ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

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NUCLEARE: FARA’ AUMENTARE LE BOLLETTE

Pubblicato da milionidieuro su 26 febbraio 2009


Roma, 26 feb – ”Imbarcarsi nel nucleare ora significa fare un regalo ai francesi, con ricadute limitate per le nostre industrie e con un aggravio per le bollette”, lo denuncia Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club.

”Rispetto all’impatto economico – avverte – risulta istruttiva l’esperienza degli Usa dove alcune compagnie elettriche, allettate da importanti aiuti pubblici, vorrebbero ritentare l’avventura atomica 30 anni dopo il piu’ grande disastro industriale della storia, che ha visto aziende elettriche sull’orlo della bancarotta, centrali nucleari mai completate, tariffe alle stelle…

Le utilities americane che stanno ora ritentando la carta atomica, incontrano pero’ non pochi ostacoli, a iniziare dal reperimento delle risorse. Significativo il caso della Progress Energy Florida che aveva ottenuto tre anni fa l’autorizzazione a ritoccare le tariffe per finanziare una nuova centrale atomica, da completare nel 2017, vicino a Tampa. Sennonche’ nei mesi scorsi i clienti si sono trovati aumenti dell’11% nelle bollette. Sono seguite proteste generalizzate che hanno costretto la compagnia a fare marcia indietro”. E in Europa Silvestrini cita il caso del reattore in costruzione in Finlandia a Olkiluoto, ”con 1,5 miliardi di extracosti e un contenzioso aperto tra committenti e costruttori su chi dovra’ farsi carico di questo onere, e’ altrettanto significativo”.

Quanto al possibile contributo del nucleare alla battaglia contro il riscaldamento del Pianeta, secondo Sivestrini ”anche qui occorre sgomberare il campo dalle illusioni, come ci ricordano i dati dell’ultimo studio dell’Agenzia internazionale dell’energia sul ruolo che potrebbe giocare il nucleare in uno scenario spinto volto a dimezzare le emissioni entro il 2050 . Il contributo principale verrebbe, secondo queste elaborazioni, dagli interventi sull’efficienza energetica (36%), seguiti da quelli sulle rinnovabili (21%).

Il nucleare potrebbe contribuire a un 6% della riduzione alla meta’ del secolo su scala mondiale. Un contributo importante, ma decisamente inferiore ad altre soluzioni”.

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NUCLEARE: PIEMONTE :”INVESTIAMO SU ENERGIE RINNOVABILI”

nucleare : SARDEGNA NIENTE CENTRALI

NUCLEARE : LA TOSCANA DICE NO

Pubblicato in: 4° REICH, ambiente, ambiente inquinamento, energia nucleare, IL NUCLEARE NON SERVE, SCORIE NUCLEARI, SMALTIMENTO SCORIE | Lascia un commento »

NUCLEARE: FARA' AUMENTARE LE BOLLETTE

Pubblicato da milionidieuro su 26 febbraio 2009


Roma, 26 feb – ”Imbarcarsi nel nucleare ora significa fare un regalo ai francesi, con ricadute limitate per le nostre industrie e con un aggravio per le bollette”, lo denuncia Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club.

”Rispetto all’impatto economico – avverte – risulta istruttiva l’esperienza degli Usa dove alcune compagnie elettriche, allettate da importanti aiuti pubblici, vorrebbero ritentare l’avventura atomica 30 anni dopo il piu’ grande disastro industriale della storia, che ha visto aziende elettriche sull’orlo della bancarotta, centrali nucleari mai completate, tariffe alle stelle…

Le utilities americane che stanno ora ritentando la carta atomica, incontrano pero’ non pochi ostacoli, a iniziare dal reperimento delle risorse. Significativo il caso della Progress Energy Florida che aveva ottenuto tre anni fa l’autorizzazione a ritoccare le tariffe per finanziare una nuova centrale atomica, da completare nel 2017, vicino a Tampa. Sennonche’ nei mesi scorsi i clienti si sono trovati aumenti dell’11% nelle bollette. Sono seguite proteste generalizzate che hanno costretto la compagnia a fare marcia indietro”. E in Europa Silvestrini cita il caso del reattore in costruzione in Finlandia a Olkiluoto, ”con 1,5 miliardi di extracosti e un contenzioso aperto tra committenti e costruttori su chi dovra’ farsi carico di questo onere, e’ altrettanto significativo”.

Quanto al possibile contributo del nucleare alla battaglia contro il riscaldamento del Pianeta, secondo Sivestrini ”anche qui occorre sgomberare il campo dalle illusioni, come ci ricordano i dati dell’ultimo studio dell’Agenzia internazionale dell’energia sul ruolo che potrebbe giocare il nucleare in uno scenario spinto volto a dimezzare le emissioni entro il 2050 . Il contributo principale verrebbe, secondo queste elaborazioni, dagli interventi sull’efficienza energetica (36%), seguiti da quelli sulle rinnovabili (21%).

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nucleare : SARDEGNA NIENTE CENTRALI

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nucleare : SARDEGNA NIENTE CENTRALI

Pubblicato da milionidieuro su 26 febbraio 2009

CagliariDopo la firma dell’accordo sul nucleare tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy, le Regioni si dividono sulla possibilità di ospitare o meno le centrali nucleari sul proprio territorio. Un “no” pesante arriva dalla nuova giunta sarda con il governatore Cappellacci che assicura: “Dovranno passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile”. Ma il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha assicurato: “I siti non li decide unministro”.

Il no di Cappellacci “State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. E comunque nessuna centrale in Sardegna: il Presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta. Ricordo anche che l’accordo programmatico da me firmato con il Partito Sardo d’Azione recita: riconoscimento della esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia denuclearizzato”. E’ quanto assicura il neo-presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dalla sua pagina Facebook rispondendo alla domanda di un internauta sull’eventualità che in Sardegna vengano realizzate centrali nucleari. Ieri alcuni quotidiani nazionali avevano scritto che anche l’Isola, e in particolare la piana di Arborea, nell’Oristanese, erano inseriti nell’elenco dei territori “candidati” ad ospitare una centrale nucleare dopo l”accordo fra Italia e Francia.

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NUCLEARE: PIEMONTE :”INVESTIAMO SU ENERGIE RINNOVABILI”

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NUCLEARE: PIEMONTE :"INVESTIAMO SU ENERGIE RINNOVABILI"

Pubblicato da milionidieuro su 25 febbraio 2009


Torino, 25 feb – ”Non vogliamo nucleare in Piemonte. In un quadro nazionale preoccupante sulle culture energetiche, il Governo dichiara di voler costruire 4 centrali nucleari di quarta generazione con la Francia in progettazione paritetica.

Il Piemonte non ci sta e mantiene ferma la sua proposta: investire nelle energie da fonti rinnovabili per sostenere lo sviluppo, rilanciare l’economia, ridurre i consumi, proteggere l’ambiente”. Lo hanno dichiarato Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e Andrea Bairati, assessore regionale all’Energia in merito alle dichiarazioni del Governo sulla questione nucleare. ”Oggi infatti – proseguono BairaTi e Bresso in una nota comune -, come dimostrano le scelte fatte da tutti i Paesi avanzati nel mondo, che riducono il nucleare e potenziano ricerca ed energie rinnovabili, le soluzioni sono altre. Il nostro no, lo sottolineiamo, riguarda anche lo scenario economico, non solo quello ambientale. Il Piemonte ha iniziato questo cammino un anno fa, producendo cosi’ opportunita’ di lavoro e miglioramento della qualita’ del nostro territorio”.

”Quanto ai presunti risparmi del nucleare – osserva la presidente Bresso – c’e’ qualcuno che fa male i conti. Se ai costi di produzione si aggiungono quelli per lo smantellamento, che equivalgono almeno a quelli di costruzione e alle spese per i controlli che andranno garantiti per un certo numero di secoli, si vede subito che la convenienza non c’e’ proprio. Anzi: si trasferiscono alle generazioni future costi enormi e rischi gravi, mentre le energie da fonti rinnovabili assicurano sviluppo per oggi e per domani, contribuendo al tempo stesso a sanare le ferite del passato”.

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NUCLEARE: REATTORI MOLTO PIU’ SICURI ???

Pubblicato da milionidieuro su 25 febbraio 2009


Roma, 25 feb – La decisione di riavviare il Paese sulla strada dell’atomo infiamma gli animi e risveglia antiche paure fomentate anche dalla recente inchiesta pubblicata sul quotidiano britannico Independent, secondo il quale documenti industriali, recuperati fra le carte dell’azienda francese EDF che ha appena sottoscritto un accordo con l’Enel, dimostrano che i nuovi nuovi Epr (European pressurised reactors), i reattori che verranno costruiti in Gran Bretagna, ma anche in Italia, dopo l’accordo siglato da Berlusconi e Sarkozy, in caso di incidente sarebbero molto piu’ pericolosi, emettendo una maggiore quantita’ di sostanze radioattive .

Paure che non vengono condivise dagli esperti: secondo Giorgio Rostagni, dell’IGI-CNR, l’Istituto che si occupa di ricerche di ingegneria e fisica sulla fusione termonucleare controllata. infatti, ”i reattori nucleari di nuova generazione sono molto piu’ sicuri dei loro predecessori, migliorati sotto il profilo della sicurezza, offrono maggiori garanzie, persino in caso di attacchi terroristici”. E spiega all’Asca che i nuovi impianti ”sono l’evoluzione di quelli precedenti, introducono miglioramenti sotto il profilo della sicurezza e maggiori garanzie con minori probabilita’ del verificarsi di incidenti”.

Quanto alle scorie che i reattori nucleari producono, secondo Rostagni, ”il metodo di gestione francese e’ molto produttivo e prevede la separazione degli elementi a lunga vita dagli altri e il riutilizzo, in parte, ad esempio del combustibile, il plutonio, ancora disponibile. Un metodo certamente migliore di quello di sotterrare tutto”.

Il problema delle scorie, infatti, in Italia e’ ancora irrisolto persino per quanto riguarda quelle degli impianti nucleari mai partiti, una parte delle quali sono stoccate a Saluggia, in Piemonte, in attesa dell’individuazione di un sito piu’ adatto. Ma gia’ si susseguono le dichiarazioni di presidenti di Regione e amministratori locali che rifiutano l ‘ipotesi della costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Intanto, nelle librerie, il volume ”Energia per l’Astronave Terra” (Zanichelli) di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani , si chiede se il ritorno all’energia nucleare davvero convenga.

”I Paesi europei, Italia compresa – scrivono gli autori – non possiedono riserve significative di uranio. Quanto ci costerebbe, considerando anche che impianti di quarta generazione potranno essere costruiti solo tra 25 anni? ”, inoltre, ”oltre 3/4 dei nostri consumi attuali sono costituiti da combustibili che non possono essere prodotti con le centrali nucleari”. E la Francia che produce il 78 % dell’elettricita’ per via nucleare consuma molto piu’ petrolio dell’Italia”. Infine: ”Non e’ vero che importiamo energia elettrica dalla Francia a prezzi elevati. Le centrali nucleari francesi sono a ciclo continuo e non possono essere spente. Quindi, di notte, il sistema elettrico smista energia ai paesi confinanti a basso costo, Italia compresa”.

Un ritorno al nucleare in Italia e’ improponibile per l’Italia dei Valori, il solo partito che in maniera compatta ed univoca ha presentato una serie di emendamenti per sopprimere tutte le norme pro-nucleare del collegato alla Finanziaria all’esame del Senato”. E’ quanto ribadisce il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, criticando le decisioni del Governo in materia.

”Per l’IdV il ricorso al nucleare e’ inutile e pericoloso – spiega Belisario – non soddisfa il nostro fabbisogno energetico, costera’ molto caro senza alcun risparmio per i cittadini ed infine moltiplica i rischi ambientali anche per quel che riguarda il problema delle scorie”.

”Meglio sarebbe – conclude il presidente dei senatori IdV – puntare su un serio progetto di sviluppo delle energie rinnovabili, come hanno fatto in Spagna, dove gia’ l’anno scorso la potenza complessiva prodotta dal vento ha superato in qualche caso quella generata da tutte e sei le centrali nucleari esistenti nel Paese. Berlusconi farebbe bene a prendere esempio dal presidente Usa Obama, che ha proposto al Congresso un progetto con un fondo da 15 miliardi di dollari per finanziare investimenti in energia solare ed eolica, biocarburanti e veicoli verdi”.


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NUCLEARE: REATTORI MOLTO PIU' SICURI ???

Pubblicato da milionidieuro su 25 febbraio 2009


Roma, 25 feb – La decisione di riavviare il Paese sulla strada dell’atomo infiamma gli animi e risveglia antiche paure fomentate anche dalla recente inchiesta pubblicata sul quotidiano britannico Independent, secondo il quale documenti industriali, recuperati fra le carte dell’azienda francese EDF che ha appena sottoscritto un accordo con l’Enel, dimostrano che i nuovi nuovi Epr (European pressurised reactors), i reattori che verranno costruiti in Gran Bretagna, ma anche in Italia, dopo l’accordo siglato da Berlusconi e Sarkozy, in caso di incidente sarebbero molto piu’ pericolosi, emettendo una maggiore quantita’ di sostanze radioattive .

Paure che non vengono condivise dagli esperti: secondo Giorgio Rostagni, dell’IGI-CNR, l’Istituto che si occupa di ricerche di ingegneria e fisica sulla fusione termonucleare controllata. infatti, ”i reattori nucleari di nuova generazione sono molto piu’ sicuri dei loro predecessori, migliorati sotto il profilo della sicurezza, offrono maggiori garanzie, persino in caso di attacchi terroristici”. E spiega all’Asca che i nuovi impianti ”sono l’evoluzione di quelli precedenti, introducono miglioramenti sotto il profilo della sicurezza e maggiori garanzie con minori probabilita’ del verificarsi di incidenti”.

Quanto alle scorie che i reattori nucleari producono, secondo Rostagni, ”il metodo di gestione francese e’ molto produttivo e prevede la separazione degli elementi a lunga vita dagli altri e il riutilizzo, in parte, ad esempio del combustibile, il plutonio, ancora disponibile. Un metodo certamente migliore di quello di sotterrare tutto”.

Il problema delle scorie, infatti, in Italia e’ ancora irrisolto persino per quanto riguarda quelle degli impianti nucleari mai partiti, una parte delle quali sono stoccate a Saluggia, in Piemonte, in attesa dell’individuazione di un sito piu’ adatto. Ma gia’ si susseguono le dichiarazioni di presidenti di Regione e amministratori locali che rifiutano l ‘ipotesi della costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Intanto, nelle librerie, il volume ”Energia per l’Astronave Terra” (Zanichelli) di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani , si chiede se il ritorno all’energia nucleare davvero convenga.

”I Paesi europei, Italia compresa – scrivono gli autori – non possiedono riserve significative di uranio. Quanto ci costerebbe, considerando anche che impianti di quarta generazione potranno essere costruiti solo tra 25 anni? ”, inoltre, ”oltre 3/4 dei nostri consumi attuali sono costituiti da combustibili che non possono essere prodotti con le centrali nucleari”. E la Francia che produce il 78 % dell’elettricita’ per via nucleare consuma molto piu’ petrolio dell’Italia”. Infine: ”Non e’ vero che importiamo energia elettrica dalla Francia a prezzi elevati. Le centrali nucleari francesi sono a ciclo continuo e non possono essere spente. Quindi, di notte, il sistema elettrico smista energia ai paesi confinanti a basso costo, Italia compresa”.

Un ritorno al nucleare in Italia e’ improponibile per l’Italia dei Valori, il solo partito che in maniera compatta ed univoca ha presentato una serie di emendamenti per sopprimere tutte le norme pro-nucleare del collegato alla Finanziaria all’esame del Senato”. E’ quanto ribadisce il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, criticando le decisioni del Governo in materia.

”Per l’IdV il ricorso al nucleare e’ inutile e pericoloso – spiega Belisario – non soddisfa il nostro fabbisogno energetico, costera’ molto caro senza alcun risparmio per i cittadini ed infine moltiplica i rischi ambientali anche per quel che riguarda il problema delle scorie”.

”Meglio sarebbe – conclude il presidente dei senatori IdV – puntare su un serio progetto di sviluppo delle energie rinnovabili, come hanno fatto in Spagna, dove gia’ l’anno scorso la potenza complessiva prodotta dal vento ha superato in qualche caso quella generata da tutte e sei le centrali nucleari esistenti nel Paese. Berlusconi farebbe bene a prendere esempio dal presidente Usa Obama, che ha proposto al Congresso un progetto con un fondo da 15 miliardi di dollari per finanziare investimenti in energia solare ed eolica, biocarburanti e veicoli verdi”.


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NUCLEARE: REALACCI, CON DENARO ITALIANI BERLUSCONI FA REGALO A FRANCIA

Pubblicato da milionidieuro su 25 febbraio 2009


Roma, 25 feb – ”L’accordo firmato ieri da Sarkozy e Berlusconi e’ un regalo alla Francia e un danno per l’Italia.

Come e’ sua abitudine, il nostro premier fa molta propaganda e poco di utile per il Paese. E se e’ comprensibile la soddisfazione del presidente francese, che con questo accordo garantisce un sostegno economico all’industria nucleare attiva nel suo paese, tutt’altro si puo’ dire per l’Italia, che nel ritorno all’atomo trovera’ l’ennesimo spreco di denaro pubblico”.
Lo afferma Ermete Realacci (Pd) aggiungendo che ”il nucleare viene presentato da Berlusconi come una fonte di energia sicura, pulita, illimitata e di basso prezzo. Ma non e’ affatto cosi’. Anche tralasciando le questioni irrisolte di sicurezza e scorie, il nucleare ha segnato il passo in questi anni in Occidente proprio per i costi elevati. E’ per questo che negli USA, dove il settore energetico e’ tutto privato, non si fanno nuove centrali nucleari dal ’78, ben prima di Chernobyl”.

”Come se non bastasse, a fronte di enormi investimenti pubblici, l’Italia non vedra’ un solo Kilowatt di energia elettrica prodotta con il nucleare prima di quindici anni. A maggior ragione -afferma ancora Realacci- in un momento di crisi, e’ meglio puntare su misure che danno risultati a breve termine, sostengono e rendono piu’ competitiva l’economia e l’aumento occupazionale. Per il nostro Paese questo vuol dire puntare sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili, sul recupero energetico del patrimonio edilizio esistente, sul ricambio dei beni durevoli orientato su base ambientale”.

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NUCLEARE: INTESA BERLUSCONI SARKOZY ……. a nome di chi???

Pubblicato da milionidieuro su 24 febbraio 2009


Roma, 24 feb.2009Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, al termine dei colloqui bilaterali Italia-Francia svolti a Villa Madama, hanno firmato l’accordo di cooperazione nel campo dell’energia nucleare con il coinvolgimento di Enel e Edf. L’intesa prevede tra l’altro la collaborazione tra le due aziende (aperta alla partecipazione di altri operatori) per la realizzazione di quattro centrali nucleari in Italia a partire dal 2020.
Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:”Un accordo pericoloso e miope. Perche’ tutti gli studi internazionali mostrano che il nucleare e’ la fonte energetica piu’ costosa e perche’ rimane aperta la questione delle scorie e della sicurezza”. Cosi’ Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, valuta il protocollo intergovernativo firmato oggi a Roma da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy e i due memorandum siglati da Enel e Edf che coprono tutta la filiera del nucleare e prevedono la costruzione di 4 centrali nucleari di terza generazione in Italia, la prima operativa dal 2020. ”Il governo procede come un caterpillar per spianare la strada ai suoi progetti, nonostante il disegno di legge del ministro dello Sviluppo economico sia ancora in fase di discussione e vengano continuamente prorogati i tempi per definire i criteri di localizzazione degli impianti – dice Cogliati Dezza -. Ma lo ‘scenario nucleare’ e’ una prospettiva che l’Italia, in piena crisi economica, non puo’ verosimilmente permettersi”. ”Tanto per fare un esempio – prosegue il presidente di Legambiente -, i costi della centrale finlandese di Olkiluoto, l’unico reattore di terza generazione evoluta in costruzione nel mondo insieme a Flamanville in Francia, sono lievitati quasi del 50%: dai 3,2 miliardi di euro previsti ai 4,5 attuali. Autorizzato nel 2002, il cantiere e’ partito nel 2005 e dovrebbe chiudersi nel 2012 con tre anni di ritardo rispetto alle previsioni, se questo termine non slittera’ ancora in avanti”.

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ENERGIA NUCLEARE: VUOI PAGARE MENO??? VENDICI LA TUA SALUTE E LA TUA SICUREZZA

Pubblicato da milionidieuro su 25 settembre 2008

25 settembre 2008
Il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola ha elevato oggi a pieno titolo Genova quale «capitale del nucleare» in Italia. A leggere l’intervento del ministro, trattenuto a Roma per la vicenda Alitalia, è stato delegato il deputato del Pdl Michele Scandroglio ad una tavola rotonda organizzata nell’ambito del congresso nazionale della Società italiana di fisica, alla quale ha preso parte, tra gli altri, lo scienziato Antonino Zichichi, l’ad di Ansaldo Energia Giuseppe Zampini, ed il presidente di Enea Luigi Paganetto. «Questa splendida città – ha scritto Scajola nel primo passaggio del suo discorso – col suo tessuto produttivo fortemente specializzato nei settori a più alta tecnologia, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), la sezione regionale dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, la presenza di aziende storiche come Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, può ormai considerarsi a pieno titolo la `capitale del nucleare´ in Italia»

PRIMA PIETRA NEL 2013
Arrivare alla «posa della prima pietra del nucleare entro il 2013»`. E´ questo l’intendimento ribadito da Scajola in una lettera-intervento ad una tavola rotonda nell’ambito del congresso della Società italiana di Fisica. Parlando del «rinascimento del nucleare», nel suo documento il ministro ha affermato anche la volontà di «ridefinire criteri di compensazione a favore delle comunità che ospiteranno siti nucleari». Secondo quanto si legge in un passaggio dell’intervento, «entro la fine dell’anno» saranno definiti «i criteri per la localizzazione dei siti» e sarà istituito «un organismo preposto alla sicurezza in campo nucleare». Parallelamente saranno «definite le procedure di autorizzazione degli impianti, secondo logiche che garantiscano certezza dei tempi, finanziabilità dei progetti, protezione dell’ambiente, tutela della salute dei lavoratori e delle popolazioni interessate».

«Ridefiniremo anche i criteri di compensazione – aggiunge – a favore delle comunità che ospiteranno siti nucleari, nella convinzione che sia necessario assicurare benefici concreti direttamente ai cittadini ed alle imprese, in termini di sconti sul costo dell’energia e rilancio delle economie locali».
_________________________________________

Come è possibile che questo governo continui a fare proggetti senza interrogare la popolazione???

Poi, visto che SECONDO LORO NON CI SONO PERICOLI, DI CHE DEVONO COMPENSARE LE COMUNITA’ CHE OSPITERANNO I SITI NUCLEARI????

SPERO PER LORO CHE TROVINO GENTE CHE METTE UN PREZZO ALLA PROPRIA SALUTE PER QUANTO MI RIGUARDA IO PENSO CHE SE LORO FACESSERO MENO INTRALLAZZI E PRENDESSERO UNO STIPENDIO ONESTO PAGHEREMMO DI MENO TUTTI O PER LO MENO LA DIFFERENZA DEI SOLDI CHE AVANZEREBBE SI POTREBBE USARE PER INCENTIVARE FONTI DI ENERGIA PULITA, NON PERICOLOSA E INESAURIBILE, TUTTE CARATTERISTICHE CHE MANCANO ALL’ENERGIA NUCLEARE…….

Pubblicato in: 4° REICH, CONSIDERAZIONI, energia nucleare, L'ENERGIA NUCLEARE NON SERVE, no al nucleare, notizie, VERGOGNA | Lascia un commento »

 
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