ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘idrogeno’

IDROGENO: CENTRO IDROGENO A PORTO MARGHERA

Pubblicato da milionidieuro su 20 aprile 2009


- VENEZIA – ”Chi pensava che Venezia, la sua tecnologia e la sua ricerca fossero finiti, oggi ha la migliore risposta”: cosi’, oggi, l’assessore veneto alle politiche del territorio Renzo Marangon all’inaugurazione del Centro Idrogeno di Porto Marghera, in Via delle Industrie. Il Centro Idrogeno e’ un nuovo laboratorio di ricerca, realizzato grazie all’Accordo di programma per l’idrogeno sottoscritto nel marzo 2005 tra la Regione Veneto e il ministero dell’Ambiente. L’accordo ha visto un investimento complessivo di 10 milioni di euro di risorse pubbliche, per il Centro idrogeno e’ stata messa a disposizione la somma di un milione di euro. Tra le applicazioni, anticipa l’assessore, l’alimentazione ad idrogeno delle automobili lungo la rete autostradale tra Venezia e l’ Autobrennero, con stazioni di pompaggio sparse: ”Poche, ovviamente, all’inizio, ma questa e’ solo una prima applicazione pratica dei risultati del Centro ricerche”. ”Qui – ha aggiunto Marangon – ci sono teste, investimenti e universita’ che collaborano”. Ricordando l’inaugurazione, la settimana scorsa, del primo prototipo di barca alimentata a idrogeno, l’assessore ha sottolineato l’importanza del nuovo centro, realizzato in collaborazione con l’Universita’ di Trento.

L’Hydrogen Park di Venezia ha da giovedì 16 aprile 2009 un cuore pulsante. È stato infatti inaugurato il Centro Idrogeno, un laboratorio di ricerca realizzato da Veneto Innovazione che nel distretto è chiamato a svolgere il ruolo di motore con particolare riguardo all’applicazione delle nuove tecnologie a idrogeno nei processi delle Pmi.

Va a posto così uno dei tasselli chiave del piano cofinanziato da Regione Veneto e ministero dell’Ambiente con 10 milioni di euro per proporre una serie di importanti alternative “pulite” alle lavorazioni industriali di Marghera, ma non solo, e che viaggia in parallelo con l’attività già avviata dall’Hydrogen Park, il distretto che vede coinvolta una dozzina di aziende con in testa Enel.
Proprio Enel sta concludendo il progetto più avanzato: la prima centrale elettrica a idrogeno al mondo. Un anno fa c’è stata la cerimonia della posa della prima pietra e la previsione è che entro la fine del 2009 possa essere avviata con una capacità produttiva che complessivamente raggiungerà i 16 megawatt. Il tutto per un costo di 47 milioni e con emissioni di anidride carbonica nell’aria pari quasi a zero. Ci sono poi altri progetti più o meno tecnici che stanno comunque rispettando i tempi di realizzazione. I più noti sono quelli che hanno portato a varare nei giorni scorsi un’imbarcazione alimentata a idrogeno; ci si sta provando anche sui bus e su diversi tipi di motori alimentati da celle a combustibile.

E ancora, al Park veneziano si lavora alla produzione di energia elettrica e termica da idrogeno ottenuto da biomasse, a sistemi integrati per piccoli impianti autonomi di riscaldamento e condizionamento sempre a idrogeno, alle tecnologie per l’accumulo ma anche a quel vasto campo di possibilità di utilizzo nelle aziende per il quale il Centro inaugurato ieri realizzerà le necessarie ricerche e sperimentazioni. È già tempo, come dicono a Hydrogen Park, di andare a mettere mano a un secondo programma di progetti da sviluppare perché le prospettive sono assolutamente interessanti. Il tutto partendo dal fatto che a Marghera l’idrogeno è una materia prima a bassissimo costo, quasi un materiale di risulta dai vari processi delle lavorazioni chimiche, in primis il cracking per la produzione dell’etilene.

Sul fronte della chimica di Marghera si stanno però nuovamente addensando nubi. Eni, infatti, ha chiuso i rifornimenti di etilene e dicloroetano alla Ineos. Il nuovo proprietario Fiorenzo Sartor, subentrato alla multinazionale inglese solo pochi giorni fa, non ha rispettato infatti le scadenze di pagamento sostenendo che Ineos a sua volta ha violato alcuni accordi. Con il risultato che il ciclo del cloro rischia di chiudere nel giro di pochi giorni.

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IMPRESA IDROGENO

Pubblicato da milionidieuro su 24 giugno 2008

ECO-ENERGIA: CELLE ‘VERDI’, PARTE IMPRESA IDROGENO EUROPEA 23-06-2008
(ANSA) – ROMA – Via libera all’FCH, l’impresa comune ”celle a combustibile e idrogeno”. Reso ufficiale il regolamento che l’istituisce con la pubblicazione in Gazzetta, nasce dunque l’ITC, l’impresa comune che ha lo scopo di sostenere la ricerca volta a promuovere lo sviluppo commerciale di convertitori di energia praticamente non inquinanti. Le celle a combustibile sono convertitori d’energia, molto silenziosi ed estremamente efficaci, che permettono di ridurre sensibilmente la produzione di gas a effetto serra e di sostanze inquinanti. Permettono una maggiore flessibilita’ del mix energetico, in quanto possono funzionare sulla base dell’idrogeno e di altri combustibili, quali il gas naturale, l’etanolo e il metanolo. Le celle a combustibile alimentate con idrogeno sono convertitori d’energia intrinsecamente non inquinanti, poiche’ il loro funzionamento genera soltanto vapore come prodotto di scarico. L’idrogeno puo’ alimentare celle a combustibile o essere bruciato per produrre calore o azionare turbine o motori a combustione interna per il trasporto e la produzione di energia elettrica. E puo’ inoltre anche servire per accumulare energia. L’impresa comune ha sede a Bruxelles, i suoi membri fondatori sono la Comunita’ rappresentata dalla Commissione e il gruppo industriale europeo per l’iniziative tecnologica congiunta ”celle a combustibile e idrogeno”. Se ne prevede l’immediata entrata in esercizio per un periodo che terminera’ il 31 dicembre 2017, con un budget comunitario stanziato di 470 milioni di euro come importo iniziale destinato a coprire i costi correnti. L’iniziativa si colloca all’interno della Piattaforma tecnologica europea ”Idrogeno e celle a combustibile” che ha a disposizione un bilancio per il periodo 2007-2015 pari a 7,4 miliardi di euro un terzo del quale destinato alla ricerca e sviluppo. L’FCH ha l’ambizione di collocare l’Unione europea in prima linea nelle tecnologie delle celle a combustibile e dell’ idrogeno e di permetterne la penetrazione commerciale sul mercato mondiale. Ha anche l’intento di sostenere la ricerca negli Stati membri in modo coordinato per superare le carenze del mercato e concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni commerciali, di sovvenzionare l’attuazione delle priorita’ di ricerca del settore e di incoraggiare l’aumento degli investimenti pubblici e privati destinati alla ricerca in questo campo.

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