ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

Archivio per la categoria ‘DNA’

CANCRO: creato virus herpes ‘Sansone’ anti-cancro

Pubblicato da milionidieuro su 7 giugno 2009


È frutto della ricerca italiana il ‘Sansone’ dei virus herpes anti-cancro. Secondo i ricercatori dell’Università di Bologna – che hanno firmato lo studio – si tratta del primo virus herpes non depotenziato, ma geneticamente modificato per distruggere le cellule tumorali e risparmiare quelle sane, ad avere successo nei test in vivo. “Quando si manipola geneticamente un virus per poterlo usare come arma contro i tumori – spiega la virologa Gabriella Campadelli-Fiume dell’Università di Bologna, che ha guidato la ricerca – di solito lo si indebolisce, per renderlo innocuo verso l’organismo ospite e controllarlo meglio”.

Questo però “finisce spesso col renderlo poco aggressivo anche verso il tumore, e questa è una delle ragioni per cui questo filone di ricerca non è ancora sfociato in terapie anti-tumorali entrate nella pratica clinica. Noi – prosegue la scienziata – abbiamo invece scelto una strada più sofisticata”. Selezionato un patogeno, “ne abbiamo lasciato inalterata la virulenza, ma abbiamo tolto al virus le ‘chiavi’ proteiche con cui entra nelle cellule normali, e le abbiamo sostituite con ‘chiavi’ che gli consentono l’accesso alle sole cellule malate”.

Il risultato, come si legge su Pnas, è un virus ingegnerizzato “capace di distruggere i più maligni tra i tumori del seno e dell’ovaio”, che ogni anno, solo in Italia, colpiscono 42 mila persone e ne uccidono oltre 10 mila. Il nuovo virus, che l’ateneo ha già chiesto di brevettare, potrebbe inoltre contrastare con successo le metastasi cerebrali di questi tumori, che sono invece inaccessibili anche ai farmaci più innovativi. Le ‘chiavi’ su cui sono intervenuti i ricercatori bolognesi sono una porzione della glicoproteina D con cui il virus dell’Herpes simplex – da molti conosciuto come responsabile delle caratteristiche vescicole che si presentano sulle labbra in caso di influenza, stress, indebolimento – riesce normalmente a penetrare nelle cellule sane e a distruggerle.

I ricercatori hanno rimosso questo pezzetto del Dna virale e l’hanno sostituito con un’altra ‘chiave’: un anticorpo capace di aprire la ‘serratura’ (recettore) delle cellule dei tumori del seno e dell’ovaio che producono la proteina Her-2. E’ proprio questa molecola, che riveste in abbondanza le cellule cancerose nel mirino, a trasformale in bersaglio. Il virus modificato aggredisce infatti solo le cellule che ne sono ricoperte, risparmiando le altre.

L’infezione si autoalimenta, perché il virus si replica progressivamente fino a esaurimento delle cellule malate. Eliminato il tumore, non trovando più cellule in cui insediarsi, ‘Sansone’ è destinato, secondo i ricercatori, a estinguersi, a differenza della sua variante naturale che invece permane in forma silente nelle cellule sane, in attesa di manifestarsi alla prima occasione. L’efficacia del virus è stata misurata sui topi, in test condotti nei laboratori di Dipartimento di patologia sperimentale dell’ateneo bolognese nel corso degli ultimi dodici mesi. Il 60% dei topolini trattati è completamente guarito dal tumore, mentre nell’altro 40% se ne è inibita significativamente la crescita. Un altro aspetto innovativo del nuovo virus killer dei tumori è che, in qualità di variante dell’Herpes simplex – naturalmente dotato di una predilezione per le cellule nervose – ‘Sansone’ potrebbe rivelarsi efficace contro le metastasi cerebrali dei tumori Her-2, che invece i principali farmaci oggi comunemente adottati nella terapie non riescono a raggiungere.

Questi farmaci inoltre, tendono ad arrestare la crescita del tumore, ma non a distruggerlo, cosa che invece sembra riuscire molto bene all’herpes mutato. Il prossimo passo sarà quello di indagare la possibilità di veicolare il virus attraverso il sistema circolatorio, in modo da intercettare eventuali metastasi tumorali ignote, oltre ovviamente a sperimentare la terapia sull’uomo. Ma c’è un altro risvolto che sta particolarmente a cuore agli studiosi: questo successo sperimentale apre la strada ad altre simili manipolazioni genetiche del virus herpes, dotandolo, di volta in volta, delle ‘chiavi’ appropriate alle ‘serrature’ cellulari di altri tipi di cancro.

Pubblicato in: anti-cancro, CANCRO, DNA, glicoproteina D, herpes, Herpes simplex, proteina Her-2, RICERCHE SUI TUMORI, SALUTE, Sansone, TUMORE, TUMORE AL SENO, TUMORE ALLE OVAIE, virus herpes | Lascia un commento »

Sesso: tutto guidato dagli odori corporei.Gli opposti si scelgono a« naso»

Pubblicato da milionidieuro su 26 maggio 2009


Gli opposti si attraggono a naso, almeno sotto il profilo genetico,secondo uno studio brasiliano del Dna su coppie sposate e casuali. Lui e lei si scelgono, senza rendersene conto, sulla base di differenze genetiche in una zona del genoma importante per immunita’ e successo riproduttivo, il ‘complesso maggiore di istocompatibilita’(MHC). E’ possibile che la ‘scelta’ del partner sia mediata dagli odori del corpo perche’ vari odori corrisponderebbero a un diverso assetto genetico del MHC.

In amore gli opposti si attraggono «a naso» A sostenerlo è una ricerca condotta da genetisti brasiliani dell’università di Parana. Il team di studiosi guidati da Maria de Graca Bicalho, responsabile del Laboratorio di immunogenetica dell’ateneo, avrebbe messo in evidenza che la vera calamita sessuale» sarebbe il cosiddetto «complesso maggiore di istocompatibilità» o Mhc, una parte del Dna fondamentale per il sistema immunitario ben nota a chi si occupa, per esempio, di compatibilità d’organi da donazione.

OLFATTO E VISTA- La ricercatrice ha spiegato, in occasione della conferenza annuale dell’European Society of Human Genetics in corso a Vienna, di aver scoperto che le persone con diversi complessi di istocompatibilità sono più inclini a scegliersi fra loro. Si tratterebbe in realtà di un inconsapevole stratagemma evolutivo per assicurarsi una prole sana. E il tutto sarebbe guidato dagli odori corporei. In pratica annusiamo il miglior possibile compagno, rilevando tracce nascoste nel suo odore. Ma anche la struttura del volto del candidato, aggiungono i ricercatori, potrebbe avere un qualche ruolo rivelatore.

LO STUDIO – Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno confrontato i profili genetici di 90 coppie sposate con quelli di 152 coppie fasulle, create a caso. Scoprendo che i geni del Mhc delle coppie reali sono diversi tra loro molto più che nelle coppie casuali. Quindi, secondo gli scienziati brasiliani, quando scegliamo un partner ne cerchiamo uno in grado di garantire che la futura prole abbia un sistema immunitario il più efficiente possibile. E il segreto sta nella diversità.

CHE COS’É IL SISTEMA «MHC»- Il Mhc si colloca in una regione genetica situata sul cromosoma 6, e ha un ruolo chiave sia nel sistema immunitario che nella riproduzione. Alcuni studi precedenti hanno, infatti, dimostrato che le coppie con un Mhc simile hanno molti più rischi di non portare a termine una gravidanza. «Anche se può essere intrigante pensare che gli esseri umani scelgano i propri partner per via delle loro somiglianze, la nostra ricerca – assicura l’esperta – suggerisce che sono le differenze il segreto del successo della riproduzione e che la spinta del subconscio verso figli sani è importante per la scelta del partner. Vogliamo andare avanti con il nostro studio, indagando sulle influenze sociali e culturali, ma anche quelle biologiche, che entrano in gioco nella scelta del partner». I ricercatori si aspettavano che gli aspetti culturali svolgessero un ruolo importante nella scelta del partner. E sono rimasti stupiti nello scoprire il ruolo dei geni. «Certamente non sottoscrivo la teoria che una variante genetica di una persona possa guidare il suo comportamento. Ma pensiamo anche che non deve essere sottovalutato l’aspetto evoluzionistico dell’inconscio nella scelta del partner. Questo – conclude la scienziata – ha un ruolo importante da svolgere nel garantire una sana riproduzione, contribuendo a garantire che i bambini nascano con un sistema immunitario forte in grado di far fronte alle infezioni».

Pubblicato in: attrazione sessuaale, cromosoma 6, DNA, genetica, istocompatibilità, MHC, odori, SESSO | Lascia un commento »

Smog: può danneggiare il Dna in soli tre giorni

Pubblicato da milionidieuro su 19 maggio 2009


Respirare alcune sostanze inquinanti può danneggiare il Dna in soli tre giorni: alcuni geni vengono letteralmente ‘riprogrammati’ dallo smog, influendo sullo sviluppo di malattie come il tumore del polmone. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’università di Milano, guidati da Andrea Baccarelli, che hanno presentato i risultati delle loro analisi su 63 lavoratori di una fonderia in occasione della 105esima conferenza internazionale dell’America Thoracic Society di San Diego (Usa). “Recentemente – ha affermato Baccarelli – sono stati rilevati nel sangue e nei tessuti di pazienti con cancro del polmone modifiche anomale nella metilazione del Dna. Abbiamo voluto studiare questi cambiamenti prendendo come esempio individui sani, esposti ad alti livelli di inquinamento in un’industria”. Esaminando campioni ematici prelevati all’inizio di una settimana lavorativa, quindi il lunedì, e confrontandoli con quelli del giovedì, gli studiosi hanno rilevato cambiamenti consistenti a livello di quattro geni associati alla soppressione tumorale. “Le modifiche – sottolinea l’esperto – sono dunque visibili dopo soli tre giorni di esposizione a grandi quantità di sostanze inquinanti, simili a quelli che si trovano nell’aria delle grandi città”. La buona notizia è che si tratta di una condizione reversibile, “per cui, se si prendono i dovuti provvedimenti, è possibile ridurre il rischio di malattie provocate dallo smog”, conclude il ricercatore.

Pubblicato in: ambiente, ambiente inquinamento, DNA, geni, inquinamento, malattie provocate dallo smog, RICERCHE SUI TUMORI, SALUTE, Smog, TUMORE | Lascia un commento »

AUTOSTIMA: CORRELAZIONE TRA AUTOSTIMA E DNA

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009


Sicuri di sé e soddisfatti della vita? Bisogna dire grazie ai geni, mentre se il bicchiere è sempre mezzo pieno conta anche l’ambiente in cui siamo cresciuti. Autostima, soddisfazione di vita e ottimismo hanno, infatti, una base genetica comune. Ma nell’ultimo caso l’ambiente sembra avere un peso maggiore rispetto al Dna. Lo rivela uno studio su centinaia di gemelli pubblicato sulla rivista ‘Behavior Genetics’ e coordinato dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con i Dipartimenti di psicologia delle Università Sapienza di Roma, Bicocca di Milano e con l’ateneo americano di Stanford (California).

La ricerca, che ha coinvolto 428 coppie di gemelli, monozigoti e dizigoti, tra i 23 e i 24 anni, iscritte al Registro nazionale gemelli (www.gemelli.iss.it), ha calcolato le stime di ereditabilità di questi tratti del carattere. Ebbene, le percentuali sono risultate del 73% per l’autostima, del 59% per la ‘soddisfazione di vita’ e del 28% per l’ottimismo. Dunque, i dati mostrano che autostima e soddisfazione di vita sono influenzate, in larga misura, da fattori genetici, mentre per l’ottimismo il ruolo dell’ambiente sembra essere preponderante.

“Ciò può essere dovuto al fatto – spiega Maria Antonietta Stazi, coordinatrice del Registro nazionale gemelli all’Iss e coautrice della ricerca – che l’incertezza del futuro, specialmente in una fascia di età giovane adulta come quella dei gemelli esaminati, rende il grado di ottimismo particolarmente soggetto all’effetto di esperienze contingenti. Quali, ad esempio, il completamento degli studi, l’inizio di un nuovo lavoro oppure il raggiungimento di una migliore posizione economica”. Ma il risultato “davvero innovativo dello studio – aggiunge Corrado Fagnani, ricercatore del Registro nazionale gemelli che ha sviluppato i modelli matematici per questo lavoro – è sicuramente rappresentato da un’elevata correlazione genetica e da una bassa correlazione ambientale riscontrata tra autostima, soddisfazione di vita e ottimismo. I fattori genetici, quindi, sembrano essere largamente condivisi da queste attitudini caratteriali, mentre le esposizioni ambientali potrebbero essere specifiche per ciascuno dei tratti. I risultati indicano che interventi di tipo ambientale per promuovere la salute mentale – sottolinea – potrebbero avere una maggiore influenza su specifici aspetti del benessere psicologico”.

I risultati di questo studio possono costituire la base per future ricerche mirate a individuare varianti geniche che predispongono contemporaneamente all’autostima, alla soddisfazione di vita e all’ottimismo. “Questi tratti – conclude la Stazi – potrebbero rappresentare le dimensioni fondamentali di una ‘sindrome da attitudine positiva’, in grado di proteggere dalla depressione, che vede proprio in un atteggiamento negativo verso se stessi, la vita e il mondo le sue caratteristiche peculiari”.

La Banca biologica del Registro gemelli è nata nel 2006 al Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss. Il progetto prevede l’arruolamento di volontari con la raccolta di sangue, saliva e informazioni sullo stato di salute e gli stili di vita di ciascuno. I risultati, insieme all’analisi dei dati clinici e degli stili di vita, contribuiranno a fornire risposte sulle relazioni tra le nostre caratteristiche biologiche e i nostri geni, gli stili di vita e l’ambiente in cui viviamo. Attualmente la Banca biologica conserva materiale raccolto da 1.200 persone (gemelli e non), di varie età, residenti in diverse aree del Paese, per vari progetti di ricerca.

Pubblicato in: autostima, Banca biologica, benessere psicologico, DNA, GEMELLI, geni, ottimismo, SALUTE, soddisfazione, uomo, vita | Lascia un commento »

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.