ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

Archivio per la categoria ‘FOTOVOLTAICO’

celle solari trasparenti: L’energia arriverà da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza.

Pubblicato da milionidieuro su 17 giugno 2009


Le celle solari possono anche essere trasparenti, nessuno esclude, che l’energia del sole potrebbe provenire da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza. È solo questione di trovare il materiale giusto.

GLI SCIENZIATI TEDESCHI – Wolfgang Körner e altri ingegneri dell’Istituto Fraunhofer di Materiali Meccanici IWM di Friburgo, in Germania, stanno lavorando a UN progetto per sfruttare le finestre dei palazzi come superfici da adibire a celle , cercando al tempo stesso di conservare le proprietà di trasparenza del vetro.

I PANNELLI-FINESTRE – La nuova tecnologia allo studio dei ricercatori dell’Istituto di Materiali Meccanici richiede l’uso di due tipi differenti di strati trasparenti: il primo tipo, già collaudato, è in grado di trasferire l’elettricità attraverso gli elettroni, n-conduttori, mentre per lo sviluppo del secondo tipo, in cui sono le lacune elettroniche, i cosiddetti p-conduttori, a consentire all’elettricità di scorrere, le tecnologie sono ancora insufficienti. I p-conduttori presentano molte problematiche e spesso la loro conduttività è troppo bassa e la trasparenza è scarsa.

MATERIALI CONDUTTIVI E TRASPARENTI – I materiali esistenti allo stato attuale non consentono di veicolare sufficiente elettricità né di mantenere la trasparenza, obiettivo che grazie a Körner e ai suoi colleghi potrebbe essere invece più vicino. Attraverso un microscopio elettronico i ricercatori tedeschi hanno studiato infatti la modalità di distribuzione degli elettroni nelle diverse strutture, calcolando così il potenziale di conduttività e trasparenza dei differenti materiali che potrebbe portare alla superficie ideale per la finestra energetica e trasparente. Fino ad ora il materiale più promettente sembra essere l’azoto, ma la ricerca dell’ideale per la finestra solare è appena iniziata.

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ENERGIAE RINNOVABILI: 3 MILIONI DI POSTI LAVORO IN EUROPA LEGATI A ENERGIE RINNOVABILI

Pubblicato da milionidieuro su 16 giugno 2009


Con oltre tre milioni di posti di lavoro in tutta Europa, le attivita’ economiche ”verdi” stanno superando le industrie inquinanti in termini di posti di lavoro. E’ quanto rivela il nuovo studio del WWF ”Low carbon jobs for Europe” (Lavori a basso contenuto di carbonio per l’Europa) lanciato oggi a livello internazionale alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo prevista per il 18-19 giugno a Bruxelles.

Lo studio mostra che almeno 3,4 milioni di posti di lavoro in Europa sono direttamente legati ai settori delle energie rinnovabili, della mobilita’ sostenibile e dei beni e servizi per l’efficienza energetica, contro i 2,8 milioni di posti di lavoro garantiti da settori inquinanti come attivita’ estrattive, elettricita’, gas, cemento e industrie del ferro e dell’acciaio. E si prevede che l’economia ”low-carbon”, a basso contenuto di carbonio, continuera’ a espandersi in futuro mentre l’impiego nelle industrie estrattive, inquinanti e climalteranti continuera’ a diminuire.

”Questo studio evidenzia chiaramente chi sono i vincitori della sfida e dimostra che le politiche e le tecnologie ‘amiche del clima’ danno un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – L’economia pulita e’ pronta a prendere il via, e se la politica continuera’ a supportare le industrie che invece contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, l’Europa dovra’ affrontare costi altissimi sia per l’economia che per l’ambiente”.

I dati disponibili evidenziano che in Europa circa 400.000 persone sono impiegate nel settore delle energie rinnovabili, circa 2,1 milioni per la mobilita’ sostenibile e oltre 900.000 in beni e servizi per l’efficienza energetica, in particolare nel settore edilizio. Questi impieghi includono, per esempio, la produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche e pannelli solari, o i lavori per il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici esistenti. E tutti questi settori – in particolare eolico, solare fotovoltaico, biomasse, mobilita’ pubblica e settore edile – stanno registrando una crescita significativa.

Accanto a questi, ci sono circa altri 5 milioni di posti di lavoro in settori e impieghi correlati.

A guidare la classifica europea delle professioni verdi sono Germania, Spagna e Danimarca per l’eolico, Germania e Spagna per l’energia solare, settori che stanno sviluppandosi anche in altri Paesi con un alto potenziale di miglioramento.

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ECO SOSTENIBILE: Samso l’isola a impatto zero

Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009


L’isola che c’è. Verde, sostenibile al 100%, indipendente dal punto di vista energetico, a emissioni zero. Samso, un lembo di terra a due ore di traghetto da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Nelle case immerse nel verde il frigorifero, la tv e tutti gli elettrodomestici sono alimentati con l’energia del vento e il riscaldamento va con il sole o con caldaie a trucioli di legno o paglia. Un bel cambiamento per questa minuscola isola bagnata dal Kattegat (il tratto di mare che separa la penisola danese dalla Svezia) che fino a dieci anni fa si riscaldava a nafta e importava il 100% dell’elettricità dalla terra ferma. Oggi i suoi 4400 abitanti producono più energia di quella che consumano. E grazie alle fonti rinnovabili che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità. La scelta cade su Samso, un’isola dedicata all’agricoltura e all’allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare alle superiori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più. In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «prima isola danese dell’energia rinnovabile» non è scontata. La municipalità è presa alla sprovvista, gli abitanti sono scettici. Ma c’è qualcuno che ci crede, Soren Hermansen. Nato da una famiglia di agricoltori Hermansen, abbandona l’isola a 16 anni per andare a studiare. Dopo diverse esperienze all’estero (fino in Nuova Zelanda) all’insegna dell’agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di promuovere i temi ambientali. Allora quarantenne si candida subito ed è il primo impiegato del progetto del governo. E gli altri? «Scuotevano la testa, erano scettici — spiega Hermansen, intervenuto a Milano all’assemblea di Assocasa, associazione detergenti e specialità per l’industria e la casa —. Non riusciremo mai, dicevano i miei conterranei, siamo troppo pochi». Lui non si dà per vinto, organizza riunioni su riunioni, non si scoraggia davanti al conservatorismo delle persone che alle sue sollecitazioni rispondono: «Non siamo hippy». L’ex agricoltore sa come convincere i suoi conterranei, con l’arma del risparmio. L’utilizzo dell’energia rinnovabile, spiega a tutti, cifre alla mano, è più conveniente (grazie anche a un piccolo sussidio governativo). E a poco a poco anche i più riottosi cambiano idea. Tanto che oltre oltre a un impianto offshore di 10 pale eoliche (a cui se ne aggiungono altri sulla terra ferma) e a un sistema di 2500 metri quadrati di pannelli solari nel Nord dell’isola (oltre a tre altre centrali) molti proprietari, di loro iniziativa, hanno sostituito le caldaie a olio combustibile con pompe di calore geotermiche, pannelli solari e stufe alimentate con segatura e pellet. «Siamo riusciti a coinvolgere tutti, imprenditori e contadini, persino le banche» dice Hermansen, oggi direttore della Energy Academy, una struttura (sostenibile al 100%), inaugurata nel 2006, come punto di riferimento per aziende, università e politici interessati all’esperienza dell’isola. E fonte di informazione e consulenza per gli abitanti «e i turisti, sempre più numerosi» (la Sardegna ha in corso una collaborazione con l’Accademia e qualche richiesta è arrivata anche da Puglia e Sicilia). Hermansen che passa almeno quattro mesi all’anno in giro per il mondo a raccontare di Samso (il settimanale Time l’ha inserito nella sua classifica 2008 degli «eroi per l’ambiente») non siede sugli allori. «Avevamo come target anche un risparmio di energia del 20% ma siamo arrivati solo al 10%». La sua spina sul fianco poi, sono i trasporti. «Io ho una macchina elettrica, ma solo per i piccoli spostamenti. Sarà la sfida dei prossimi anni: camion e auto alimentati dall’idrogeno generato dalle turbine eoliche» dice orgoglioso confidando nei progressi dell’industria dell’auto.

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ENERGIA RINNOVABILE: Secondo un sondaggio presentato al Forum «QualEnergia» agli italiani piace rinnovabile

Pubblicato da milionidieuro su 26 maggio 2009


E’ il mix formato da energia solare più eolica quello che sta nel cuore degli italiani: l’80% di un campione rappresentativo della popolazione nazionale vorrebbe che fosse la fonte principale con cui produrre l’elettricità. Solo il 14% opta per il nucleare, di cui tanto si parla in questi mesi a causa del progettato rilancio da parte del governo. Questi dati, presentati al Forum Qual Energia, promosso a Roma da Legambiente e dal Kyoto Club, sono il frutto di una ricerca condotta da Lorien Consulting, un gruppo specializzato in indagini socio-economiche e del mensile La Nuova Ecologia. Dal nuovo sondaggio emerge una fotografia dell’Italia molto consapevole e informata sulle questioni energetico-ambientali che, per il 68,7% degli intervistati, rappresentano i problemi più rilevanti rispetto ad altri, come il rischio del terrorismo (22,1%) o la casa (4,9%). Sul nucleare in particolare emerge che più del 60% degli intervistati lo considera pericoloso e costoso e preferirebbe evitarlo.

DISPOSTI A PAGARE DI PIÙ - Ma il dato forse più significato emerso dall’indagine è quello relativo ai sacrifici che gli italiani sono disposti ad affrontare pur di garantirsi in futuro ambientale e dei sistemi di produzione energetici puliti. «Anche in tempi in cui si tende a diminuire il budget quotidiano (37,7% degli intervistati), gli italiani dichiarano un’aperta disponibilità a pagare di più per garantirsi energie pulite e sostenibili», ha riferito Antonio Valente, amministratore delegato di Lorien Consulting . Anche secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza lo scarso indice di gradimento del nucleare dovrebbe fare riflettere: «Nonostante la recente pressione mediatica, la stragrande maggioranza del campione intervistato, a prescindere da fattori anagrafici, socio-economici e di appartenenza politica, definisce l’energia nucleare cara e pericolosa, e privilegia le fonti rinnovabili. Solo una minoranza (14%) indica il nucleare come fonte da preferire; una minoranza che, di fronte all’ipotesi di abitare vicino a una centrale o a un deposito di scorie radioattive, avrebbe comunque seri dubbi».

LE PERCENTUALI – Il Forum QualEnergia, giunto quest’anno al secondo appuntamento, propone tra i temi la crisi economica e gli stili di vita sostenibili e, nei propositi degli organizzatori, vuole essere un’occasione per dare una risposta ai problemi energetici: dai cambiamenti climatici ai limiti delle risorse. La crescente attenzione degli italiani per le energie rinnovabili è anche il tema di un rapporto presentato dalla Fondazione Sviluppo sostenibile presieduta dall’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, secondo cui, entro il 2020, un kilowattora su tre (pari al 33%) dell’ energia elettrica può essere prodotto utilizzando fonti energetiche rinnovabili. «L’attuale obiettivo di produrre entro il 2020 solo un kilowattora su quattro, pari al 25%, di energia elettrica utilizzando fonti energetiche rinnovabili –sostiene Ronchi – sarebbe infatti un freno alla crescita del solare, dell’eolico e delle biomasse: si può fare di più». Il 33% di rinnovabili, che corrisponde a 108 terawattora (Twh) di produzione nazionale al 2020 (partendo dai 58 prodotti nel 2008) comporta l’obiettivo di 50 nuovi TWh rinnovabili da produrre entro il 2020. Tale obiettivo è impegnativo ma, secondo la Fondazione Sviluppo Sostenibile, raggiungibile nel modo seguente: 22 Twh di nuovo eolico, 11 Twh di nuove biomasse e biogas, 7 Twh di nuovo solare, 5 Twh di nuovo idroelettrico.

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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL’ENERGIA è prodotta da rinnovabili

Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009


L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.

In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.

L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.

“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.

Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.

L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.

Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.

Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.

L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.

Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.

Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).

Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).

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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL'ENERGIA è prodotta da rinnovabili

Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009


L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.

In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.

L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.

“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.

Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.

L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.

Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.

Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.

L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.

Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.

Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).

Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).

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Energia: forte crescita rinnovabili , in Australia mega centrale solare

Pubblicato da milionidieuro su 17 maggio 2009


Per la prima volta nel 2008 l’aumento globale della potenza energetica da fonti rinnovabili ha superato l’aumento da fonti classiche. L’incremento – secondo il quarto rapporto sullo stato globale delle energie rinnovabili stilato dall’organizzazione francese Ren21 – e’ del 16% rispetto al 2007 contro un +10% messo a segno dalla produzione da oli fossili (+8%) e dal nucleare (+2%).
L’Australia investira’ 1,4 mld di dollari australiani (770 mln di euro) per costruire la piu’ grande centrale solare del mondo. Che sara’ in grado di produrre 1.000 megawatt. Lo ha detto il primo ministro Kevin Rudd durante la visita a un impianto di produzione di energia elettrica. La centrale fotovoltaica di cui ha parlato Rudd sara’ di tre volte piu’ grande della maggiore esistente attualmente al mondo, situata in California. E sara’ solo la prima di una serie.

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SUN DAYS

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


Il 16 e 17 maggio 2009 tornano le giornate del Sun Day, l’iniziativa di Legambiente dedicata all’energia solare. Per far conoscere le applicazioni del solare termico e fotovoltaico, in oltre 70 piazze e parchi saranno allestiti banchetti per la distribuzione di materiale informativo su energia solare, incentivi fiscali e forme di energia rinnovabile.

Anche installatori e produttori faranno la loro parte, presentando al pubblico pannelli solari termici e fotovoltaici e mettendo a disposizione i propri tecnici per dimostrazioni pratiche e per dare informazioni sulle tecnologie disponibili e i relativi costi. Non mancheranno, inoltre, visite guidate agli impianti che sfruttano le energie rinnovabili per alimentare abitazioni, strutture scolastiche, centri di educazione ambientale e strutture pubbliche.

Scopo dell’iniziativa e’ promuovere lo sfruttamento dell’energia solare nel nostro Paese, che rispetto ad altri, decisamente meno ‘assolati’, occupa una posizione di retroguardia.

”Gli austriaci hanno installato un numero di pannelli solari per la produzione di acqua calda 22 volte superiore rispetto agli italiani, i tedeschi 6 volte e i danesi 4 volte – dichiara Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente -. Vuol dire che non siamo piu’ il Paese del sole? Governo e imprese devono fare di piu’ per avviare la rivoluzione dell’energia pulita, in linea con la strategia dell’Unione europea per far fronte ai cambiamenti climatici.

Altro che inseguire chimere nucleari!”.

Anche sul fronte del fotovoltaico per produrre elettricita’ l’Italia e’ indietro, ma grazie agli incentivi economici del Conto Energia qualcosa sta cambiando: nel 2008 l’Italia e’ stato il terzo Paese al mondo per impianti fotovoltaici installati. In tutto sono stati realizzati oltre 24.000 impianti per una potenza complessiva di 338 MW. Si stima, inoltre, che nel 2009 saranno installati ulteriori 500 MW di potenza fotovoltaica, pari al doppio della potenza entrata in esercizio nello scorso anno.

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GERMANIA MAXI IMPIANTO SOLARE 21-07-2008

Pubblicato da milionidieuro su 21 luglio 2008

(ANSA) – ROMA 21-07-2008 – Germania sempre piu’ lanciata nel settore delle rinnovabili. Di recente e’ stato inaugurato il piu’ grande ”campo solare” del mondo: e’ il Waldpolenz Solar Park, realizzato su un vecchio aeroporto di Leipzig, nella Germania dell’Est, che si estende per 110 ettari. La centrale che sta per produrre 24 megawatt di elettricita’, entro il 2009 arrivera’ a 40 megawatt, alimentando almeno 10.000 case e consentendo di risparmiare ogni anno almeno 25.000 tonnellate di carbonio. E il fenomeno non si limita a Waldpolenz. Anche Leipzig ospita 3 dei 50 campi solari piu’ grandi del mondo. E l’economia della zona – solo fino a pochi anni fa depressa – sta decollando. Perche’ i tedeschi non si limitano a istallare pannelli fotovoltaci, ma sviluppano in proprio le tecnologie innovative, che poi esportano. Nell’anno 2007 l’economia tedesca e’ cresciuta del 2,5% mentre i consumi di energia da combustibili fossili in Germania sono diminuiti del 5,6% a dimostrazione del fatto che sviluppo economico e sostenibilita’ ambientale non sono necessariamente incompatibili. Il governo tedesco dichiara di voler tagliare del 40% le emissioni di carbonio entro il 2020. Un obiettivo che e’ il doppio di quello che si e’ data l’Unione Europea. L’innovazione tedesca, infatti, si e’ sviluppata in due diversi settori: da un lato le tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica e, quindi, un minor consumo assoluto di energia. Dall’altro nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili, in particolare dell’energia solare dove la Germania risulta essere leader mondiale e il maggiore esportatore di tecnologia del settore.

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