ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

Archivio per la categoria ‘emissioni di gas serra’

DIRITTI GLOBALI: RAPPORTO 2009, CODICE ROSSO PER CLIMA IN ITALIA

Pubblicato da milionidieuro su 29 maggio 2009


Se lo stato di salute del mondo e’ da codice rosso, anche l’Italia e’ messa male e si differenzia da molti Paesi dell’UE per la totale assenza di una qualsiasi politica di governo delle emissioni. Lo evidenzia il Rapporto sui Diritti Globali che aggiunge: ”Abbiamo anche il poco onorevole primato di aver visto votare in Senato, presentata da una folta schiera di parlamentari del PdL il 1* aprile 2009, una mozione che non solo nega i cambiamenti climatici, ma anche le loro cause e conseguenze, nonche’ le responsabilita’ dell’uomo nel global warming. Non a caso il Belpaese e’ il terzo nella classifica europea dei maggiori emettitori (era il quinto nel 1990), si attesta su un consistente +17,5% sopra l’obiettivo di riduzione che dovra’ essere raggiunto al 2012 e in fatto di rinnovabili e’ il fanalino di coda dell’Unione. L’unico provvedimento, per altro di dubbia efficacia, preso dal governo sul fronte energetico e’ l’accordo siglato con la Francia per riportare il nucleare nel Paese”.

Insieme al sistema energetico dominato dagli idrocarburi – evidenzia il Rapporto – il punto dolente dello Stivale rimane la mobilita’: gli spostamenti delle merci si svolgono in larga parte su strada (74% del totale per il trasporto delle merci) cosi’ come quelli personali, non a caso la mobilita’ motorizzata pro capite, attestata a oltre 13.500 chilometri l’anno, e’ superiore del 30% rispetto alla media europea. Non c’e’ da stupirsi, dunque, se nel 2007 il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio dell’aria ha registrato il superamento del valore limite giornaliero del PM10 (50microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all’anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l’80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).

Un’altra questione irrisolta e’ quella dei rifiuti, che non solo aumentano in quantita’, ma vengono smaltiti al 54% in discarica (Legambiente, 2009 a).

Tra i primati negativi dell’Italia – afferma ancora il Rapporto - c’e’ anche quello di essere il quarto maggiore consumatore di acqua potabile al mondo. E restando in tema di consumo di risorse naturali, nei cinque lustri che vanno dal 1980 al 2005 sono stati edificati quasi sei milioni di ettari di suolo agricolo.

Passando dal lecito all’illecito, nel Belpaese continuano ad aumentare gli ecoreati, che nel 2007 si attestavano sulla considerevole cifra di 30.300 casi.

Per il Belpaese il 2009 sara’ ricordato anche come l’anno del terremoto in Abruzzo. Un sisma che nella sua punta massima del 6 aprile ha toccato la magnitudo 5,8 sulla scala Richter, ma che e’ stato preceduto da numerosi fenomeni sismici e al quale hanno seguito migliaia di repliche. Ma soprattutto un sisma che in rapporto alla sua forza e a quanto avviene nel resto del mondo ha fatto un enorme numero di morti: 297 vittime sepolte sotto le macerie di edifici antisismici e in cemento armato, che avrebbero dovuto tenere. Ma che, complici il cemento allungato con sabbia di mare, i materiali scadenti utilizzati per le costruzioni, i collaudi e i certificati di agibilita’ a dir poco compiacenti, si sono sgretolati come castelli di carta. Una strage a cavallo tra il ”naturale” e il ”criminale”.

E proprio gli eccessivi danni del terremoto hanno fatto scattare le indagini della magistratura.

Per avere qualche segnale positivo bisogna volgere lo sguardo verso gli stili di vita e di consumo responsabili.

L’Italia, infatti, e’ diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel (31% sul totale europeo) e grande e’ stato anche il successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati ISO 14001 nel 2008). In crescita anche l’agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007 contro i 70.674 del 1994), dove si registra anche un forte sviluppo nel settore degli allevamenti biologici, e il settore della ricettivita’ diffusa (dal 19% del 2000 al 23% del 2007), dai bed & breakfast agli agriturismo, legata alle risorse naturali e fatta del recupero degli insediamenti esistenti.

Pubblicato in: CAMBIAMENTI CLIMATICI, DIRITTI GLOBALI, ecoreati, effetto serra, emissioni co2, emissioni di gas serra, energie rinnovabili, idrocarburi, italia, news, notizie, terremoto abruzzo | Lascia un commento »

AMBIENTE :MESSAGGIO IV Giornata per la salvaguardia del creato

Pubblicato da milionidieuro su 20 maggio 2009


”Una tempestiva riduzione delle emissioni di gas serra” e’ ”una precauzione necessaria a tutela delle generazioni future, ma anche di quei poveri della terra che gia’ ora patiscono gli effetti dei mutamenti climatici”. E’ quanto si legge nel Messaggio per la IV Giornata per la salvaguardia del creato, che si celebrera’ il prossimo 1° settembre, diffuso ieri dalla Conferenza episcopale italiana.
Occorre, si legge ancora, ”un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia, cercando di risparmiare energia con una maggiore sobrieta’ nei consumi, per esempio nell’uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando l’uso dell’energia , a partire dalla progettazione degli stessi, e valorizzando le energie pulite e rinnovabili”.

”L’impegno per la tutela della stabilita’ climatica – riporta il messaggio – e’ questione che coinvolge l’intera famiglia umana in una responsabilita’ comune, che pone anche una grave questione di giustizia: a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui e’ meno imputabile il mutamento climatico”. Di qui l’importanza della Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma in dicembre a Copenaghen ”nella quale la comunita’ internazionale dovra’ definire le linee di un’efficace azione di contrasto del riscaldamento del pianeta per i prossimi decenni”.

Secondo la Cei occorrera’, in particolare, ”una chiara disponibilita’ dei Paesi piu’ industrializzati, anzitutto quelli dell’Unione europea, all’assunzione di responsabilita”’ perche’ ”senza il contributo di tutti” non sara’ possibile conseguire gli obiettivi prefissati. ”Neppure il peso della crisi economico-finanziaria”, concludono i vescovi, ”puo’ esonerare da una collaborazione lungimirante per individuare e attivare misure efficaci a garantire la stabilita’ climatica: e’ un passaggio cruciale per verificare la disponibilita’ della famiglia umana ad abitare la terra secondo giustizia”.

”Viviamo in un mondo contrassegnato dal peccato e nel contempo gia’ redento e avviato a un processo di trasformazione” affermano i vescovi, secondo i quali ”la crisi ecologica appare come un momento di questo processo: e’ conseguenza del peccato se la rete delle relazioni con il creato appare lacerata e se gli effetti sul cambiamento climatico sono innegabili, se proprio l’aria – cosi’ necessaria per la vita – e’ inquinata da varie emissioni, in particolare da quelle dei cosiddetti gas serra”.

Di qui, si legge ancora nel messaggio l’urgenza della ”conversione ecologica” piu’ volte richiamata da Giovanni Paolo II. Rammentando che il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa segnala la necessita’ di considerare ”i rapporti tra l’attivita’ umana e i cambiamenti climatici” che ”devono essere opportunamente e costantemente seguiti a livello scientifico, politico e giuridico, nazionale e internazionale”, i vescovi sottolineano: ”Il clima e’ un bene che va protetto” attraverso comportamenti responsabili di consumatori e operatori di attivita’ industriali.

Pubblicato in: ambiente, ambiente inquinamento, CAMBIAMENTI CLIMATICI, ecosistema, emissioni co2, emissioni di gas serra, gas serra | Lascia un commento »

G8 sull’ambiente a Siracusa Patto per seppellire CO2

Pubblicato da milionidieuro su 25 aprile 2009


Firmano Italia e Australia. Si cerca l’accordo per il Sud del mondo

L’agenzia per l’energia: se non si interviene, più 6 gradi nel 2030

SIRACUSA 23 aprile 2009Il clima sta cambiando. Ma non è una fra­se così, da buttare lì in ascen­sore. È una spada di Damocle sopra la nostra testa. E il rap­porto dell’Oxfam, una Ong in­ternazionale, lancia l’allarme: «Nel 2015 potrebbero essere 375 milioni le persone colpite ogni anno da calamità legate al cambiamento climatico, ol­tre il 50 per cento in più ri­spetto ad oggi». Benvenuti al G8 dell’ambiente di Siracusa, qui dove per tre giorni i gran­di del pianeta sono seduti at­torno a un tavolo per cercare le cure per la Terra.

«Se continuiamo così en­tro il 2030 le emissioni di C02 aumenteranno del 45% e ci sa­rà un aumento globale di tem­peratura di 6 gradi», avverte Nobuo Tanaka, responsabile dell’agenzia internazionale dell’energia. Già, per questo bisogna correre ai ripari.

Per questo Stefania Presti­giacomo, nostro ministro del­l’Ambiente, da padrona di ca­sa lancia un appello ai gover­ni del mondo: «Bisogna orien­tare i piani energetici a favore delle nuove tecnologie. Una rivoluzione verde che costa molto: dall’1 al 3 per cento del Pil mondiale, da qui al 2050».

Si lavora per questo, qui a Siracusa. Per trovare un accor­do tra i grandi del pianeta in vista della riunione Onu di Copenaghen in dicembre, ma soprattutto per tendere una mano ai Paesi del Sud del mondo: sono loro che da qui al 2030 saranno responsabili per l’87% della domanda di energia. Nei Paesi Ocse que­sta crescita è limitata ad appe­na 1,1% l’anno, in media.

Ci si è messa la crisi ad aiu­tare l’ambiente. Per capire: in Italia dal 2007 anche per effet­to della crisi l’emissione di anidride carbonica è diminui­ta di circa l’1% l’anno. «Ma c’è molto da lavorare in questo senso», spiega Corrado Clini, il direttore generale del mini­stero dell’Ambiente ricordan­do come, comunque, anche la crisi economica dell’Urss del 1990 segnò una forte ridu­zione di CO2. «Bisogna costruire oltre 18 mila turbine eoliche, 300 cen­trali solari e 20 reattori nucle­ari l’anno per poter ottenere il nostro risultato, ovvero la diminuzione di 8,3 gigatoni di Co2 entro il 2030», spiega Tanaka aggiungendo che tut­to questo ci costerà 15 trilio­ni di dollari.

Nel frattempo il ministro Prestigiacomo e l’Enel hanno firmato un accordo con l’Au­stralia per le tecnologie sullo stoccaggio dell’anidride car­bonica, una ricerca che ha avuto un finanziamento di 100 milioni di euro dall’Unio­ne europea. E sempre in tema di riduzione di Co2 Aldo Fu­magalli, del direttivo di Con­findustria, rilancia: «Le fonti rinnovabili sono molto im­portanti, ma non dimentichia­mo l’efficienza energetica. Co­struire 8.500 megawatt di fo­tovoltaico costa 50 miliardi in 12 anni. Ma si può ottene­re l’equivalente di risparmio energetico sostituendo il 10% dei motori elettrici, con il 10% della spesa».

ARTICOLI CORRELATI:

CO2 : stivare la CO2 sotto l’oceano

Pubblicato in: ambiente, co2, emissioni di gas serra, riscaldamento del pianeta, riscaldamento globale | Lascia un commento »

G8 sull'ambiente a Siracusa Patto per seppellire CO2

Pubblicato da milionidieuro su 25 aprile 2009


Firmano Italia e Australia. Si cerca l’accordo per il Sud del mondo

L’agenzia per l’energia: se non si interviene, più 6 gradi nel 2030

SIRACUSA 23 aprile 2009Il clima sta cambiando. Ma non è una fra­se così, da buttare lì in ascen­sore. È una spada di Damocle sopra la nostra testa. E il rap­porto dell’Oxfam, una Ong in­ternazionale, lancia l’allarme: «Nel 2015 potrebbero essere 375 milioni le persone colpite ogni anno da calamità legate al cambiamento climatico, ol­tre il 50 per cento in più ri­spetto ad oggi». Benvenuti al G8 dell’ambiente di Siracusa, qui dove per tre giorni i gran­di del pianeta sono seduti at­torno a un tavolo per cercare le cure per la Terra.

«Se continuiamo così en­tro il 2030 le emissioni di C02 aumenteranno del 45% e ci sa­rà un aumento globale di tem­peratura di 6 gradi», avverte Nobuo Tanaka, responsabile dell’agenzia internazionale dell’energia. Già, per questo bisogna correre ai ripari.

Per questo Stefania Presti­giacomo, nostro ministro del­l’Ambiente, da padrona di ca­sa lancia un appello ai gover­ni del mondo: «Bisogna orien­tare i piani energetici a favore delle nuove tecnologie. Una rivoluzione verde che costa molto: dall’1 al 3 per cento del Pil mondiale, da qui al 2050».

Si lavora per questo, qui a Siracusa. Per trovare un accor­do tra i grandi del pianeta in vista della riunione Onu di Copenaghen in dicembre, ma soprattutto per tendere una mano ai Paesi del Sud del mondo: sono loro che da qui al 2030 saranno responsabili per l’87% della domanda di energia. Nei Paesi Ocse que­sta crescita è limitata ad appe­na 1,1% l’anno, in media.

Ci si è messa la crisi ad aiu­tare l’ambiente. Per capire: in Italia dal 2007 anche per effet­to della crisi l’emissione di anidride carbonica è diminui­ta di circa l’1% l’anno. «Ma c’è molto da lavorare in questo senso», spiega Corrado Clini, il direttore generale del mini­stero dell’Ambiente ricordan­do come, comunque, anche la crisi economica dell’Urss del 1990 segnò una forte ridu­zione di CO2. «Bisogna costruire oltre 18 mila turbine eoliche, 300 cen­trali solari e 20 reattori nucle­ari l’anno per poter ottenere il nostro risultato, ovvero la diminuzione di 8,3 gigatoni di Co2 entro il 2030», spiega Tanaka aggiungendo che tut­to questo ci costerà 15 trilio­ni di dollari.

Nel frattempo il ministro Prestigiacomo e l’Enel hanno firmato un accordo con l’Au­stralia per le tecnologie sullo stoccaggio dell’anidride car­bonica, una ricerca che ha avuto un finanziamento di 100 milioni di euro dall’Unio­ne europea. E sempre in tema di riduzione di Co2 Aldo Fu­magalli, del direttivo di Con­findustria, rilancia: «Le fonti rinnovabili sono molto im­portanti, ma non dimentichia­mo l’efficienza energetica. Co­struire 8.500 megawatt di fo­tovoltaico costa 50 miliardi in 12 anni. Ma si può ottene­re l’equivalente di risparmio energetico sostituendo il 10% dei motori elettrici, con il 10% della spesa».

ARTICOLI CORRELATI:

CO2 : stivare la CO2 sotto l’oceano

Pubblicato in: ambiente, co2, emissioni di gas serra, riscaldamento del pianeta, riscaldamento globale | Lascia un commento »

CO2 : stivare la CO2 sotto l’oceano

Pubblicato da milionidieuro su 20 aprile 2009


Un impianto per contenere le emissioni di anidride carbonica e limitare il riscaldamento del globo terrestre da costruire al largo di New York, in acque che appartengono territorialmente al New Jersey. L’ambizioso progetto – avanzato da una società immobiliare, la Scs Energy con sede a Concord, nel Massachussets – si incastra perfettamente nella questione più complessiva delle restrizioni volute da Barack Obama sulle emissioni di gas serra. Punto chiave della nuova politica ambientale americana che ha vissuto ieri un giorno decisivo, con il parere dell’Epa (l’agenzia Usa per la protezione dell’ambiente) che per la prima volta ha riconosciuto l’anidride carbonica ed altri sei gas serra come una «minaccia per la salute pubblica e per il benessere del Paese».

L’impianto sarebbe in grado di catturare circa il 90% delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalla Grande Mela per poi spingerle a 70 miglia lontano dalla costa. Il gas verrebbe quindi iniettato in una arenaria posta ad un miglio sotto l’oceano nella speranza che vi rimanga per miliardi di anni.
Da tempo gli esperti sostengono che la cattura di emissioni dalle centrali elettriche sono una tecnologia cruciale per limitare i cambiamenti climatici. Tuttavia, i costi elevati del progetto e l’incertezza scientifica hanno pesato su un eventuale progresso per quanto riguarda l’utilizzo delle tecniche anche se gli effetti del riscaldamento globale cominciano a farsi sentire in tutto il mondo.
Adesso la Scs Senergy sostiene non solo che è in grado di costruire l’impianto, il primo del genere al mondo, e quindi di farlo funzionare, ma anche di renderlo vantaggioso nonostante i costi che potrebbero sfiorare i 5 miliardi di dollari.
Se il progetto venisse realizzato potrebbe poi essere un modello da copiare in altri Paesi. Fino ad oggi la Norvegia è il solo Paese ad aver intrapreso fattivamente un ampio progetto di stoccaggio di gas tossici nel sottosuolo di Sleipner gas field, a 155 miglia dalla costa norvegese, nel mare del Nord. Un progetto in funzione già da tredici anni, ma che smaltisce appena un quarto della quantità di anidride carbonica da inabissare sotto le acque del New Jersey.
La chiave della proposta, che potrebbe essere esaminata a Washington, dove il presidente Barack Obama ha creato un team con l’incarico di valutare i piani relativi all’energia pulita, è la collocazione: un vecchio sito industriale vicino la costa di Linden, nel New Jersey, dall’altro lato di Staten Island.
La produzione di energia elettrica in questo sito permetterebbe all’azienda di venderla sui mercati più cari del Paese e l’iniezione di gas sotto il suolo dell’oceano, dove la pressione lo comprimerebbe, eliminerebbe i dubbi relativi all’incertezza che un simile progetto possa essere realizzato sul terreno.

Pubblicato in: ambiente, co2, emissioni di gas serra, riscaldamento del pianeta, riscaldamento globale | Lascia un commento »

CO2 : stivare la CO2 sotto l'oceano

Pubblicato da milionidieuro su 20 aprile 2009


Un impianto per contenere le emissioni di anidride carbonica e limitare il riscaldamento del globo terrestre da costruire al largo di New York, in acque che appartengono territorialmente al New Jersey. L’ambizioso progetto – avanzato da una società immobiliare, la Scs Energy con sede a Concord, nel Massachussets – si incastra perfettamente nella questione più complessiva delle restrizioni volute da Barack Obama sulle emissioni di gas serra. Punto chiave della nuova politica ambientale americana che ha vissuto ieri un giorno decisivo, con il parere dell’Epa (l’agenzia Usa per la protezione dell’ambiente) che per la prima volta ha riconosciuto l’anidride carbonica ed altri sei gas serra come una «minaccia per la salute pubblica e per il benessere del Paese».

L’impianto sarebbe in grado di catturare circa il 90% delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalla Grande Mela per poi spingerle a 70 miglia lontano dalla costa. Il gas verrebbe quindi iniettato in una arenaria posta ad un miglio sotto l’oceano nella speranza che vi rimanga per miliardi di anni.
Da tempo gli esperti sostengono che la cattura di emissioni dalle centrali elettriche sono una tecnologia cruciale per limitare i cambiamenti climatici. Tuttavia, i costi elevati del progetto e l’incertezza scientifica hanno pesato su un eventuale progresso per quanto riguarda l’utilizzo delle tecniche anche se gli effetti del riscaldamento globale cominciano a farsi sentire in tutto il mondo.
Adesso la Scs Senergy sostiene non solo che è in grado di costruire l’impianto, il primo del genere al mondo, e quindi di farlo funzionare, ma anche di renderlo vantaggioso nonostante i costi che potrebbero sfiorare i 5 miliardi di dollari.
Se il progetto venisse realizzato potrebbe poi essere un modello da copiare in altri Paesi. Fino ad oggi la Norvegia è il solo Paese ad aver intrapreso fattivamente un ampio progetto di stoccaggio di gas tossici nel sottosuolo di Sleipner gas field, a 155 miglia dalla costa norvegese, nel mare del Nord. Un progetto in funzione già da tredici anni, ma che smaltisce appena un quarto della quantità di anidride carbonica da inabissare sotto le acque del New Jersey.
La chiave della proposta, che potrebbe essere esaminata a Washington, dove il presidente Barack Obama ha creato un team con l’incarico di valutare i piani relativi all’energia pulita, è la collocazione: un vecchio sito industriale vicino la costa di Linden, nel New Jersey, dall’altro lato di Staten Island.
La produzione di energia elettrica in questo sito permetterebbe all’azienda di venderla sui mercati più cari del Paese e l’iniezione di gas sotto il suolo dell’oceano, dove la pressione lo comprimerebbe, eliminerebbe i dubbi relativi all’incertezza che un simile progetto possa essere realizzato sul terreno.

Pubblicato in: ambiente, co2, emissioni di gas serra, riscaldamento del pianeta, riscaldamento globale | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.