ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

ENERGIA NUCLEARE ENERGIE RINNOVABILI

DESERTIFICAZIONE: 24 milioni di PROFUGHI AMBIENTALI.

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


In Africa 73% delle terre aride coltivate sono a grave rischio desertificazione, fenomeno che interessa altre aree del pianeta. E in Italia oltre il 21% del territorio presenta caratteristiche tali da essere predisposto al rischio di desertificazione. Si stimano quasi un milione di profughi ambientali l’anno nel mondo, sono circa 24 milioni attualmente e il loro numero potrebbe salire a 200 milioni nel 2050.

Con lo slogan ”Conservare terra e acqua. Proteggere il nostro futuro comune” si celebra oggi la Giornata Mondiale per la lotta alla Desertificazione, indetta dalle Nazioni Unite nel 1994 per combattere degrado del suoloo e siccita’ che sempre piu’ minacciano la sicurezza umana mettendo a rischio i mezzi di sostentamento – cibo, acqua, attivita’ economiche - e che nelle situazioni piu’ critiche costringono intere popolazioni ad abbandonare la loro terra.

Alla Giornata aderiscono 190 Paesi.

I processi di desertificazione sono estremamente diffusi nel mondo tanto che ogni anno circa 6 milioni di ettari (il doppio della superficie del Belgio) subiscono un processo irreversibile di desertificazione e altri 20 milioni di ettari ne sono interessati fino a non essere piu’ sfruttabili con profitto dall’uomo; le aree a rischio sono state valutate attorno al 35% dell’intera superficie utile.

Uno dei fattori che danno il via alla desertificazione e’ la variazione della copertura vegetale dei terreni (diboscamento, pascolo eccessivo), che causa la perdita graduale dello strato superficiale di humus. In seguito tendono a instaurarsi processi erosivi, che alterano la struttura del terreno e la sua capacita’ di ritenzione dell’acqua, fino ad arrivare a stati di degrado praticamente irreversibili. Normalmente i terreni piu’ sensibili ai fenomeni di desertificazione sono quelli situati in climi aridi e con pendenze relative elevate.
In occasione della Giornata numerose iniziative sono in programma nel nostro Paese. Fra l’altro uno sguardo sul ruolo dell’agricoltura nella lotta ai processi di desertificazione: l’Istituto Nazionale di Economia (INEA) agraria organizza il seminario sul tema ”La lotta alla desertificazione: nuove sfide e strumenti operativi a livello nazionale e internazionale”, nel corso del quale vengono presentati tre supporti metodologici e innovativi per la lotta alla desertificazione. Si tratta in particolare di: SIGRIAN: Sistema Informativo per la Gestione delle Risorse Idriche in Agricoltura a livello Nazionale; il notiziario informativo sull’andamento della stagione irrigua; l’ aggiornamento al 2007 della cartografia CASI3, con inclusione delle aree extracomprensoriali.

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clima: osservatorio strategico dei cambiamenti climatici in atto ad alta quota sulle Alpi,

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


Con esperti di sette tra universita’ e istituzioni, la Ripartizione provinciale Protezione civile e l’Ufficio Geologia di Bolzano partecipano a un programma scientifico internazionale incentrato sullo studio preliminare della calotta di ghiaccio dell’Ortles quale sensibile indicatore dei cambiamenti climatici e ambientali in alta quota sulle Alpi. Uno studio condotto non al computer ma direttamente sull’Ortles, la vetta piu’ alta dell’Alto Adige.

Lo studio del clima in cima all’Ortles e’ di un progetto internazionale, coordinato da esperti del Byrd Polar Research Center dell’Universita’ dell’Ohio (USA) e dell’Ufficio idrografico della Provincia. Per la realizzazione dello studio, i due enti si avvalgono della collaborazione scientifica delle Universita’ di Innsbruck, Padova (dipartimento territorio e sistemi agroforestali, brevemente TeSAF), Pavia, Venezia e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche-CNR, del gruppo di telerilevamento Remote Sensing dell’EURAC di Bolzano e dell’Ufficio Geologia e prove materiali della Provincia. ”La calotta e’ un ottimo indicatore dei cambiamenti climatici e ambientali nelle Alpi ad elevate altitudini”, spiega il vicedirettore dell’Ufficio idrografico provinciale Roberto Dinale.

Pochi giorni fa un team di ricercatori e tecnici, coadiuvati dalle guide alpine di Solda, si e’ recato sulla Vedretta Alta dell’Ortles per lo studio preliminare delle caratteristiche chimico-fisiche della calotta. In particolare sono stati eseguiti campionamenti e osservazioni degli strati superficiali di neve nonche’ misurato lo spessore del ghiacciaio. ”Dopo una attenta analisi delle informazioni raccolte quest’anno, in collaborazione con i consulenti scientifici verranno delineati i prossimi passi”, spiega il direttore della Ripartizione protezione civile, Hanspeter Staffler.

E’ in programma inoltre un secondo studio a lungo termine della calotta dell’Ortles intesa come osservatorio strategico dei cambiamenti climatici in atto ad alta quota sulle Alpi, monitorando in particolar modo le variazioni di massa del ghiacciaio sommitale e le condizioni del permafrost, il congelamento perenne del terreno tipico delle alte quote. Il progetto, con l’ausilio di rappresentanti dell’istituto Marcelline di Bolzano e del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, intende sviluppare anche la divulgazione a studenti, insegnanti e popolazione regionale delle attivita’ di ricerca e dei risultati conseguiti dagli studi ambientali e climatici sull’Ortles.

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celle solari trasparenti: L’energia arriverà da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza.

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


Le celle solari possono anche essere trasparenti, nessuno esclude, che l’energia del sole potrebbe provenire da occhiali da sole, finestre o persino parabrezza. È solo questione di trovare il materiale giusto.

GLI SCIENZIATI TEDESCHI – Wolfgang Körner e altri ingegneri dell’Istituto Fraunhofer di Materiali Meccanici IWM di Friburgo, in Germania, stanno lavorando a UN progetto per sfruttare le finestre dei palazzi come superfici da adibire a celle , cercando al tempo stesso di conservare le proprietà di trasparenza del vetro.

I PANNELLI-FINESTRE – La nuova tecnologia allo studio dei ricercatori dell’Istituto di Materiali Meccanici richiede l’uso di due tipi differenti di strati trasparenti: il primo tipo, già collaudato, è in grado di trasferire l’elettricità attraverso gli elettroni, n-conduttori, mentre per lo sviluppo del secondo tipo, in cui sono le lacune elettroniche, i cosiddetti p-conduttori, a consentire all’elettricità di scorrere, le tecnologie sono ancora insufficienti. I p-conduttori presentano molte problematiche e spesso la loro conduttività è troppo bassa e la trasparenza è scarsa.

MATERIALI CONDUTTIVI E TRASPARENTI – I materiali esistenti allo stato attuale non consentono di veicolare sufficiente elettricità né di mantenere la trasparenza, obiettivo che grazie a Körner e ai suoi colleghi potrebbe essere invece più vicino. Attraverso un microscopio elettronico i ricercatori tedeschi hanno studiato infatti la modalità di distribuzione degli elettroni nelle diverse strutture, calcolando così il potenziale di conduttività e trasparenza dei differenti materiali che potrebbe portare alla superficie ideale per la finestra energetica e trasparente. Fino ad ora il materiale più promettente sembra essere l’azoto, ma la ricerca dell’ideale per la finestra solare è appena iniziata.

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Proteina p16INK4a: proteina che sarebbe in grado di rivelare lo stato di salute dei tessuti del corpo umano e dirci così qual è la sua vera età

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


Con un semplice prelievo di sangue si potrebbe un giorno misurare la vera eta’ del nostro corpo indicata anche dagli stili di vita adottati. Infatti c’e’ nel sangue un ‘termometro molecolare’ dell’invecchiamento,una proteina la cui quantita’ nel corpo e nel sangue aumenta al crescere dell’eta’,e aumenta piu’ rapidamente nel sangue di chi fuma o in quello dei sedentari, due comportamenti noti per accelerare l’invecchiamento.La scoperta si deve a ricercatori della University of North Carolina.

Scienziati dell’Università della North Carolina hanno identificato una proteina che sarebbe in grado di rivelare lo stato di salute dei tessuti del corpo umano e dirci così qual è la sua vera età, al di là di quella anagrafica.
LA SCOPERTA – Come illustrato nello studio condotto dai ricercatori americani (pubblicato sul giornale scientifico Aging Cell), la proteina in questione, chiamata p16INK4a, si trova in concentrazioni maggiori nel sangue via via che l’età aumenta, e tende ad aumentare ancora di più qualora il soggetto analizzato abbia uno stile di vita non proprio ineccepibile, per esempio fumi o non faccia sufficiente attività fisica. Nessun aumento significativo viene invece rilevato in presenza di obesità.
«TERMOMETRO» – La concentrazione di p16INK4a – prodotta da un gene soppressore dei tumori – può essere facilmente misurata con un rapido test effettuato tramite un prelievo del sangue: in questo modo, per esempio, sarebbe semplice conoscere l’età molecolare (ossia le reali condizioni) di un organo destinato al trapianto o a valutare le effettive condizioni di salute di un soggetto in seguito a un intervento chirurgico. La validità del test messo a punto dagli scienziati è stata verificata su un campione di 170 soggetti sani.

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CACCIA ALLE BALENE : DANIMARCA VUOLE QUOTA CACCIA ALLE BALENE MEGATTERE

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


Danimarca, infatti, vuole ottenere una quota per la Groenlandia, per uccidere 50 megattere al largo della Groenlandia occidentale, sotto la categoria della ‘caccia di sussistenza per le popolazioni indigene’. Essa sostiene che sono necessarie maggiori quantita’ di carne di balena per soddisfare i bisogni nutrizionali della popolazione della Groenlandia, un territorio dal governo autonomo che fa parte del regno danese”. Lo rivela la WDCS, Whale and Dolphin Conservation Society, sottolineando ”la la pericolosita’ di queste rivendicazioni, del resto non comprovate”.

”L’argomentazione della Groenlandia secondo la quale le sue comunita’ indigene avrebbero bisogno di maggiori quantita’ di carne rispetto a quelle fornite dalle loro attuali quote non e’ convincente – denuncia WDCS – . Negli ultimi 10 anni, non hanno mai catturato tutte le balene rese disponibili dalla loro quota di ‘‘caccia di sussistenza” e grosse quantita’ di carne vengono sprecate o stoccate o vendute nei supermercati – disponibili anche per i turisti.

Cio’ contrasta con la natura non commerciale della caccia di ’sussistenza’. Inoltre, ogni anno, in Groenlandia vengono uccise circa 4000 tra piccole balene e focene.

La richiesta della Danimarca per espandere la caccia alle balene in Groenlandia non ha nulla a che vedere con ‘i bisogni di sussistenza’ ma rappresenta piuttosto un tentativo di ‘condonare’ la caccia per fini commerciali nelle regioni artiche”.

‘Semplicemente, la Danimarca non dice tutta la verita”’ dichiara Nicolas Entrup, portavoce della WDCS a Madeira.

secondo il quale la Groenlandia puo’ sfruttare ambiguita’ e lacune presenti nei regolamenti dell’IWC perche’ non esistono norme internazionali vincolanti che regolino la caccia per fini di sussistenza.

”Fino a quando tale riforma non verra’ completata, la Groenlandia potra’ continuare la sua politica di interessi personali all’IWC – continua Entrup – . La WDCS non e’ contraria alla caccia per fini di sussistenza da parte delle comunita’ indigene, incluse quelle della Groenlandia, che sono state riconosciute dall’IWC come comunita’ la cui legittima sussistenza dipende dalle balene.

Tuttavia, la quota di 10 megattere l’anno richiesta dalla Groenlandia fornirebbe quantita’ di carne di balena ben superiori a quelle necessarie per soddisfare i suoi bisogni”.


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CERVELLO CONSUMA 99% ENERGIE PER RESTARE VIGILE

Pubblicato da milionidieuro su 17 Giugno 2009


Essere coscienti richiede piu’ energia cerebrale di quanto si credeva: lo sostengono i ricercatori della Yale University in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas). La risonanza magnetica funzionale, finora utilizzata per creare una mappa delle aree del cervello ”attive” durante i test, ha dimostrato che l’energia necessaria a rispondere a compiti quali, ad esempio, test di memoria ammonta solo all’1%. Il restante 99% probabilmente, spiegano i ricercatori, serve a mantenere lo stato di veglia cosciente: ”Le neuroimmagini analizzano solo la punta dell’iceberg – spiega Robert Shulman, coordinatore dello studio – mentre noi abbiamo rivolto la nostra attenzione a tutto il resto”.

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ENERGIAE RINNOVABILI: 3 MILIONI DI POSTI LAVORO IN EUROPA LEGATI A ENERGIE RINNOVABILI

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


Con oltre tre milioni di posti di lavoro in tutta Europa, le attivita’ economiche ”verdi” stanno superando le industrie inquinanti in termini di posti di lavoro. E’ quanto rivela il nuovo studio del WWF ”Low carbon jobs for Europe” (Lavori a basso contenuto di carbonio per l’Europa) lanciato oggi a livello internazionale alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo prevista per il 18-19 giugno a Bruxelles.

Lo studio mostra che almeno 3,4 milioni di posti di lavoro in Europa sono direttamente legati ai settori delle energie rinnovabili, della mobilita’ sostenibile e dei beni e servizi per l’efficienza energetica, contro i 2,8 milioni di posti di lavoro garantiti da settori inquinanti come attivita’ estrattive, elettricita’, gas, cemento e industrie del ferro e dell’acciaio. E si prevede che l’economia ”low-carbon”, a basso contenuto di carbonio, continuera’ a espandersi in futuro mentre l’impiego nelle industrie estrattive, inquinanti e climalteranti continuera’ a diminuire.

”Questo studio evidenzia chiaramente chi sono i vincitori della sfida e dimostra che le politiche e le tecnologie ‘amiche del clima’ danno un contributo fondamentale allo sviluppo dell’economia – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – L’economia pulita e’ pronta a prendere il via, e se la politica continuera’ a supportare le industrie che invece contribuiscono ad aggravare la crisi climatica, l’Europa dovra’ affrontare costi altissimi sia per l’economia che per l’ambiente”.

I dati disponibili evidenziano che in Europa circa 400.000 persone sono impiegate nel settore delle energie rinnovabili, circa 2,1 milioni per la mobilita’ sostenibile e oltre 900.000 in beni e servizi per l’efficienza energetica, in particolare nel settore edilizio. Questi impieghi includono, per esempio, la produzione, installazione e manutenzione di turbine eoliche e pannelli solari, o i lavori per il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici esistenti. E tutti questi settori – in particolare eolico, solare fotovoltaico, biomasse, mobilita’ pubblica e settore edile – stanno registrando una crescita significativa.

Accanto a questi, ci sono circa altri 5 milioni di posti di lavoro in settori e impieghi correlati.

A guidare la classifica europea delle professioni verdi sono Germania, Spagna e Danimarca per l’eolico, Germania e Spagna per l’energia solare, settori che stanno sviluppandosi anche in altri Paesi con un alto potenziale di miglioramento.

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FOCA MONACA: via piano tutela per foca monaca

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


”Alla prossima riunione della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che si terrà dal 22 al 26 giugno a Madeira, in Portogallo, le megattere si ritroveranno sotto tiro. La In arrivo una strategia per salvare la foca monaca nel Mediterraneo. La ‘riscossa’ di questa specie simbolo parte dalla Grecia. Il piano e’ stato elaborato dalla Mom, l’associazione per lo studio e la protezione della foca monaca e verrà presentato alle autorità greche. Il piano prevede uno scopo, 4 obiettivi e una serie di azioni per 5 anni. E’ realizzato per la Grecia, che e’ il grande serbatoio Mediterraneo per questa specie, ma e’ una strategia esportabile a tutto il bacino.

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INDIOS VINCONO LA BATTAGLIA, GOVERNO RITIRA LEGGI CONTESTATE

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


Gli indios della selva amazzonica peruviana sembrano aver vinto la loro battaglia. Al termine di un incontro con gli ”Apus”, rappresentanti di diverse tribu’, nella selva centrale della regione di Junin, il primo ministro Yehude Simon si e’ impegnato a presentare oggi stesso al parlamento la proposta di abrogazione dei decreti sullo sfruttamento delle risorse idriche e naturali, contestati dai popoli nativi. A Bagua, citta’ dove dieci giorni di duri scontro fra polizia ed indios avevano causato 34 morti, e’ stato revocato lo stato di emergenza. Ma la resistenza degli indios non sembra essersi placata: lungo le strade della zona ci sono ancora molti blocchi stradali e per il prossimo 24 giugno resta confermata una manifestazione nazionale contro il governo di Lima.

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CANCRO : resveratrolo, sostanza contenuta nel vino rosso, aiuta a prevenire il cancro

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


Tutti ne lodano gli effetti, ma nessuno sa come agisce. Ora i ricercatori della School of Biomedical Sciences dell’Universita’ di Queensland, in Australia, hanno scoperto il modo in cui il resveratrolo, una sostanza contenuta nel vino rosso, lavora all’interno dell’organismo umano.

Gli scienziati hanno appurato che il resveratrolo aiuta a prevenire il cancro accrescendo il processo di apoptosi, il meccanismo che programma la ”pulizia” delle cellule morte, rafforza il cuore proteggendone le cellule, rimuove le sostanze reattive ossidanti e infine migliora l’approvvigionamento del sangue ai tessuti.

Durante lo studio, i cui risultati saranno pubblicati sul numero di settembre di Alcoholism: Clinical & Experimental Research, gli scienziati hanno rilevato che la sostanza viene assorbito dall’organismo attraverso il flusso sanguigno, mentre resta inattiva nel fegato e nell’intestino: ”E’ interessante notare – spiega Stephen Taylor, che ha partecipato alla ricerca – che se il vino viene assunto lentamente, il resveratrolo assorbito attraverso le mucose della bocca raggiunge un livello fino a 100 volte superiore nel sangue, rispetto a quando viene deglutito velocemente”.

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SESSO: IMPOTENZA E DISFUNZIONI SI CURANO CON LA ”LIGHT TERAPY”( LUCE TERAPIA ).

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


Un bagno di luce contro le disfunzioni sessuali: per migliorare le performance sessuali degli uomini affetti da mancanza di desiderio, impotenza e incapacita’ a raggiungere l’orgasmo, infatti, un nuovo studio italiano suggerisce che un rimedio puo’ arrivare dalla stimolazione della ghiandola pineale all’interno del cervello per mezzo della ”light terapy”.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Psychotherapy and Psychosomatics, si fonda sull’assunto che la luce-terapia stimolando la ghiandola pineale, che regola diverse funzioni biologiche fra cui quella sessuale, possa influire sui disturbi che interessano questa sfera. ”I risultati di questo studio – afferma Letizia Bossini, ricercatrice dell’Universita’ di Siena che ha coordinato l’esperimento – dimostrano un potenziale effetto positivo della light terapy sulle disfunzioni sessuali primarie”.

I ricercatori hanno sottoposto i soggetti dello studio all’esposizione di un fascio di luce bianca fluorescente di intensita’ pari a 10 mila lux, per mezz’ora al giorno, per un periodo di due settimane. Al termine della ricerca le prestazioni sessuali di tre pazienti su cinque sono migliorate sensibilmente.

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RISCALDAMENTO GLOBALE: entro la fine del secolo saremo a rischio estinzione e sarà la fine della civiltà umana

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


Ciclone nel Myanmar, terremoto in Cina e inondazioni in India: tre catastrofi naturali che, nel 2008,hanno ucciso oltre 220.000 persone. Ridurre la vulnerabilita’ ai disastri per le comunita’ povere colpite dal cambiamento climatico, sara’ l’argomento della ”piattaforma globale per la riduzione del rischio di catastrofi”, in programma a Ginevra, dal 16/6.L’Unione internazionale per la conservazione della natura afferma che la gestione sostenibile delle risorse riduce il rischio.

“Se la temperatura dell’acqua aumentera’ di 3 gradi Celsius, si arrivera’ a una situazione di 3 milioni di anni fa, al Pleocene e saremo a rischio estinzione e sara’ la fine della civilta’ umana”, ha spiegato il guru dell’economia e profondo conoscitore delle tematiche ambientali americano. Rifkin ha parlato di sottostima del fenomeno da parte di tutti, di previsioni sbagliate da parte degli esperti, a cominciare da lui stesso. La situazione “non ha precedenti, dobbiamo riaprire le dighe 100 anni prima rispetto a quanto avevamo previsto pochi anni fa, quando stilammo il 3° Rapporto sui cambiamenti climatici (ora siamo al 4°)”. Alla luce di questo ha detto: “Serve un piano e una strategia mondiale che ci possa portare in modo molto veloce all’era del Post Co2. C’e’ bisogno di una road map non possiamo sbagliare” perche’ “non c’e’ piano economico senza business plan”, aggiunge Rifkin

Il Pianeta sta male e il riscaldamento climatico sta peggiorando a ritmi che sono stati sottostimati e che si stanno manifestando in tutta la loro ineluttabilità. Bisogna agire e creare una roadmap economica e politica per evitare che la popolazione mondiale vada verso l’estinzione. A lanciare l’allarme è Jeremy Rifkin, che proponendo il concetto a lui caro di Terza rivoluzione industriale, ha ricordato quanto i cambiamenti del clima siano materia di oggi e non del futuro. Nella lectio magistralis tenuta al Sustainability International Forum (Sif) organizzato da Minerva e P&G Alumni, il professor Rifkin ha detto di essere preoccupato perché la situazione dei cambiamenti climatici «è peggiore di quello che crediamo. Tutti noi ci siamo sbagliati nelle previsioni, perché l’accelerazione di questi fenomeni è stata sottostimata». Un’accelerazione che rischia di far «scomparire la vita dalla Terra entro la fine del secolo», ha aggiunto Rifkin in una delle sue affermazioni più catastrofiste. I dati sono di fronte a noi, ha spiegato il presidente della Fondazione Economic Trends, «le stagioni degli uragani nel golfo del Messico e fino alla Florida sono dimostrazioni in tempo reale dei cambiamenti climatici». «Spero di essermi sbagliato e di svegliarmi da questo brutto sogno, ma adesso non possiamo sbagliare nella definizione delle prossime mosse, altrimenti troveremo la porta chiusa».
E il prossimo appuntamento è quello del G8 su cui Rifkin non ha dubbi: il summit deve essere il luogo per «focalizzare la discussione sulla terza rivoluzione industriale e su un piano economico per la lotta ai cambiamenti climatici. Adesso quello che serve è mettere in campo un’agenda economica e un piano di finanziamenti». Senza queste prospettive, senza una roadmap economica da parte dei Paesi industrializzati anche Copenhagen sarà un fallimento, ha aggiunto. «Si parla di livelli di emissioni, di cap and trade, di trasferimento tecnologico, ma non si parla della Terza rivoluzione industriale, quella che permetterà ai nostri edifici, alle nostre abitazioni di diventare produttori di energia, creando un capitalismo distribuito». Se nel corso del vertice di Copenhagen a dicembre non si rifletterà su tutto questo il rischio è alto, avverte Rifkin. «Se l’accordo di riduzione delle emissioni si attesterà sull’aumento di 2-3 gradi della temperatura esiste il rischio potenziale che l’intera popolazione della Terra si estingua entro la fine del secolo. I ghiacci che tengono intrappolato il gas naturale in Siberia, hanno subito un cambiamento di temperatura troppo veloce e se si dovessero sciogliere ci sarebbe un’emissione massiccia di CO2».

Il sole splende tutto il giorno, il vento soffia, la terra sprigiona caldo, anche il pattume e i residui agricoli producono energia e infine l’idroelettrica”. E alla platea di imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e dell’economia Rifkin, con il suo fare diretto e appassionato, ha detto che bisogna arrivare a un “capitalismo distribuito e condiviso”. Ma il guru americano ha avvertito: “Il cambiamento economico non e’ un’utopia ma non ne ho sentito parlare. Neppure Obama ha parlato ad esempio del consumo di carne che e’ la terza causa di surriscaldamento del pianeta”. Insomma per Rifkin occorre passare “dalla geopolitica alla biopolitica e fare in modo che ogni creatura abbia il diritto assoluto di accesso all’energia, un diritto indiscutibile . Tutti gli esseri umani – ha concluso – hanno diritto a partecipare a questa risorsa”.

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ENERGIA RINNOVABILE: EDIFICI DIVENTINO CENTRALI ENERGETICHE AUTONOME

Pubblicato da milionidieuro su 16 Giugno 2009


L’uomo deve impegnarsi concretamente al recupero dell’ambiente partendo dalle proprie abitazioni, dalle citta’ dove e’ concentrato gran parte del problema energetico del pianeta.
Una vera e propria ”rivoluzione” in architettura come previsto dalla ”dichiarazione di Venezia” firmata da arhitetti di fama internazionale sul tema della sostenibilita’.

L’obiettivo e’ di consentire a milioni di persone di produrre energia pulita e rinnovabile propria tramite le loro attivita’ commerciali, istituzioni pubbliche e abitazioni e di condividere le eccedenze energetiche con altri tramite reti intelligenti di servizi pubblici, avviando di fatto la Terza Rivoluzione industriale e una nuova era post- anidride carbonica.

E’ quanto emerge dal workshop, promosso dal centro di ricerca Citera, svoltosi oggi alla facolta’ di architettura Valle Giulia dell’universita’ la Sapienza di Roma a cui ha partecipato con una ”lectio magistralis” l’economista di fama internazionale Jeremy Rifkin , presidente della foundation on economic trends, firmatario della ”Dichiarazione”. Hanno offerto il loro contributo al seminario gli architetti Mario Cucinella, Stefano Boeri e Franco Purini.

”Partire dalle citta’ – ha detto Livio de Santoli, direttore del centro i ricerca Citera – significa affrontare il problema energetico degli edifici e della mobilita’.

No, quindi, alla logica consumistica che ha condotto l’uomo all’isolamento ma egli deve trasformarsi da consumatore di energia (passivo) a produttore di energia (attivo) in una rete globlale, condivfidendo l’energia prodotta con gli altri”.

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influenza suina: nuova influenza, In Italia sono 67 i casi confermati e Prima vittima in Europa

Pubblicato da milionidieuro su 15 Giugno 2009


In Italia sono 67 i casi confermati di nuova influenza umana A/H1N1. Lo sostiene il Ministero del Lavoro, delle Salute e delle Politiche Sociali. A livello internazionale i casi confermati di nuova influenza A/H1N1 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e il Center of Disease Control (CDC) di Atlanta sono complessivamente 35.928 ed i decessi sono 163.

Sempre attivo il numero 1500 per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti in merito alla nuova influenza.

Prima vittima in Europa per l’influenza suina. La persona colpita è uno scozzese, secondo una nota diramata dalle autorità sanitarie del Regno Unito, precisando che l’uomo, che soffriva di una serie di gravi problemi di salute. E’ morto ieri in un ospedale di Glasgow, mentre in sole 24 ore ci sono stati 35 nuovi contagiati. Intanto la lista si allunga nell’America del Nord: ieri a essere fulminata dal virus è stata una cinquantenne, scomparsa nei pressi di Montreal. Colpa, appunto, dell’A/H1N1. In Canada è la sesta vittima. Comunque, per evitare di provocare isterismi di massa, le autorità hanno precisato che era affetta da «una patologia cronica». Intanto da venerdì scorso – ha spiegato in un’affollata conferenza stampa il direttore nazionale della Sanità pubblica, Alain Poirier – «si sono registrati 540 nuovi casi». E dallo scoppio dell’epidemia, a inizio aprile, il totale è già salito a 3515 contagi, per fortuna sotto controllo. Ma i livelli di allarme restano sempre alti: la scorsa settimana l’Oms – l’Organizzazione mondiale della Sanità – ha dichiarato lo stato di «pandemia» per la nuova influenza. E infatti gli allarmi si estendono. In Francia, per esempio. Da Parigi è stata confermata la presenza di sette nuovi ammalati tra gli alunni di una scuola di Tolosa. A preoccupare la prefettura della città è che i sette non hanno avuto contatti con viaggiatori tornati dalle zone colpite dal virus. «La specificità della situazione – ha sottolineato il direttore del gabinetto dell’Alta-Garonna, Anne-Gaelle Baldovino-Clerc – è che questi casi non sono legati a processi di contagio. Il virus, quindi, è presente nel nostro Paese». Venerdì scorso il ministro della Sanità, Roselyne Bachelot, aveva fatto un bilancio dei contagi in Francia, parlando di 80 casi. E nelle stesse ore, ieri, a Genova è stato reso noto il secondo caso di influenza. Si tratta di un ventenne, di ritorno da un lungo viaggio negli Stati Uniti . Al pronto soccorso il giovane presentava tutti i sintomi tipici: febbre alta, male alle ossa, tosse secca. Sottoposto a terapia antivirale, adesso è a casa sotto controllo medico.

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Cesio137: in ITALIA pellet per stufe radioattivo

Pubblicato da milionidieuro su 15 Giugno 2009

AOSTA – Pensava di aver acquistato dell’eco-combustibile di qualità, ma ha scoperto di avere utilizzato nella stufa di casa una sostanza radioattiva. È accaduto a un abitante di Aosta, città da dove oggi – su disposizione della Procura della Repubblica – è partito un maxi sequestro in 29 province italiane (11 le regioni coinvolte) di 10 mila tonnellate di pellet, un prodotto, proveniente in questo caso dalla Lituania, derivante dalla pressatura della segatura del legno e utilizzato in speciali stufe domestiche.

NON BRUCIAVA BENE – Sono stati i vigili del fuoco di Aosta ad avvertire ieri la squadra mobile della questura, dopo che l’aostano aveva fatto analizzare il pellet perché non bruciava bene. La strumentazione del gruppo Nucleare biologico chimico (Nbc) ha rilevato la presenza di Cesio137: sostanza radioattiva prodotta dalla detonazione di armi nucleari e dai reattori delle centrali nucleari. Subito è scattata l’operazione. Prima è stato individuato il rivenditore valdostano, poi l’importatore, un grossista di Varese, successivamente è stata ricostruita la rete di distribuzione in Italia. Nelle prime ore di oggi, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dal procuratore della Repubblica di Aosta, Marilinda Mineccia, agenti delle 29 questure coinvolte hanno messo i sigilli sui sacchi contenenti pellet con marca «Natur Kraft», conservati in 60 diversi depositi. Non tutti risultano comunque contaminati.

IN TUTTA ITALIA – La merce – un totale di 251 tir – era arrivata dal Baltico lo scorso autunno e poi venduta in tutta Italia, dal nord al sud. Oltre la Valle d’Aosta, le regioni coinvolte sono la Lombardia (Varese, Milano, Como, Lecco, Cremona, Bergamo, Pavia, Lodi, Sondrio e Brescia), il Piemonte (Torino e Cuneo), la Liguria (Savona e La Spezia), il Veneto (Vicenza), l’Emilia Romagna (Forlì, Ravenna Ferrara e Bologna), il Lazio (Frosinone e Viterbo), l’Abruzzo (L’Aquila), la Puglia (Bari, Brindisi e Taranto), la Calabria (Cosenza) e la Sardegna (Sassari e Cagliari). Ora l’attenzione è rivolta alle eventuali minacce alla salute a cui possono essersi esposti coloro che sono entrati in contatto con l’eco-combustibile contaminato.

I PERICOLI – Il Cesio 137, infatti, è un materiale radioattivo estremamente tossico. Il soggetto può subire danni cellulari dovuti alle radiazioni che possono persino provocare perdita di conoscenza, coma o morte. Dipende dalla resistenza delle singole persone, dalla durata dell’esposizione e dalla concentrazione a cui il soggetto è esposto. «I pellet contaminati – ha rassicurato oggi il questore di Aosta, Salvatore Aprile, nel corso di una conferenza stampa – non sono pericolosi per la salute dell’uomo quando sono inerti, mentre lo possono essere i fumi prodotti dalla loro combustione, così come le ceneri». E poi ha aggiunto: «Sono ancora in corso esami e accertamenti per testare quali sono i pericoli per la salute derivanti da questo materiale».

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RISCALDAMENTO GLOBALE:aumenta livelli dei mari

Pubblicato da milionidieuro su 14 Giugno 2009


Lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia avrebbe portato, dal 1995, ad un aumento di 0,7 millimetri l’anno del livello del mare. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani e danesi. Lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia potrebbe essere stato responsabile del 25% dell’innalzamento globale del livello del mare.Il fenomeno, con una media di tre millimetri l’anno, ‘viaggerebbe’ ad una velocita’ piu’ che doppia rispetto alla media del ventesimo secolo.

Milioni di persone in tutto il mondo saranno costrette ad abbandonare le proprie case nelle prossime decadi a causa dell’innalzamento dei mari e della siccita’ provocati dal cambiamento climatico. E’ quanto emerge da uno studio presentato oggi alla conferenza mondiale sul clima in corso a Bonn. Il rapporto, realizzato dall’Universita’ delle Nazioni Unite, dall’organizzazione umanitaria Care International e dall’ Universita’ di Columbia (New York), spiega che e’ troppo presto per fare previsioni esatte, ma cita una stima dell’ Organizzazione internazionale per la migrazione, secondo cui questi fenomeni potrebbero spingere 200 milioni di persone a lasciare le proprie terre entro il 2050. ”La migrazione e gli spostamenti indotti da fenomeni ambientali hanno il potenziale di diventare fenomeni senza precedenti, sia in termini di estensione, sia di entita”’, sottolinea lo studio, dal titolo ‘In cerca di riparo: una mappa degli effetti del cambiamento climatico sulla migrazione e gli spostamenti umani’. ”Nelle prossime decadi – proseguono gli esperti -, i cambiamenti climatici indurranno o costringeranno milioni di persone a lasciare le proprie case alla ricerca di sicurezza e di una vita sostenibile”. Il rapporto sottolinea quindi che servono fondi per aiutare queste popolazioni a fuggire dalle zone piu’ a rischio. Fra queste, lo studio cita gli stati-isole come le Maldive e Tuvalu, le regioni secche come la zona sud-sahariana del Sahel e il Messico, oltre ai paesi dei delta fluviali come il Bangladesh, il Vietnam e l’Egitto. ”Nelle aree densamente popolate dei delta del Gange, del Mekong e del Nilo, un innalzamento dei mari di un metro potrebbe interessare 23,5 milioni di persone e ridurre la superficie dei terreni oggi destinata all’agricoltura di almeno 1,5 milioni di ettari”, spiega il rapporto. Secondo gli scienziati, entro questo secolo, i livelli dei mari potrebbero crescere di almeno un metro. Il mondo, conclude lo studio, deve investire per preparare le comunita’ ed i paesi piu’ poveri ai cambiamenti climatici. Fondi, questi, che ”devono essere in aggiunta agli impegni esistenti”.

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TEST NUCLEARI:Corea del Nord "Useremo il plutonio"

Pubblicato da milionidieuro su 13 Giugno 2009


La Corea del Nord comincera’ un programma per arricchire l’uranio e usera’ a scopi militari tutto il plutonio che estrarra’. Lo afferma l’agenzia nordcoreana Kcna, aggiungendo che Pyingyang intraprendera’ azioni militari se gli Usa e i loro alleati cercheranno di isolarla.

Pyongyang – Prosegue la minaccia della Corea del Nord, tesa a impaurire il mondo. Questa volta fa la voce grossa per rispondere al voto all’unanimità con il quale il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha rafforzato le sanzioni contro Pyongyang a seguito dei test missilistici e nucleari condotti nelle scorse settimane. “L’opzione che consiste nell’abbandono delle armi nucleari è diventata cosa impossibile, e poco ci importa che alcuni ci autorizzano o no a disporre di armi nucleari”, ha reso noto il ministero degli Esteri in un comunicato. “In primo luogo, tutto il plutonio estratto sarà utilizzato a fini militari. Un terzo delle barre di combustibili è già stato ritrattato”, è stato spiegato.

Tecnologia disponibile “In secondo luogo, cominceremo l’arricchimento dell’uranio”, ha aggiunto il ministero in un comunicato, affermando che il paese dispone della tecnologia necessaria grazie alla costruzione di reattori ad acqua leggera. Pyongyang ha informato, inoltre, che Pyongyang. Si tratta della prima reazione ufficiale nordcoreana alla decisione del Consiglio di sicurezza dell’Onu di inasprire le sanzioni contro Pyongyang in risposta al suo test del 25 maggio.

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www.zoomondoanimali.it: il blog del primo bioparco d’Italia

Pubblicato da milionidieuro su 13 Giugno 2009


Tigri, pinguini, lama, falchi e tanti altri animali diventano blogger. Zoom Torino, il primo bioparco immersivo d’Italia, e l’agenzia di comunicazione Connexia presenta www.zoomondoanimali.it, il blog in cui gli animali parlano di se stessi e raccontano della propria vita nel bioparco. Zoom Torino (www.zoomtorino.it) sorge a Cumiana, a una trentina di chilometri dalla città piemontese, è un parco di nuova concezione in cui gli animali si vedono, ma soprattutto si ‘vivono’, e da vicino, senza reti, gabbie o cancelli, ma solo barriere naturali come cespugli e vasche d’acqua.

Zoom Torino è uno ‘parco work in progress’, composto di habitat diversi, alcuni già visitabili e altri in costruzione, ma soprattutto è il luogo in cui è possibile: imparare a conoscere e proteggere gli animali, conservare e difendere le specie a rischio, sostenere la ricerca, e approfondire tematiche ambientali. “Abbiamo voluto ricreare a pochi chilometri dal capoluogo piemontese gli habitat naturali di diversi continenti per far sentire i nostri animali ‘a casa’ – ha detto Gianluigi Casetta, amministratore delegato di Zoom Torino -. Il nostro non è solo uno parco in cui vedere animali che diversamente si potrebbero conoscere solo dalla televisione o sulle riviste, ma anche il luogo in cui studiamo e proteggiamo specie minacciate dall’estinzione. Zoom è un nuovo modo di fare ‘cultura ambientale’”.

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IFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA , IN ITALIA Il totale dei contagi SALE a 67.

Pubblicato da milionidieuro su 13 Giugno 2009


Sono stati confermati oggi nel tardo pomeriggio altri 8 casi di positivita’ alla nuova influenza umana A/H1N1 in Italia: e’ quanto si legge in un comunicato del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Il totale dei contagi arriva così a 67.

Quattro casi sono stati confermati nel Lazio: una donna di 29 anni, in isolamento domiciliare e in buone condizioni contatto di un precedente caso italiano, un uomo di 53 anni, rientrato da un recente viaggio in Usa, in isolamento domiciliare e in buone condizioni, un uomo di 34 anni, rientrato da un recente viaggio in Usa, in isolamento domiciliare e in buone condizioni ed una ragazza di 14 anni, cittadina Usa proveniente da Ohio, in crociera sbarcata a Civitavecchia, ricoverata in isolamento e in buone condizioni. Due casi sono stati confermati in Toscana: una donna di 36 anni, rientrata da un recente viaggio in Usa, ricoverata in isolamento e in buone condizioni, un uomo di 41 anni, rientrato da un recente viaggio in Argentina, in isolamento domiciliare e in buone condizioni. Il settimo caso e’ relativo ad una donna di 31 anni, rientrata in Lombardia, da un recente viaggio in Usa, ricoverata in isolamento e in buone condizioni: l’ottavo caso e’ relativo ad un uomo di 40 anni, rientrato in Puglia da un recente viaggio a New York, in isolamento domiciliare e in buone condizioni.

Si accorciano intanto i tempi per un vaccino. Novartis Ag ha prodotto un primo lotto di un siero, che comincerà i test clinici a luglio. L’azienda svizzera è abbastanza ottimista sulla possibilità di aumentare la produzione in tempi rapidi. E si aspetta l’ok alla commercializzazione in autunno, sottolinea in un comunicato. All’azienda sono già arrivate richieste di vaccini da una trentina di governi.

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MEDUSA GIGANTE:Pesca intensiva, inquinamento e attività umane stanno modificando l’ecosistema marini

Pubblicato da milionidieuro su 12 Giugno 2009


Pesca intensiva, inquinamento e attività umane incontrollate stanno modificando l’ecosistema marino: i pesci scompaiono, nuove specie prendono il sopravvento. E alcune sembrano uscite da un film horror.

Le coste dei nostri mari potrebbero presto essere invase da un’orda di meduse giganti, molto più grandi di quello che potete immaginare. Stiamo parlando delle meduse Nomura, bestioni gelatinosi di due metri di diametro che possono arrivare a pesare fino a 200 kg. L’inquietante previsione è dei ricercatori dello CSIRO Marine and Atmospheric Research, un blasonato istituto di ricerche australiano. Il dottor Anthony Richardson e i suoi colleghi affermano che le medusone, grosse e pesanti come lottatori di sumo, stanno rapidamente aumentando nel Mediterraneo, nei mari del sud est asiatico, nel Mar Nero, nel Golfo del Messico e nel Mare del Nord.

ESEMPIO DI MEDUSA GIGANTE

Pensate trovarvi, mentre fate il bagno in mare, davanti alla medusa più grande del mondo…
Ma questo non è un sub qualsiasi, è un ricercatore che sta attaccando un sensore alla medusa di Echizen, zona costiera giapponese. La grande medusa può raggiungere anche il metro e mezzo di diametro e arrivare a pesare 150 chili. I pescatori della zona hanno dichiarato di aver avvistato branchi formati da migliaia di esemplari.
E mentre i pescatori vengono danneggiati in parte dalla grande medusa, che si trova nelle acque del mar del Giappone soprattutto in autunno, i ricercatori utilizzeranno questo grande esemplare, grazie ad alcuni sensori collegati a un satellite, per prendere informazioni sulla temperatura del mare in profondità.

FONTE: FOCUS.IT

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cancro :Più ‘ intelligenti e quindi più a rischio cancro?

Pubblicato da milionidieuro su 12 Giugno 2009


Piu’ intelligenti e quindi piu’ a rischio cancro? I bassi tassi di incidenza di tumore negli scimpanze’ hanno portato i ricercatori del Georgia Tech’s School of Biology e dell’Ovarian Cancer Institute coordinati da John McDonald a sospettare che la maggiore capacita’ cerebrale degli uomini sia responsabile della maggiore diffusione della malattia. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Medical Hypothesis: ”I test suggeriscono che una delle ragioni di questa differenza tra esseri umani e scimpanze’ – spiega McDonald – potrebbe risiedere nell’apoptosi, uno dei piu’ importanti meccanismi tramite cui il nostro corpo elimina le cellule tumorali. Gli uomini sono piu’ intelligenti degli scimpanze’ e quindi geneticamente piu’ restii ad auto-distruggere le proprie cellule”.

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EFFETTO SERRA :ITALIA IN RITARDO nell’applicazione degli obiettivi fissati a Kyoto

Pubblicato da milionidieuro su 12 Giugno 2009


Accelerazione dei processi di desertificazione e abbandono delle colture, mancanza di acqua, aumento dei fenomeni climatici estremi: i cambiamenti climatici sono ormai gia’ da qualche anno una realta’ con la quale dobbiamo confrontarci e un accordo su base globale per cercare di contrastarli non e’ piu’ prorogabile.

Sul banco degli imputati l’impatto ambientale di ogni singolo uomo che vive sul pianeta: le emissioni di gas serra, la deforestazione, l’uso scriteriato delle acque, una politica energetica basata sul petrolio e sul carbone. Uno dei dati piu’ preoccupanti riguarda i paesi industrializzati, che secondo quanto stabilito dal protocollo di Kyoto avrebbero dovuto ridurre del 5 per cento entro il 2012 le proprie emissioni rispetto ai livelli del 1990. Nonostante l’obiettivo di riduzione, nel 2005 le economie ricche, ad esclusione dei paesi dell’ex blocco sovietico, hanno fatto registrare un aumento dell’11 per cento dei gas climalteranti rispetto ai livelli del 1990.

E il pianeta risponde: sempre nel 2005, secondo uno studio della Nasa, la quantita’ di ghiaccio della Groenlandia che si e’ fusa con l’oceano e’ stata superiore di ben due volte e mezzo rispetto a quella del 1996. Risultato: entro i prossimi cinquanta anni il mar Artico potrebbe essere completamente libero dai ghiacci durante i mesi estivi. La temperatura media globale combinata (superficie terrestre e oceani) del mese di Aprile 2009, secondo i dati preliminari del NOAA, e’ stata la quinta piu’ calda per questo mese in base ai dati finora registrati (+0.59*C sopra la media).

Ridurre le emissioni di anidride carbonica e realizzare gli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto – secondo gli esperti – rappresenta un primo ma indispensabile passo per invertire la tendenza rispetto all’effetto serra. Perche’ il processo di riscaldamento globale, provocato soprattutto dai consumi crescenti di petrolio e di altre fonti fossili, non e’ piu’ soltanto una minaccia ma sta gia’ producendo effetti drammatici: alluvioni e uragani si stanno ripetendo con una forza e una cadenza senza precedenti e determinano modifiche sempre piu’ consistenti negli ecosistemi e nei territori, anche per l’intreccio con la pressione esercitata dall’uomo.

Senza interventi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, gli effetti dei cambiamenti climatici andranno aumentando nel tempo. Il protocollo di Kyoto e’ stato solo un primo piccolo passo nella lotta ai cambiamenti climatici. I negoziati per un nuovo accordo sul clima, che dovra’ entrare in vigore alla scadenza del protocollo nel 2012, sono stati avviati gia’ alla conferenza sul clima di Montreal, in Canada, nel 2005.

Sin da allora e’ stato evidente l’assoluta urgenza di raggiungere un accordo nel minor tempo possibile in modo da far entrare in vigore il nuovo negoziato entro il 2012 ed evitare cosi’ un vuoto normativo dopo la prima fase. Come accaduto per il protocollo di Kyoto infatti, anche il nuovo accordo sara’ probabilmente da sottoporre alla ratifica da parte dei singoli stati firmatari. Come accaduto per il protocollo di Kyoto anche in questo caso il processo potrebbe richiedere diversi anni.

Proprio oggi si chiude a Bonn la Conferenza delle sessioni degli Organi sussidiari dell’UNFCCC e del Protocollo di Kyoto che ha fatto entrare nel vivo i negoziati in vista della Conferenza di Copenhagen, a dicembre, che dovra’ vedere la sigla di un accordo globale.

Sul piatto, non solo le politiche di riduzione dei Paesi occidentali, ma anche le istanze dei Paesi in via di Sviluppo (fra i quali colossi come la Cina e l’India) che non intendono vedere nell’Accordo un freno alla loro crescita. E anche le esigenze, ribadite di recente dall’Italia, di coniugare ambiente e sviluppo.

L’Unione Europea ha sottoscritto un impegno unilaterale di riduzione delle emissioni del 20 per cento entro il 2020 dichiarandosi pronta ad arrivare al 30 per cento entro la stessa data in caso l’obiettivo venga condiviso anche dagli altri paesi industrializzati.

L’Italia paga un pesante ritardo nell’applicazione degli obiettivi fissati a Kyoto e sta accumulando un debito di 3,6 milioni di euro al giorno per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all’obiettivo previsto dal Protocollo.

Anche se per il quarto anno consecutivo le emissioni climalteranti italiane si sono ridotte, dopo essere arrivate nel 2004 ad un livello dell’11% superiore ai livelli del 1990. Nel 2008, in base alle stime del Kyoto Club, sono state del 6% piu’ alte rispetto al 1990. Il recupero degli ultimi anni deriva dall’aumentato prezzo dell’energia, da inverni poco rigidi, dall’arrivo della recessione e per finire dai primi risultati delle politiche di efficienza energetica e di incentivazione delle rinnovabili. E tutto fa pensare che anche il 2009, a seguito della crisi, vedra’ un’ulteriore riduzione delle emissioni.

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PANDEMIA: NUOVA INFLUENZA IL PUNTO

Pubblicato da milionidieuro su 12 Giugno 2009


Sono 28.774 i casi di contagio da nuova influenza in 74 Paesi del mondo. 144 i decessi. Intanto ieri l’OMS ha alzato il livello di allerta: 6, pandemia. In Messico il maggior numero di vittime, 108, su 6241 contagi, negli USA il maggior numero di contagi, 13.217 con 27 vittime. Decessi anche in Cile, 2 su 1694 contagi, Costa Rica, 1 su 104 contagi, Repubblica Dominicana, 1 su 91 contagi. In Italia i casi accertati sono 56, 1307 in Australia, 528 in Giappone, 357 in Spagna, 256 in Argentina, 221 a Panama.

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RISCALDAMENTO GLOBALE: ‘Un aumento di +3*C lancerebbe il Pianeta verso conseguenze catastrofiche e irreversibili

Pubblicato da milionidieuro su 12 Giugno 2009


Ieri mattina Greenpeace ha fatto suonare un allarme sonoro fuori all’edificio dove sono in corso le trattative sul clima dell’ONU a Bonn. Incatenati alla parte posteriore di un camion, gli attivisti hanno azionato la sirena per cercare di svegliare i Governi che continuano a perdere tempo invece di far progressi verso un serio accordo sul clima.

‘Ci sono Paesi che non hanno nessuna intenzione di salvare il Pianeta dal collasso climatico” afferma Martin Kaiser di Greenpeace International. ”Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Canada stanno agendo come se la crisi non esistesse, mettendo i loro interessi individuali di breve termine prima dell’emergenza globale”.

Allo stato attuale, gli impegni in termini di riduzione delle emissioni di CO2, che sono stati messi sul tavolo dai paesi industrializzati, portano a una diminuzione minima, 8-15%, rispetto ai livelli di emissione di CO2 del 1990, entro il 2020. Il Giappone ha confermato un taglio dell’8%.

La Nuova Zelanda non ha preso nessun impegno, mentre il Canada gia’ prevede un aumento delle emissioni. Gli Stati Uniti di Obama hanno fatto solo un piccolo passo, proponendo un taglio del 4% al 2020.
Per avere una chance di evitare un disastro climatico, avverte Greenpeace, occorre che la temperatura media globale non aumenti di piu’ di 2*C: le emissioni devono essere ridotte almeno del 40% al 2020. I target annunciati dagli Stati apriranno la strada a un aumento della temperatura media pari a +3*C, ben oltre la soglia di irreversibilita’ dei peggiori impatti climatici.

Anche l’Europa – prosegue l’associazione – ha smesso di essere leader all’interno dei negoziati e questa settimana i ministri europei delle Finanze non hanno voluto o saputo mettere sul tavolo le risorse economiche per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare i cambiamenti climatici.
”Un aumento di +3*C lancerebbe il Pianeta verso conseguenze catastrofiche e irreversibili. Potremmo perdere un terzo delle specie viventi,,gran parte dell’Amazzonia e causare la scomparsa dell’Artico e di parte dell’Antartide. I Paesi stanno scommettendo su effetti di portata gigantesca che, se si avverassero, non potrebbero essere riparati con tutti i soldi del mondo”, avverte Kaiser. ”Ancora non vediamo la stessa urgenza e la stessa serieta’ con cui e’ stata affrontata la crisi economico-finanziaria”.

I Capi di Stato che stanno per andare al summit del G8 devono assumersi la responsabilita’ personale per una svolta del negoziato sul clima. Alla Conferenza sul clima globale di Copenhagen il prossimo dicembre i leader del Pianeta devono evitare il rischio di una catastrofe climatica e negoziare il forte accordo di cui il pianeta ha bisogno.

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INFLUENZA SUINA: Nuova infuenza, SIAMO ALLA PANDEMIA E OCCORRE PRODURRE RAPIDAMENTE VACCINO

Pubblicato da milionidieuro su 11 Giugno 2009


L’organizzazione mondiale per la Sanità ha annunciato ufficialmente la pandemia di influenza suina. L’Oms ha precisato che la pandemia, la prima degli ultimi quarant’anni, é tuttavia di gravità moderata. Per il momento dunque non viene raccomandata alcuna restrizione al trasporto di merci e persone. «Il virus non può essere arrestato – ha detto la direttrice dell’Oms Margaret Chan – e abbiamo deciso di alzare il livello di allarme a 6, il livello massimo». Il livello sei segnala un aumento dell’estensione geografica della diffusione del virus, non necessariamente della sua gravità. «Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», ha puntualizzato il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl. È probabile che la decisione sia stata presa a seguito dell’ampia diffusione della nuova influenza A nello stato di Victoria, in Australia (cinque ricoveri e un migliaio di contagi), che segnala che l’emergenza non riguarda più il solo Nordamerica. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato la pandemia per l’influenza suina dopo gli ultimi sviluppi della diffusione del virus A-H1N1, che finora ha contagiato 28.000 persone in 74 Paesi del mondo con 141 morti.

L’Organizzazione mondiale della sanita’ ha chiesto ai laboratori farmaceutici di ”intraprendere rapidamente” la produzione del vaccino contro il virus A/H1N1 della nuova influenza, ”non appena termineranno la produzione del vaccino contro l’influenza stagionale’‘.
I laboratori, ha spiegato il direttore generale dell’Oms Margaret Chan durante una conferenza stampa, ‘’sono molto vicini a terminare la loro produzione del vaccino contro l’influenza stagionale. Sono pronti ad avviare la produzione a pieno regime del vaccino pandemico”.

Nel prossimo Consiglio informale dei Ministri della Salute dell’Ue,, prosegue Fazio, ”definiremo le strategie vaccinali e le azioni per accelerare la registrazione dei vaccini”. Ora ”la priorita’ e’ infatti iniziare una strategia vaccinale nel mondo, sia per evitare la grande diffusione del virus che bloccando l’attivita’ di fasce di popolazione recherebbe anche seri danni alle economie dei Paesi, sia per fare in modo che la popolazione presenti gia’ una protezione nel caso in cui il virus dovesse ricombinarsi in una forma di virus aviario trasmissibile all’uomo”. Uno dei rischi a lungo termine di questa pandemia e’ infatti, secondo il Viceministro, ”che il virus A/H1N1 nei prossimi mesi si possa ritrasmettere al maiale e riassortarsi nell’animale con quello dell’aviaria (H5N1) portando alla nascita di una nuova forma di influenza aviaria trasmissibile all’uomo e molto aggressiva”. Comunque, nonostante siamo in fase 6 pandemica, considerando che in Italia ci sono stati finora pochi casi confermati di influenza A/H1N1 ”manterremo attive – per Fazio- anche le necessarie misure di contenimento dell’infezione che sono state assunte nella fase 5 prepandemica in quanto piu’ stringenti rispetto a quelle previste dalla fase 6”.
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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, 27.743 CASI IN 74 PAESI. 56 CONTAGI IN ITALIA

Pubblicato da milionidieuro su 11 Giugno 2009


Sono 27.743 in 74 Paesi i casi di contagio dal virus della nuova influenza A/H1N1. 141 finora i decessi.

In Messico il maggior numero di vittime, 106, a fronte di 5.717 contagi, negli Usa il maggior numero di contagiati, 13.217, con 27 decessi. 2446 contagi in Canada con 4 decessi, 1694 in Cile (2 decessi). Una vittima anche in Costa Rica (93 casi) e una nella Repubblica Domenicana (91 casi). Nei Paesi che non hanno fatto registrare decessi il maggior numero di contagi si registra in Australia (1224), Regno Unito (666), Giappone (485), Spagna (331) e Panama (221).

In Italia sono stati confermati ieri altri due casi che portano a 56 il numero dei contagiati.
Il primo caso riguarda una donna di 29 anni, rientrata a Milano da New York il 1* giugno. La donna il 3 giugno accusando sintomatologia influenzale si e’ recata in ospedale dove e’ stata visitata e inviata in isolamento domiciliare presso la propria abitazione. Attualmente sta bene.
Il secondo caso e’ relativo a una bambina lombarda di 7 anni che avrebbe contratto l’infezione da un familiare ritornato da New York nei giorni scorsi.

Cinque persone contagiate dal virus A/H1N1 sono state ricoverate in terapia intensiva nello stato australiano di Victoria. Lo ha reso noto un portavoce delle autorita’ sanitarie locali precisando che le loro condizioni sono piuttosto serie. ”Alcuni sono a rischio di contrarre una patologia ancora piu’ grave”, ha detto. In Australia sono 1.200 le persone colpite dalla nuova influenza ma nessun caso, finora, si e’ rivelato mortale.

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tè verde: previene ictus, è un antiossidante, anti- invecchiamento e anti- cancro

Pubblicato da milionidieuro su 11 Giugno 2009


Il te’ verde, noto per proprieta’ antiossidanti, anti-invecchiamento e di prevenzione del cancro, riduce anche il rischio di ictus. Basta berne anche una sola tazza a settimana. E’ la conclusione di uno studio australiano che ha esaminato il consumo di te’ verde di 800 persone in Cina meridionale, eta’ media 69 anni, di cui circa meta’ vittime di ictus. Coloro che consumavano regolarmente due o piu’ tazze al giorno riducevano il rischio di ictus di circa il 60%.

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DIETA: ‘ECO-ATKINS’ PER PERDERE PESO E CONTRO COLESTEROLO

Pubblicato da milionidieuro su 10 Giugno 2009


Una dieta a base di proteine vegetali e con basso contenuto di carboidrati aiuta a perdere peso e, soprattutto, migliora i livelli di colesterolo nel sangue. Una dieta ”Eco-Atkins”, come e’ stata definita dagli stessi autori della ricerca, ovvero una dieta Atkins – iperproteica per definizione – modificata sostituendo le proteine animali – carne, uova – con quelle vegetali – soia, glutine, noci. A spiegarne i benefici e’ uno studio pubblicato ieri su Archives of Internal Medicine, uno dei Journal of American Medical Association.

Tradizionalmente la dieta Atkins viene utilizzata per perdere peso, ma non ha alcuna relazione con l’abbassamento dei livelli di colesterolo. La nuova ricerca, invece, spiega che la variazione vegetariana ”Eco-Atkins” a base di proteine vegetali potrebbe essere un’alternativa, offrendo la perdita di peso e riducendo i fattori di rischio cardiovascolari. Lo studio ha messo in paragone due diete vegetariane, la nuova Eco-Atkins – molte proteine vegetali e pochi carboidrati – e un’altra dieta ad alto contenuto di carboidrati e basso apporto di grassi: in entrambi i casi nei partecipanti all’esperimento sono stati registrati diminuzione di peso e abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue, ma solo nei soggetti che si erano sottoposti alla Eco-Atkins i livelli di colesterolo erano migliorati sensibilmente. I ricercatori stanno ora studiando per capire se il miglioramento dei livelli di colesterolo sia dovuto, nella Eco-Atkins, alle proteine vegetali o alle fibre.

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INFLUENZA SUINA: NUOVA INFLUENZA, allo studio lo spray nasale contro il virus H1N1

Pubblicato da milionidieuro su 10 Giugno 2009


Da ricercatori francesi una nuova pista a base di proteine per il trattamento dell’influenza A. Rispetto ai vaccini, la strategia “presenta il vantaggio di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta”

Una piccola molecola, disponibile in spray nasale, per attivare a livello delle prime vie respiratorie uno scudo protettivo, a base di proteine, contro i virus dell’influenza, H1N1 compreso. Potrebbe essere questo il risultato finale della strada aperta dai ricercatori francesi dell’istituto di ricerca pubblica Inserm, che hanno dimostrato come una proteina (PAR2), presente in notevoli quantita’ sulla membrana delle cellule della trachea, puo’ giocare un ruolo di protezione importante in caso d’infezione da virus H1N1 nei topi, dopo la sua ‘attivazione’ attraverso un trattamento inalatorio.

Questa proteina, anello importante del sistema immunitario, potenzia nei roditori la produzione di sostanze che neutralizzano il virus bloccandone la proliferazione, secondo lo studio pubblicato sul ‘The Journal of Immunology’, datato 15 giugno. Quando il virus influenzale entra in contatto con il sistema respiratorio, avvia una serie di reazioni rapide che coinvolgono numerose proteine. L’equipe di Be’atrice Riteau si e’ concentrata sul ruolo del recettore PAR2, di cui era nota l’attivita’ nella risposta immunitaria. Un’azione, pero’, che non era mai stata studiata nel corso di un’infezione virale negli animali. La strategia allo studio “presenta il vantaggio – spiegano gli autori – rispetto ai sistemi si lotta all’influenza attuali (vaccini, antivirali) di non colpire i virus, ma di concentrarsi sulle cellule che il virus infetta”.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno infettato alcuni topi con un ceppo da laboratorio del virus H1N1, mortale per i topi e inoffensivo per l’uomo. Il trattamento ha attivato una notevole produzione di proteine con proprieta’ antivirali, che bloccano la replicazione del virus. I topi, inoltre, sono sopravvissuti all’infezione che, normalmente, sarebbe risultata letale. Ora, sottolineano i ricercatori, saranno necessari ulteriori studi per verificare l’efficacia e il ruolo protettivo della molecole contro i differenti ceppi di virus influenzali, tra i quali quelli dell’aviaria e diversi tipi di H1N1, compreso quello che ha determinato la nuova influenza.

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DIRITTI UMANI: ORGANIZZAZIONI DENUNCIANO VIOLAZIONI IN AMAZZONIA

Pubblicato da milionidieuro su 10 Giugno 2009


Il governo deve fare chiarezza: lo hanno chiesto i rappresentanti di cinque organizzazioni locali a difesa dei diritti umani, sollecitando l’esecutivo a indagare sulle denunce di violazioni e abusi da parte della polizia contro le popolazioni indigene amazzoniche dopo gli scontri dello scorso fine-settimana lungo la strada Fernando Belaunde Terry che unisce i centri di Tarapoto e Yurimaguas.

Secondo cifre ufficiali – riferisce l’agenzia missionaria Misna – sarebbero 24 gli agenti rimasti uccisi e nove i civili; testimonianze locali, non ancora verificabili, parlano invece di decine di morti tra i nativi che da giorni occupavano la strada per protesta contro le politiche di sfruttamento delle risorse naturali e accusano la polizia di aver occultato i loro cadaveri gettandoli in un fiume.
”Ci sono indizi da verificare, dobbiamo sapere la verita”’, ha detto Ernesto de la Jara dell’Instituto de Defensa Legal (Idl). La Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh) ha condannato ”energicamente” le violenze sottolineando che ”la criminalizzazione della legittima mobilitazione e protesta sociale, sia attraverso la repressione diretta dei manifestanti o attraverso inchieste o processi penali, e’ incompatibile con una societa’ democratica”; un richiamo che Lima ha seccamente respinto.

La ”Defensori’a del Pueblo’, l’ufficio per i diritti civili, trasformatosi in primo mediatore tra indigeni e governo – scrive ancora Misna – ha per il momento smentito l’esistenza di fosse comuni segnalate nella zona di Bagua, dove si sono concentrati gli scontri; a Bagua, presidiata dall’esercito, resta in vigore il coprifuoco dalle 18:00 alle 06:00, mentre i circa 1000 indigeni rifugiatisi presso le strutture della parrocchia di Bagua Grande stanno facendo ritorno ai loro villaggi, scortati da centinaia di soldati.

Il clima resta tuttavia teso e si teme il rischio di nuove violenze. Intanto l’ambasciata del Nicaragua a Lima ha riferito di aver accolto la richiesta di asilo politico rivolta da Alberto Pizango, presidente dell’Associazione interetnica della selva peruviana (Aidesep), accusato dalla magistratura di ‘’sedizione” e ”ribellione”. L’Aidesep e’ la sigla che riunisce oltre un migliaio di comunita’ indigene amazzoniche protagoniste da due mesi della piu’ imponente mobilitazione contro il governo del presidente Alan Garci’a a cui viene chiesta la deroga di un pacchetto di decreti approvati lo scorso dicembre nel piano di adeguamento della legislazione previsto dal Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, ritenuti lesivi dei diritti dei popoli originari sulle loro terre..

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