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Archivio per la categoria ‘giappone’

caccia alle balene in Islanda INIZIA OGGI LA STAGIONE

Pubblicato da milionidieuro su 26 maggio 2009


Fra le proteste dei gruppi ambientalisti e’ iniziata oggi la stagione di caccia alle balene in Islanda che si concludera’ a fine settembre. la prima baleniera, la Johanna AR, ha lasciato il porto di Reykjavik intorno alle 13 ora italiana in direzione della baia al largo della capitale. La caccia e’ infatti vietata nei pressi del porto, dove e’ un business turistico soprattutto l’osservazione del passaggio degli enormi cetacei.

Il 50-60% della carne di balena viene venduta sul mercato domestico, mentre il resto va in Giappone. Islanda e Norvegia sono gli unici due paesi al mondo che consentono la caccia alle balene per motivi commerciali, mentre il Giappone ufficialmente lo fa solo per ”scopi scientifici”, ma in realta’ il consumo della carne di balena e’ assai popolare nel paese del Sol levante.

Malgrado le pressioni della comunita’ internazionale, l’Islanda dopo 16 anni ha respinto nel 2006 la moratoria sulla caccia alle balene, portando a 150 il limite massimo di esemplari di Minke Whale (balenottera rostrata) e altrettanti di Fin Whale (balenottera comune) che possono essere catturati ogni stagione.

Con la moratoria il limite era di soli 9 esemplari di Fin Whale e 40 di Minke Whale ogni anno.

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Tsutomu Yamaguchi: Quella linea sottile tra fortuna e sfortuna

Pubblicato da milionidieuro su 31 marzo 2009

Una storia così mette davvero in crisi i concetti di fortuna e sfortuna, ne sfuma i confini, ne ribalta i significati. Ne hanno parlato i giornali e le tv di mezzo mondo: Tsutomu Yamaguchi, 93 anni

Furono sufficienti pochi istanti per cancellare le città di Nagasaki e Hiroshima: le due potenti onde d’urto e il micidiale vento atomico non lasciarono scampo e si portarono via in un attimo decine di migliaia di vite umane. Lo sa bene Tsutomu Yamaguchi, uno dei pochi sopravvissuti ai due attacchi atomici in Giappone. Sì, a entrambi. Il 6 agosto del 1945, Tsutomu Yamaguchi si trovava ad Hiroshima per lavoro. Proprio quel giorno l’Enola Gay lanciò sulla città Little Boy. Questo signore si trovava a tre chilometri dal luogo preciso dove cadde la bomba: trascorse la notte in città, dove venne curato per le sue gravi ustioni. Dopo due giorni, venne rimandato a casa. E indovinate un po’ qual era la sua città? Proprio Nagasaki, dove il 9 agosto del 1945, poche ore dopo il suo rientro a casa, dovette sopportare lo stesso scenario visto tre giorni prima. La singolare scoperta risale a pochi giorni fa. Che Yamaguchi fosse sopravvissuto all’attacco di Nagasaki era già noto da tempo, ma non si sapeva invece che l’uomo fosse anche sopravvissuto al precedente bombardamento atomico di Hiroshima. La conferma giunge direttamente dall’amministrazione comunale di Nagasaki e fa di Yamaguchi l’unico superstite di entrambi i bombardamenti delle due famose città giapponesi. Stando ai dati statistici, Tsutomu Yamaguchi è una delle 260mila persone che riuscirono a sopravvivere agli attacchi, che causarono la morte di circa 140mila individui a Hiroshima e di almeno 70mila a Nagasaki. Non si conoscono ancora ulteriori dettagli sull’uomo che sopravvisse a entrambi gli attacchi atomici, per ragioni di privacy l’amministrazione comunale ha preferito non fornire ancora notizie aggiuntive sulle sue condizioni di salute a distanza di tanti anni dall’esposizione alle radiazioni. Protagonista, suo malgrado, di una delle pagine più terrificanti nella storia dell’umanità, Yamaguchi può sicuramente ritenersi un uomo fortunato, ammesso che di fortuna si possa parlare in episodi del genere… Questa storia in realtà è abbastanza datata.

E non fu l’unico a vivere due volte quella esperienza. Molti sopravvissuti a Hiroshima si recarono a Nagasaki in treno. La cosa davvero sorprendente è che Nagasaki non era il bersaglio della seconda bomba atomica, bensì Kokura, ma sopra quella città il tempo era troppo coperto e così cambiarono i piani all’ultimo momento. Ad ogni modo non parlerei di fortuna: Tsutomu Yamaguchi dovette subire diversi interventi per riparare i danni degli effetti della bomba, e la sua salute ne risentì comunque, oltre ad aver visto morire amici e parenti. Sinceramente non trovo opportuno parlare di fortuna. Ci sono situazioni in cui i vivi rimpiangono i morti.

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