ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘ECO SOSTENIBILE’

ECO SOSTENIBILE: Samso l’isola a impatto zero

Pubblicato da milionidieuro su 3 giugno 2009


L’isola che c’è. Verde, sostenibile al 100%, indipendente dal punto di vista energetico, a emissioni zero. Samso, un lembo di terra a due ore di traghetto da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Nelle case immerse nel verde il frigorifero, la tv e tutti gli elettrodomestici sono alimentati con l’energia del vento e il riscaldamento va con il sole o con caldaie a trucioli di legno o paglia. Un bel cambiamento per questa minuscola isola bagnata dal Kattegat (il tratto di mare che separa la penisola danese dalla Svezia) che fino a dieci anni fa si riscaldava a nafta e importava il 100% dell’elettricità dalla terra ferma. Oggi i suoi 4400 abitanti producono più energia di quella che consumano. E grazie alle fonti rinnovabili che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità. La scelta cade su Samso, un’isola dedicata all’agricoltura e all’allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare alle superiori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più. In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «prima isola danese dell’energia rinnovabile» non è scontata. La municipalità è presa alla sprovvista, gli abitanti sono scettici. Ma c’è qualcuno che ci crede, Soren Hermansen. Nato da una famiglia di agricoltori Hermansen, abbandona l’isola a 16 anni per andare a studiare. Dopo diverse esperienze all’estero (fino in Nuova Zelanda) all’insegna dell’agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di promuovere i temi ambientali. Allora quarantenne si candida subito ed è il primo impiegato del progetto del governo. E gli altri? «Scuotevano la testa, erano scettici — spiega Hermansen, intervenuto a Milano all’assemblea di Assocasa, associazione detergenti e specialità per l’industria e la casa —. Non riusciremo mai, dicevano i miei conterranei, siamo troppo pochi». Lui non si dà per vinto, organizza riunioni su riunioni, non si scoraggia davanti al conservatorismo delle persone che alle sue sollecitazioni rispondono: «Non siamo hippy». L’ex agricoltore sa come convincere i suoi conterranei, con l’arma del risparmio. L’utilizzo dell’energia rinnovabile, spiega a tutti, cifre alla mano, è più conveniente (grazie anche a un piccolo sussidio governativo). E a poco a poco anche i più riottosi cambiano idea. Tanto che oltre oltre a un impianto offshore di 10 pale eoliche (a cui se ne aggiungono altri sulla terra ferma) e a un sistema di 2500 metri quadrati di pannelli solari nel Nord dell’isola (oltre a tre altre centrali) molti proprietari, di loro iniziativa, hanno sostituito le caldaie a olio combustibile con pompe di calore geotermiche, pannelli solari e stufe alimentate con segatura e pellet. «Siamo riusciti a coinvolgere tutti, imprenditori e contadini, persino le banche» dice Hermansen, oggi direttore della Energy Academy, una struttura (sostenibile al 100%), inaugurata nel 2006, come punto di riferimento per aziende, università e politici interessati all’esperienza dell’isola. E fonte di informazione e consulenza per gli abitanti «e i turisti, sempre più numerosi» (la Sardegna ha in corso una collaborazione con l’Accademia e qualche richiesta è arrivata anche da Puglia e Sicilia). Hermansen che passa almeno quattro mesi all’anno in giro per il mondo a raccontare di Samso (il settimanale Time l’ha inserito nella sua classifica 2008 degli «eroi per l’ambiente») non siede sugli allori. «Avevamo come target anche un risparmio di energia del 20% ma siamo arrivati solo al 10%». La sua spina sul fianco poi, sono i trasporti. «Io ho una macchina elettrica, ma solo per i piccoli spostamenti. Sarà la sfida dei prossimi anni: camion e auto alimentati dall’idrogeno generato dalle turbine eoliche» dice orgoglioso confidando nei progressi dell’industria dell’auto.

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GUIDA BLU: Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Pubblicato da milionidieuro su 30 maggio 2009


Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Sono queste le localita’ che guidano l’annuale classifica della Guida Blu di Legambiente edita dal Touring presentata oggi a Roma. Mare cristallino, paesaggi da cartolina, spiagge incantevoli e ben curate, ma anche arte, buona cucina e soprattutto rispetto della sostenibilita’ ambientale sono la ricetta per ottenere le ambite 5 vele che quest’anno ben 13 localita’ marittime italiane hanno ottenuto. Dopo le prime due posizioni, il terzo posto viene conquistato da Domus de Maria (Ca), al quarto la perla del Cilento, Pollica (Sa), al quinto Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007. Nel gruppo di testa compaiono ancora Castiglion della Pescaia (Gr), Nardo’ (Le), Baunei (Og), Ostuni (Br), l’isola di Salina (Eolie), Noto (Sr), San Vito lo Capo (Tp) e, infine, Posada (Nu).

A livello regionale e’ invece trionfo per la Sardegna, con una media di 3,4 vele per le sue localita’ costiere, seguita da Toscana (3,03), Puglia (3), Sicilia (2,63), Abruzzo (2,6), Campania (2,56), Basilicata e Marche a pari merito con una media 2,5 vele per localita’.

Undicesimo posto ma con meriti speciali per Noto (Sr) che e’ riuscita (unica in Sicilia) a darsi, prima che la regione legiferasse in materia, delle regole sull’istallazione di megaimpianti fotovoltaici ed eolici ”diventando un modello per l’assessorato regionale all’ambiente, e con il nuovo regolamento edilizio che incentiva efficienza energetica per case e strutture ricettive sostenibili promosso con la creazione del piu’ alto albero di natale d’Italia,”vivo” ed illuminato interamente con energia fotovoltaica”. inoltre, recita la Guida, ”l’offerta culturale, gia’ cospicua, e’ incrementata dalla finalmente fruibile Villa del Tellaro con mosaici tardo imperiali, dall’ apertura alle visite di palazzo Nicolaci con gli arredi ed atmosfere del ‘ 700 e di parte del collegio dei gesuiti destinato a palazzo della cultura. Nuovi sentieri e servizi sia pubblici che privati garantiscono una migliore fruizione delle aree naturali come a Noto Antica e i canyon vicini e le principali riserve naturali. Finalmente la lotta agli abusi edilizi e commerciali vede i primi frutti con l’avvio delle prime demolizioni”.

”Quelli che ogni estate suggeriamo come meta di vacanze nella Guida Blu -ha commentato Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente- sono luoghi che hanno scommesso sulla qualita’. Qualita’ nella gestione del territorio, nell’erogazione dei servizi, nella manutenzione dei centri storici, nell’offerta enogastronomica. Comuni a cinque vele che garantiscono una vacanza indimenticabile e che proprio grazie a queste caratteristiche sopravvivono alla crisi, perche’ la qualita’ italiana e’ un prodotto che non conosce flessioni”.

I nostri riconoscimenti sono frutto del lavoro svolto da Goletta Verde durante i suoi viaggi ma anche del patrimonio di conoscenze delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. La Sardegna e la Toscana – ha continuato Venneri – realizzano gia’ da tempo un lavoro esemplare in termini di sostenibilita’ e tutela ambientale che emerge anche in questa edizione dove troviamo inoltre un netto miglioramento della Sicilia e della Puglia. Le localita’ a 5 vele, oltre che per l’eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, continuano a distinguersi per l’impegno nella salvaguardia del paesaggio e del litorale e soprattutto per tante iniziative di sviluppo dei servizi e di valorizzazione e tutela del territorio”.

Anche quest’anno Guida Blu non dimentica gli amanti dell’acqua dolce e dedica una sezione ancora piu’ dettagliata alle localita’ sui laghi. Sono tre quelle che conquistano le 5 vele: Appiano sulla strada del vino (BZ) in Trentino Alto Adige sul Lago di Monticolo, Fie’ allo Sciliar (BZ) sempre in Trentino Alto Adige sul Lago di Fie’ e Massa Marittima (GR) in Toscana sul Lago dell’Accesa.

Tornando al mare, nell’estate 2009, per il secondo anno in vetta troviamo l’Isola del Giglio (Gr) che conquista il gradino piu’ alto del podio per l’ottima sostenibilita’ e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilita’ sostenibile. Tra i motivi del riconoscimento l’aver intensificato le corse dei mezzi pubblici che ora viaggiano anche di notte e con frequenze estive a partire da aprile. Esteso anche al mese di luglio (prima era solo per agosto) il divieto di accesso ai veicoli di proprietari che non pernottano almeno 4 gg. Sono aumentate anche ”strisce” blu e parcheggi e sono stati ripristinati ben 28 sentieri per trekking sull’isola. Sempre significativo l’impegno per la salvaguardia e la sostenibilita’ dell’isola di Giannutri che rappresenta una delle aree piu’ particolari ed interessanti dal punto di vista naturalistico dell’Arcipelago Toscano.

La seconda posizione e’ detenuta dai tre comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria, ovvero Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Il Parco ha consolidato un equilibrio virtuoso tra sviluppo economico legato alle tipicita’ locali e prodotti della terra ”strappata al mare” e alla protezione, tutela e mantenimento di un paesaggio creato dall’uomo e per questo bisognoso di continua cura.

Domus de Maria (Ca) che si posiziona al terzo posto, oltre che per la bellezza delle sue spiagge spicca per l’efficacia del progetto di salvaguardia delle dune con passerelle di accesso all’arenile, parcheggi, raccolta rifiuti, segnaletica e protezione con staccionate.

La perla del Cilento, Pollica (Sa), con le localita’ costiere Acciaroli e Pioppi, unica realta’ campana al vertice della classifica, si posiziona a ridosso del podio. Oltre al lavoro svolto per la conservazione del paesaggio che ha caratterizzato l’azione del Comune di Pollica, nell’ultimo anno, l’amministrazione ha dato vita a tre iniziative che vanno nella direzione di una migliore sostenibilita’ ambientale e di un’offerta di qualita’ soprattutto verso le fasce deboli.

Sempre in Maremma il quinto posto conquistato da Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007, per l’ottimo livello di sostenibilita’ e per la tutela dell’area costiera e del territorio aperto (ambiente, paesaggio, economia rurale e agricoltura). Molte le iniziative rivolte alla promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Segue Castiglion della Pescaia (Gr) che ha un litorale costiero che si mantiene in buone condizioni grazie a progetti di conservazione in particolare rivolti all’ecosistema dunale. E poi per la promozione della mobilita’ sostenibile e realizzazione di parcheggi scambiatori ‘lasci l’auto – prendi la bici’ e per l’impegno sul fronte energie rinnovabili e raccolta differenziata nei confronti dei cittadini. Attenzione anche sul fronte della mobilita’ sostenibile con progetti di ampliamento dell’offerta di piste ciclabili sia nel capoluogo comunale che nella frazione di Punta Ala.

Nardo’ (Le), settima, si e’ distinta per l’istituzione del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento, che rappresenta una delle piu’ importanti opere di tutela e fruizione tra i parchi della provincia e dove il Centro visite diverra’ un percorso multisensoriale, con la stanza della vista, dell’udito, dell’olfatto, del tatto e del gusto. Baunei (Og), si posiziona ottava, per l’impegno profuso nella conservazione del suo litorale di grande valenza naturalistica esteso per oltre trenta chilometri caratterizzato da scogliere interrotte da alcune spiagge di grande suggestione (Cala Luna, Goloritze’, Sisine).

Al nono un’altra pugliese, Ostuni (Br) che negli ultimi anni ha attuato una serie di interventi che rientrano in una logica di sostenibilita’.

Decima la siciliana Isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, che pur in presenza di un notevole flusso turistico, conserva il fascino tipico di un luogo nel quale si sente forte il legame con la storia e con la cultura dei suoi abitanti, raccontata dalle sobrie architetture dei paesi, dalle collezioni di oggetti legati alle attivita’ marinare o dalle pratiche agricole ancor oggi capaci di fornire prodotti di assoluta eccellenza come i capperi ed il vino. In questi ultimi anni, e’ stata sede di interessanti iniziative di sensibilizzazione ambientale portate avanti dalle amministrazioni locali, come a la pulizia dei fondali promossa dal comune di Santa Marina Salina.

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GUIDA BLU: Al primo posto l'Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre

Pubblicato da milionidieuro su 30 maggio 2009


Al primo posto l’Isola del Giglio, seguono tre comuni liguri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre: Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Sono queste le localita’ che guidano l’annuale classifica della Guida Blu di Legambiente edita dal Touring presentata oggi a Roma. Mare cristallino, paesaggi da cartolina, spiagge incantevoli e ben curate, ma anche arte, buona cucina e soprattutto rispetto della sostenibilita’ ambientale sono la ricetta per ottenere le ambite 5 vele che quest’anno ben 13 localita’ marittime italiane hanno ottenuto. Dopo le prime due posizioni, il terzo posto viene conquistato da Domus de Maria (Ca), al quarto la perla del Cilento, Pollica (Sa), al quinto Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007. Nel gruppo di testa compaiono ancora Castiglion della Pescaia (Gr), Nardo’ (Le), Baunei (Og), Ostuni (Br), l’isola di Salina (Eolie), Noto (Sr), San Vito lo Capo (Tp) e, infine, Posada (Nu).

A livello regionale e’ invece trionfo per la Sardegna, con una media di 3,4 vele per le sue localita’ costiere, seguita da Toscana (3,03), Puglia (3), Sicilia (2,63), Abruzzo (2,6), Campania (2,56), Basilicata e Marche a pari merito con una media 2,5 vele per localita’.

Undicesimo posto ma con meriti speciali per Noto (Sr) che e’ riuscita (unica in Sicilia) a darsi, prima che la regione legiferasse in materia, delle regole sull’istallazione di megaimpianti fotovoltaici ed eolici ”diventando un modello per l’assessorato regionale all’ambiente, e con il nuovo regolamento edilizio che incentiva efficienza energetica per case e strutture ricettive sostenibili promosso con la creazione del piu’ alto albero di natale d’Italia,”vivo” ed illuminato interamente con energia fotovoltaica”. inoltre, recita la Guida, ”l’offerta culturale, gia’ cospicua, e’ incrementata dalla finalmente fruibile Villa del Tellaro con mosaici tardo imperiali, dall’ apertura alle visite di palazzo Nicolaci con gli arredi ed atmosfere del ‘ 700 e di parte del collegio dei gesuiti destinato a palazzo della cultura. Nuovi sentieri e servizi sia pubblici che privati garantiscono una migliore fruizione delle aree naturali come a Noto Antica e i canyon vicini e le principali riserve naturali. Finalmente la lotta agli abusi edilizi e commerciali vede i primi frutti con l’avvio delle prime demolizioni”.

”Quelli che ogni estate suggeriamo come meta di vacanze nella Guida Blu -ha commentato Sebastiano Venneri vicepresidente nazionale di Legambiente- sono luoghi che hanno scommesso sulla qualita’. Qualita’ nella gestione del territorio, nell’erogazione dei servizi, nella manutenzione dei centri storici, nell’offerta enogastronomica. Comuni a cinque vele che garantiscono una vacanza indimenticabile e che proprio grazie a queste caratteristiche sopravvivono alla crisi, perche’ la qualita’ italiana e’ un prodotto che non conosce flessioni”.

I nostri riconoscimenti sono frutto del lavoro svolto da Goletta Verde durante i suoi viaggi ma anche del patrimonio di conoscenze delle centinaia di gruppi locali di Legambiente. La Sardegna e la Toscana – ha continuato Venneri – realizzano gia’ da tempo un lavoro esemplare in termini di sostenibilita’ e tutela ambientale che emerge anche in questa edizione dove troviamo inoltre un netto miglioramento della Sicilia e della Puglia. Le localita’ a 5 vele, oltre che per l’eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, continuano a distinguersi per l’impegno nella salvaguardia del paesaggio e del litorale e soprattutto per tante iniziative di sviluppo dei servizi e di valorizzazione e tutela del territorio”.

Anche quest’anno Guida Blu non dimentica gli amanti dell’acqua dolce e dedica una sezione ancora piu’ dettagliata alle localita’ sui laghi. Sono tre quelle che conquistano le 5 vele: Appiano sulla strada del vino (BZ) in Trentino Alto Adige sul Lago di Monticolo, Fie’ allo Sciliar (BZ) sempre in Trentino Alto Adige sul Lago di Fie’ e Massa Marittima (GR) in Toscana sul Lago dell’Accesa.

Tornando al mare, nell’estate 2009, per il secondo anno in vetta troviamo l’Isola del Giglio (Gr) che conquista il gradino piu’ alto del podio per l’ottima sostenibilita’ e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilita’ sostenibile. Tra i motivi del riconoscimento l’aver intensificato le corse dei mezzi pubblici che ora viaggiano anche di notte e con frequenze estive a partire da aprile. Esteso anche al mese di luglio (prima era solo per agosto) il divieto di accesso ai veicoli di proprietari che non pernottano almeno 4 gg. Sono aumentate anche ”strisce” blu e parcheggi e sono stati ripristinati ben 28 sentieri per trekking sull’isola. Sempre significativo l’impegno per la salvaguardia e la sostenibilita’ dell’isola di Giannutri che rappresenta una delle aree piu’ particolari ed interessanti dal punto di vista naturalistico dell’Arcipelago Toscano.

La seconda posizione e’ detenuta dai tre comuni del Parco Nazionale delle Cinque Terre in Liguria, ovvero Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Il Parco ha consolidato un equilibrio virtuoso tra sviluppo economico legato alle tipicita’ locali e prodotti della terra ”strappata al mare” e alla protezione, tutela e mantenimento di un paesaggio creato dall’uomo e per questo bisognoso di continua cura.

Domus de Maria (Ca) che si posiziona al terzo posto, oltre che per la bellezza delle sue spiagge spicca per l’efficacia del progetto di salvaguardia delle dune con passerelle di accesso all’arenile, parcheggi, raccolta rifiuti, segnaletica e protezione con staccionate.

La perla del Cilento, Pollica (Sa), con le localita’ costiere Acciaroli e Pioppi, unica realta’ campana al vertice della classifica, si posiziona a ridosso del podio. Oltre al lavoro svolto per la conservazione del paesaggio che ha caratterizzato l’azione del Comune di Pollica, nell’ultimo anno, l’amministrazione ha dato vita a tre iniziative che vanno nella direzione di una migliore sostenibilita’ ambientale e di un’offerta di qualita’ soprattutto verso le fasce deboli.

Sempre in Maremma il quinto posto conquistato da Capalbio (Gr), vincitrice dell’edizione 2007, per l’ottimo livello di sostenibilita’ e per la tutela dell’area costiera e del territorio aperto (ambiente, paesaggio, economia rurale e agricoltura). Molte le iniziative rivolte alla promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali.

Segue Castiglion della Pescaia (Gr) che ha un litorale costiero che si mantiene in buone condizioni grazie a progetti di conservazione in particolare rivolti all’ecosistema dunale. E poi per la promozione della mobilita’ sostenibile e realizzazione di parcheggi scambiatori ‘lasci l’auto – prendi la bici’ e per l’impegno sul fronte energie rinnovabili e raccolta differenziata nei confronti dei cittadini. Attenzione anche sul fronte della mobilita’ sostenibile con progetti di ampliamento dell’offerta di piste ciclabili sia nel capoluogo comunale che nella frazione di Punta Ala.

Nardo’ (Le), settima, si e’ distinta per l’istituzione del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento, che rappresenta una delle piu’ importanti opere di tutela e fruizione tra i parchi della pr
ovincia e dove il Centro visite diverra’ un percorso multisensoriale, con la stanza della vista, dell’udito, dell’olfatto, del tatto e del gusto. Baunei (Og), si posiziona ottava, per l’impegno profuso nella conservazione del suo litorale di grande valenza naturalistica esteso per oltre trenta chilometri caratterizzato da scogliere interrotte da alcune spiagge di grande suggestione (Cala Luna, Goloritze’, Sisine).

Al nono un’altra pugliese, Ostuni (Br) che negli ultimi anni ha attuato una serie di interventi che rientrano in una logica di sostenibilita’.

Decima la siciliana Isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, che pur in presenza di un notevole flusso turistico, conserva il fascino tipico di un luogo nel quale si sente forte il legame con la storia e con la cultura dei suoi abitanti, raccontata dalle sobrie architetture dei paesi, dalle collezioni di oggetti legati alle attivita’ marinare o dalle pratiche agricole ancor oggi capaci di fornire prodotti di assoluta eccellenza come i capperi ed il vino. In questi ultimi anni, e’ stata sede di interessanti iniziative di sensibilizzazione ambientale portate avanti dalle amministrazioni locali, come a la pulizia dei fondali promossa dal comune di Santa Marina Salina.

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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL’ENERGIA è prodotta da rinnovabili

Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009


L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.

In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.

L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.

“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.

Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.

L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.

Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.

Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.

L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.

Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.

Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).

Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).

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ENERGIE RINNOVABILI: IN EUROPA I L 15% DELL'ENERGIA è prodotta da rinnovabili

Pubblicato da milionidieuro su 23 maggio 2009


L’Europa e’ leader nelle tecnologie per l’ambiente e le fonti di energia rinnovabili. Il 15% dell’elettricita’ nel Vecchhio continente e’ infatti prodotta da rinnovabili. E l’eolico si conquista il primo posto con una capacita’ installata di 65 GW. Dal 2000 al 2007 la capacita’ installata di fonti rinnovabili a livello globale e’ piu’ che raddoppiata con investimenti complessivi che nel 2007 hanno raggiunto i 160 miliardi di dollari. Nel triennio 2005-2007 il successo delle rinnovabili e’ stato trainato dalla forte accelerazione dei tassi di crescita dell’eolico e del solare che hanno aumentato il proprio valore rispettivamente di oltre tre volte e oltre dodici volte. E anche in Italia il settore delle rinnovabili ha registrato un andamento di crescita, passando dai circa 17mila Mw di potenza installata nel 1997 ai circa 24mila del 2007.

In Europa, lo stimolo allo sviluppo delle rinnovabili e’ arrivato dal Pacchetto Clima che fissa per gli stati membri un target al 2020 di produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali (per l’Italia 17%). Nel periodo 1996-2006 la produzione di energia elettrica dell’Europa (Ue 27) segna un incremento del 44% passando da 88 a 127 Mtoe (milioni di tonnellate di petrolio equivalente). Nel 2006 le fonti rinnovabili arrivano a coprire appunto il 15% dell’energia elettrica in Europa.

L’area di maggior crescita e’, dunque, rappresentata dall’energia eolica che a fine 2008 raggiunge una capacita’ installata di circa 65 GW nell’UE 27 producendo 142 TWh di elettricita’, pari al 4,2% del fabbisogno europeo secondo. E ancora. L’anno scorso in Europa e’ stata installata nuova capacita’ proveniente da energia eolica per circa 8.500 MW, ponendo per la prima volta questa fonte come capofila nella produzione di elettricita’ rispetto alle fonti tradizionali. Il bilancio arriva dagli esperti presenti al convegno “Le innovazioni ambientali ed energetiche nella dinamica economica” organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Fondazione Edison. Un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni dei piu’ illustri scienziati a livello europeo.

“La riduzione delle emissioni di anidride carbonica e’ un impegno che i governi devono perseguire con sempre maggiore determinazione” ha sottolineato il Presidente della Fondazione Edison e Amministratore Delegato di Edison, Umberto Quadrino a conclusione dei lavori. “Affinche’ tutto questo si trasformi in azione concreta su larga scala, con importanti investimenti da parte delle imprese, e’ necessario -ha detto ancora Quadrino- che si vada a definire un quadro normativo e un meccanismo di incentivazione stabili, in grado di sostenere lo sforzo di quei soggetti che investono nelle produzioni da fonti rinnovabili e nel loro sviluppo tecnologico”.

Per Quadrino, inoltre, “l’impulso alle energie rinnovabili potrebbe inoltre rappresentare un importante fattore di rilancio economico, essendo un settore con enormi potenzialita’ di sviluppo”. Guardando quindi al fronte italiano, secondo gli esperti riuniti da Accademia dei Lincei e Edison, il settore italiano delle rinnovabili ha registrato un buon andamento di crescita passando da circa 17.000 MW potenza installata nel 1997 a circa 24.000 MW nel 2007. La ripartizione della capacita’ installata nel 2007 vede in prima fila l’idroelettrico con 17.459 MW seguito dall’eolico con 3.736 MW, fotovoltaico con 417 MW e a seguire biomasse e geotermico.

L’eolico, in particolare, ha registrato nel 2008 un anno record nelle installazioni grazie a nuovi 1.010 MW di capacita’. Anche l’installazione di impianti solari fotovoltaici ha subito una forte accelerazione a partire dal 2007, in seguito soprattutto all’attivazione del nuovo conto energia introdotto dal DM 19/02/07. Al 31 dicembre 2008 la capacita’ installata nel fotovoltaico era di 425 MW rispetto ai10 MW degli anni 2000.Alcune valutazioni del Governo Italiano (Position Paper 2007) quantificano il potenziale massimo di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia all’anno 2020 in un ammontare complessivo di 24,5 Mtoe, che corrisponde a una produzione aggiuntiva di circa 54 TWh rispetto al 2005.

Secondo il bilancio tracciato da Edison e Accademia dei Lince, l’incremento porterebbe il contributo della produzione da fonti rinnovabili sul totale della produzione elettrica nazionale dal 15% del 2005 al 25% circa nel 2020. Dal Position Paper si rileva la forte concentrazione sulle biomasse e i biofuels che dovrebbero coprire circa il 60% del potenziale massimo di sviluppo delle rinnovabili. Volumi che, secondo molti studi, sono “difficilmente raggiungibili con le sole biomasse nazionali e bisognerebbe fare massiccio ricorso alle biomasse di importazione”.

Il freno principale allo sviluppo delle biomasse in Italia e’ determinato dall’impossibilita’ di stringere con gli agricoltori contratti di fornitura di lungo periodo.I costi per sostenere il piano di sviluppo delle rinnovabili sono elevati, vista la necessita’ di garantire un adeguato livello di incentivazione per rendere ogni tecnologia da fonte rinnovabile competitiva con la produzione da fonte fossile, ad esempio il ciclo combinato a gas. L’incentivazione necessaria per 54 TWh di produzione aggiuntiva al 2020 e’ compresa, a seconda del meccanismo di incentivazione scelto, tra i 6 e i 9 miliardi di euro all’anno. Molte le aree con maggiori potenzialita’ nel nostro Paese.

L’idroelettrico di grande taglia e’ sostanzialmente saturo, con alcune possibilita’ per quel che riguarda invece gli impianti di piccolo calibro. La stima e’ una crescita massima a 20.200 MW dagli attuali 17.459. Per l’eolico esistono buone possibilita’ di sviluppo e per il 2020 si prevede la possibilita’ di raggiungere una capacita’ complessiva di 12.000 MW, comprensiva di impianti off-shore. Molti pero’ sono gli ostacoli al pieno sfruttamento del potenziale eolico. E ancora.

Come rileva il Gse, le barriere alla realizzazione di nuovi impianti sono riconducibili a difficolta’ autorizzative, sono infatti numerosi per il Gse i casi di veti posti dalle amministrazioni locali allo sviluppo dei parchi eolici sul territorio nazionale e a problemi di coordinamento degli enti locali responsabili dei piani territoriali, energetici ed ambientali. Il solare potrebbe essere un campo di grande innovazione tecnologica, con la messa a punto del solare termodinamico, oggi ancora in fase di sperimentazione. Il target al 2020 e’ di 8.500 MW da fotovoltaico e 1.000 MW da solare termodinamico.

Le previsioni per le biomasse puntano infine a raggiungere al 2020 una capacita’ di oltre 2,400 MW mentre per il geotermico e le maree il potenziale stimato e’ di complessivamente 2.100 MW. Insieme all’Ad di Edison Umberto Quadrino, al convegno hanno partecipato Alberto Quadrio Curzio (Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Edison), Paul Elkins (King’s College, London), Nick Johnstone (Oecd Environment Directorate), Stephen Smith (University College, London), Rene’ Kemp (Unu-Merit, Maastricht), Roberto Zoboli (Universita’ Cattolica di Milano), Massimiliano Mozzanti (Universita’ degli Studi di Ferrara).

Con loro anche Marco Fortis (Fondazione Edison e Universita’ Cattolica Milano), Anil Markandya (University of Bath), Klaus Rennings (Centre for European Economic Research ZEW), Frank J. Convery (School of Geography, Dublin), Corrado Giacomini (Giacomini S.p.A), Beatrix Yordi (EACI), Horst Soboll (European Research Area).

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I residui delle banane possono essere convertiti in barrette da bruciare per cucinare oltre che per illuminare e riscaldare gli ambienti.

Pubblicato da milionidieuro su 18 maggio 2009


Di combustibili verdi si è già parlato abbondantemente, ma il futuro dell’Africa, è questa l’ultima novità in campo energetico, sta nei combustibili “gialli”.Joel Chaney, un giovanissimo ricercatore ’dell’Università inglese di Nottingham, ha infatti trovato un modo per trasformare le bucce di banana in energia.
Grazie a un procedimento molto semplice, i residui delle banane possono essere convertiti in barrette da bruciare per cucinare oltre che per illuminare e riscaldare gli ambienti. Utilizzando questo metodo i Paesi africani potrebbero significativamente ridurre la quantità di legname bruciata ogni anno -in Rwanda, Tanzania e Burundi, principali produttori di banane del continente, l’80 per cento della fornitura energetica annuale è garantita dal legname-, che a sua volta permetterebbe di contenere l’aumento del tasso di deforestazione, con benefici innegabili per il riscaldamento globale.
Chaney ha pensato all’Africa proprio per la presenza di abbondanti coltivazioni di banane. In Rwanda, ad esempio, sono usate per produrre vino e birra oltre che come frutta. Inoltre, la ricetta dei combustibili gialli necessita solo dell’utilizzo delle parti non commestibili della pianta. E se si pensa che per ottenere una tonnellata di banane se ne producono circa dieci di rifiuti, l’utilità di riutilizzarli risulta ancora più evidente.
Chaney racconta di aver avuto l’intuizione del combustibile giallo proprio in occasione di un viaggio in Rwanda. La ricetta è elementare: “sfruttando le proprietà collanti delle banane, bucce e foglie andate a male vanno impastate in una poltiglia cui va aggiunta un po’ di segatura, il composto va poi pressato per eliminare i liquidi e messo ad essiccare al sole per un paio di settimane”.
Per produrre le barrette di energia gialla non servono macchinari tecnologicamente avanzati né un know how particolare: “ecco perché l’Africa riuscirà a trarre vantaggi dalla nostra scoperta”, commenta Mike Clifford, supervisore di Chaney al dipartimento di ingegneria di Nottingham, lodando il suo laboratorio per aver sempre cercato di studiare soluzioni semplici e accessibili per i problemi basilari delle popolazioni di tutto il mondo.

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salute: sesso eco-sostenibile

Pubblicato da milionidieuro su 13 maggio 2009


Impegnati come siamo a mangiare cibi provenienti da agricoltura biologica, usare cosmetici naturali o rispolverare la vecchia bici, parcheggiando definitivamente auto o moto, nel tentativo di salvare il Pianeta, non pensiamo mai che anche il sesso inquina. Un esempio? Un recente studio anglosassone ha dimostrato che nel Regno Unito vengono smaltiti impropriamente ogni anno circa cento milioni di preservativi. Cosa possiamo fare? Una risposta la troviamo su www.greenme.it. La rivista web di lifestyle sostenibile pubblica infatti una sorta di vademecum per il sesso eco-sostenibile.

CONDOM E VIBRATORI ECO-FRIENDLY – Dai consigli su cosa mangiare (meglio afrodisiaci e succhi naturali) a quelli per chi ama fare la doccia col partner, sono numerosissime le indicazioni che Greenme.it offre a quanti vogliono rispettare l’ambiente anche «a letto». La guida indica nei «preservativi eco-friendly» il modo migliore per proteggersi da infezioni e virus, abbattendo l’impatto sull’ambiente. E invita a fare attenzione anche all’uso di giocattoli erotici (che in generale sarebbero da evitare se si vuole proteggere la propria salute e quella del Pianeta). Le percentuali di ftalati – sostanze altamente tossiche ed inquinanti – in questo genere di prodotti infatti è tanto elevata da avere innescato una campagna di Greenpeace per il bando di questi materiali nella Comunità Europea. Gli appassionati del genere hanno però la possibilità di scegliere giocattoli erotici facendo attenzione ai materiali (che dovrebbero essere indicati sull’etichetta): meglio prediligere quelli in caucciù, cristallo, lattice o altri materiali naturali. Senza contare che esistono giocattoli con batterie ricaricabili anche se l’ultima frontiera sono i vibratori ad energia solare, un ottimo modo per salvare tonnellate di batterie.

L’INTIMO E LE CURE DI BELLEZZA – Non mancano poi consigli sulla scelta dell’intimo e le cure di bellezza: «Onde evitare defaillance sul più bello e per “sentirsi a posto” anche con l’ambiente – suggerisce Greenme.it – meglio conoscere prima» com’è fatta la nostra lingerie e scegliere rigorosamente quella sostenibile, a base di cotone biologico o materiali a basso impatto ambientale come la soia o il bambù. Infine le cure di bellezza che precedono ogni incontro galante: per gli uomini Greenme.it consiglia rasoi con lame reciclabili in luogo di quelli usa e getta. In alternativa si possono comprare rasoi in plastica riciclata. Per le signore, invece, si consiglia una depilazione permanente per evitare cerette o creme, altamente inquinanti.

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