ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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Archivio per la categoria ‘donne’

PAPILLOMAVIRUS: PREVENZIONE ”UNDERGROUND”

Pubblicato da milionidieuro su 6 giugno 2009


Viaggiare in metropolitana aiuta a prevenire il Papillomavirus. Non e’ il risultato di un nuovo studio scientifico, ma la base della nuova ed originale campagna di sensibilizzazione contro il tumore del collo dell’utero promossa dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), che ha deciso di entrare in contatto con le italiane attraverso un mezzo straordinario per capillarita’ come la metropolitana. Dall’8 giugno nei vari ”info-point”, che saranno installati nelle principali stazioni, sara’ distribuito un volumetto informativo scritto da Mario Sideri e Umberto Veronesi: ”Scegli la prevenzione.

Il tumore del collo dell’utero e altre patologie da Papillomavirus (HPV)”. Le donne che viaggiano in metropolitana sono un numero davvero enorme. Vivono principalmente in citta’, ma non solo. Infatti sono state scelte per l’iniziativa stazioni che raccolgono viaggiatrici provenienti dall’hinterland e da studentesse universitarie.

Questo per raggiungere anche le ragazze, le piu’ colpite da questo virus. Il volume, edito da Percorsi editoriali, contiene le informazioni principali relative al tumore del collo dell’utero, alle sue cause (virus HPV) e agli strumenti di prevenzione, dai nuovi test di identificazione del virus alla vaccinazione. Le stazioni coinvolte a partire dall’8 giugno saranno: a Milano Cadorna, S. Ambrogio, Loreto, Garibaldi, Centrale e Bisceglie; a Roma Tiburtina, Policlinico, Termini, San Paolo, Flaminio e Anagnina; a Napoli Museo, Dante e Vanvitelli. Successivamente l’iniziativa proseguira’ interessando anche altre Regioni.

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Orgasmo femminile: questione di geni

Pubblicato da milionidieuro su 5 giugno 2009


Dell’orgasmo femminile si sa molto ma non tutto. E mentre quelle che lo provano assicurano che non è affatto male, alcuni evoluzionisti si stanno ancora domandando quale sia la sua funzione. Ecco cosa dice la scienza.

Le sarà piaciuto? Che faccio, glielo chiedo? E se sul più lei bello fa finta, come me ne accorgo? Sono solo alcune delle domande, tipicamente maschili, che circondano con un alone di mistero l’orgasmo femminile. Ma negli ultimi anni la scienza ha demistificato e compreso, almeno alcuni, degli aspetti più caratteristici del piacere di lei. In un recente articolo pubblicato sulla rivista New Scientist si cerca di fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne. Il punto G esiste, ci sono le prove. Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell’interessata orgasmi intensissimi. L’esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito lo scorso anno un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all’università de L’Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l’orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre.

Sul più bello lei non capisce più nulla. Durante l’orgasmo lei non è più in grado di connttere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello “si spengono”, comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.
Molte donne non lo provano. Secondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l’orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l’anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.

Tutta questione di geni. Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l’orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l’orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra essere fondamentale.

La tecnologia dà una mano. Il rimedio estremo all’anorgasmia è tutto tecnologico e si chiama “Orgasmatron”, come il famoso marchingegno che compare nel film Sleeper, di Woody Allen. Si tratta di un impianto spinale che stimola la donna “al momento giusto” e si controlla con un telecomando. È stato ideato nel 2006 dal dottor Dr. Stuart Meloy, un medico americano che qualche anno prima aveva impiantato alcuni elettrodi nelle vertebre lombari di una paziente per curare un dolore cronico alle gambe. La stimolazione elettrica aveva però scatenato nella donna reazioni… piacevolmente inattese. Nonostante le difficoltà inziali a trovare dei soggetti disposti alla sperimentazione, il dispositivo e il protocollo terapeutico ad esso associato sono attualmente in fase di sviluppo.

Il mistero continua. Dal punto di vista evolutivo l’orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un “incidente evolutivo” come i capezzoli dell’uomo. Che resistono solo perchè non c’è nessuna buona ragione per farli sparire.
fonte:focus.it

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Aids: test hiv veloce da saliva e principio te’ protegge donne

Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009


Nel te’ verde c’e’ un principio attivo che puo’ aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e’ inseribile nelle creme vaginali e puo’ costituire una barriera all’Hiv. A farlo sapere e’ l’Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell’Universita’ di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).

A Londra fare il test per l’Hiv e’ ora piu’ facile. Analizzando la saliva e’ possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l’Aids. Il test, gia’ in uso negli Stati Uniti, e’ stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e’ la prima citta’ ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell’organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l’Hiv.

Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu’ importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell’Unita’ di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra’ continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l’Aids. Obiettivo: bloccare la via d’ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta – spiega una nota dell’ospedale lombardo – si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita’ del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l’equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e’ ridondante e identica in tutti gli individui. Cio’ esclude il problema della variabilita’ e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra’ i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera’ un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l’anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l’efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e’ l’unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest’anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del ‘Grand Challenge Explorations’, iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.

LEGGI ANCHE:
AIDS: Speranze per vaccino Aids, creato un anticorpo hi-tech che combatte il virus nelle scimmie
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Aids: test hiv veloce da saliva e principio te' protegge donne

Pubblicato da milionidieuro su 21 maggio 2009


Nel te’ verde c’e’ un principio attivo che puo’ aiutare le donne a cautelarsi dal virus Hiv trasmesso per via sessuale. In forma concentrata la sostanza e’ inseribile nelle creme vaginali e puo’ costituire una barriera all’Hiv. A farlo sapere e’ l’Istituto Heinriche-Pette di Virologia e Immunologia sperimentale dell’Universita’ di Amburgo, che sta per pubblicare lo studiosu PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America).

A Londra fare il test per l’Hiv e’ ora piu’ facile. Analizzando la saliva e’ possibile sapere in soli 20 minuti se si ha l’Aids. Il test, gia’ in uso negli Stati Uniti, e’ stato approvato dal servizio sanitario nazionale (Nhs) e Londra e’ la prima citta’ ad offrire questo servizio. Con uno speciale spazzolino da denti, si prende un campione di saliva e gli indicatori che sono sul tampone segnalano se nell’organismo si sono sviluppati gli anticorpi contro l’Hiv.

Ha ricevuto il sostegno di una delle fondazioni piu’ importanti del mondo: la Bill and Melinda Gates Foundation. E adesso Lucia Lopalco, ricercatrice dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano (responsabile dell’Unita’ di immunobiologia di Hiv della Divisione di immunologia, trapianti e malattie infettive), con i 100 mila dollari ricevuti in premio per il carattere innovativo della sua ricerca potra’ continuare il suo progetto: mettere a punto un vaccino hi-tech contro l’Aids. Obiettivo: bloccare la via d’ingresso nelle cellule al virus Hiv, grazie a un anticorpo che riconosce la proteina CCR5 principale corecettore del virus. Per la prima volta – spiega una nota dell’ospedale lombardo – si vuole produrre un vaccino che invece di dirigersi direttamente al virus colpisca la proteina cellulare utilizzata dallo stesso. La grande variabilita’ del virus non consente infatti, attualmente, di avere un vaccino efficace basato sulla generazione di anticorpi neutralizzanti. Il nuovo approccio a cui sta lavorando l’equipe diretta da Lopalco permette invece di indirizzarsi verso una proteina specifica, che e’ ridondante e identica in tutti gli individui. Cio’ esclude il problema della variabilita’ e rende quindi questo vaccino utilizzabile da tutti. Se dopo un anno di ricerche, sostenute grazie alla somma ricevuta, il gruppo di Lopalco otterra’ i risultati attesi, la Bill and Melinda Gates Foundation riconoscera’ un ulteriore finanziamento: un milione di dollari l’anno per due anni, che verranno utilizzati per testare in vivo sui primati l’efficacia di questo nuovo approccio. Lopalco e’ l’unica italiana tra i nove europei a vincere uno degli 81 premi assegnati quest’anno dalla fondazione statunitense nella seconda edizione del ‘Grand Challenge Explorations’, iniziativa nata per sostenere gli scienziati di tutto il mondo a sperimentare vie concrete, ma insondate, per il miglioramento della salute nei Paesi in via di sviluppo.

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orgasmo femminile: è tutta questione di intelligenza

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


Secondo uno studio britannico le donne che sanno gestire meglio le proprie emozioni e i propri sentimenti hanno più orgasmi rispetto alle altre.

Le donne con l’intelligenza emozionale più sviluppata godono di più. O almeno hanno più orgasmi. È questo il risultato di un singolare studio condotto in Gran Bretagna su più di 1000 coppie di gemelle. L’intelligenza emozionale è la capacità di controllare e gestire le emozioni e i sentimenti propri e altrui. Lo studio ha evidenziato che un basso livello di intelligenza emotiva, nelle donne è spesso correlato a problemi di orgasmo.
Ricerca hot. I ricercatori hanno chiesto a oltre 2000 gemelle tra i 18 e gli 83 anni di compilare un questionario sulla loro vita sessuale e di rispondere ad alcune domande per misurare il loro livello di intelligenza emotiva. Le donne che si sono classificate nel 25% più basso della classifica hanno manifestato un rischio di disturbi legati all’orgasmo fino a due volte più alto rispetto alla media. Secondo Andrea Burri, psicologa al King’s College di Londra, l’intelligenza emotiva sembra essere in grado di influenzare la capacità della donna di comunicare al partner i propri desideri sotto le lenzuola. E questo influenza in modo determinante la sua capacità di raggiungere l’orgasmo.

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SALUTE: SISTEMA IMMUNITARIO, QUELLO DELLE FEMMINE è PIù FORTE

Pubblicato da milionidieuro su 13 maggio 2009


Virus e batteri farebbero bene a tenersi alla larga dalle donne. Almeno per quanto riguarda le difese immunitarie, il sesso debole e’ piu’ forte di quello maschile. Lo dimostra uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS): gli anticorpi ”rosa” sono piu’ agguerriti. Merito degli estrogeni, che rendono l’organismo piu’ reattivo agli attacchi dei batteri. E merito, ipotizzano i ricercatori, dell’evoluzione, che ha donato alla donna difese piu’ forti per consentire alla specie-uomo di progredire. Gli ormoni sessuali femminili sono in grado di bloccare la produzione dell’enzima Caspasi-12, ostacolando i processi infiammatori causati dagli agenti patogeni. I ricercatori della McGill University di Montreal (Canada) hanno impiantato nei topi un gene in grado di rendere piu’ vulnerabile l’organismo, ma solo tra i maschi i casi di infezione sono aumentati. ”Nelle femmine – dice il leader della ricerca Maya Saleh – gli estrogeni hanno bloccato l’espressione del gene legato a Caspasi-12′

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SALUTE: Troppi alcolici sono un pericolo per il cervello, bruciano la memoria e portano alla demenza

Pubblicato da milionidieuro su 12 maggio 2009


Una ricerca britannica del londinese Maudsley Hospital, che ha guadagnato le pagine della rivista Alcohol and Alcoholism, punta il dito sui drink che potrebbero provocare danni alla materia grigia, soprattutto nelle donne, più suscettibili a livello cerebrale. E addirittura si arriverebbe all’Alzheimer.
Alcol ‘mangia memoria’ e non solo, nelle serate all’insegna dei bagordi e degli eccessi. Ben un caso di demenza su quattro, stando almeno a una ricerca britannica, potrebbe essere provocato dai drink. E a rischiare sarebbero soprattutto le donne, piu’ suscettibili a livello cerebrale agli effetti dell’alcol. A puntare il dito e’ uno studio del londinese Maudsley Hospital, che ha guadagnato le pagine della rivista Alcohol and Alcoholism.
Tra il 10% e il 24% dei 700 mila casi di demenza in GB, secondo i ricercatori guidati da Jane Marshall, potrebbe essere legato a doppio nodo con l’alcol. Alzheimer incluso. “La gente pensa che la demenza riguardi solo gli ‘over 65′ – fa notare Marshall – in realta’, moltissime persone che non hanno ancora spento le 65 candeline hanno problemi cognitivi, e gran parte di questi casi e’ legato all’alcol”.
Piu’ si inizia presto con i drink, assicura l’equipe di studiosi londinesi, e prima la memoria comincia a perder colpi. Per il gentil sesso, poi, le cose si complicano ulteriormente. “Le donne – spiega Irene Guerrini, una delle ricercatrici coinvolte nello studio – metabolizzano l’alcol in modo differente, con effetti tossici su cervello e organismo piu’ in generale. Se una donna beve la stessa quantita’ di alcol di un uomo – puntualizza – puo’ sviluppare complicanze piu’ gravi”. Ecco perche’, gli studiosi chiedono maggiore attenzione sugli effetti dell’alcol a livello cerebrale, il piu’ delle volte sottovalutati. Quando si parla di eccessi sul fronte dei drink, infatti, l’attenzione si focalizza soprattutto sulla salute del fegato. Anche il cervello, invece, richiede la massima attenzione: ecco un motivo in piu’ per non alzare il gomito.

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