, ritornato a Roma da New York il 3 giugno. L’uomo ha avuto i primi sintomi influenzali il 4 giugno. Attualmente e’ in isolamento domiciliare e sta bene. Il terzo caso riguarda un uomo di 26 anni, ritornato a Roma da New York il 3 giugno: ha avuto i primi sintomi influenzali il 4 giugno. Attualmente e’ in isolamento domiciliare e sta bene. Il quarto caso riguarda una donna di 44 anni di ritorno in Toscana il 3 giugno da un viaggio negli Stati Uniti. La donna si e’ recata subito in ospedale. Attualmente e’ in isolamento domiciliare e sta bene.
Rimane sempre attivo nel nostro Paese il numero ’1500′ che fornisce ai cittadini informazioni ed aggiornamenti in merito alla nuova influenza. E’ aperto dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 8.00 alle ore 18.00.

”Un’azione coordinata a livello europeo per quanto riguarda le strategie vaccinali e gli aspetti regolatori (autorizzazione centralizzata a livello europeo) anche per assicurare una rapida disponibilita’ di un vaccino a costi contenuti”: l’ha chiesta il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto oggi al Consiglio dei Ministri della Salute dell’Unione Europea che si e’ tenuto in Lussemburgo. Posizione sulla quale si e’ giunti ad un sostanziale accordo tra tutti i Paesi dell’Unione. Il Consiglio e’ stato dedicato all’approvazione di due raccomandazioni europee volte a migliorare l’azione dei Paesi dell’Unione Europea nel settore delle malattie rare e nel miglioramento della sicurezza dei pazienti in relazione alle malattie nosocomiali. Dopo l’approvazione delle Direttive il dibattito politico tra i Ministri della Salute si e’ incentrato su tre punti principali: la proposta di direttiva europea per i servizi sanitari transfrontalieri; la situazione dell’epidemia influenza a H1/N1; le proposte di modifica delle direttive che regolano il settore farmaceutico per gli aspetti legati alla contraffazione, all’informazione ai pazienti e alla farmacovigilanza (pacchetto farmaceutico). Sul primo punto Fazio ha espresso la necessita’ che la direttiva europea per i servizi sanitari transfrontalieri assicuri ai pazienti adeguati livelli di sicurezza e qualita’ delle cure in strutture sanitarie operanti nell’ambito dei sistemi socio sanitari di altri stati membri.

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INFLUENZA SUINA : NUOVA INFLUENZA contagiate 25.288 persone in 73 Paesi e ha fatto 139 morti.IN ITALIA I CASI SONO 50

Pubblicato da milionidieuro su 8 giugno 2009


Il virus A/H1N1 della nuova influenza ha contagiato 25.288 persone in 73 Paesi e ha fatto 139 morti. E’ il nuovo bilancio diffuso sul sito internet dell’Organizzazione mondiale della sanita’. Dal precedente bilancio dell’agenzia dell’Onu, reso noto venerdi’, sono stati registrati ufficialmente 3.348 nuovi casi, 14 dei quali mortali. La maggior parte dei nuovi casi sono stati scoperti negli Stati Uniti (+ 2.163, tra cui 10 nuovi decessi). Le altre progressioni piu’ forti sono state osservate in Messico (+154, tra cui altri tre morti), Australia (+175), Canada (+320), Gran Bretagna (+129), Argentina (+55) e Cile (+42). Un primo caso mortale e’ stato registrato in Repubblica dominicana, dove le persone contagiate sono 44. Le Isole Caiman (un caso), la Dominica (uno), Trinidad e Tobago (due) e gli Emirati arabi uniti (uno) fanno il loro ingresso nella lista dei Paesi ufficialmente colpiti dalla malattia.

Sono stati confermati ieri due altri casi di positivita’ alla nuova influenza umana A/H1N1 in Italia.
Il primo caso, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, riguarda una donna di 42 anni rientrata con un volo da Montreal a Roma il 29 maggio. Accusando i sintomi influenzali il primo giugno, si e’ fatta visitare e attualmente e’ ricoverata in ospedale in trattamento.
L’altro caso confermato e’ di un turista di 51 anni, arrivato a Firenze il 28 maggio. L’uomo ha viaggiato su un volo da Miami a Zurigo e via treno e’ giunto a Firenze. Ha iniziato ad accusare i sintomi influenzali il primo giugno.
Attualmente e’ ricoverato in ospedale in trattamento.
Diventano cosi’ 50 i casi complessivamente confermati nel nostro Paese.
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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 48 CASI IN ITALIA E NEL MONDO SUPERATI I 22.000 CASI

Pubblicato da milionidieuro su 6 giugno 2009


Sono stati confermati oggi pomeriggio quattro casi di positivita’ alla nuova influenza umana A/H1N1 in Italia, che portano cosi’ a 48, nel complesso, i casi nel nostro Paese. Lo rende noto un comunicato del ministero della Salute. Il primo caso riguarda una donna di 34 anni rientrata in Italia da Orlando a Milano, via Philadelfia il 3 giugno, accusando i sintomi influenzali il primo giugno. Il secondo caso riguarda un uomo di 27 anni rientrato a Milano da un viaggio a New York, accusando sintomi influenzali il 3 giugno. Il terzo caso riguarda una donna di 50 anni rientrata a Milano da un viaggio a New York. La donna ha manifestato i sintomi influenzali il primo giugno. Il quarto caso riguarda donna di 28 anni rientrata a Milano da New York il 2 giugno. La sintomatologia influenzale si e’ manifestata il 2 giugno. Attualmente tutti i soggetti si trovano in isolamento domiciliare.

Il numero di persone contagiate dal virus A/H1N1 in Gran Bretagna ha oltrepassato quota 500. Lo ha annunciato il ministero della Salute in un comunicato, precisando che analisi hanno confermato il contagio di altre 19 persone in Inghilterra, 22 in Scozia e una in Irlanda del Nord, il che porta a 528 il numero totale di casi accertati. Cinque pazienti sono ancora ricoverati in ospedale, tre dei quali in terapia intensiva, nei pressi di Glasgow, in Scozia, la regione britannica piu’ colpita proporzionalmente al numero di abitanti. Il governo scozzese ha fatto sapere che una 38enne contagiata e’ in condizioni critiche ma stazionarie in un ospedale della regione dopo aver dovuto partorire prematuramente lo scorso lunedi’, tre mesi prima del previsto.

LA SITUAZIONE AL 05 GIUGNO 2009 ERA LA SEGUENTE A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) ed il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 19.273 ed i decessi sono 117 .
In Messico il maggior numero di decessi, 97 , a fronte di 5.029 contagi: Negli Usa il maggior numero di contagi, 10.053, 17 le vittime. Due vittime anche in Canada (1530 contagi) e 1 in Costa Rica (50 contagi accertati). Numerosi contagi, ma senza vittime anche in Australia (501), Argentina (131), Cile (313), Giappone, (385), Panama (155), Regno Unito (339) e Spagna (180).

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PESTICIDI: SOLO UN FRUTTO SU DUE NE è PRIVO

Pubblicato da milionidieuro su 5 giugno 2009


Solo un frutto su due che arrivano sulla nostra tavola e’ privo di pesticidi. Mele e agrumi tra i frutti piu’ contaminati. Aumentano i campioni con tracce di uno o piu’ residui leggero aumento anche dei campioni irregolari, diminuisce invece il numero dei controlli. Lo evidenzia ”Pesticidi nel Piatto”, il Rapporto annuale di Legambiente sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia, presentato oggi.

Il lieve ma costante miglioramento dei dati sulla presenza dei pesticidi sui prodotti ortofrutticoli e derivati, osservato negli ultimi anni sembra essersi arrestato.

L’edizione 2009 del rapporto elaborato da Legambiente sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, mostra risultati stabili se non peggiori del 2008.

A fronte di una evidente diminuzione dei campioni analizzati (quasi 1300 in meno rispetto all’anno scorso), si riscontra un seppur lieve incremento dei campioni irregolari per concentrazioni troppo elevate di residui di agrofarmaci rispetto ai limiti stabili dalla legge. Complessivamente le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e regionali hanno preso in considerazione 8764 campioni, di cui 109 sono risultati irregolari, pari all’1,2% del totale, in leggero aumento rispetto al 2008 (1%), mentre su 2410 (il 27,5%) e’ stata rilevata la presenza di uno o piu’ residui.

Su 3474 campioni di verdure analizzati lo 0,8% e’ addirittura irregolare (residui oltre i limiti di legge), un valore piu’ o meno stabile rispetto all’anno precedente quando si attestava sullo 0,7%, mentre 565 campioni (il 16,3%) sono regolari ma con residui, in aumento dell’1,6% rispetto all’anno scorso (14,7%). Stesso aumento per i campioni contaminati da uno o piu’ residui tra i prodotti derivati (19,5% rispetto al 18% dello scorso anno).

La frutta si riconferma quale categoria ”piu’ inquinata”, con un aumento, rispetto all’anno scorso, delle irregolarita’. Infatti, su 3507 campioni di frutta, 81 (il 2,3%) sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge (+ 0,7% rispetto al 2008). Invece, i campioni di frutta regolari con uno o piu’ di un residui chimici risultano pari al 43,9%. Quindi solo un frutto su due (il 53,8% per la precisione) che arriva sulle nostre tavole e’ privo di residui chimici.

”Gli ultimi dati Istat – ha dichiarato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – ci dicono che gia’ nel 2007 la quantita’ totale dei fitosanitari distribuiti per uso agricolo in Italia era aumentata del 3% rispetto al 2006, passando da 148,9 a 153,4 mila tonnellate.

Un dato questo, abbastanza preoccupante, perche’ sembra indicare che lo sforzo sinora sostenuto dall’agricoltura italiana per offrire ai consumatori prodotti sempre piu’ sani e per ridurre l’inquinamento abbia subito uno stop”.

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INFLUENZA SUINA: Nuova influenza,103 morti in Messico, altri 7 casi in Italia

Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009


Cresce il numero dei contagi ed anche quello delle vittime per la nuova influenza: in Italia solo oggi si sono registrati sette nuovi casi. I contagi sono cosi’ saliti a 37. Intanto in Messico il numero dei morti ha superato quota 100, mentre sette decessi sono al momento quelli confermati a New York. Il virus, dunque, continua a diffondersi (un primo caso e’ stato registrato anche in Arabia Saudita). La situazione e’ ancora preoccupante grave conferma il vicedirettore dell’Oms, Keiji Fukuda.

Cresce il numero dei contagi ed anche quello delle vittime a causa del virus A/H1N1 della nuova influenza. E se in Messico il numero dei morti ha superato quota 100 e sette decessi sono quelli al momento confermati a New York, in Italia i contagi sono saliti a 37 facendo registrare solo oggi 7 nuovi casi. Il virus, dunque, continua a diffondersi (un primo caso è stato registrato oggi anche in Arabia Saudita) e la conferma che la situazione sia molto preoccupante arriva dalle parole del vice direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Keiji Fukuda che, già nei giorni scorsi, ha affermato che «ci stiamo avvicinando alla fase sei», ovvero la massima fase d’allerta della scala per una pandemia di influenza. Preoccupazione negli Stati Uniti, dove il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso due miliardi di dollari per prepararsi all’eventualità di una pandemia influenzale.
37 CASI IN ITALIA, 7 IN UN SOLO GIORNO: Il totale dei casi di nuova influenza si attesta in Italia a quota 37, e solo oggi sono stati 7 i nuovi casi confermati. Si tratta di persone che rientravano dagli Stati Uniti (tranne un uomo proveniente da Montreal). Tutti hanno accusato sintomi influenzali, sono stati visitati e quindi sottoposti a trattamento. Le loro condizioni di salute sono buone. Tra i sette casi confermati oggi, anche quello di una donna bolognese di 30 anni che era stata a New York in luna di miele.

IN MESSICO OLTRE 100 MORTI E 7 A NEW YORK: I morti in Messico a causa dell’influenza A H1N1 sono 103. Lo ha reso noto il governo, precisando però che l’epidemia continua a indebolirsi. Ed altre due persone sono morte a New York, portando a sette il totale dei decessi per nuova influenza registrati nella città. Il totale dei casi negli Stati Uniti, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dall’agenzia federale Centers for Disease Control, è di 11.054, con 7 morti.
PRIMO CASO IN ARABIA SAUDITA: L’Arabia Saudita ha confermato il primo caso di nuova influenza sul suo territorio. Si tratta del terzo paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo ad essere colpito dal virus, dopo casi in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. L’allarme è scattato anche per lo staff della Casa Bianca ed i giornalisti giunti dagli Usa in Arabia Saudita, a Riad, per la visita del presidente Barack Obama: hanno dovuto sottoporsi al controllo contro la nuova influenza all’arrivo nella capitale saudita. I viaggiatori giunti dagli Usa sono dovuti passare davanti ad un segnalatore termico tarato per segnalare persone con temperatura più alta del normale.
OBAMA CHIEDE 2 MLD A CONGRESSO PER RISCHIO PANDEMIA: La Casa Bianca si sta preparando all’eventualità di una pandemia influenzale causata dal virus H1N1 ed il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso 2 miliardi di dollari a questo scopo. Sempre sul fronte del virus H1N1, la Banca Mondiale ha approvato oggi un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per un fondo per gli aiuti contro la nuova influenza ai paesi in via di sviluppo.

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INFLUENZA SUINA: Nuova influenza,103 morti in Messico, altri 7 casi in Italia

Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009


Cresce il numero dei contagi ed anche quello delle vittime per la nuova influenza: in Italia solo oggi si sono registrati sette nuovi casi. I contagi sono cosi’ saliti a 37. Intanto in Messico il numero dei morti ha superato quota 100, mentre sette decessi sono al momento quelli confermati a New York. Il virus, dunque, continua a diffondersi (un primo caso e’ stato registrato anche in Arabia Saudita). La situazione e’ ancora preoccupante grave conferma il vicedirettore dell’Oms, Keiji Fukuda.

Cresce il numero dei contagi ed anche quello delle vittime a causa del virus A/H1N1 della nuova influenza. E se in Messico il numero dei morti ha superato quota 100 e sette decessi sono quelli al momento confermati a New York, in Italia i contagi sono saliti a 37 facendo registrare solo oggi 7 nuovi casi. Il virus, dunque, continua a diffondersi (un primo caso è stato registrato oggi anche in Arabia Saudita) e la conferma che la situazione sia molto preoccupante arriva dalle parole del vice direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) Keiji Fukuda che, già nei giorni scorsi, ha affermato che «ci stiamo avvicinando alla fase sei», ovvero la massima fase d’allerta della scala per una pandemia di influenza. Preoccupazione negli Stati Uniti, dove il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso due miliardi di dollari per prepararsi all’eventualità di una pandemia influenzale.
37 CASI IN ITALIA, 7 IN UN SOLO GIORNO: Il totale dei casi di nuova influenza si attesta in Italia a quota 37, e solo oggi sono stati 7 i nuovi casi confermati. Si tratta di persone che rientravano dagli Stati Uniti (tranne un uomo proveniente da Montreal). Tutti hanno accusato sintomi influenzali, sono stati visitati e quindi sottoposti a trattamento. Le loro condizioni di salute sono buone. Tra i sette casi confermati oggi, anche quello di una donna bolognese di 30 anni che era stata a New York in luna di miele.

IN MESSICO OLTRE 100 MORTI E 7 A NEW YORK: I morti in Messico a causa dell’influenza A H1N1 sono 103. Lo ha reso noto il governo, precisando però che l’epidemia continua a indebolirsi. Ed altre due persone sono morte a New York, portando a sette il totale dei decessi per nuova influenza registrati nella città. Il totale dei casi negli Stati Uniti, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dall’agenzia federale Centers for Disease Control, è di 11.054, con 7 morti.
PRIMO CASO IN ARABIA SAUDITA: L’Arabia Saudita ha confermato il primo caso di nuova influenza sul suo territorio. Si tratta del terzo paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo ad essere colpito dal virus, dopo casi in Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. L’allarme è scattato anche per lo staff della Casa Bianca ed i giornalisti giunti dagli Usa in Arabia Saudita, a Riad, per la visita del presidente Barack Obama: hanno dovuto sottoporsi al controllo contro la nuova influenza all’arrivo nella capitale saudita. I viaggiatori giunti dagli Usa sono dovuti passare davanti ad un segnalatore termico tarato per segnalare persone con temperatura più alta del normale.
OBAMA CHIEDE 2 MLD A CONGRESSO PER RISCHIO PANDEMIA: La Casa Bianca si sta preparando all’eventualità di una pandemia influenzale causata dal virus H1N1 ed il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso 2 miliardi di dollari a questo scopo. Sempre sul fronte del virus H1N1, la Banca Mondiale ha approvato oggi un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per un fondo per gli aiuti contro la nuova influenza ai paesi in via di sviluppo.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA SIAMO QUASI ALLA FASE 6 DELLA PANDEMIA INTANTO SCOPERTO IL PRIMO CASO IN AFRICA

Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009


Sono saliti ad oltre 17 mila i casi di nuova influenza A(H1N1) segnalati nel mondo, secondo gli ultimi dati dell’Oms. In totale 17.410 infezioni, di cui 115 mortali, sono state segnalate in 62 Paesi. Il precedente bilancio, il 29 maggio, segnalava 15.510 casi (99 decessi) in 53 Paesi. La maggioranza dei contagi resta nel Nordamerica. Gli Usa hanno segnalato il piu’ alto numero di infezioni e 15 vittime. In Messico i casi sono circa la meta’, ma i morti sono 97.
L’Organizzazione mondiale della sanita’ annuncia che e’ sempre piu’ vicino il massimo livello di allerta della pandemia, la fase sei. ‘Siamo alla fase 5, ma ci stiamo avvicinando all’ultima fase’, ha spiegato oggi il vice direttore dell’Oms, Keiji Fukuda. Due vittime segnalate oggi in Nord America, un uomo di mezza eta’ in Canada e un bimbo di 11 settimane, a New York. Intanto altri due casi sono stati accertati in Turchia portando il totale a 7, riferisce l’agenzia Anadolu.
Il primo caso di nuova influenza e’ stato scoperto in Egitto, secondo quanto ha reso noto l’Oms nella capitale egiziana. Si tratta di una bambina americana di 12 anni, colpita dal virus A/H1N1, arrivata in aereo all’aeroporto del Cairo, dove i sensori di controllo per i passeggeri in arrivo avevano rilevato che la bambina aveva la febbre. E’ il primo caso di nuova influenza individuato nell’intero continente africano.
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INFLUENZA SUINA: altri 4 casi in Italia Finora 30 contagiati

Pubblicato da milionidieuro su 31 maggio 2009


Sono stati confermati oggi altri quattro casi di nuova influenza umana A/H1N1 in Italia, tutti provenienti da New York con voli differenti. Si tratta di due uomini e due donne. Una trentenne rientrata a Verona il 26 maggio via Malpensa, e’ in isolamento domiciliare per il trattamento e le sue condizioni di salute sono buone. Condizioni analoghe per un ventenne e una quarantacinquenne rientrati a Bologna il 25 maggio e il 28 maggio e per un trentenne rientrato a Modena il 24 maggio.

Sono stati confermati oggi altri quattro casi di nuova influenza umana A/H1N1 in Italia, tutti provenienti da New York con voli differenti. Il primo caso è quello di una donna trentenne rientrata a Verona da New York il 26 maggio con volo indiretto via Milano Malpensa. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura, è stata visitata in ospedale e attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione.

Tutti provenienti da New York Il secondo caso riguarda un uomo ventenne proveniente da New York con volo indiretto via Amsterdam e arrivato a Bologna il 25 maggio. Al momento l’uomo è in isolamento domiciliare a Rimini, dopo essere stato visitato in ospedale, e le sue condizioni fisiche non destano preoccupazione. Il terzo caso è un uomo di circa trenta anni proveniente da New York con volo indiretto via Roma Fiumicino e rientrato a Modena il 24 maggio, al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura ed è stato visitato in ospedale. Attualmente l’uomo è in isolamento domiciliare e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione. Il quarto caso è una donna di quarantacinque anni tornata da New York a Bologna via Parigi il 28 maggio. La donna, che al momento dell’arrivo accusava sintomi influenzali ed alterazione della temperatura è stata visitata in ospedale ed attualmente è in isolamento domiciliare per il trattamento. Le sue condizioni di salute sono buone e non destano preoccupazione. I “contatti stretti” dei casi segnalati sono già stati rintracciati e posti sotto sorveglianza.

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GREEN NEW DEAL:TERRA FUTURA, BIGGERI, ANCHE GOVERNO ITALIANO PUNTI SU GREEN NEW DEAL

Pubblicato da milionidieuro su 30 maggio 2009


”Quasi tutti i Paesi del G8 iniziano a ragionare sul ‘green new deal’, ma in Italia questo non avviene: da noi al contrario si sente riparlare di nucleare, di chiusura delle frontiere, di incentivi alle auto. Non si tratta di questioni di destra o di sinistra: c’e’ Obama, ma ci sono anche Sarkozy e la Merkel che fanno cose molto interessanti da questo punto di vista”.

A dirlo e’ Ugo Biggeri, presidente della Fondazione responsabilita’ etica tracciando un bilancio di ‘Terra Futura’ a meta’ della manifestazione.

”Siamo molto contenti – dice – gli stand sono pieni, nonostante il ponte, e molto vivaci. E’ molto positivo l’esperimento della Borsa delle economie responsabili, con molte aziende che hanno chiesto di fare incontri bilaterali sui temi della responsabilita’ di impresa”.

Il mondo di associazioni che da’ vita a ‘Terra Futura’, intanto, e’ gia’ proiettato verso il G8 de L’Aquila. ”Tante realta’ – ricorda Biggeri – hanno organizzato un ‘Gsott8′ nel Sulcis, in Sardegna. Inoltre a Terra Futura, gia’ a partire dall’anno scorso, abbiamo elaborato un manifesto che presenteremo come contributo ai ‘grandi’ della terra”.

Quanto alla prossima edizione di ‘Terra Futura’, Biggeri spiega che non e’ stato ancora definito un tema. ”Lo decideremo – conclude – anche tenendo conto degli spunti e dei messaggi che ci arrivano dalle tante persone che partecipano”.

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DIRITTI GLOBALI: RAPPORTO 2009, CODICE ROSSO PER CLIMA IN ITALIA

Pubblicato da milionidieuro su 29 maggio 2009


Se lo stato di salute del mondo e’ da codice rosso, anche l’Italia e’ messa male e si differenzia da molti Paesi dell’UE per la totale assenza di una qualsiasi politica di governo delle emissioni. Lo evidenzia il Rapporto sui Diritti Globali che aggiunge: ”Abbiamo anche il poco onorevole primato di aver visto votare in Senato, presentata da una folta schiera di parlamentari del PdL il 1* aprile 2009, una mozione che non solo nega i cambiamenti climatici, ma anche le loro cause e conseguenze, nonche’ le responsabilita’ dell’uomo nel global warming. Non a caso il Belpaese e’ il terzo nella classifica europea dei maggiori emettitori (era il quinto nel 1990), si attesta su un consistente +17,5% sopra l’obiettivo di riduzione che dovra’ essere raggiunto al 2012 e in fatto di rinnovabili e’ il fanalino di coda dell’Unione. L’unico provvedimento, per altro di dubbia efficacia, preso dal governo sul fronte energetico e’ l’accordo siglato con la Francia per riportare il nucleare nel Paese”.

Insieme al sistema energetico dominato dagli idrocarburi – evidenzia il Rapporto – il punto dolente dello Stivale rimane la mobilita’: gli spostamenti delle merci si svolgono in larga parte su strada (74% del totale per il trasporto delle merci) cosi’ come quelli personali, non a caso la mobilita’ motorizzata pro capite, attestata a oltre 13.500 chilometri l’anno, e’ superiore del 30% rispetto alla media europea. Non c’e’ da stupirsi, dunque, se nel 2007 il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio dell’aria ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del PM10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all’anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l’80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).

Un’altra questione irrisolta e’ quella dei rifiuti, che non solo aumentano in quantita’, ma vengono smaltiti al 54% in discarica (Legambiente, 2009 a).

Tra i primati negativi dell’Italia – afferma ancora il Rapporto - c’e’ anche quello di essere il quarto maggiore consumatore di acqua potabile al mondo. E restando in tema di consumo di risorse naturali, nei cinque lustri che vanno dal 1980 al 2005 sono stati edificati quasi sei milioni di ettari di suolo agricolo.

Passando dal lecito all’illecito, nel Belpaese continuano ad aumentare gli ecoreati, che nel 2007 si attestavano sulla considerevole cifra di 30.300 casi.

Per il Belpaese il 2009 sara’ ricordato anche come l’anno del terremoto in Abruzzo. Un sisma che nella sua punta massima del 6 aprile ha toccato la magnitudo 5,8 sulla scala Richter, ma che e’ stato preceduto da numerosi fenomeni sismici e al quale hanno seguito migliaia di repliche. Ma soprattutto un sisma che in rapporto alla sua forza e a quanto avviene nel resto del mondo ha fatto un enorme numero di morti: 297 vittime sepolte sotto le macerie di edifici antisismici e in cemento armato, che avrebbero dovuto tenere. Ma che, complici il cemento allungato con sabbia di mare, i materiali scadenti utilizzati per le costruzioni, i collaudi e i certificati di agibilita’ a dir poco compiacenti, si sono sgretolati come castelli di carta. Una strage a cavallo tra il ”naturale” e il ”criminale”.

E proprio gli eccessivi danni del terremoto hanno fatto scattare le indagini della magistratura.

Per avere qualche segnale positivo bisogna volgere lo sguardo verso gli stili di vita e di consumo responsabili.

L’Italia, infatti, e’ diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel (31% sul totale europeo) e grande e’ stato anche il successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati ISO 14001 nel 2008). In crescita anche l’agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007 contro i 70.674 del 1994), dove si registra anche un forte sviluppo nel settore degli allevamenti biologici, e il settore della ricettivita’ diffusa (dal 19% del 2000 al 23% del 2007), dai bed & breakfast agli agriturismo, legata alle risorse naturali e fatta del recupero degli insediamenti esistenti.

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NUCLEARE IN ITALIA: BERLUSCONI: " VOGLIO, POSSO E COMANDO"

Pubblicato da milionidieuro su 28 maggio 2009

Per la realizzazione delle centrali nucleari di quarta generazione ”non c’e’ tempo da perdere”.
Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo intervento all’assemblea di Confesercenti.
”Prenderemo decisioni assennate suffragate da organismi democratici. Ma una volta che le decisioni saranno prese – ha detto il premier – se necessario useremo ancora l’esercito” qualora dovessero esserci tensioni, come gia’ avvenuto per la gestione dei rifiuti in Campania.
”Abbiamo usato l’autorita’ dello Stato e lo faremo in tutte le occasioni necessarie – ha aggiunto Berlusconi – compresa quella del Frejus”.

Nessun leader occidentale minaccerebbe di costruire una centrale nucleare usando la forza, contro il volere del territorio, cosi’ come ha fatto oggi Berlusconi. Non e’ con l’uso dell’esercito che il Presidente del Consiglio convincera’ gli italiani di una scelta sbagliata e che non conviene al nostro Paese”. Lo afferma Ermete Realacci, responsabile ambiente del PD commentando le dichiarazioni del Premier a proposito del nucleare durante il suo intervento all’assemblea di Confesercenti. ”Certo”, aggiunge Realacci, ”c’e’ da chiedersi se bisogna dar retta al Berlusconi che mostra i muscoli o a quello che in ogni regione che visita in campagna elettorale, come ad esempio ha recentemente fatto in Sardegna, rassicura che non sara’ quello il luogo in cui impiantera’ le centrali nucleari”. ”Cosi’ com’e’ oggi”, conclude Realacci, ”il nucleare e’ una scelta che sottrae risorse, sia pubbliche che private, a obiettivi quanto mai urgenti, come investire in efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili a cominciare dal solare, promuovere l’innovazione tecnologica, che in tempi enormemente piu’ brevi consentirebbero di abbattere le emissioni che alimentano i mutamenti climatici, di ridurre sensibilmente la nostra dipendenza energetica dall’importazione di petrolio, di accrescere la competitivita’ delle nostre imprese, di alleggerire le bollette a carico delle famiglie. Questa e’ la vera frontiera dell’innovazione in campo energetico, una frontiera che rappresenta un’opportunita’ tanto piu’ grande in questa fase di crisi economica”.

QUALCHE GIORNO FA :Il Financial Times: «Berlusconi non è Mussolini ma è un pericolo per l’Italia»

Il fascismo non è un probabile futuro per l’Italia. Vale la pena dirlo, perché cosí é stato previsto. Molti ritengono che la crisi finanziaria sommata a Silvio Berlusconi dia come risultato un ritorno al fascismo. Dopo tutto, era iniziato cosí.

Ma questo è un risultato improbabile, attualmente. L’Italia dei primi anni ‘20, quando Benito Mussolini salí al potere, era in ginocchio per la rovinosa vittoria pirrica del 1918 sugli austriaci, per il degrado della classe politica e per la crescente minaccia del totalitarismo di sinistra. Berlusconi non è sicuramente Mussolini: ha squadre di showgirls, non di camicie nere.

I veri pericoli si trovano altrove. Nel corso dei 15 anni della sua carriera politica – sempre come Presidente del Consiglio o come capo del partito di opposizione – ha avuto carta bianca per spostare il sentimento nazionale a destra. Non lo ha fatto tramite propaganda diretta, bensí concentrandosi costantemente su ostentazione, lustrini e ragazze e su una retorica esagerata, gestita dai mezzi di comunicazione, che considera comunista l’opposizione e vede se stesso come una vittima.

Ora che gli vengono poste domande spinose – inizialmente, dalla moglie – sul suo rapporto con un’adolescente aspirante showgirl, se l’è presa con la fonte più ostinata di domande, il quotidiano di centro-sinistra La Repubblica, ha rilasciato una velata minaccia tramite un collega e ha cercato di far apparire illegittime le domande perché politicamente di parte.

Ha mostrato una pari belligeranza nei confronti dei magistrati che lo avevano giudicato corruttore dell’avvocato britannico David Mills (per evitare accuse di corruzione) – chiamandoli “attivisti di sinistra” – anche se il Parlamento lo ha reso immune da procedimenti penali.

Ancora insoddisfatto, pur avendo un Parlamento cosí servizievole, lo ha definito “inutile” e ha dichiarato che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 membri, mentre i suoi poteri dovrebbero aumentare. Ha cercato di smuovere le masse in suo favore, sostenendo una “iniziativa popolare” per raccogliere le 500.000 firme necessarie per il provvedimento.

Ma il pericolo di Berlusconi è diverso da quello di Mussolini. Si tratta dello svuotamento attraverso i media dei contenuti seri della politica, rimpiazzandoli con l’intrattenimento. Si tratta di una spietata demonizzazione dei nemici e del rifiuto di concedere basi indipendenti ai poteri concorrenti. Si tratta di mettere la ricchezza a servizio della creazione di una immagine potente, composta di continue affermazioni di successo e di sostegno popolare.

Che egli sia così potente è in parte colpa di una sinistra incerta, di istituzioni deboli e talvolta politicizzate, e del giornalismo, che ha troppo spesso accettato un ruolo subalterno. Ma sopratutto è colpa di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non fascista, ma pericoloso, in primo luogo in Italia, e un esempio negativo per tutti.

E ANCHE IN MESSICO…

Campione moderno del “populismo mediatico”, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi gode di un ampio consenso nonostante la difficile fase attuale della sua avventura politica, un fenomeno attribuito dagli esperti al suo controllo dei mezzi di comunicazione.

Giudicato colpevole per avere corrotto l’avvocato inglese David Mills, ma senza condanna grazie all’immunità; accusato da sua moglie, Veronica Lario, di “frequentare minorenni” e con un paese in profonda recessione, Berlusconi mantiene un consenso superiore al 70%.

“Gli italiani stanno dalla mia parte nonostante le polemiche”, ha dichiarato il Cavaliere lo scorso 19 maggio e ha mostrato un sondaggio secondo il quale gode di una popolarità del 74,8%.

Questa situazione è spiegata da diversi punti di vista che giungono sempre alla stessa conclusione: Berlusconi ha il controllo della televisione, è proprietario di giornali e della principale casa editrice del paese, la Mondadori, tra gli altri affari.

Un nuovo libro sul personaggio, intitolato “La sindrome di Arcore” del giornalista Giovanni Valentini, ritiene che tale popolarità corrisponde al fatto che il popolo dei teledipendenti italiani si è innamorato del proprio carceriere, come succede alle vittime della cosiddetta “sindrome di Stoccolma”.

“L’anomalia italiana, impersonificata da un capo di governo che di fatto dispone di sei reti televisive nazionali, non ha eguali nel mondo civilizzato”, ha detto l’autore, che nel titolo del libro fa riferimento ad Arcore, la località milanese dove il Cavaliere ha il suo quartier generale.

Ha ricordato che Berlusconi è proprietario della principale azienda televisiva privata, Mediaset, che dispone di tre canali e che, come capo del governo, controlla indirettamente altri tre canali della televisione pubblica, la RAI.

“Non esiste nessun altro paese al mondo in cui succeda una cosa simile, per cui si può legittimamente dire che si tratta di una tele-dittatura, fondata sul controllo della televisione e, pertanto, del consenso popolare”, ha segnalato.

Anche il sociologo ed esperto di mezzi di comunicazione, Domenico De Masi, sostiene che in Italia si sta creando un primo esempio di dittatura mediatica al mondo.

Sostiene che, nonostante all’estero Berlusconi venga solitamente sottostimato e considerato un personaggio “ridicolo e kitsch”
, sta portando a termine, forse senza esserne cosciente, il primo esperimento mondiale di dittatura mediatica.

Una dittatura dolce che, attraverso la televisione, “rende cieche le proprie vittime”, ha detto De Masi in una recente conferenza stampa. Secondo il politologo Giovanni Sartori, una delle caratteristiche delle dittature è il monopolio dell’informazione e, in questo senso, l’Italia di Berlusconi si avvicina al paradigma.

Nel documentario “Citizen Berlusconi”, della televisione statunitense PBS (Public Broadcasting Service) censurato in Italia, Sartori ha sottolineato che il primo ministro “è presente in tutte le attività importanti”, controlla l’informazione, la pubblicità e influenza la maggior parte della stampa.

Ma gli esperti considerano anche che Berlusconi incarni lo stereotipo di Italiano, ossia, concentra i vizi e le virtù dei suoi compatrioti, oltre a possedere una grande capacità comunicativa.

“Berlusconi è un formidabile piazzista, un professionista che riuscirebbe a vendere un frigorifero a un eschimese”, ha ironizzato Valentini, secondo il quale l’icona pubblica del magnate si fonda sull’adorazione dell’apparenza e sulla fede nell’immagine.

Tuttavia ha detto che, prima che sulla televisione, la sua popolarità si basa sulla mitologia del calcio, lo sport più amato dagli italiani e che proprio la squadra del Milan, di cui è proprietario, è stata quella che ha conquistato più medaglie, coppe e trofei al mondo.

“Il controllo dittatoriale dei mezzi di comunicazione italiani da parte di Berlusconi rappresenta una reale e funesta minaccia per la democrazia”, avverte a sua volta il giornalista britannico David Lane nel libro “L’ombra del potere”.

[Articolo originale "Controla Berlusconi el poder en Italia mediante "dictadura mediática" " di Mario Osorio Beristáin]

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BIODIVERSITà: DOMANI GIORNATA MONDIALE , L'ITALIA PERDE 138 SPECIE, DALLE ARANCE AGLI ORSI

Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009


Le Ovaletto di Catania, le Miele di Cagliari e le Belladonna di Enna, il Femminiello di Messina, il Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari sono le specie di arancia italiane e quelle di limone a rischio di estinzione. Tra le tante le qualita’ di mele da proteggere ci sono le Appio di Sassari, le Zamboni di Bologna e le Limoncella di Roma. Le Angelica di Ravenna, le Cannella di Isernia, le Dea di Foggia, le Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro sono solo alcune delle pere che rischiano di scomparire, mentre la Bianca Marostica di Vicenza, la Del Fiore di Foggia, la Duronata di Modena, la Durone di Pavia e la Cuore Nero di Piacenza sono le varieta’ di ciliegie in via di estinzione, l’Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari le mandorle a rischio. L’anguria e il melone di varieta’ tipicamente italiane gia’ quasi non ci sono piu’. E sono molti altri ancora i frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre.

Si contavano in Italia 8000 varieta’ di frutta alla fine dell’Ottocento mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. Nel dossier Biodiversita’ a rischio di Legambiente e Bioversity International, c’e’ questo e altro ancora. Un’attenta panoramica sullo stato delle specie vegetali, agricole e non, di quelle animali e sui fattori di perdita di varieta’ delle forme di vita nel mondo, che le due associazioni presentano in occasione della giornata mondiale delle biodiversita’ che si celebrera’ domani. ”Sarebbe grave se non venissero portate avanti tutte le azioni previste nella Carta sulla biodiversita’ siglata a Siracusa all’ultimo G8Ambiente – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente -. La Ue ha annunciato che per il 2009 – 2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversita’. E’ evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 – l’alleanza di governi, Ong e settore privato con l’obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner le azioni necessarie per fermare la perdita di biodiversita’ entro il 2010. L’Italia ha aderito formalmente a quest’iniziativa nel 2005 – e’ necessario riconfermare e rafforzare l’impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti”.

L’Italia è un dei paesi più ricchi di biodiversità, un vero e proprio ‘hot spot’ mondiale, ma anche uno di quelli più esposti alla perdita: dalle arance di Catania alle ciliegie di Pavia, dagli orsi alle lontre fino al lupo all’aquila e allo stambecco, sono 138 le specie minacciate di cui l’8% appartenente al regno delle piante e il 92% a quello degli animali. A contribuire alla diminuzione di biodiversità del nostro Paese anche la perdita del suolo al ritmo di 110 chilometri quadrati all’anno, pari a 30 ettari al giorno, 200 metri quadrati al minuto. Sono queste alcune delle considerazioni di Legambiente e del Wwf in occasione della giornata mondiale della Biodiversità che si celebra domani. Con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% specie endemiche, l’Italia, dicono Legambiente e Bioversity international in un dossier, è il paese Europeo più ricco di biodiversità ma molta della ricchezza si sta perdendo: alla fine dell’ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia. L’ultima Red list della Iucn (International union for conservation of nature) parla di un aumento della minaccia d’estinzione: contiene 44.838 specie di cui 16.928 a rischio. Mentre per Michele Candotti, direttore generale del Wwf, proporre di riaprire “la caccia a una specie simbolo delle nostre vette alpine, come lo Stambecco” è soltanto “l’ultimo atto di un’arretratezza culturale che abbiamo registrato anche nei reiterati tentativi di deregulation della caccia nazionale” che sta portando indietro “l’Italia di almeno 50 anni”. L’associazione del Panda, dice il presidente onorario Fulco Pratesi, chiede l’impegno del ministro dell’Ambiente per salvare animali simbolo come l’orso, lo stambecco, il lupo, che rendono unico il nostro Paese. La Fao stima che il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Come effetti diretti delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e, tra queste, frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo. Negli ultimi decenni sono aumentate le cause antropiche all’origine della perdita di biodiversità: i cambiamenti di uso del suolo, i cambiamenti climatici, l’introduzione di specie aliene, la variazione di concentrazione di Co2 e le deposizioni azotate a cui vanno aggiunte le piogge acide. La Carta di Siracusa siglata al G8 Ambiente contiene un insieme di impegni e azioni da portare avanti per evitare la perdita delle biodiversità. E poi, l’impegno per il Countdown 2010 (un’alleanza di governi, Ong e settore privato) con l’obiettivo di intraprendere le azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, l’anno della svolta e del target per tutti i governi del mondo. La Ue, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha annunciato che per “il 2009-2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità”. Ma per il Wwf ancora oggi manca “una legge specifica che tuteli la nostra fauna e non esiste una strategia nazionale per la Biodiversità”.

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BIODIVERSITà: DOMANI GIORNATA MONDIALE , L’ITALIA PERDE 138 SPECIE, DALLE ARANCE AGLI ORSI

Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009


Le Ovaletto di Catania, le Miele di Cagliari e le Belladonna di Enna, il Femminiello di Messina, il Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari sono le specie di arancia italiane e quelle di limone a rischio di estinzione. Tra le tante le qualita’ di mele da proteggere ci sono le Appio di Sassari, le Zamboni di Bologna e le Limoncella di Roma. Le Angelica di Ravenna, le Cannella di Isernia, le Dea di Foggia, le Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro sono solo alcune delle pere che rischiano di scomparire, mentre la Bianca Marostica di Vicenza, la Del Fiore di Foggia, la Duronata di Modena, la Durone di Pavia e la Cuore Nero di Piacenza sono le varieta’ di ciliegie in via di estinzione, l’Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari le mandorle a rischio. L’anguria e il melone di varieta’ tipicamente italiane gia’ quasi non ci sono piu’. E sono molti altri ancora i frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre.

Si contavano in Italia 8000 varieta’ di frutta alla fine dell’Ottocento mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. Nel dossier Biodiversita’ a rischio di Legambiente e Bioversity International, c’e’ questo e altro ancora. Un’attenta panoramica sullo stato delle specie vegetali, agricole e non, di quelle animali e sui fattori di perdita di varieta’ delle forme di vita nel mondo, che le due associazioni presentano in occasione della giornata mondiale delle biodiversita’ che si celebrera’ domani. ”Sarebbe grave se non venissero portate avanti tutte le azioni previste nella Carta sulla biodiversita’ siglata a Siracusa all’ultimo G8Ambiente – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente -. La Ue ha annunciato che per il 2009 – 2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversita’. E’ evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 – l’alleanza di governi, Ong e settore privato con l’obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner le azioni necessarie per fermare la perdita di biodiversita’ entro il 2010. L’Italia ha aderito formalmente a quest’iniziativa nel 2005 – e’ necessario riconfermare e rafforzare l’impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti”.

L’Italia è un dei paesi più ricchi di biodiversità, un vero e proprio ‘hot spot’ mondiale, ma anche uno di quelli più esposti alla perdita: dalle arance di Catania alle ciliegie di Pavia, dagli orsi alle lontre fino al lupo all’aquila e allo stambecco, sono 138 le specie minacciate di cui l’8% appartenente al regno delle piante e il 92% a quello degli animali. A contribuire alla diminuzione di biodiversità del nostro Paese anche la perdita del suolo al ritmo di 110 chilometri quadrati all’anno, pari a 30 ettari al giorno, 200 metri quadrati al minuto. Sono queste alcune delle considerazioni di Legambiente e del Wwf in occasione della giornata mondiale della Biodiversità che si celebra domani. Con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% specie endemiche, l’Italia, dicono Legambiente e Bioversity international in un dossier, è il paese Europeo più ricco di biodiversità ma molta della ricchezza si sta perdendo: alla fine dell’ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia. L’ultima Red list della Iucn (International union for conservation of nature) parla di un aumento della minaccia d’estinzione: contiene 44.838 specie di cui 16.928 a rischio. Mentre per Michele Candotti, direttore generale del Wwf, proporre di riaprire “la caccia a una specie simbolo delle nostre vette alpine, come lo Stambecco” è soltanto “l’ultimo atto di un’arretratezza culturale che abbiamo registrato anche nei reiterati tentativi di deregulation della caccia nazionale” che sta portando indietro “l’Italia di almeno 50 anni”. L’associazione del Panda, dice il presidente onorario Fulco Pratesi, chiede l’impegno del ministro dell’Ambiente per salvare animali simbolo come l’orso, lo stambecco, il lupo, che rendono unico il nostro Paese. La Fao stima che il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Come effetti diretti delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e, tra queste, frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo. Negli ultimi decenni sono aumentate le cause antropiche all’origine della perdita di biodiversità: i cambiamenti di uso del suolo, i cambiamenti climatici, l’introduzione di specie aliene, la variazione di concentrazione di Co2 e le deposizioni azotate a cui vanno aggiunte le piogge acide. La Carta di Siracusa siglata al G8 Ambiente contiene un insieme di impegni e azioni da portare avanti per evitare la perdita delle biodiversità. E poi, l’impegno per il Countdown 2010 (un’alleanza di governi, Ong e settore privato) con l’obiettivo di intraprendere le azioni per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, l’anno della svolta e del target per tutti i governi del mondo. La Ue, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, ha annunciato che per “il 2009-2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità”. Ma per il Wwf ancora oggi manca “una legge specifica che tuteli la nostra fauna e non esiste una strategia nazionale per la Biodiversità”.

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INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA,italiana malata in Tibet

Pubblicato da milionidieuro su 19 maggio 2009

Una cittadina italiana di circa 40 anni e’ ricoverata in Tibet perche’ sospettata di aver contratto il virus della nuova influenza A/H1N1. Sale intanto il numero dei casi di nuova influenza in Giappone, toccando quota 173. Sono stati confermati altri 10 episodi, gli ultimi, tra i quali uno che coinvolge una bimba di un anno. Appena sabato scorso, il Giappone ha avuto il primo caso di nuova influenza contratta direttamente nel Paese asiatico.

Sono 40 i Paesi colpiti dalla nuova influenza nel mondo, 8829 i contagiati dal virus A(H1N1), 74 i morti.
Negli Stati Uniti il maggior numero di contagi, 4714 con 4 casi di decesso, seguiti dal Messico, 2895 casi e 66 decessi, e dal Canada con 496 casi e 1 decesso.
Negli altri Paesi coinvolti non sono state registrate vittime: Argentina (1 caso di contagio), Australia (1), Austria (1), Belgio (4), Brasile (8), Cina (5), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14),Giappone (7), Guatemala (3), India (1), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (7), Malesia (2), Olanda (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (54), Peru (1), Polonia (1), Portogallo (1), Republic di Corea (3), Spagna (103), Svezia (3), Svizzera (1), Tailandia (2), Turchia (1), Regno Unito(82).

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INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA, allarme Oms per il mix di virus.

Pubblicato da milionidieuro su 18 maggio 2009


Una pandemia influenzale “alle porte” e le conseguenze di possibili e imprevedibili mix di virus suini, aviari e umani tengono svegli gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità. Lo ha detto il direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, intervenendo a Ginevra all’Assemblea generale. Insomma, non è il momento di abbassare la guardia, anche se la Chan ha deciso di non passare alla fase 6 di allerta pandemica, mantenendo l’attuale livello 5. “Abbiamo tutte le ragioni – ha detto – di essere preoccupati per le interazioni del nuovo H1N1 con altri virus che attualmente circolano nell’uomo”.
“E, ancor di più, non dobbiamo dimenticare che il virus dell’influenza aviaria”, molto più letale della febbre suina, “è stabilmente presente nel pollame in diversi Paesi”, ha ricordato la Chan. “Nessuno puo’ dire come questo virus aviario si comporterà, quando sarà messo sotto pressione” dalla presenza “di un largo numero di persone infettate dall’H1N1″. Inutile illudersi. “Sulla porta di casa – ha sottolineato – abbiamo un contagio globale: la prospettiva della prima pandemia influenzale di questo secolo. Per cinque lunghi anni le epidemie di influenza aviaria H5N1 altamente patogena nel pollame, e sporadici casi nell’uomo spesso fatali, hanno condizionato il mondo, spingendolo ad aspettarsi una pandemia di influenza. Una altamente letale”.

Il risultato di questi anni? “Oggi – ha detto l’esperta – il mondo è meglio preparato e molto spaventato. Come sappiamo, un nuovo virus influenzale con un grande potenziale pandemico e’ emerso da un’altra fonte e in un’altro lato del mondo”. Si tratta dei suini, in Messico.

A differenza dell’aviaria, il nuovo virus H1N1 “si diffonde facilmente da persona a persona, dilaga rapidamente all’interno di un Paese e altrettanto rapidamente passa a nuovi Paesi. Ci aspettiamo che questo trend continui” ha detto la Chan. Ma a differenza dell’aviaria, “l’H1N1 attualmente causa una malattia di media gravità, con poche morti al di fuori dell’epidemia in Messico. E speriamo che continui così”. Il virus “è ancora recente” e dunque gli esperti non l’hanno compreso appieno, “il suo comportamento è notoriamente imprevedibile – ha sottolineato la responsabile dell’Oms – e nessuno puo’ dire come evolverà la situazione”.

L’emergenza legata alla nuova influenza “crea grande pressione sui Governi, sui ministri della Salute e l’Oms vuole prendere le decisioni giuste e stabilire le azioni giuste in un momento di grande incertezza scientifica. Il 24 aprile ho innalzato il livello di allerta pandemico dalla fase 4 alla 5, ma oggi – ha ribadito – restiamo in fase 5″. Uno stop dell’escalation che non equivale a un cessato allarme. “Il virus puo’ averci concesso un periodo di grazia, ma non sappiamo quanto durerà. Nessuno puo’ dire se questa e’ solo la quiete prima della tempesta. La presenza del patogeno è stata confermata in diversi Paesi dell’emisfero meridionale, dove l’epidemia di influenza stagionale presto inizierà. Abbiamo tutte le ragioni di essere preoccupati per le interazioni tra virus”.

Intanto sono ormai quasi 9.000 nel mondo i casi di nuova influenza A/H1N1. L’ultimo bollettino diffuso dall’Oms, parla infatti di 8.829 casi di infezione confermati in 40 Paesi, con 74 morti. Nel caso di una pandemia influenzale “non tutte le persone saranno infettate, ma tutte sono a rischio. Il mondo oggi è più vulnerabile di quanto lo era nel 1968, in occasione dell’ultima pandemia del Novecento”, ha dichiarato Margaret Chan, direttrice generale dell’Organizzazione mondiale delle sanita’, nel corso dell’Assemblea generale a Ginevra. “Come vediamo con l’H1N1 – ha sottolineato – ogni citta’ con un aeroporto internazionale è a rischio di casi importati”. Non solo. “L’interdipendenza economica globale rischi di amplificare i danni”.

E proprio mentre si apre a Ginevra l’assemblea generale, l’Oms monitora attentamente la situazione del Giappone, dove in un solo giorno si sono registrati ben 118 casi in più di nuova influenza. Nel frattempo Gran Bretagna, Svizzera, Nuova Zelanda e lo stesso Giappone invitano l’Oms a modificare gli step richiesti per dichiarare lo stato di pandemia. L’agenzia infatti, ha detto il segretario di Stato britannico alla Salute, Alan Johnson, non dovrebbe ‘precipitarsi’ a dichiarare una pandemia influenzale seguendo un ‘piano meccanicistico’.

In Italia sono sempre 9 i casi accertati di nuova influenza causata dal virus A/H1N1. Lo comunica il bollettino aggiornato del Ministero della Salute specificando che il 2 maggio e’ stato registrato un caso confermato in Toscana (Ospedale di Massa); il 3 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu’ di Roma); il 5 maggio, un caso confermato in Toscana (Ospedale Careggi di Firenze); l’8 maggio, due casi confermati in Lombardia (Ospedale Sacco di Milano e Ospedale San Matteo di Pavia); l’8 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma) e il 9 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu’).
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INFLUENZA SUINA:NUOVA INFLUENZA, PRIMA VITTIMA A NEW YORK

Pubblicato da milionidieuro su 18 maggio 2009


Un insegnante, vice preside di una scuola media del Queens a New York, e’ morto ieri a causa del virus A/H1N1 dopo essere stato ricoverato in condizioni critiche pochi giorni fa. E’ quanto riporta il New York Times sul suo sito web.
Si tratta del primo decesso nella Grande Mela, dove il virus si e’ diffuso in alcune scuole da qualche settimana.
Per prevenire il contagio oggi non riapriranno undici scuole della citta’, mentre cinque sono gia’ state messe in quarantena.
Mitchell Wiener soffriva di ”problemi di salute precedenti”, aveva ricordato il sindaco Michael Bloomberg nel corso di una conferenza stampa lo scorso venerdi’, chiedendo di ”pregare e rispettare la vita privata della famiglia”.
In Giappone intanto, il numero di casi accertati di influenza A/H1N1 e’ salito a 129 dopo che un responsabile del comune di Kobe ha fatto sapere che 25 nuovi contagi sono stati registrati ieri nella citta’.
La situazione e’ peggiorata rapidamente da sabato nelle due prefetture vicine di Osaka e Hyogo, dove si trova Kobe, con numerosi liceali dichiarati malati nonostante non fossero tornati dall’estero.
Le autorita’ della prefettura di Osaka hanno ordinato la chiusura di tutti i college e licei per sette giorni, e quelle della prefettura di Hyogo hanno consigliato alle strutture scolastiche di chiudere.

Un gruppo di turisti stranieri che comprende italiani, americani, francesi, britannici e giapponesi, e’ trattenuto in un hotel del Tibet nel timore che alcuni suoi membri siano portatori del virus dell’influenza A/H1N1. Lo ha reso noto uno dei viaggiatori, la francese Anna Husarka.
Il gruppo di 24 turisti e’ stato portato in un albergo di Zhangmu, localita’ nei pressi della frontiera nepalese, dopo che una di loro, un’italiana, ha accusato sintomi influenzali all’arrivo in Tibet.
”La maniera in cui sta venendo gestita la situazione e’ totalmente inefficace”, ha accusato la turista in una telefonata all’Afp.
”Prima abbiamo dovuto attendere mezza giornata perche’ l’ambulanza venisse a cercarci, poi ci hanno messo in questo albergo e abbiamo dovuto aspettare un giorno e mezzo l’arrivo di un medico”, ha spiegato.
”E l’unica cosa che ha fatto il medico e’ stata prelevare il sangue all’italiana che aveva la febbre, per poi tornarsene a Lhasa”, la capitale del Tibet, ha aggiunto.
Il gruppo, venuto per una visita di otto giorni in Tibet, e’ trattato bene, ha assicurato, e non ha mostrato alcun sintomo dell’influenza A/H1N1.
”Non rappresentiamo alcun pericolo, non abbiamo febbre”, ha detto, aggiungendo che ”le persone che ci tengono sotto controllo hanno tute bianche con maschere sulla bocca”.
”Fanno un grande show sulla maniera in cui si preoccupano delle frontiere, ma a nostre spese”, ha osservato, riferendosi alle autorita’ cinesi, gia’ accusate di eccessivo zelo nelle misure di prevenzione della malattia.
Husarka ha spiegato di non sapere per quanto tempo il suo gruppo dovra’ restare nell’albergo.

Non accenna a diminuire l’espansione dei contagi da nuova influenza nel mondo. Ad oggi, secondo le ultime cifre dell’OMS, i paesi colpiti dal virus A(H1N1) sono 39 con 8480 casi di contagio. Il maggior numero negli Stati Uniti, 4714 con 4 decessi. Segue il messico con 2895 casi di infezione e 66 decessi. Il Canada ha riportao 496 casi di contagio e un decesso, in Costa Rica 9 contagi e 1 decesso. Negli altri Paesi coinvolti non sono state registrate vittime: Argentina (1 caso di contagio), Australia (1), Austria (1), Belgio (4), Brasile (8), Cina (5), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14), Guatemala (3), India (1), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (7), Malesia (2), Olanda (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (54), Peru (1), Polonia (1), Portogallo (1), Republic di Corea (3), Spagna (103), Svezia (3), Svizzera (1), Tailandia (2), Turchia (1), Regno Unito(82).

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FEBBRE SUINA: NUOVA INFLUENZA SI ESTENDE IN GIAPPONE, CENTINAIA SCUOLE CHIUSE

Pubblicato da milionidieuro su 17 maggio 2009


E’ salito a 8.480 il numero complessivo di casi umani di nuova influenza A/H1N1 ufficialmente confermati all’Oms. Secondo l’ultimo aggiornamento quotidiano, i Paesi coinvolti sono saliti a 39 con l’ingresso di Turchia, India e Malaysia. I decessi sono 72. Ieri il totale era di 8.451 casi in 36 Paesi. Il Messico, dove sono stati segnalati i primi casi, ha confermato 2.895 infezioni, inclusi 66 decessi. Gli Usa sono il Paese piu’ colpito con 4.714, di cui quattro letali.

Kobe (Giappone), 18 mag, – Sono ottanta i casi confermati di febbre suina in Giappone, la gran parte di studenti e insegnanti (lcuni dei quali non sono stati all’estero); ma il timore delle autorita sanitarie locali e’ che siano centinaia le persone gia’ contagiate. Di fronte al diffondersi del virus A/H1N1, le autorita’ nipponiche hanno deciso di chiudere circa un migliaia di scuole e asili. La misura riguarda l’area piu’ colpita, quella di Osaka e Kobe, dove gli istituti rimarranno chiusi fino a nuova ordinanza; anche ai teatri e’ stato chiesto di non alzare il sipario, mentre molte aziende hanno sollecitatoi dipendenti a rimanersene a casa. Di fronte al gran numero di casi di persone che si sono ammalate senza esser stati in Paesi dove era presente il virus, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) ha detto sabato che sta seguendo molto da vicino la situazione; se dovesse essere confermato che il virus si sta diffondendo anche in zone al di fuori del Nord-America, dove si e’ originato, l’Oms potrebbe decidere di innalzare il livello di allerta a 6, a indicare che la pandemia e’ imminente. Attualmente il nuovo virus si sta comportando come un normale virus stagionale, rapido nel diffondersi e con lievi sintomi.

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INFLUENZA SUINA:LA NUOVA INFLUENZA SI ALLARGA

Pubblicato da milionidieuro su 16 maggio 2009


Si allarga l’epidemia di influenza da virus A/H1N1 nel mondo. L’ultimo bollettino diffuso oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità fa salire a 8.451 i casi di infezione confermati in 36 Paesi, 931 in più rispetto ai 7.520 di ieri. Il conteggio non include ancora il quinto decesso da nuova influenza annunciato in queste ore negli Usa dove un ragazzo di 30 anni che soffriva di altri problemi di salute è morto in Texas la settimana scorsa, ma soltanto ieri sera i test di laboratorio hanno confermato che era stato colpito dal virus.

Sono così diventati tre i morti per febbre suina nel Texas, Stato al confine con il Messico. Gli altri due decessi si sono verificati in Arizona, sempre al confine con il Messico, e a Seattle, nello stato settentrionale di Washington.

In Messico – riferisce l’agenzia ginevrina – si registrano in tutto 2.895 casi confermati, con 66 morti. In Canada 496 con una morte, e in Costa Rica 9 casi con un decesso.

Casi confermati, senza morti, sono segnalati inoltre in Argentina (1), Australia (1), Austria (1), Belgio (2), Brasile (8), Cina (4), Colombia (11), Cuba (3), Danimarca (1), Ecuador (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (14), Guatemala (3), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (4), Paesi Bassi (3), Nuova Zelanda (9), Norvegia (2), Panama (43), Peru’ (1), Polonia (1), Portogallo (1), Repubblica di Corea (3), Spagna (100), Svezia (2), Svizzera (1), Thailandia (2) e Regno Unito (78)

Un primo caso di influenza A/H1N1 e’ stato confermato in Turchia. Lo ha reso noto l’agenzia Anadolu citando fonti sanitarie turche.Ad essere colpito dal morbo e’ un uomo che proveniva dagli Usa. Intanto e’ stato segnalato il primo caso di nuova influenza contratta direttamente in Giappone. Lo annuncia la tv Nhk.Uno studente di Kobe e’ risultato positivo agli esami, afferma il ministero della Sanita.

Il vaccino contro la nuova influenza, che potrebbe di nuovo colpire nei prossimi mesi sotto forma di pandemia,potrebbe arrivare troppo tardi. L’Oms non ha ancora deciso infatti se suggerire alle aziende produttrici di convertire o meno la produzione del normale vaccino anti-influenzale in quello per il virus H1N1. E anche se l’Oms desse l’ok, il vaccino non arriverebbe in tempo e non prima di settembre, come spiega la rivista ‘New Scientist’.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA NEL MONDO 1. 000 CASI IN 24 ORE, 3 SCUOLE CHIUSE A NEW YORK

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


Nel giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) ha annunciato 1.000 nuovi casi di febbre suina nel mondo, le autorita’ di New York hanno chiuso tre scuole; e un dipendente di una di esse, e’ in condizione critiche (un cinquantenne, ricoverato in ospedale e sottoposto a ventilazione meccanica). Secondo l’Oms, attualmente sono 7.520 i casi confermati di influenza suina (il bollettino precedente parlava di 6.497 contagi); e gli esperti sono convinti che il virus sia cosi’ contagioso da esser destinato a diffondersi ad altre aree, finora non interessate. Intanto il sindaco di New York, Michael Bloomberg ha annunciato la chiusura temporanea di tre scuole nel Queens, frequentata da 4.500 alunni, dove e’ stato accertato “un livello insolitamente alto di malati di tipo influenzale”. Bloomberg ha spiegato che in una scuola sono stati contagiati quattro studenti e un membro dello staff, che e’ “in stato critico”; mentre una cinquantina di alunni erano stati rispediti a casa la scorsa settimana perche’ con sintomi preoccupanti. In una seconda scuola mancano dalle lezioni 241 alunni; mentre nella terza, 29 studenti mostrano i sintomi dell’influenza. Secondo il ‘New York Times”, l’educatore che si e’ ammalato, e’ ricoverato in stato critico e ora si teme per la sua vita. Giovedi’ le autorita’ sanitarie nazionale avevano reso noto che i casi confermati di contagio erano passati da 3.352 a 4.298. Intanto le autorita’ dell’Arizona hanno confermato la morte di una donna a causa del virus, il che porta a 4 le persone decedute per la febbre suina negli Usa. La donna, di circa 40 anni, e’ deceduta la scorsa settimana per complicazioni, ma gia’ soffriva di una malattia polmonare. Il decesso e’ il primo che si registra in Arizona a causa del virus.

Sono 2.446 i casi in Messico, con 60 decessi, e 449 in Canada, con una vittima. Otto i pazienti in Costa Rica, dove si è verificato anche un decesso. E ancora: 100 casi si sono registrati in Spagna, 71 in Gran Bretagna, 1 in Argentina, 1 in Australia, 1 in Austria, 1 in Belgio, 8 in Brasile, 4 in Cina, 10 in Colombia, 3 a Cuba, 1 in Danimarca, 4 a El Salvador, 2 in Finlandia, 14 in Francia, 12 in Germania, 3 in Guatemala, 1 in Irlanda, 7 in Israele, 9 in Italia, 4 in Giappone, 3 in Olanda, 7 in Nuova Zelanda, 2 in Norvegia, 40 a Panama, 1 in Polonia, 1 in Portogallo, 3 in Corea, 2 in Svezia, 1 in Svizzera, 2 in Tailandia. A fronte di questi dati, “è troppo presto per abbassare la guardia”, è il monito del direttore generale dell’Oms, Margaret Chan, che considera l’influenza A/H1N1 “una crisi con possibili implicazioni mondiali”. Secondo la Chan, i segnali che l’epidemia sta scemando nel suo epicentro in Nord America non significano che il peggio è passato. E c’è “grande incertezza” sul fatto che l’attuale quadro “parzialmente confortante” non muti, ha sottolineato durante un meeting intergovernativo sulla preparazione alla pandemia nel quartier generale dell’Oms a Ginevra.
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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 7520 CONTAGIATI, FORSE NUOVO CASO IN ITALIA

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e il Center of Desease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 7.520, i decessi sono 65. Il maggior numero di contagiati e’ stato registrato negli Stati Uniti: 3352, con 4 decessi; segue il Messico con 2446 contagiati e 60 decessi. Il Canada ha registrato 389 contagiati e 1 vittima. Costa Rica, 8 contagiati e 1 vittima. Nessun decesso invece negli altri paesi che hanno registrato contagi: Argentina (1), Australia (1), Austria (1), Brasile (8), Cina (4), Colombia (7), Cuba (1), Danimarca (1), El Salvador (4), Finlandia (2), Francia (14), Germania (12), Guatemala (3), Irlanda (1), Israele (7), Italia (9), Giappone (4), Olanza (3), Nuova Zelandia (7), Norvegia (2), Panama (29), Polonia (1), Portogallo (1), Repubblica di Corea (3), Spagna (100), Svezia (2), Svizzera (1), Tailandia (2), Regno Unito (71).

Un caso sospetto di nuova influenza ad Arezzo. Positivi i primi esami fatti a Siena, in serata ci saranno i risultati degli accertamenti sul campione inviato, come prevede la prassi, all’Istituto Superiore di Sanita’. Ad oggi in Toscana sono 36 i casi sospetti, due dei quali sono risultati positivi al virus. Si tratta di un uomo di 32 anni, tornato il 4 maggio da New York, e che dopo tre giorni ha accusato una lieve sintomatologia influenzale (mal di gola, raffreddore). Nei giorni successivi, a seguito di un rialzo febbrile e disturbi di natura gastroenterica, si e’ presentato all’ospedale aretino, dove sono stati eseguiti i primi accertamenti. Dai primi esami, eseguiti dall’azienda ospedaliera di Siena, il tampone e’ risultato positivo per influenza di tipo A, ma questo non significa che ci troviamo di fronte a un caso conclamato. Spettera’ ora all’Istituto Superiore di Sanita’ – unica struttura deputata all’accertamento finale – chiarire se si tratta di comune influenza stagionale (che e’ ancora in circolazione) o di nuova influenza A/H1N1. I risultati degli esami dell’ISS sono attesi in serata. Il giovane aretino, ricoverato in osservazione nel reparto di malattie infettive dell’ospedale San Donato di Arezzo, ha gia’ iniziato una terapia specifica e le sue condizioni generali di salute sono buone. Anche i familiari conviventi con lui hanno iniziato, sempre a scopo precauzionale, la profilassi; anche loro stanno tutti bene. Ad oggi, in seguito alla sorveglianza effettuata dai servizi territoriali delle Asl, sono stati segnalati in Toscana 36 casi sospetti di nuova influenza. Di questi, 32 sono risultati negativi, 2 positivi al nuovo virus A/H1N1 (segnalati da Massa e Firenze), 1 aveva contratto un’influenza di tipo stagionale (con un ceppo virale di vecchio tipo) ed 1 – quello appunto segnalato dalla Asl 8 di Arezzo – e’ ancora in corso di accertamento.

Citta’ del Messico, 15 mag – Il bilancio dell’influenza A/H1N1 in Messico e’ salito a 66 morti ”accertati”, due piu’ di ieri, e 2.829 malati. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Jose’ Angel Cordova, precisando che la tendenza dell’epidemia resta ”discendente”.
L’ultimo decesso, ha spiegato, risale al 10 maggio e 61 dei casi mortali riguardano pazienti che hanno cominciato ad avvertire dei sintomi prima del 23 aprile.

Le autorita’ sanitarie dell’Arizona hanno confermato che una donna e’ morta a causa del virus H1N1. Si tratta della quarta vittima negli Stati Uniti dell’epidemia di influenza di tipo A. La donna, che era ultraquarantenne ed aveva avuto precedenti problemi polmonari, e’ deceduta la scorsa settimana ma solo ora i test hanno confermato solo ora che la morte e’ da collegarsi al virus della febbre suina. Le altre vittime statunitensi del virus si sono registrate in Texas – che come l’Arizona confina con il Messico, epicentro dell’epidemia – e nello stato di Washington. Sono intanto oltre 4mila i casi di influenza di tipo A confermati in tutti gli Stati Uniti.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 9 CASI IN ITALIA,. NEL MONDO 6.497 E 65 DECESSI

Pubblicato da milionidieuro su 14 maggio 2009


In Italia sono 9 i casi accertati di nuova influenza causata dal virus A/H1N1. Lo comunica il bollettino aggiornato del Ministero della Salute specificando che il 2 maggio e’ stato registrato un caso confermato in Toscana (Ospedale di Massa); il 3 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma); il 4 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu’ di Roma); il 5 maggio, un caso confermato in Toscana (Ospedale Careggi di Firenze); l’8 maggio, due casi confermati in Lombardia (Ospedale Sacco di Milano e Ospedale San Matteo di Pavia); l’8 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Spallanzani di Roma) e il 9 maggio, un caso confermato nel Lazio (Ospedale Bambino Gesu’).

A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e il Center of Desease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 6.497, con 65 decessi.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, il virus potrebbe essere stato creato in laboratorio

Pubblicato da milionidieuro su 13 maggio 2009


Il virus della nuova influenza potrebbe essere nato in un laboratorio per errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs. In un articolo che ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc),uno dei ‘padri’ dell’antivirale oseltamivir,sostiene che le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sono tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova. Un’ipotesi sulla quale l’Oms sta indagando.

Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei “padri” dell’antivirale oseltamivir, in un articolo che ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato l’imminente pubblicazione.

Un’ipotesi, a quanto si apprende, sulla quale l’Oms sta indagando e si sta confrontando in questi giorni con gli esperti internazionali di virologia umana e animale. Hanno ricevuto copia dell’articolo anche gli esperti internazionali della Fao e dell’Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie).

Secondo Gibbs, che studia l’evoluzione dei virus, il microrganismo non sarebbe un prodotto della natura. I geni del nuovo H1N1, sostiene, mostrano di essersi evoluti troppo rapidamente di quanto ci si aspetterebbe trattandosi di un virus ‘cresciuto’ nei maiali. Potrebbe aver trascorso del tempo in un ospite intermedio, prima di passare all’uomo, come volatili o mammiferi marini, ma potrebbe anche essere stato coltivato in uova di laboratorio – è la tesi dello scienziato australiano – e questo spiegherebbe l’insolita rapidità della sua evoluzione. Per sopravvivere in questo ambiente nuovo, spiega, il virus deve adattarsi rapidamente, cosa che invece non farebbe a tale velocità crescendo in un ‘ospite’ che già ben conosce. Il risultato sono le mutazioni genetiche identificate dagli scienziati nel nuovo H1N1. Le uova sono usate nei laboratori e nei siti di produzione di vaccini, per far crescere i virus influenzali.
In passato, nel 1977, un virus influenzale del tipo H1N1 era stato prodotto per errore per la cattiva gestione di un laboratorio in Russia.

Gibbs, che ha presentato le sue conclusioni a una rivista scientifica per la pubblicazione, ha informato della sua teoria l’Oms nel week end appena trascorso. “Non c’era alcun segnale – ha affermato il virologo, secondo quanto si legge sul ‘Canadian Press’ – che le autorità stessero seriamente prendendo in considerazione la possibilità che il virus fosse un prodotto di laboratorio. Mi è sembrata una buona idea venire allo scoperto e dire ‘i dati mi fanno pensare questo. Sarebbe ora di indagare’”. L’Oms ha chiamato a raccolta i ricercatori dei principali laboratori di virologia per verificare se quest’ipotesi ha fondamento. Gli esperti stanno ancora lavorando, ma le prime analisi non supporterebbero la teoria di un’origine del virus in laboratorio.

E intanto di fronte alla debacle turistica causata dall’epidemia di influenza gli albergatori messicani tentano di salvare il salvabile. Mentre ieri il ministro della sanità, Josè Angel Cordova ha sostenuto che i cinque più importanti centri turistici del Paese (Puerto Vallarta, Los Cabos, Cozumel, Mazatlan e Zihuatanejo) non hanno registrato alcun caso di persone colpite dal virus N1H1, i proprietari degli hotel di Cancun e della Riviera Maya hanno fatto un annuncio a dir poco originale: «i turisti che presentassero i sintomi dell’influenza negli otto giorni successivi al loro ritorno a casa, saranno risarciti con tre anni di viaggi gratuiti».

Lo ha reso noto Fernando Garcia, il direttore di uno dei gruppi alberghieri che hanno lanciato tale promozione, precisando che gli hotel che hanno aderito all’iniziativa hanno almeno 5.000 stanze disponibili. «Siamo sicuri che nei prossimi giorni si aggiungeranno altri alberghi», ha sottolineato Garcia, facendo anche sapere che saranno inviate lettere al governo degli Stati Uniti e pubblicate inserzioni nei media del vicino Paese affinchè venga derogato lo stato d’allerta che raccomanda di non recarsi in Messico.

Ieri, il governatorato di Quintana Roo ha ammesso in proposito che, a partire dall’insorgere dell’epidemia, a causa della mancanza di turisti almeno 25 hotel di Cancun e della Riviera Maya (nella zona est del Paese) hanno dovuto chiudere temporaneamente i battenti. Intanto, il ministro Cordova ha precisato che i casi di morte da H1N1 sono saliti da 56 a 58 e che i contagiati sono 2.224.

Per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sono 217 i casi di nuova influenza in Ue (con Norvegia e Svizzera). Nel mondo sono almeno 5.718. Per quanto riguarda i dati europei, al momento questo e’ il quadro epidemiologico: 100 casi in Spagna, 68 nel Regno Unito, 13 in Francia, 12 in Germania, nove in Italia, tre in Olanda, due in Norvegia, due in Svezia, e uno rispettivamente in Austria, Danimarca, Irlanda, Polonia, Portogallo e Svizzera.

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