
Un impianto con 140 turbine in grado di FORNIRE corrente elettrica a oltre 180.000 famiglie. Sono i numeri del più grande parco eolico europeo che sorge nell’East Renfrewshire, in Scozia, e che sviluppa a piena potenza oltre 320 megawatt. Una cifra, questa, mai raggiunta da alcuna centrale eolica britannica. Il progetto è stato sviluppato e mandato in porto da ScottishPower Renewables, gruppo energetico controllato dall’iberica Iberdrola. Per migliorare ulteriormente il già mastodontico progetto, l’azienda ha chiesto al governo di Londra l’autorizzazione per piantare altre 81 pale, così da aggiungere altri 270 megawatt di potenza. Al momento ScottishPower Renewables è in attesa del via libera per le prime 36 turbine. Intanto, per non privare residenti e visitatori e rendere attrazione il più grande parco eolico d’Europa, l’azienda ha investito oltre due milioni di euro per costruire un centro di accoglienza che aprirà, con tutta probabilità, già da questa estate.
Archivio per la categoria ‘energia eolica’
ENERGIA EOLICA: Scozia a tutto vento, 140 pale nell’East Renfrewshire per il più grande parco eolico d’Europa
Pubblicato da milionidieuro su 8 giugno 2009
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ECO SOSTENIBILE: Samso l’isola a impatto zero
Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009

L’isola che c’è. Verde, sostenibile al 100%, indipendente dal punto di vista energetico, a emissioni zero. Samso, un lembo di terra a due ore di traghetto da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Nelle case immerse nel verde il frigorifero, la tv e tutti gli elettrodomestici sono alimentati con l’energia del vento e il riscaldamento va con il sole o con caldaie a trucioli di legno o paglia. Un bel cambiamento per questa minuscola isola bagnata dal Kattegat (il tratto di mare che separa la penisola danese dalla Svezia) che fino a dieci anni fa si riscaldava a nafta e importava il 100% dell’elettricità dalla terra ferma. Oggi i suoi 4400 abitanti producono più energia di quella che consumano. E grazie alle fonti rinnovabili che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità. La scelta cade su Samso, un’isola dedicata all’agricoltura e all’allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare alle superiori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più. In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «prima isola danese dell’energia rinnovabile» non è scontata. La municipalità è presa alla sprovvista, gli abitanti sono scettici. Ma c’è qualcuno che ci crede, Soren Hermansen. Nato da una famiglia di agricoltori Hermansen, abbandona l’isola a 16 anni per andare a studiare. Dopo diverse esperienze all’estero (fino in Nuova Zelanda) all’insegna dell’agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di promuovere i temi ambientali. Allora quarantenne si candida subito ed è il primo impiegato del progetto del governo. E gli altri? «Scuotevano la testa, erano scettici — spiega Hermansen, intervenuto a Milano all’assemblea di Assocasa, associazione detergenti e specialità per l’industria e la casa —. Non riusciremo mai, dicevano i miei conterranei, siamo troppo pochi». Lui non si dà per vinto, organizza riunioni su riunioni, non si scoraggia davanti al conservatorismo delle persone che alle sue sollecitazioni rispondono: «Non siamo hippy». L’ex agricoltore sa come convincere i suoi conterranei, con l’arma del risparmio. L’utilizzo dell’energia rinnovabile, spiega a tutti, cifre alla mano, è più conveniente (grazie anche a un piccolo sussidio governativo). E a poco a poco anche i più riottosi cambiano idea. Tanto che oltre oltre a un impianto offshore di 10 pale eoliche (a cui se ne aggiungono altri sulla terra ferma) e a un sistema di 2500 metri quadrati di pannelli solari nel Nord dell’isola (oltre a tre altre centrali) molti proprietari, di loro iniziativa, hanno sostituito le caldaie a olio combustibile con pompe di calore geotermiche, pannelli solari e stufe alimentate con segatura e pellet. «Siamo riusciti a coinvolgere tutti, imprenditori e contadini, persino le banche» dice Hermansen, oggi direttore della Energy Academy, una struttura (sostenibile al 100%), inaugurata nel 2006, come punto di riferimento per aziende, università e politici interessati all’esperienza dell’isola. E fonte di informazione e consulenza per gli abitanti «e i turisti, sempre più numerosi» (la Sardegna ha in corso una collaborazione con l’Accademia e qualche richiesta è arrivata anche da Puglia e Sicilia). Hermansen che passa almeno quattro mesi all’anno in giro per il mondo a raccontare di Samso (il settimanale Time l’ha inserito nella sua classifica 2008 degli «eroi per l’ambiente») non siede sugli allori. «Avevamo come target anche un risparmio di energia del 20% ma siamo arrivati solo al 10%». La sua spina sul fianco poi, sono i trasporti. «Io ho una macchina elettrica, ma solo per i piccoli spostamenti. Sarà la sfida dei prossimi anni: camion e auto alimentati dall’idrogeno generato dalle turbine eoliche» dice orgoglioso confidando nei progressi dell’industria dell’auto.
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ENERGIA RINNOVABILE: Secondo un sondaggio presentato al Forum «QualEnergia» agli italiani piace rinnovabile
Pubblicato da milionidieuro su 26 maggio 2009

E’ il mix formato da energia solare più eolica quello che sta nel cuore degli italiani: l’80% di un campione rappresentativo della popolazione nazionale vorrebbe che fosse la fonte principale con cui produrre l’elettricità. Solo il 14% opta per il nucleare, di cui tanto si parla in questi mesi a causa del progettato rilancio da parte del governo. Questi dati, presentati al Forum Qual Energia, promosso a Roma da Legambiente e dal Kyoto Club, sono il frutto di una ricerca condotta da Lorien Consulting, un gruppo specializzato in indagini socio-economiche e del mensile La Nuova Ecologia. Dal nuovo sondaggio emerge una fotografia dell’Italia molto consapevole e informata sulle questioni energetico-ambientali che, per il 68,7% degli intervistati, rappresentano i problemi più rilevanti rispetto ad altri, come il rischio del terrorismo (22,1%) o la casa (4,9%). Sul nucleare in particolare emerge che più del 60% degli intervistati lo considera pericoloso e costoso e preferirebbe evitarlo.
DISPOSTI A PAGARE DI PIÙ - Ma il dato forse più significato emerso dall’indagine è quello relativo ai sacrifici che gli italiani sono disposti ad affrontare pur di garantirsi in futuro ambientale e dei sistemi di produzione energetici puliti. «Anche in tempi in cui si tende a diminuire il budget quotidiano (37,7% degli intervistati), gli italiani dichiarano un’aperta disponibilità a pagare di più per garantirsi energie pulite e sostenibili», ha riferito Antonio Valente, amministratore delegato di Lorien Consulting . Anche secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza lo scarso indice di gradimento del nucleare dovrebbe fare riflettere: «Nonostante la recente pressione mediatica, la stragrande maggioranza del campione intervistato, a prescindere da fattori anagrafici, socio-economici e di appartenenza politica, definisce l’energia nucleare cara e pericolosa, e privilegia le fonti rinnovabili. Solo una minoranza (14%) indica il nucleare come fonte da preferire; una minoranza che, di fronte all’ipotesi di abitare vicino a una centrale o a un deposito di scorie radioattive, avrebbe comunque seri dubbi».
LE PERCENTUALI – Il Forum QualEnergia, giunto quest’anno al secondo appuntamento, propone tra i temi la crisi economica e gli stili di vita sostenibili e, nei propositi degli organizzatori, vuole essere un’occasione per dare una risposta ai problemi energetici: dai cambiamenti climatici ai limiti delle risorse. La crescente attenzione degli italiani per le energie rinnovabili è anche il tema di un rapporto presentato dalla Fondazione Sviluppo sostenibile presieduta dall’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, secondo cui, entro il 2020, un kilowattora su tre (pari al 33%) dell’ energia elettrica può essere prodotto utilizzando fonti energetiche rinnovabili. «L’attuale obiettivo di produrre entro il 2020 solo un kilowattora su quattro, pari al 25%, di energia elettrica utilizzando fonti energetiche rinnovabili –sostiene Ronchi – sarebbe infatti un freno alla crescita del solare, dell’eolico e delle biomasse: si può fare di più». Il 33% di rinnovabili, che corrisponde a 108 terawattora (Twh) di produzione nazionale al 2020 (partendo dai 58 prodotti nel 2008) comporta l’obiettivo di 50 nuovi TWh rinnovabili da produrre entro il 2020. Tale obiettivo è impegnativo ma, secondo la Fondazione Sviluppo Sostenibile, raggiungibile nel modo seguente: 22 Twh di nuovo eolico, 11 Twh di nuove biomasse e biogas, 7 Twh di nuovo solare, 5 Twh di nuovo idroelettrico.
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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL’ENERGIA è prodotta da rinnovabili
Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009

L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.
In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.
L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.
“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.
Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.
L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.
Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.
Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.
L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.
Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.
Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).
Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).
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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL'ENERGIA è prodotta da rinnovabili
Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009

L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.
In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.
L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.
“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.
Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.
L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.
Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.
Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.
L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.
Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.
Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).
Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).
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energia eolica , energia solare E CONTO ENERGIA
Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009

Qualche giorno fa l’assessore veneto all’Ambiente Federico Sboarina ha presentato lo studio commissionato ad AGSM che porterà a installare allo stadio Bentegodi di Verona il più grande impianto fotovoltaico d’Italia, in grado di generare 935 mila kWh all’anno.
I pannelli solari collegati alla griglia elettrica (in grado cioè di rivendere l’elettricità prodotta al gestore della rete) sono la tecnologia energetica che sta crescendo più rapidamente nel mondo, con aumenti del 50 per cento nel 2006 e nel 2007 secondo i dati raccolti nel Renewables 2007 Global Status Report della società REN21. L’accesso all’energia solare non è più, però, solo appannaggio delle grandi aziende e compagnie elettriche: grazie alla sempre più rapida evoluzione delle tecnologie (spinta dall’aumento del prezzo dei carburanti fossili e dalle esigenze ambientali del pianeta) e all’introduzione nella finanziaria 2007 del nuovo Conto Energia, oggi installare un pannello fotovoltaico è diventato un investimento in grado di ripagarsi interamente in pochi anni, permettendo addirittura di rivendere l’energia in eccesso alla compagnia elettrica.
In Italia le regioni che hanno maggiormente introdotto il fotovoltaico anche a livello privato sono quelle del Nord, come la Lombardia e il Veneto. Per molti versi, però, lo sfruttamento dell’energia solare è un’opportunità ancora maggiore per le soleggiate regioni del Sud, tra cui la Sardegna, dove la serie di incontri organizzati in collaborazione con Legambiente presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Sassari, sta ottenendo un grandissimo successo di pubblico interessato a conoscere le opportunità offerte dai GAS, i Gruppi d’Acquisto per il Solare.
“La spesa per l’impianto di una casa di medie dimensioni si aggira intorno ai 20.000 euro – spiega Luciano Deriu, segretario regionale di Legambiente – e può essere recuperata in circa 8 anni se l’investimento è liquido o in 11 anni se finanziato da un prestito bancario. Attraverso gli incentivi offerti dal Conto Energia si possono ottenere risultati economici incredibili e sicuri”. Le difficoltà maggiori riguardano la scelta di un fornitore e le problematiche legate agli adempimenti legali, edilizi e naturalistici. “Per questo il GAS è fondamentale – prosegue Deriu. Più persone insieme sono in grado di trovare i fornitori migliori per l’installazione e la manutenzione, oltre che ottenere condizioni economiche più favorevoli dalle banche e risolvere più facilmente le questioni burocratiche”.
Il primo GAS in Sardegna è nato grazie a un’iniziativa del sindaco di Loceri, Carlo Balloi, che ha coinvolto oltre mille famiglie. In seguito sono nate altre iniziative simili anche in provincia di Sassari e ad Alghero, dove, appunto, la facoltà d’Architettura guidata dal professor Cecchini ha più volte riempito l’aula magna con persone interessate a saperne di più.
I pannelli solari di nuova generazione per le abitazioni sfruttano la capacità del silicio di trasformare l’energia solare in energia elettrica. Le tecnologie più comuni (che variano per prezzo e prestazioni) sono il silicio mono-cristallino, il silicio policristallino e il silicio amorfo, che costa meno e ha un tempo di vita inferiore. In generali i moduli fotovoltaici sono grado di durare anche 50-100 anni ma è presumibile che debbano essere cambiati ogni 25-30 anni per obsolescenza della tecnologia. La parte più piacevole è sicuramente la possibilità di dimenticare interamente la bolletta di luce e gas e persino rivendere l’energia in eccesso all’ENEL.
Dopo l’energia solare, la prossima fonte rinnovabile che potrà farsi strada verso le case degli italiani sarà l’energia eolica. In questo caso il funzionamento del generatore è ancora più semplice: una pala, spinta dal vento, trasforma l’energia cinetica in energia meccanica, che viene usata per generare energia elettrica. I problema legati all’utilizzo del “mini-eolico” sono soprattutto di natura estetica: è difficile ipotizzare l’installazione di troppe pale sui tetti della case o nelle tante aree tutelate dal punto di vista naturale e storico/architettonico. Dopo l’approvazione di una nuova normativa all’inizio del 2008 sono stati stanziati i primi fondi statali: “Bisognerebbe far rientrare la produzione di energia eolica nella produzione agricola, sfruttando campi e terreni con gli stessi incentivi – conclude Deriu, l’idea è di ‘Coltivare il Sole e il Vento con la Terra’”.
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turbine eoliche verticali 09-07-2008
Pubblicato da milionidieuro su 9 luglio 2008
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