ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA ECCO I SITI PIù PROBABILI

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009

Ecco l’elenco dei siti meno vulnerabili dal punto di vista di eventi naturali e dunque probabile sede di una centrale nucleare, così come individuati da Greenpeace:

Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.
Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.
Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della
Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina).
Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.
Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su
queste ultime dei vincoli naturalistici).
Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.
Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.
Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.
Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.





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CENTRALI NUCLEARi: GREENPEACE DIFFONDE MAPPE. POCHI TERRITORI ADATTI A CENTRALI intanto infuria la polemica anche sulle scorie

Pubblicato da milionidieuro su 15 maggio 2009

Se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitare una centrale, considerando zone le sismiche, quelle a rischio alluvioni, quelle a rischio siccita’, le coste in erosione e le citta’ densamente popolate. Greenpeace, grazie all’analisi di tre importanti carte tematiche, svela perche’ lo stivale e’ assolutamente inadatto alle centrali nucleari. Dopo l’approvazione del DDL 1195 che da’ sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari, Greenpeace diffonde due ”carte nucleari” ormai dimenticate: la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta e l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari, elaborata dalla ”task force” ad hoc del 1999-2000. ”Per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari – spiega Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace – bisogna partire da queste carte e vedere con quali criteri verranno aggiornate. Un criterio e’ quello sismico, un altro criterio e’ quello della vulnerabilita’ delle coste per i cambiamenti climatici”. ”Ma anche se la pericolosita’ sismica non e’ quella minima, Montalto di Castro, dove recentemente c’e’ stata una visita di tecnici dell’azienda francese EDF, rimane un forte indiziato – aggiunge Onufrio – sia per la vicinanza al mare in una zona costiera a minor rischio climatico che per le condizioni della rete. Ci aspettiamo che la regione Lazio nel suo piano energetico escluda chiaramente questa possibilita”’. ”Continueremo ad opporci a questa sciagurata scelta del governo – conclude Onufrio – e a chiedere ai candidati alle prossime elezioni europee cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia.

Intanto…
NUCLEARE: BELISARIO (IDV), GOVERNO RENDA NOTI SITI PRIMA DI EUROPEE
‘Gli italiani hanno il sacrosanto diritto di sapere dal governo, prima delle elezioni del 6 e 7 giugno, se vicino la loro casa sara’ costruita o meno una centrale nucleare”. Lo dichiara il senatore Felice Belisario, presidente del gruppo Italia dei Valori di palazzo Madama che aggiunge ”per questo chiediamo all’Esecutivo di abbandonare la politica degli annunci e venire a riferire immediatamente in Aula sulla localizzazione degli impianti di produzione elettrica nucleare e dei sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi”. ”Il governo scegliendo il nucleare di terza generazione anziche’ le energie pulite, come il solare e l’eolico, ha fatto assumere al nostro Paese una posizione ormai superata dalla scienza e insensibile alle indicazioni che arrivano dall’Europa. Per questo – conclude Belisario – gli elettori presenteranno presto il conto”.

NUCLEARE: SCILIPOTI(IDV), DEPOSITO SCORIE PROBLEMA SENZA SOLUZIONE
”Tutte le perplessita’ motivate al nucleare trovano empirica conferma negli ostacoli insormontabili allo stoccaggio rifiuti in America”.
Cosi’ Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sul ritorno alla politica energetica nucleare. ”L’attuale governo – prosegue il deputato IDV – sta propinando agli italiani la velenosa pillola del nucleare, vendendo una favola che se portata a termine lascera’ in eredita’ perpetui frutti nocivi . Tant’e’ che mentre da noi si votano le ignobili misure del caso, per una strana ma significativa coincidenza, in America trova conferma l’impossibilita’ di gestire le ingenti scorie radioattive. Esse, infatti, non potranno essere messe in sicurezza nemmeno nel sito Yucca Mountain del Nevada, che appariva, prima facie, sicuro”.
”La conservazione di lunga durata delle scorie – conclude Scilipoti – non e’ un aspetto marginale della questione, rimane uno dei nodi piu’ irrisolti a cui nessuno al momento e’ in grado di porre rimedio, esponendo la collettivita’ a danni alla salute ed al territorio. Considerazioni queste che evidentemente non trovano riscontro nella mente di chi e’ gia’ affaccendato a tirare le somme del nuovo business e dei nuovi profitti”.

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Da oggi il Governo ha le deleghe per decidere dove, come e quando costruire una centrale nucleare.

Pubblicato da milionidieuro su 13 maggio 2009

La legge passata il 12 maggio in Senato dà al governo tutte le deleghe necessarie per decidere dove, come e quando costruire le annunciate centrali nucleari in Italia, anche senza tenere conto del parere delle amministrazioni locali. Mentre ancora gli italiani sbuffano per l’uno-a-uno di Juve e Milan e sudano (idealmente) sui 165 km della Padova-San Martino di Castrozza, quarta tappa del Giro d’Italia. Nella disattenzione generale.

ATTENZIONE ALLE DATE Approvato con 142 voti a favore, 105 contrari e 4 astenuti, l’articolo in questione è il 14 del disegno di legge (DDL) 1195, “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, noto ai più come “DDL Sviluppo”.
Se non contiamo le centinaia e centinaia di emendamenti che sembrano fatti apposta per fare perdere la pazienza ai santi (del tipo “Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: «criteri per» e sostituire le parole: «entro il 30 giugno 2009» con le seguenti: «entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge»”), nella sostanza il documento era già stato approvato dalla Camera dei deputati il 4 novembre 2008, sei mesi fa. Eppure, i riflettori sul ritrovato spirito nucleare italiano si sono accesi – per poco tempo – solamente nel febbraio di quest’anno.
Siamo veramente così distratti o l’Italia intera è “d’accordo”?

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NUCLEARE: CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA IL GOVERNO PERSEVERA NELLA FOLLIA ANTIECONOMICA

Pubblicato da milionidieuro su 12 maggio 2009


”Il governo Berlusconi persevera con la follia nucleare che e’ pericolosissima per l’ambiente, per la salute dei cittadini ed e’ anche antieconomica. Per le stime delle organizzazioni internazionali, infatti, l’uranio sara’ sufficiente solo per pochi decenni e il suo costo e’ cresciuto a dismisura: nel 2000 un chilogrammo di uranio costava 7 dollari mentre oggi costa oltre 120”. Lo dichiara Grazia Francescato di Sinistra e Liberta’ e portavoce nazionale dei Verdi che spiega: ”Con il Ddl Sviluppo il centro destra da’ un vero e proprio schiaffo al federalismo ed al diritto dei cittadini di scegliere se avere o no impianti nucleari nel loro territorio”.

”Questa forzatura sull’atomo, poi, viene fatta senza tener conto della recente ricerca dell’Eurispes che conferma quello che sosteniamo da tempo ossia che il ‘no’ alla follia nucleare nei cittadini sopravvive e lotta insieme a noi – ha concluso la Francescato -. Spendere decine di miliardi di euro per la costruzione di centrali nucleari di terza generazione, gia’ obsolete oggi, al fine di coprire 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia tra non meno di 20 anni, significa rinunciare a investire in energia pulita e perdere il treno della green economy, su cui gia’ puntano con forza Obama, la Merkel, Sarkozy e Zapatero”.

Primo via libera dal centrodestra in Senato alla legge che fa carta straccia del referendum del 1987 con cui gli italiani bocciarono l’energia atomica. Verdi: “Strada pericolosa e spreco di denaro a danno delle energie pulite” Roma - Il governo potrà riportare l’Italia nella follia nucleare. Avra’ sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti per la produzione dell’energia nucleare, potra’ definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi e dovra’ individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture.

La maggioranza di centrodestra ha approvato in Senato gli articoli del ddl sviluppo che, almeno per ora e a meno di contro deduzioni di ordine giuridico, fanno carta straccia del referendum del 1987 con cui gli italiani bocciarono il nucleare. Nel disegno di legge viene delegato il governo a mettere a punto la disciplina che consentira’ il ritorno all’atomo del nostro Paese. Ci sarà l’autorizzazione unica che varra’ come nulla osta. A fermare l’autorizzazione potranno essere solo le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e di Valutazione ambientale strategica (Vas) che dovranno essere obbligatoriamente effettuate.

L’esecutivo dovra’ poi definire i sistemi di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e del materiale nucleare e la definizione delle misure compensative minime da corrispondere alle popolazioni interessate. Altre norme, poi, rinviano al Cipe la definizione delle tipologie degli impianti nucleari che potranno essere realizzati nonche’ le procedure per le autorizzazioni.

L’opposizione in Parlamento ha criticato il ddl. ”E’ una delega piena, totale e senza controlli sul nucleare”, ha detto il capogruppo dell’Idv Felice Belisario. Roberto Della Seta, del Pd, ha sottolineato come ”i siti delle nuove centrali verranno scelti dalle imprese e potranno essere localizzati anche contro il parere della Regione che dovra’ ospitarli, gli impianti saranno equiparati ad installazioni militari e le informazioni sul loro funzionamento saranno inaccessibili ai cittadini: ecco il nucleare di Berlusconi e Scajola”.

Protestano Verdi e Sinistra e Libertà: “Il governo Berlusconi persevera con la follia nucleare che e’ pericolosissima per l’ambiente, per la salute dei cittadini ed e’ anche antieconomica – ha detto la portavoce dei Verdi Grazia Francescato. Spendere decine di miliardi di euro per la costruzione di centrali nucleari di terza generazione, gia’ obsolete oggi, al fine di coprire 20% del fabbisogno di energia elettrica in Italia tra non meno di 20 anni – conclude – significa rinunciare a investire in energia pulita e perdere il treno della green economy, su cui gia’ puntano con forza Obama, la Merkel, Sarkozy e Zapatero”

Durissimi anche alcuni presidenti di Regione. “Sono pazzi – ha detto la presidente del Piemonte Mercedes Bresso riferendosi ad alcune ipotesi localizzative in Piemonte. Mi opporrei, in ogni modo: ci provino e io appena scopro che area hanno scelto ci metto un vincolo agricolo o quant’altro, poi vediamo chi la spunta. Il Piemonte ha gia’ pagato il suo prezzo con l’amianto e la vecchia centrale nucleare di Trino”.

Il parere degli italiani è in maggioranza svaforevole al ritorno all’atomo, secondo una ricerca Eurispes di qualche giorno fa e anche i cittadini di un paese come la Germania che da anni ospita numerose centrali non ne vogliono più sapere: secondo infatti un sondaggio condotto dall’Istituto Forsa tra il 20 e il 22 aprile su richiesta del ministero dell’Ambiente il 66% della popolazione tedesca è favorevole a mantenere e anche accelerare il programma di abbandono del nucleare. Percentuale in aumento rispetto al 2006 quando una stessa indagine rilevava il 62% di persone favorevoli al decomissioning.

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ENERGIA NUCLEARE :Nucleare, cala il consenso tra gli italiani: il 43% è favorevole contro il 51% dello scorso anno

Pubblicato da milionidieuro su 12 maggio 2009

I risultati dell’indagine Ipsos sono stati aggiornati in occasione del Festival dell’Energia che si svolgerà a Lecce, dal 14 al 17 maggio. Per il futuro, solo l’8% degli intervistati rietiene che “avranno successo” i Paesi che avranno investito nella tecnologia dell’atomo .

Si raffredda il consenso degli italiani verso il ritorno al nucleare, un consenso che passa oggi al 43% rispetto al 51% registrato a giugno 2008. A riferirlo è l’ultima rilevazione demoscopica effettuata da Ipsos, l’istituto di ricerca guidato da Nando Pagnoncelli, che presenterà l’intero sondaggio in occasione del Festival dell’Energia al via giovedì a Lecce, dove si svolgerà fino a domenica 17.

Le elaborazioni Ipsos, aggiornate specificamente in occasione del Festival dell’Energia con un’indagine campione su tutto il territorio nazionale, condotta mediante interviste telefoniche, “presenta – sottolineano gli organizzatori del Festival dell’Energia – interessanti scostamenti rispetto alle stesse rilevazioni condotte nel giugno del 2008″. Dai dati si registra, dunque, un calo considerevole del consenso verso il nucleare: i favorevoli al nucleare sono il 43% degli intervistati, contro il 51% del giugno 2008.

L’istituto di ricerca ha posto al campione anche un’altra domanda che riprende il tema dominante del Festival dell’Energia: “Quale energia tra 20 anni?”. La domanda, proposta richiedendo una previsione rispetto a quali Paesi potrebbero avere maggior “successo” rispetto alle proprie scelte energetiche, metteva gli intervistati nelle condizioni di considerare la politica energetica futura dei singoli Stati. A questo quesito, certamente impegnativo, solo l’8% ha risposto che “avranno successo” i Paesi che hanno investito sul nucleare, contro il 25% della precedente indagine del 2008.

Inoltre, il campione ritiene invece che i Paesi che investiranno sulle fonti rinnovabili potranno meglio contemperare sviluppo e protezione dell’ambiente, e quindi “avranno successo”.

“Si tratta di dati che fanno riflettere – commenta Alessandro Beulcke, Presidente di Aris, l’agenzia che organizza il Festival dell’Energia – e che certamente sono influenzati sia dalle nettissime scelte di politica energetica di Barack Obama sia dal consistente calo del prezzo del petrolio”. “Sarà stimolante discuterne a Lecce con i maggiori esperti nazionali e internazionali di energia, oltre che – conclude Beulcke – con gli ambientalisti e le imprese”.

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IL NUCLEARE DI TERZA GENERAZIONE è IL PIù PERICOLOSO

Pubblicato da milionidieuro su 26 febbraio 2009

Berlusconi deve dei soldi a Sarkozy. Non si spiega altrimenti! Nel giro di pochi mesi ha prima svenduto Alitalia ad Air France per 320 milioni, dopo averla risanata a spese degli italiani, evitando di fargliela acquistare per un miliardo e mezzo sull’orlo del fallimento. I francesi, da par loro, non si sono risparmiati a prenderci per il culo. Stavano ancora ridendo, quando ieri gli abbiamo finanziato l’industria nucleare. Il grande ballista delle regionali dice che negli anni ’70 eravamo protagonisti del nucleare, ma poi abbiamo ceduto al fanatismo ideologico. Vediamolo insieme, questo fanatismo ideologico.

Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo“, che è avvenuta invece a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia ditumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti. Ha contaminato l’acqua di 30 milioni di ucraini e irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, e c’è il raddoppio delle malformazioni. Nel 2002nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi. Dal 1995 al2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto. Incidenti analoghi, poco pubblicizzati, si sono verificati in Francia e in Yugoslavia. A tutt’oggi non si sa dove smaltire le scorie, e l’unica soluzioni è sotterrarle nella speranza che niente e nessuno le tocchi per migliaia di anni. Stiamo ipotecando un futuro talmente lontano che al confronto la storia della civiltà è un raccontino. Si accettano scommesse: quanti terremoti potrebbero verificarsi nei prossimi diecimila anni?

Ma vediamole, queste centrali nucleari di terza generazione sbandierate da Silvio Berlusconi come assolutamente sicure. Si chiamano EPR (European Pressurized water Reactor), e manco a dirlo sono peggio, molto peggio di quelle allaChernobyl. Non lo dico io, lo dice la stessa industria del nucleare, che in un paese dove ci sono ancora giornalisti liberi consegna a The Indipendent una serie di dati impressionanti. I reattori nucleari europei ad acqua pressurizzata in caso di incidente sono più pericolosi, molto più pericolosi di quelli vecchi. Secondo EDF, Électricité de France, la maggiore società produttrice e distributrice di energia in Francia, l’emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore rispetto alla fuoriuscita che si verificherebbe in un reattore tradizionale. Secondo la società di smaltimento scorie radioattive finlandese Posiva, l’emissione dell’isotopo iodio 129 sarebbe perfino sette volte maggiore. Non basta, per la cugina svizzera Swiss National Co-operative dor the Disposal of Radioactive Waste, la fuoriuscita di cesio 135 e di cesio 137 sarebbe superiore di 11 volte!

Conti che non fermano il governo. Del resto, il ritorno al nucleare era espressamente previsto dal Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, e il Discepolo 1816 era e resta, a dire dello stesso maestro venerabile, il migliore allievo e l’unico in grado di portarlo a compimento. Poichè di energie rinnovabili e di fotovoltaico la P2 non sapeva un acca, è comprensibile che dalle nostre parti nessuno ci investa. Senza il bigino di Gelli, Silvio è perduto.

Cittadini di Oristano, Caorso, Latina, Garigliano, Trino Vercellese, Palma, Agrigento, Scanzano Jonico, Mola, Termoli, Ravenna, Chioggia, Monfalcone, San Benedetto (AP), Scarlino e Fossano… siete stati nominati! Tra tutti voi entro aprile Scajolasceglierà, tramite televoto, i fortunati che ospiteranno una fantastica centrale nucleare super-sicura. Garantisce il pignattaro di Arcore.

E delle sue garanzie potete fidarvi, quando dice una cosa, è quella!

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